Ciclismo

Giro d’Italia, ad Alleghe vince Kuss. Terzo Ciccone, beffato nel finale

Tra gli uomini di classifica controlla il vantaggio Jonas Vingegaard, mentre Jay Hindley scavalca al terzo posto Thymen Arensman

di Dario Ceccarelli

Il corridore statunitense Sepp Kuss del Team Visma | Lease A Bike taglia il traguardo e vince la 19ª tappa del 109° Giro d'Italia 2026, sulla distanza di 151 km da Feltre ad Alleghe, in Italia, il 29 maggio 2026. ANSA/LUCA ZENNARO ANSA

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La notizia, davvero una notizia, è che questa volta, nella tappa più dura del Giro, Jonas Vingeggard non ha vinto.

Di solito infatti, come ha già fatto quattro volte, in montagna non lascia scampo a nessuno. Ma qui ad Alleghe, nelle Dolomiti più affascinanti, sotto il Monte Civetta, ha preferito starsene tranquillo, controllando con i suoi fidi scudieri le residue velleità degli altri big. Missione compiuta, senza particolari affanni.

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Anzi l’impressione è che, se solo avesse, voluto, avrebbe fatto ancora il vuoto.

Ma il Re Pescatore, ormai in pieno controllo del Giro, non è feroce come Pogacar. E ogni tanto lascia spazio agli altri. Tanto è vero che, a conquistare la tappa, è stato un suo compagno della Visma, l’americano Sepp Kuss, abile a riacchiappare a 2 chilometri dal traguardo un oramai esausto Ciccone che, alla fine, riesce a ritagliarsi un comunque dignitoso terzo posto.

Va detto che l’abruzzese, come è nel suo carattere, ha fatto fuoco e fiamme per tutta la tappa riuscendo anche a guadagnarsi tre dei cinque GPM della frazione. Ma scollinando il Falzarego, prima dell’ultima rampa verso il traguardo di Alleghe, Ciccone si è scornato con il colombiano Rubio, reo d’avergli soffiato l’ultimo GPM, che all’abruzzese faceva comodo per far punti.

Infuriato il nostro Giulio, dopo aver mandato a quel paese Rubio, si è lanciato, più per rabbia che convinzione, nella discesa guadagnando quasi un minuto. Negli ultimi cinque chilometri, ha però pagato dazio facendosi riprendere dal furbissimo Kuss che, essendosi risparmiato in precedenza, è arrivato da solo al traguardo precedendo il canadese Gee (+13”) e lo stesso Ciccone (+36”)

Bravo Ciccone, generoso ma non molto lucido. Ne sa qualcosa il canadese Gee, suo compagno nelle Lidl-Trek, e ora quinto in classifica a più di sei minuti da Vingegaard. Se Ciccone lo avesse aiutato, gli avrebbe sicuramente fatto piacere in funzione podio. Ma come si fa a fermare un vulcano in eruzione come l’abruzzese? E infatti...

Vogliamo dirlo? Siamo ai titoli di coda di questo Giro. Che lo vinca Vingegaard, se non arriva l’apocalisse, è pacifico. Che Jonas se ne sia stato tranquillo, non avendo rivali che lo minacciano, è abbastanza normale. Questo sabato 30 maggio c’è comunque l’ultima tappa di montagna, con arrivo e doppia ascesa a Piancavallo. Qualche petardo Vingo può farlo ancora esplodere prima del gran finale a Roma. Le schermaglie ormai si giocano soprattutto per gli altri due posti del podio. Questa volta a guadagnarci è stato l’australiano Hindley che ha scavalcato al terzo posto (+5’) l’olandese Aresman, rimasto staccato. Secondo, con più 4 minuti da Vingegaard, c’è l’austriaco Felix Gall, un osso duro che non molla un centimetro. A Piancavallo l’ardua sentenza.

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