Governo all’opera su formazione e incentivi all’occupazione
Partita aperta per la proroga degli sgravi agli under 35 e per favorire le stabilizzazioni
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Con un mercato del lavoro trainato dagli over 50, il frutto amaro della denatalità (che si sta abbattendo sull’occupazione), e la fine del Pnrr, una delle leve per sostenere il lavoro giovanile è puntare dritto al recupero dei Neet, vale a dire quei ragazzi che non studiano e non lavorano, che, come mostriamo negli altri articoli in pagina, seppur in riduzione, sono ancora tanti, specie nella fascia 30-34 anni.
Chiedilo al Sole
Nella coorte dei giovanissimi, una spinta importante è arrivata dalla forte contrazione della dispersione scolastica grazie al lavoro fatto da scuole e formazione professionale regionale. Quest’anno si dovrebbe scendere al 7,3%; un netto miglioramento rispetto al già significativo 8,2% registrato nel 2025 (abbiamo raggiunto, in anticipo, tutti i target Ue). Dal 2019 al 2026 i giovani che sono arrivati al diploma di maturità o di qualifica professionale sono saliti dall’86,5 al 92,7%, praticamente sono circa 520mila ragazzi recuperati a scuola, pari grossomodo agli abitanti di Genova.
A riattivare gli under 29 ha pensato anche il progetto di e-learning del ministero del Lavoro, Edo, dedicato alle competenze digitali nell’ambito del Pnrr, realizzato in collaborazione con le Regioni e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Ebbene, secondo i primi dati, sono stati formati oltre 41mila under 29.
Un contributo importante è arrivato anche dal programma di politica attiva, sempre finanziato dal Pnrr, Gol. Al 30 giugno sono stati presi in carico, complessivamente, 4,3 milioni di persone, con il superamento di tutti i target assegnati, compresa la formazione di 1.056.403 persone rispetto alle 800mila previste. Ad aprile, secondo l’ultima nota dell’Inapp pubblicata, i presi in carico under 29 erano il 31,2% del totale, quindi circa 1,5 milioni di persone. Su una platea di occupati di poco più di due milioni, il 42,1% sono under 29: parliamo di oltre 850mila giovani che hanno trovato un’occupazione di almeno sei mesi dopo la presa in carico del programma.
Adesso, con la fine del Pnrr, si guarda alla nuova programmazione comunitaria 2028-34, che si baserà su un modello simile al Pnrr (quindi, di collaborazione pubblico-privato, visto che ha funzionato piuttosto bene), con 27 piani di partenariato nazionali e regionali e con l’introduzione del nuovo fondo competitività. Le risorse a disposizione dei piani di partenariato e competitività ammontano, rispettivamente, a 865 e 509 miliardi (in entrambi questi contenitori troveranno spazio le attività formative e i servizi al lavoro).








