Private equity

Gli investimenti in squadre sportive hanno ritorni superiori all’S&P500

L’Nba conta un total return del 2.088,9% dal 2014 al 2024, contro il 687,3% dell’indice di Borsa

di Monica D'Ascenzo

2HJ7X60 Brooklyn Nets guard James Harden (13) shoot the ball during an NBA basketball game against the LA Clippers, Monday, Dec. 27, 2021, in Los Angeles. The

6' di lettura

6' di lettura

Il valore medio di una franchigia Nfl nel 2024 è stato di 5,7 miliardi di dollari, rispetto a 1,2 miliardi di dollari nel 2013. Se il ritmo di crescita restasse costante,si potrebbe arrivare a un potenziale valore di una squadra di football americano di oltre 27 miliardi di dollari entro il 2035, secondo un report di Pwc. Basterebbe questo esempio per dare le dimensioni di quanto gli investimenti nelle squadre sportive negli Stati Uniti stiano attirando via via l’attenzione di investitori più sofisticati. solo un decennio fa, infatti, le squadre dei maggiori sport americani erano contese prevalentemente da facoltose famiglie locali. Negli ultimi anni, però, un attore importante sta prendendo posizioni sempre più rilevanti: si tratta del private equity complice anche il cambiamento di regolamentazione delle maggiori leghe statunitensi che hanno aperto ai fondi chiusi, anche se con diverse limitazioni sulle quote da poter acquisire nelle singole squadre. Oggi 74 grandi squadre sportive nordamericane, per un valore complessivo di 229,1 miliardi di dollari, contano investimenti o finanziamenti di fondi chiusi.

I capitali dei fondi hanno certamente fatto da acceleratore alla crescita di valore, tanto che tutte le maggiori leghe Usa (Nfl, Nba, Mlb, Nhl) presentano un total return (misurato con il valore medio dei team ogni anno) ben superiore a quello dell’S&P 500 (tenendo conto naturmente dei dividendi distribuiti) nell’arco temporale degli ultimi 10 anni. A svettare è la lega del basket (Nba) con un ritorno del 2.088,9% dal 2014 al 2024, anche se in termini di valore delle squadre la media è di 4,66 miliardi di dollari, secondo le valutazioni ufficiali. Un dato che colloca la lega tra il valore medio di una squadra della National Football League (Nfl), pari a 6,49 miliardi di dollari, e quello di una franchigia media della National Hockey League (Nhl), stimato in 1,92 miliardi di dollari. Non mancano, però, le squadre che di grn lunga sopravanzano la media come i Golden State Warriors ( con il record di 9,4 miliardi di dollari), i New York Knicks (7,5 miliardi di dollari), i Los Angeles Lakers (7 miliardi di dollari), i Chicago Bulls (5,8 miliardi di dollari) e gli Houston Rockets (5,7 miliardi di dollari).

Loading...

IL RITORNO IN 10 ANNI

Loading...

Nella classifica dei total return dell’ultimo decennio, stilata da PitchBook, al secondo posto si colloca l’Nfl con il 1.220,4% e a seguire Nhl (1.170,9%) e Mlb (907,3%). Nello stesso periodo lo S&P 500 vanta un total return del 687,3%. L’incremento regolare delle valutazioni delle franchigie sportive è trainato principalmente da due eventi ricorrenti, che si verificano approssimativamente ogni cinque-dieci anni: i rinnovi dei contratti per i diritti media e i contratti collettivi (collective bargaining agreements), osservano gli analisti di PitchBook. Ma di fatto a garantire la crescita di valore delle squadre è la fidelizzazione dei tifosi che non esitano a spendere per abbonamenti di streaming delle partite, biglietti per gli stadi e merchandising. I fondi hanno saputo cogliere le occasioni al cambio delle regole delle leghe, che comunque hanno messo per la maggior parte un massimo alle quote che i private equity possono detenere al 30%.

Fondi dedicati allo sport

Le società di private equity stanno destinando capitali sempre più consistenti ai settori dello sport, dei media e dell’intrattenimento. Negli Usa fra i primi a strutturarsi è stato Ares Management, che nella seconda metà del 2022 ha chiuso un fondo da 3,7 miliardi di dollari dedicato esclusivamente a questo comparto. Ares è inoltre impegnato nel lancio di un nuovo prodotto semi-liquido focalizzato su sport, media e intrattenimento, con sottoscrizioni mensili, per poter ampliare l’accesso a questo tipo di mercato anche a investitori che hanno bisogno di asset più liquidi.

Ad aprile dello scorso anno, invece, Arctos Sports Partners ha chiuso il secondo fondo con una raccolta di oltre 4,1 miliardi di dollari destinati a investimenti strategici all’interno dell’industria sportiva. A maggio 2024, è stata la volta di RedBird Capital Partners con il quarto fondo da 3,3 miliardi di dollari, dedicato a sport, media e servizi finanziari. Non mancano poi fondi dell’industria del venture capital: Bluestone Equity Partners, ad esempio, ha chiuso nel primo trimestre del 2023 il suo primo fondo di growth equity, raccogliendo 300 milioni di dollari.

Il panorama sta diventando tanto appetibile che anche colossi di dimensioni maggiori hanno deciso di muovere in questa direzione: tra questi Sixth Street, con circa 75 miliardi di dollari in gestione, che ha recentemente annunciato l’intenzione di lanciare il suo primo fondo interamente dedicato agli investimenti sportivi. Sixth Street non è nuovo al settore: oltre ad aver acquisito una squadra della National Women’s Soccer League (NWSL) dell’area di San Francisco, nel 2021 ha partecipato, insieme a un consorzio guidato da Michael Dell, all’acquisto del 20% dei San Antonio Spurs.

Recentemente anche Tpg ha annunciato il lancio di Tpg Sports, nuova piattaforma dedicata a opportunità di investimento in tutto l’ecosistema sportivo, diventando l’ultima di una serie di storici gestori di private equity ad entrare nel comparto. Altri operatori stanno invece adottando approcci meno convenzionali. È il caso di Marc Lasry, ex proprietario dei Milwaukee Bucks e ceo di Avenue Capital Group, che ha ceduto la propria partecipazione nella squadra nel 2023 per consentire ad Avenue di raccogliere un fondo sportivo dedicato. In modo analogo, Harbinger Sports Partners, guidato da un consorzio di insider del settore, tra cui l’ex proprietario dei Dallas Mavericks Mark Cuban, ha lanciato un fondo di private equity da 750 milioni di dollari per acquisire partecipazioni di minoranza in squadre professionistiche.

Gli investimenti

Negli ultimi anni le transazioni del private equity sono andate aumentando sia attraverso l’acquisizione di quote di minoranza sia mediante investimenti diretti da parte di professionisti provenienti dall’industria. Tra le operazioni più rilevanti PitchBook segnala l’acquisizione dei Washington Commanders da parte di Josh Harris, co-fondatore di Apollo, per 6,05 miliardi di dollari: al momento della transazione, due anni fa, si trattava della cifra più alta mai pagata per una squadra sportiva. Per finanziare l’acquisto, Harris ha ottenuto capitali da Arctos Sports Partners e Ares Management. Tuttavia, le regole Nfl non consentono il finanziamento diretto da parte di fondi PE e limitano l’indebitamento a un massimo di 1,1 miliardi di dollari. Di conseguenza, Harris ha dovuto ricorrere a un prestito da parte di Bank of America per completare l’operazione e poi si è dedicato alla ristrutturazione della società portandola da squadra fra le sfavorite a squadra in grado di contendersi la finale del Superbowl.

Nel 2025 le operazioni sportive negli States hanno subito un’accelerazione a marzo, quando i San Francisco Giants della Mlb hanno ceduto il 10% della propria franchigia a Sixth Street per un importo non reso pubblico. I proventi saranno destinati alla riqualificazione dello stadio e dello sviluppo immobiliare circostante. Non è la prima volta che i Giants ricevono aprono la porta ai capitali del private equity, dal momento che Arctos è già presente nell’azionariato con una quota di minoranza.

Nella stessa settimana, anche i Boston Celtics della Nba sono stati oggetto di una storica transazione: ceduti a William Chisholm, co-fondatore e managing partner di Stg Partners, per 6,1 miliardi di dollari, nuovo record per una squadra sportiva professionistica nordamericana. La struttura dell’accordo prevede due fasi: l’acquisizione immediata della quota di maggioranza nell’estate del 2025, con una valutazione della squadra a 6,1 miliardi, seguita da un secondo pagamento nel primo trimestre del 2028 che potrebbe far salire la valutazione fino a 7,3 miliardi, a seconda dell’andamento in campo del team. Anche questa volta fa capolino Sixth Street, che parteciperà all’operazione investendo 1 miliardo di dollari.

Gli investimenti nelle squadre femminili

Il numero di franchige è limitato, circa 30 per lega, e questo fa sì che l’appetito degli investitori porti ad esplorare nuovi mercati, come quello delle squadre femminili. Nel marzo 2024, l’immancabile Sixth Street ha guidato un consorzio di investitori per l’acquisizione di una squadra d’espansione della Nwsl, la Bay FC della Bay Area, segnando un punto di svolta come prima istituzione finanziaria a detenere una quota di controllo in una squadra professionistica statunitense. L’investimento totale, ricorda PitchBook, è stato pari a 125 milioni di dollari, comprensivo di 53 milioni di dollari di tassa d’espansione - un record per la lega - e dei costi per la costruzione di un nuovo centro di allenamento.

Nel primo trimestre del 2024, Carlyle era entrata nel mondo dello sport acquisendo, insieme alla squadra Seattle Sounders FC della Mls, il club femminile Seattle Reign FC per 56,3 milioni di dollari, ben al di sopra dei 3,5 milioni per cui era stata venduta appena cinque anni prima. A gennaio dello scorso anno poi Portland Thorns FC è stata rilevata per 63 milioni di dollari dalla famiglia Bhathal, co-fondatori di Revitate, una piattaforma di investimento e family office attiva in ambito sportivo, immobiliare e nei marchi consumer. La terza operazione rilevante dei primi mesi del 2024 ha visto protagonisti Lauren Leichtman e il marito Arthur Levine, soci fondatori di Levine Leichtman Capital Partners, con l’acquisizione di un’ulteriore franchigia (dettagli nella parte successiva dell’analisi).

Di deal in deal, oggi le 14 squadre della lega di calcio femminile (Nwsl), grazie anche alle recenti acquisizioni, hanno raggiunto una valutazione aggregata di 1,5 miliardi di dollari, un incremento notevole rispetto a pochi anni fa, quando le franchigie venivano cedute per appena 2 milioni l’una. Dato che oggi si confronta con un valore medio di una squadra di Nwsl di 104,2 milioni di dollari.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti