Stati Uniti

Giudice ordina la rimozione del nome Trump dal Kennedy Center per violazione della legge congressuale

La corte di Washington ha stabilito che solo il Congresso può modificare il nome del Kennedy Center, dichiarando illegittima l’aggiunta di Donald Trump all’intitolazione ufficiale.

FOTO D'ARCHIVIO: L'insegna con il nome del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, appena aggiunta, è visibile sulla facciata del John F. Kennedy Center for the Performing Arts, il giorno dopo che il consiglio di amministrazione dell'istituzione ha annunciato che avrebbe rinominato la struttura "The Donald J. Trump and The John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts", a Washington, D.C., Stati Uniti, il 19 dicembre 2025. REUTERS/Kevin Lamarque/Foto d'archivio REUTERS

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Il nome del presidente Donald Trump sulla facciata del Kennedy Center e ogni materiale di branding ufficiale e’ “illegittimo” e va rimosso.

Il giudice Christopher R. Cooper, della Corte distrettuale federale di Washington, ha bocciato la decisione del Consiglio direttivo dell’istituzione, notando che la legge voluta dal Congresso per istituire il John F. Kennedy Center for the Performing Arts rendeva “cristallino” il fatto che l’istituzione dovesse essere intitolata al presidente Kennedy.

Loading...

“È stato il Congresso a conferire il nome al Kennedy Center, e solo il Congresso può modificarlo”, ha scritto Cooper, secondo il Nyt.

Cooper, nella sua ordinanza di 94 pagine, ha inoltre bloccato in via temporanea la chiusura dell’istituzione per lavori di ristrutturazione, prevista per quest’estate: la decisione giunge a mesi di distanza dall’annuncio di Trump sullo stop delle attività della durata di due anni.

L’ordinanza è maturata a seguito della causa intentata dalla deputata dem dell’ Ohio, Joyce Beatty, componente di diritto del consiglio direttivo del Kennedy Center.

La deputata ha contestato sia la ridenominazione dell’istituzione, sia i piani per la sua chiusura a partire da luglio: secondo i suoi legali, quest’ultima decisione sarebbe stata in realtà “concepita per celare l’imbarazzo suscitato dal calo delle vendite dei biglietti”.

Il cda del centro, composto in stragrande maggioranza da alleati del tycoon, ha votato a dicembre a favore dell’aggiunta del nome del presidente all’intitolazione dell’iconico centro per le arti performative. Poco dopo, sulla facciata in marmo dell’edificio è stata apposta una nuova iscrizione, che ora recita: “The Donald J. Trump and the John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts”.

Lo scorso febbraio, Trump aveva annunciato che il centro avrebbe chiuso i battenti per l’estate, definendo l’edificio “vetusto” e bisognoso di urgenti lavori di ristrutturazione.

Il consiglio direttivo aveva approvato il piano a marzo, ma il giudice ha stabilito che l’organo non avesse svolto un’adeguata due diligence nell’esaminare le conseguenze di una simile decisione.

“Nessuno dei componenti del cda disponeva di informazioni sufficienti, prima della riunione del 16 marzo, per poter assumere una decisione ponderata in merito alla chiusura del centro”, ha scritto Cooper, osservando che la sua decisione non impedisce al consiglio di amministrazione del centro di decidere, in futuro, lo stop per lavori di ristrutturazione.

E’ prioritario, tuttavia, avere “informazioni sufficienti per prendere una decisione ponderata e indipendente, tenendo conto sia dell’obbligo di mantenere e gestire una sede artistica di eccellenza, sia del solenne dovere di onorare la memoria di un presidente assassinato”.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti