Ciclismo

Giro, Davide Ballerini dribbla la caduta e regala la prima vittoria all’Italia

Il 33enne dell’Astana rompe il digiuno italiano vincendo finalmente al Giro sotto la pioggia

di Dario Ceccarelli

(Photo by Gian Mattia D'Alberto / LaPresse) LAPRESSE

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Non sempre si può perdere. Finalmente, al sesto giorno, anzi alla sesta tappa, la Paestum-Napoli di 142 km, un corridore italiano, Davide Ballerini, 33enne di lungo corso, riesce a spezzare il sortilegio vincendo in un finale ancora caratterizzato dalla solita pioggia e dalle solite cadute che hanno caratterizzato, finora, questo bagnatissimo Giro d’Italia.

Ballerini è stato bravo perché in questa ennesima caduta, in una curva a 450 metri dal traguardo (che ha coinvolto anche Jonathan Milan, impedendogli quindi di partecipare allo sprint), è riuscito a uscirne indenne senza farsi prendere dal panico.

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A quel punto Ballerini incoraggiato via radio anche dall’ammiraglia dell’Astana (“Vai Davide, vai!) ha sprintato fino al traguardo imponendosi davanti al belga Stuyven e al francese Maigner, già vincitore di due tappe e pure lui miracolosamente scampato alla decimazione dell’ultima curva. Un successo, quello di Ballerini, che vale doppio perché, nei programmi, lui avrebbe dovuto lanciare al volata al compagno Matteo Malucelli, il velocista numero uno dell’Astana. Ma nel ciclismo, come nella nostra vita, i programmi vanno sempre all’aria, soprattutto con questi arrivi così insidiosi. Morale della favola: il nostro Ballerini, non più un ragazzino di primo pelo, e che nella sua carriera ha vinto solo 11 corse non di grandissimo livello, si è preso la più bella soddisfazione della sua vita vincendo al Giro d’Italia, impresa di cui non tutti i suoi colleghi possono vantarsi. Poi vincere a Napoli, davanti a una folla che ti applaude come se fossi Maradona, è una emozione ancora più forte che Davide, reduce da tanti incidenti che avrebbero potuto allontanarlo dal ciclismo, si merita davvero.

«Conoscevo questo finale, sapevo che con l’acqua poteva diventare complicato, sono uscito dalla curva e ho sperato fino all’ultimo di farcela», ha detto Ballerini. «Sono tanti anni che inseguo una vittoria al Giro, mi sentivo bene, avevo già vinto in Turchia, ma mi mancava una tappa al Giro. E’ sempre così, le cose ti arrivano quando meno te l’aspetti», conclude Ballerini, lombardo di Cantù, che con quel cognome illustre fa per forza venire in mente l’indimenticabile Franco Ballerini vincitore di due Parigi-Roubaix e commissario tecnico della nazionale azzurra, morto nel febbraio 2010 in un incidente stradale durante un rally a soli 45 anni.

Una scintilla di malinconia, il ricordo del “Ballero”, che dura solo un secondo e che non offusca questa bella giornata in cui finalmente un corridore italiano spezza un digiuno piuttosto imbarazzante che durava dall’anno scorso, quando Christian Scaroni fu l’unico azzurro a conquistare una tappa. Peccato per Jonathan Milan che sembra perseguitato dalla nuvola di Fantozzi. Meglio non infierire, però. Lo sprinter friulano era infatti ben piazzato e sicuramente avrebbe potuto dire la sua. Si rifarà, perché, come ha detto Davide Ballerini, le cose arrivano quando meno te l’aspetti.

E ora cambiano gli scenari. Questo venerdì 15 maggio arriva la prima vera montagna del Giro, con l’arrivo al Blockhaus dopo 244 chilometri probabilmente ancora caratterizzati dal maltempo. E’ la tappa più lunga del Giro, con una salita di 13 chilometri con punte fino al 14%. Qui, in questa cima battuta dal vento, la classifica può assumere un volto credibile. Facile che Jonas Vingegard, il grande favorito, lanci il suo primo vero attacco. «Sono pronto a rispondergli» ha detto Giulio Pellizzari, un altro corridore azzurro che può dire la sua. Di sicuro il portoghese Eulalio, darà l’addio alla maglia rosa. Anche il suo è stato è un bel sogno, realizzato.

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