Alcuni motociclisti sfilano al fianco di membri delle forze armate iraniane appartenenti al corpo paramilitare Basij, parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), durante una manifestazione militare nota come gruppo Jan-Fada (“Sacrificati per l’Iran”), a Teheran, in Iran, 25 settembre 2026. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano nel contesto del conflitto in corso.  EPA/ABEDIN TAHERKENAREH EPA

25 settembre 2026

Guerra, ultime notizie. Iran: «Se non possiamo avere voli, non li avrà nessun altro». Teheran propone tregua di 7 giorni

Gli Houthi hanno attaccato diverse postazioni militari in Arabia Saudita. Ex ministro Anp rivela nuovi dettagli sui contatti con Israele prima del 7 ottobre

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25 settembre 2026Aggiornamento fissato

Pizzaballa: tra israeliani e palestinesi serve il riconoscimento reciproco

di Stefano Biolchini

Il cardinale Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. (Ansa)

Dal 2009 il Festival Francescano è uno dei principali appuntamenti culturali italiani, capace di richiamare ogni anno decine di migliaia di persone con incontri, dialoghi e spettacoli gratuiti aperti a tutti. L’edizione 2026 si terrà dal 24 al 27 settembre a Bologna, in Piazza Maggiore, e, nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, sarà dedicata al tema «Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita», con ospiti come Giovanni Allevi, Michelangelo Pistoletto e il Card. Matteo Maria Zuppi. Tra i protagonisti anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, atteso il 24 settembre a due appuntamenti: alle 15.00, nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, la tavola rotonda «Coltivare la pace nelle terre ferite dalla guerra» con César Essayan e Paolo Martinelli; alle 17.00, in piazza Maggiore, la conferenza «Arte e fede a confronto: voci per costruire la pace» con Francesco Monico e Michelangelo Pistoletto.

Eminenza, come coltivare e valorizzare la pace in una terra martoriata dalla guerra, in questo ottocentesimo anno dalla morte di san Francesco, ricordato come “costruttore di pace”?

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25 settembre 2026

Iran, premier Pakistan: Hormuz e Bab el-Mandeb devono rimanere aperti

Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato all’Assemblea generale Onu che lo Stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb devono rimanere aperti. “Lo Stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb sono arterie dell’economia globale. Devono rimanere aperti, collegando le nazioni anziché trasformarsi in punti di scontro - ha detto Sharif - queste acque devono portare con sé la promessa di prosperità, non i pericoli della guerra”.

25 settembre 2026

Usa: «Proposta iraniana di tregua? Un accordo si deve basare su azioni concrete»

Interpellato sulla valutazione di Washington in merito alla proposta iraniana di un piano di 7 giorni per la tregua, il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Tommy Pigott ha dichiarato ad Al Jazeera che qualsiasi accordo con l’Iran dovrebbe basarsi su “azioni concrete”. “Fondamentalmente, le condizioni e gli obiettivi che abbiamo... sono stati chiaramente comunicati al regime iraniano e non sono cambiati”, ha aggiunto Pigott. “La porta della diplomazia è rimasta aperta fin dall’inizio”, ha affermato Pigott. “La scelta spetta al regime iraniano”, ha proseguito, aggiungendo che Teheran deve decidere se “continuare a subire le conseguenze delle proprie attività malevole” o intraprendere un percorso verso “la normalità, la pace e la prosperità attraverso la diplomazia”.

25 settembre 2026

Iran: nessun progresso con Usa su piano in 7 punti

L’Iran ha trasmesso agli intermediari e agli Stati Uniti le sue sette condizioni per l’avvio di qualsiasi trattativa, “ma non ci sono stati progressi nei negoziati”. Lo scrive su X il giornalista Mohammad Ghaderi, secondo cui “lo spazio per la diplomazia si stia chiudendo”.

Secondo Ghaderi, infatti, “gli Stati Uniti insistono nel tenere aperto il corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz”, a cui l’Iran si oppone, accattendo solo il corridoio concordato con l’Oman.

Inoltre, “l’Iran chiede il rispetto da parte degli Stati Uniti di tutti i suoi impegni in una sola volta, prima di avviare qualsiasi futuro negoziato, mentre gli Stati Uniti hanno condizionato la revoca delle sanzioni, il rilascio degli asset e la revoca del blocco alla questione nucleare”.

“A differenza da quanto riportato da alcuni media americani, il piano in sette punti proposto dall’Iran non contiene alcun riferimento ai negoziati sul nucleare”, ha concluso il giornalista.

I più letti

25 settembre 2026

Pizzaballa: «Onu cartina di tornasole su questione israelo - palestinese»

“Non è la prima volta che succede, già l’anno scorso è accaduto. È un segno di protesta per la politica, per il pensiero, l’orientamento, del premier israeliano che ha suscitato tanto scalpore e opposizione un po’ in tutto il mondo. E l’Onu, anche se non risolve i problemi, è un po’ una cartina di tornasole per capire la sensibilità che c’è in tutto il mondo, soprattutto sui temi del Medioriente”. Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme di latini, a Molfetta (Bari) rispondendo alla domanda su quanto accaduto ieri a New York nella sede delle Nazioni Unite dove l’inizio dell’intervento del premier israeliano, Benjamin Netanyahu all’assemblea generale, è stato caratterizzato dall’abbandono dell’aula da parte di diverse decine di presenti. Un gesto che per Pizzaballa “è un’indicazione molto chiara del contrasto forte che c’è sulla questione israelo - palestinese”.

25 settembre 2026

Ft, gli Houthi promettono di non prendere di mira le navi europee

Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno assicurato all’Unione europea che non prenderanno di mira le navi europee nel Mar Rosso. Lo riferisce il Financial Times, citando due diplomatici a conoscenza della questione. In una lettera inviata questo mese al servizio diplomatico Ue, i ribelli avrebbero spiegato che la loro offensiva lungo la costa meridionale dello Yemen non mira a interrompere il traffico marittimo internazionale né a compromettere la libertà di navigazione attraverso lo stretto strategico di Bab al-Mandeb. Secondo Ft, il traffico container nell’area è intanto salito ai massimi da quasi tre anni.

25 settembre 2026

Premier Libano: «Nostro futuro non sarà deciso da altri, Israele si ritiri»

“Il futuro del Libano non sarà deciso da altri al suo posto, né la sua sicurezza e stabilità potranno diventare il prezzo di accordi conclusi in sua assenza. La nostra posizione sulla guerra è stata chiara fin dall’inizio: volevamo porvi fine e vogliamo che il cessate il fuoco venga consolidato”. Il premier libanese Nawaf Salam, parlando all’Assemblea Generale dell’Onu, ha detto che “vogliamo che Israele si ritiri da tutto il territorio libanese fino ai nostri confini internazionalmente riconosciuti, in conformità con l’Accordo generale di armistizio del 1949 e come sancito dalla risoluzione 1701”.

25 settembre 2026

Araghchi vede Lavrov: «Discussi sviluppi sul negoziato e accordo Hormuz con Oman»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato l’omologo russo Serghei Lavrov a margine dell’Assemblea dell’Onu. Nel corso dell’incontro il ministro iraniano ha elogiato la posizione responsabile della Russia nell’opporsi all’aggressivo unilateralismo statunitense e allo sfruttamento delle organizzazioni internazionali per esercitare pressioni sulle nazioni indipendenti”, ha riferito lo stesso Araghchi in una nota su Telegram. I ministri “si sono confrontati sugli sviluppi in Asia occidentale, a seguito delle ripetute violazioni degli impegni da parte degli Stati Uniti e della loro inosservanza dei termini dell’intesa di Islamabad. Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiornato il suo omologo russo sullo stato attuale dei negoziati e sull’intesa raggiunta tra Iran e Oman per l’istituzione di una rotta di navigazione sicura nello Stretto di Hormuz, nonché sugli sforzi di mediazione in corso per comunicare le condizioni e gli elementi necessari per un ritorno al processo diplomatico”. “Attribuendo l’attuale insicurezza nello Stretto di Hormuz direttamente alla violazione degli impegni e alle azioni ostili degli Stati Uniti contro l’Iran”, Araghchi ha sottolineato che “così come la Repubblica Islamica dell’Iran ha mostrato serietà in ambito diplomatico, essa resta determinata a difendere i propri interessi nazionali e la propria sicurezza, impedendo agli Stati Uniti di sfruttare lo Stretto di Hormuz per minacciare la sicurezza nazionale iraniana”. Secondo Araghchi, Lavrov ha ribadito “la posizione di principio della Russia di condanna dell’aggressione militare da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran”.

25 settembre 2026

Il Papa innaffia simbolicamente l’ulivo della pace all’Unesco

Papa Leone XIV, nel corso della sua visita all’Unesco, ha simbolicamente innaffiato insieme al direttore generale, Khaled El-Enany. l’ulivo della pace che si trova nei giardini del quartier generale Onu per Scienza, Educazione e Cultura. Donato a suo tempo dallo Stato di Israele, il grande ulivo si trova nel considdetta ’piazza della Tolleranza’, concepita dall’artista israeliano Dani Karavan e inaugurato nel 1996. Uno spazio che comprende anche il Muro della Pace dove è inciso il preambolo della costituzione dell’Unesco. Un gesto altamente simbolico per la pace nel mondo in occasione della storica visita del Papa all’Unesco.

25 settembre 2026

Gaza, attacco israeliano contro un veicolo ad al-Mawasi: un morto

Un palestinese è morto e diversi altri sono rimasti feriti in attacco lanciato oggi dalle forze israeliane contro un veicolo vicino all’ingresso del campo per sfollati di Wijdan, nell’area di al-Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa.

Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, l’11 ottobre 2025, Israele ha ucciso almeno 1.402 palestinesi e ne ha feriti altri 4.881. Dal 7 ottobre 2023 sono morti almeno 73.922 palestinesi, mentre altre 174.995 persone sono rimaste ferite.

25 settembre 2026

Turchia, Erdogan: «Accordo della Mecca non contro Iran o Israele»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato oggi che l’accordo di difesa congiunta della Mecca, stipulato tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, non è diretto contro l’Iran, Israele o qualsiasi altro Paese terzo.

“Non sarebbe corretto considerare l’accordo di difesa congiunta della Mecca come un’alleanza istituita contro l’Iran, Israele o qualsiasi altro Paese terzo”, ha affermato Erdogan parlando alla testata Newsweek.

Il presidente turco ha aggiunto che l’accordo riflette la responsabilità condivisa dei tre Paesi nel creare un futuro più sicuro, pacifico e prospero. Erdogan ha sottolineato che Ankara sostiene da tempo la necessità che le questioni regionali vengano risolte dai Paesi della regione stessa. Il presidente ha dichiarato che l’accordo mira a rafforzare le misure di sicurezza e di controllo, nonché a garantire la stabilità.

25 settembre 2026

Iran: se non possiamo avere voli, non li avrà nessun altro in Medio Oriente

Se all’Iran non sarà consentito di effettuare voli e usufruire dei servizi aeroportuali, allora nessun altro Paese della regione avrà voli verso i propri Paesi. Lo ha affermato Mohammad Mokhber, consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. In una dichiarazione pubblicata sul suo profilo X, Mokhber ha affermato: “L’allineamento con gli Stati Uniti nell’attuazione di politiche ostili resterà nella memoria della popolazione iraniana. Tuttavia, la nostra strategia su questa questione è chiara: i voli nella regione devono essere aperti a tutti oppure a nessuno. Se all’Iran sarà negata la possibilità di volare e di usufruire dei servizi aeroportuali, nessun Paese della regione avrà accesso a queste strutture”. In precedenza, l’aeroporto internazionale di Najaf, in Iraq, aveva comunicato di aver sospeso i voli da e per l’Iran, mentre ieri gli Emirati Arabi Uniti avevano sospeso i voli operati dalle compagnie aeree iraniane in conformità con le sanzioni statunitensi.

25 settembre 2026

Ex ministro Anp rivela nuovi dettagli sui contatti con Israele prima del 7 ottobre

Il 14 settembre 2023, l’ex ministro dell’Anp e alto funzionario di Fatah Sufian Abu Zayda incontrò il capo di Hamas Yahya Sinwar a Gaza, questi gli chiese di trasmettere a Israele il messaggio che, prima della fine di quel mese, Hamas avrebbe messo delle ’carte’ sul tavolo dei negoziati (allora in corso) che avrebbero provocato un ’terremoto’, e che Israele avrebbe dovuto prepararsi a svuotare le prigioni di detenuti palestinesi. Lo ha raccontato lo stesso Abu Zayda in una lunga intervista-documentario (anche su Youtube) alla tv egiziana al-Ghad di cui l’ANSA ha preso visione. Zayda, mostrando alle telecamere il foglietto scritto a mano da Sinwar, ha riferito che l’allora leader di Hamas cli chiese di consegnarlo esattamente come gli era stato dato. Lui lo trasmise alla parte israeliana sia in ebraico che in arabo e fu contattato dagli israeliani meno di mezz’ora dopo per verificare se Sinwar volesse effettivamente trasmettere quelle parole. Fu convocato a una riunione urgente la mattina seguente che si tenne ad Ashkelon, a Zaida fu chiesto cosa intendesse Sinwar con ’terremoto’ e quali fossero le ’carte, i funzionari che incontrò gli dissero che nessuno nell’apparato di sicurezza aveva dormito quella notte a causa del messaggio.

Zayda ha spiegato nell’intervista che quello fu l’ultimo incontro tenuto attraverso il canale di contatto, quindi tornò nella Striscia di Gaza il 5 ottobre e avrebbe dovuto incontrare nuovamente Sinwar l’8 ottobre, ma l’incontro non ebbe mai luogo perchè il 7 ottobre ci fu l’attacco di Hamas al sud di Israele. Abu Zayda aveva annunciato l’intervista nei giorni scorsi dopo che un’inchiesta di Haaretz delle scorse settimane aveva svelato i contatti tra Israele e Hamas in corso prima del massacro del 7 ottobre e il messaggio di Sinwar. Il canale di comunicazione era stato aperto nel marzo 2022, dopo che l’alto funzionario di Hamas Ghazi Hamad chiese a Zayda aiuto per far progredire i colloqui allora in corso. L’intervistato ha raccontato di aver incontrato anche anche Ronen Bar, all’epoca capo dello Shin Bet. I contatti fecero progressi fino ad arrivare ai nomi e agli elenchi dei detenuti palestinesi da rilasciare, ma in seguito le due parti non raggiunsero un accordo.

25 settembre 2026

Egitto a Iran: necessario tornare al tavolo dei negoziati con gli Usa

E’ “imperativo” un ritorno al dialogo e il rilancio della via diplomatica attraverso negoziati e intese tra Stati Uniti e Iran, “l’unica soluzione per porre fine alla crisi attuale e arrestare un’escalation che lede gravemente gli interessi di tutti i Paesi della regione: lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty al suo omologo iraniano Abbas Araghchi, incontrato a margine delle riunioni di alto livello dell’81/a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. I due ministri hanno esaminato gli sforzi compiuti e le proposte avanzate per giungere a un accordo che consenta di contenere le tensioni e favorire la de-escalation. Abdelatty ha detto che ”ogni Stato di assumersi le proprie responsabilità al fine di garantire la libertà di navigazione internazionale” e “contenere le ripercussioni negative di questa crisi sull’economia globale, che hanno perturbato notevolmente le catene di approvvigionamento di energia e fertilizzanti, nonché i flussi del commercio internazionale”. Il ministro ha poi insistito sulla necessità di “rispettare la sicurezza e la stabilità dei paesi del Golfo e di tutti gli Stati della regione”.

25 settembre 2026

Contatti dietro le quinte fra Board of Peace e Unrwa su futuro Gaza

Il Board of Peace, organismo creato dagli Stati Uniti per sostenere i piani di ricostruzione e gestione di Gaza, avrebbe incontrato più volte l’Unrwa, nonostante pubblicamente abbia sostenuto che l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi non avrà un ruolo nel futuro della Striscia. A riferirlo è Philippe Lazzarini, ex commissario generale dell’Unrwa, sulla base di colloqui e informazioni raccolte dall’Associated Press. Secondo due alti funzionari delle Nazioni Unite, ci sarebbero stati almeno tre incontri nel corso dell’anno tra rappresentanti dell’Unrwa e il comitato palestinese incaricato di preparare la futura amministrazione di Gaza. Il quadro emerso è quindi più articolato di quello delineato pubblicamente dal Board of Peace. Un suo funzionario, parlando in forma anonima, ha dichiarato che “i giorni dell’Unrwa sono finiti”, ma ha ammesso che alcuni suoi programmi potrebbero proseguire se ritenuti utili alla popolazione di Gaza. Secondo Lazzarini, invece, i rappresentanti palestinesi avrebbero riconosciuto la difficoltà di organizzare la gestione della Striscia senza il contributo dell’agenzia. L’Unrwa resta infatti una delle principali strutture operative presenti a Gaza. Conta circa 11.000 dipendenti palestinesi e, secondo i dati forniti dall’agenzia, garantisce migliaia di prestazioni sanitarie quotidiane, servizi idrici e di gestione dei rifiuti e programmi educativi per centinaia di migliaia di bambini.

25 settembre 2026

Rn: «No all’invio di truppe francesi per difendere sito petrolifero saudita»

Il vicepresidente del Rassemblement National Sébastien Chenu ha affermato che “non bisogna inviare militari” francesi a protezione del sito di Yanbu - terminal petrolifero saudita e snodo strategico della rete di infrastrutture energetiche del Paese - come annunciato il giorno precedente dal presidente Emmanuel Macron. “Non è l’idea giusta, non è la strada giusta”, ha dichiarato il deputato di estrema destra ai microfoni di Rmc-Bfmtv, ritenendo che ciò comporti “una serie di rischi che non vogliamo correre poiché non abbiamo accordi di difesa vincolanti che facciano dell’Arabia Saudita un nostro partner”.

25 settembre 2026

Contratto per due cacciatorpedinieri Ddx di nuova generazione: ecco le navi da guerra “pensanti”

Rendering ufficiale e più recente del futuro cacciatorpediniere DDX della Marina Militare italiana. Immagine Fincantieri.

Vale 3,7 miliardi per Fincantieri e Leonardo, tramite la joint venture Orizzonte Sistemi Navali, il contratto per due cacciatorpedinieri Ddx di nuova generazione. nella nota che dà notizia dell’operazione le aziende coinvolte parlano di «salto generazionale», è «l’avvio ufficiale - aggiungono - di uno dei programmi più rilevanti per il futuro della componente navale della Difesa italiana». Si tratta di «una nuova generazione di unità progettate per operare in scenari marittimi caratterizzati da una crescente complessità, dalla rapida evoluzione tecnologica e dalla sempre maggiore integrazione tra i diversi domini operativi». La consegna della prima e della seconda unità è prevista rispettivamente nel 2033 e nel 2035.

25 settembre 2026

Iran, Pezeshkian: Khamenei in ottima salute e in grado di governare

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei gode di “ottima” salute ed è in grado di governare. Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel corso di un’intervista a Fox News. Pezeshkian ha aggiunto di aver incontrato Khamenei “circa un mese fa” in un colloquio che è durato “sette ore”.

25 settembre 2026

Gaza, due riservisti Idf muoiono per esplosione accidentale drone

Due riservisti delle Forze di Difesa israeliane, che prestavano servizio nel 7007° Battaglione della Brigata Gerusalemme, sono rimasti uccisi ieri dopo che un piccolo drone esplosivo che stavano manovrando nella Striscia di Gaza è precipitato per cause ignote ed è esploso poco dopo. Lo ha reso noto l’esercito. Secondo un’indagine preliminare dell’esercito, ieri pomeriggio i due soldati stavano manovrando droni Fpv (con visuale in prima persona) noti come “Atalef” - termine ebraico per “pipistrello” - da una postazione militare situata nella zona cuscinetto dell’esercito, nel nord della Striscia di Gaza. Un primo drone - ricostruisce il Times il Israel - ha portato a termine la missione prevista, mentre un secondo, durante il decollo, è precipitato all’interno della postazione militare per cause ancora da accertare. I soldati si sono avvicinati al drone precipitato alcuni minuti più tardi e lo hanno raccolto; a quel punto l’ordigno è esploso, ferendoli mortalmente, stando ai primi accertamenti.I due sono stati trasportati all’ospedale Barzilai di Ashkelon, dove ne è stato dichiarato il decesso.

25 settembre 2026

Media: «L’Iran ha proposto agli Usa un piano da 7 giorni per la tregua»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha proposto a Washington un piano di sette giorni per cessare le ostilità, riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare successivamente colloqui approfonditi sul programma nucleare del Paese. La notizia è riportata dal New York Times, secondo cui Araghchi lo ha riferito ai giornalisti durante un briefing a margine dell’Assemblea Onu. Ha affermato che l’Iran è pronto ad attuare il piano non appena Washington darà il proprio assenso, aggiungendo che “sarebbe preferibile” raggiungere un accordo prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

25 settembre 2026

Yemen: Houthi: «Attaccati siti militari sauditi vicino al confine»

Gli Houthi hanno attaccato diverse postazioni militari in Arabia Saudita. Lo ha reso noto il gruppo ribelle yemenita, precisando di aver colpito la zona di al-Tuwal a Jizan e le postazioni missilistiche del campo di Al-Dagharir, al confine con l’Arabia Saudita. Riad non ha confermato gli attacchi.

25 settembre 2026

Pezeshkian: «Sono gli Usa a dover decidere se porre fine alla guerra»

Sono gli Usa che “devono decidere” se porre fine alla guerra: “Noi non abbiamo scelto la guerra, siamo stati attaccati e abbiamo dovuto difenderci”. Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un’intervista a Fox News, in merito a una domanda sulle sue previsioni relative alla fine del conflitto.

25 settembre 2026

Cosa è successo ieri

Le notizie sulla guerra in Medio Oriente del 24 settembre

Guerra in Medio Oriente - 24 settembre

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