Scienza

Gli Stati Uniti declassificano i documenti sugli UFO: cosa c’è davvero in quegli X-Files

Il Dipartimento della Difesa ha dato il via alla pubblicazione iniziale di documenti governativi sui Fenomeni Anomali Non Identificati (Uap), colloquialmente noti come Ufo, su ordine del presidente americano Donald Trump

di Marco Trabucchi

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“I want to believe”, io voglio credere, era la scritta sul poster con un UFO dietro la scrivania di Fox Mulder, il detective nella serie culto X-Files che indagava su fenomeni paranormali. Oggi di motivi per credere negli extra-terrestri potrebbero farsi più solidi grazie ad alcuni documenti desecretati e pubblicati provenienti dalla NASA e dal Pentagono. Lo ha confermato il presidente Trump, parlando della necessità di abbattere il muro di segretezza che avevano innalzato i precedenti governi.

«Come avevo promesso, il dipartimento della Guerra ha reso pubblica la prima tranche di documenti relativi a UFO e UAP», ha scritto Trump sui social. «Nel perseguire una trasparenza completa e assoluta, ho incaricato la mia amministrazione di rendere disponibili tutti i documenti governativi concernenti la vita aliena ed extraterrestre, i fenomeni aerei non identificati e gli oggetti volanti non identificati. Grazie a questi nuovi documenti e video, i cittadini potranno decidere autonomamente: “Che diavolo sta succedendo?”. Buon divertimento e buona visione!»

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Stati Uniti, il Pentagono pubblica nuovi documenti e video sugli Ufo

La decisone dell’amministrazione Trump si inserisce in un percorso già avviato: già nel 2022 il Congresso aveva istituito un ufficio apposito - l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) - e imposto una progressiva declassificazione. Trump ha però accelerato i tempi e alzato il volume politico dell’operazione, trasformando un adempimento burocratico in uno show, che alcuni interpretano come l’ennesimo tentativo di distrazione di massa in un momento di sondaggi sfavorevoli.

UFO, UAP: di cosa stiamo parlando

Vale la pena chiarire i termini prima di farsi prendere dall’entusiasmo. UFO, acronimo coniato nel 1952 dall’aviazione militare americana, indica semplicemente oggetti volanti che gli esperti non sono riusciti a identificare. UAP - Unidentified Aerial Phenomena - è una categoria ancora più ampia, che include anche fenomeni luminosi privi di spiegazione scientifica certa. Nessuna delle due accezioni, dunque, implica l’avvistamento di oggetti di natura aliena, ma di fenomeni di cui non conosciamo la natura.

Ufo, le immagini del Pentagono

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Foto e testimonianze

La maggior parte del materiale pubblicato sul sito war.gov/ufo riguarda “fascicoli precedentemente classificati su UFO/UAP, inclusi rapporti militari, resoconti di piloti, dati radar e indagini governative risalenti a decenni fa”, spiega il Dipartimento della Difesa. Diversi incidenti rimangono ufficialmente “non identificati” anche dopo l’analisi da parte dell’All-domain Anomaly Resolution Office (team americano di esperti per affrontare le anomalie non identificate).

Tra le immagini più discusse ci sono alcune fotografie in bianco e nero scattate durante le missioni Apollo 11 (1969) e Apollo 17 (1972), inclusa una ripresa dalla superficie lunare che mostra tre piccoli puntini nel cielo. Il Pentagono, nella didascalia ufficiale, ammette che «non vi è consenso sulla natura dell’anomalia», pur indicando che potrebbe trattarsi di un «oggetto».

Apparentemente più interessante è l’immagine che raffigura un oggetto metallico ellissoidale. Leggendo la didascalia si scopre però che è un render, costruito sulla base di testimonianze di persone che hanno dichiarato di aver visto qualcosa materializzarsi «da una luce brillante nel cielo, lungo da 130 a 195 piedi, per poi scomparire istantaneamente». Non una foto: una ricostruzione. Dettaglio non trascurabile.

In un’altra foto del 2024, il personale del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti ha riferito di aver avvistato un UAP (Under-Positive Alien) dalla forma simile a quella di un pallone da football americano nei pressi del Giappone.

Astronauti, piloti e presunti incontri ravvicinati

Tra i dossier la parte senz’altro più “succosa” è il presunto incontro con entità extraterrestri. In una delle centinaia di pagine del report si legge che “alcuni testimoni hanno riferito di aver visto membri dell’equipaggio che sono atterrati con quegli oggetti. Erano alti da un metro a un metro e venti, avevano addosso quelli che sembrano essere caschi e tute spaziali”. Fantascienza o realtà? I documenti riportano le testimonianze, non le verificano.

Nei documenti si trovano anche rapporti degli astronauti a bordo della missione Apollo 12 nel 1969. Durante il secondo allunaggio con equipaggio uno degli astronauti, Alan L. Bean, riferì di aver visto “lampi di luce” che “navigavano nello spazio”. “Sembra che alcuni di questi oggetti stiano sfuggendo all’orbita lunare”, affermava l’astronauta. “Si allontanano a tutta velocità e si dirigono verso le stelle”. Tre anni dopo, durante la missione Apollo 17 nel 1972, due astronauti riferirono di aver visto particelle di luce “molto brillanti”. “Sembra il 4 luglio là fuori!” ha detto uno di loro, il pilota del modulo lunare Harrison “Jack” Schmitt.

I documenti rilasciati e pubblicati sul web includono incontri che coinvolgono piloti della Marina e oggetti che mostrano comportamenti di volo insoliti. Tra i contenuti maggiormente degni di nota, alcuni promemoria militari interni che descrivono “un possibile piccolo Uap (Fenomeni anomali non identificati, ndr)” in Iraq nel 2022, nonché “molteplici bagliori o luci di origine sconosciuta” osservati in Siria nel 2024. Le truppe statunitensi erano di stanza in Iraq e Siria in quel periodo nell’ambito delle operazioni in corso contro l’Isis.

Il dibattito si alimenta, ma intanto nessuna prova di tecnologie aliene

Prima di prepararsi per il primo contatto, è bene tenere i piedi per terra. “Quello che Trump ha reso pubblico è un archivio di anomalie irrisolte, non un dossier sugli extraterrestri” ha affermato Adam Kovac di Scientific American, che aggiunge che gli esperti del settore non sono sorpresi da nessuno dei documenti declassificati e che anzi, la declassificazione potrebbe aumentare le speculazioni.

Di fatto il primo rapporto ufficiale dell’AARO, pubblicato due anni fa, aveva già analizzato centinaia di avvistamenti senza trovare alcuna prova che il governo americano abbia mai recuperato tecnologie di origine non umana, né conferme dell’esistenza di vita extraterrestre. Insomma, Mulder voleva credere. Noi, per ora, possiamo solo continuare a guardare il cielo.

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