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Guerra in Ucraina, ultime notizie. Bloomberg, Putin: trattative a un punto morto, Russia prepara escalation

L’Ungheria di Magyar rompe con la Russia: «È una minaccia». Ripresi gli attacchi ucraini contro Wildberries, il più grande rivenditore online russo, a Kotovsk

Il presidente russo Vladimir Putin partecipa a un incontro con il ministro dell’Industria e del Commercio Anton Alikhanov al Cremlino di Mosca, in Russia, il 26 agosto 2026. Sputnik/Mikhail Metzel/Pool via REUTERS via REUTERS

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Vladimir Putin si prepara a un’escalation degli attacchi contro l’Ucraina dopo aver concluso che le trattative per un accordo di pace sono giunte a un punto morto. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando tre fonti vicine al Cremlino, secondo le quali Mosca sta valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali contro Kiev e obiettivi infrastrutturali in altre città ucraine. La spirale crescente degli attacchi sta portando un numero sempre maggiore di funzionari russi a concludere che Putin potrebbe, in ultima istanza, decidere di impiegare armi nucleari tattiche in Ucraina.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’Ungheria di Magyar rompe con la Russia: «È una minaccia»

La Russia rappresenta ’’una minaccia’’, anche per l’Ungheria di Peter Magyar. Una rottura, quella del nuovo primo ministro ungherese, che prende le distanze dal suo predecessore filo-russo, Viktor Orban, e condanna formalmente l’aggressione militare lanciata da Mosca il 24 febbraio del 2022 contro l’Ucraina.

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Nelle nuove linee guida diffuse dal governo di Budapest, l’Ungheria annuncia anche il proprio sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina. “La condotta della Russia rappresenta una minaccia per l’Ungheria, l’Europa e l’ordine globale”, si legge nel documento, secondo il quale Mosca mette la minoranza ungherese nella regione ucraina della Transcarpazia “in grave pericolo”.

Le nuove linee guida, firmate da Magyar, definiscono le priorità di politica estera di Budapest in vista dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si terrà il mese prossimo a New York, come nota Politico. “L’Ungheria condanna l’aggressione militare russa e sostiene pienamente la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale”, si legge nel documento.

Inoltre, Budapest riconosce il diritto di Kiev all’autodifesa e sostiene i negoziati per una “pace duratura e a garanzie di sicurezza a lungo termine”. Da quando ha sostituito Orban alla guida del governo ungherese, Magyar ha progressivamente modificato la politica estera di Budapest.

In primis, ha cercato di ricucire i rapporti con Bruxelles e ha raggiunto un accordo che ha permesso di sbloccare 16,4 miliardi di euro di fondi Ue congelati, Quindi, ha revocato il veto ungherese sul rimborso ai paesi dell’Unione europea per le armi inviate all’Ucraina. All’inizio di agosto Magyar ha anche annunciato una revisione dell’accordo nucleare Paks II, uno degli accordi storici che Orban ha firmato con la russa Rosatom nel 2014. Quella che non è cambiata è la posizione del governo ungherese rispetto a una procedura accelerata per l’adesione dell’Ucraina all’Ue, alla quale Magyar continua a opporsi.

Intanto, nella notte è scoppiato un incendio presso la raffineria di petrolio russa Norsi a Kstovo, nell’oblast di Nizhny Novgorod, a seguito di segnalazioni di un attacco con droni. A riportarlo, scrive il Kyiv Independent, sono canali Telegram locali e filmati pubblicati online.

La raffineria Lukoil è uno dei più importanti impianti di lavorazione del petrolio e produzione di benzina in Russia. Prima che emergessero le notizie dell’incendio, i residenti della zona di Kstovo avevano segnalato un allarme aereo e la presenza di droni in volo. Poco dopo, i canali di monitoraggio hanno iniziato a pubblicare foto e video di residenti che mostravano le fiamme avvolgere la raffineria.

Kstovo si trova a circa 800 chilometri dal confine ucraino. La Norsi, o raffineria Lukoil-Nizhegorodorgsintez, è la quarta raffineria di petrolio e il secondo produttore di benzina più grande della Russia, con una lavorazione annua di circa 15-17 milioni di tonnellate di greggio. Produce anche bitume, gasolio e carburante per aviazione, utilizzati a supporto delle forze russe. L’Ucraina ha colpito ripetutamente la raffineria nel 2026, inclusi attacchi il 5 aprile, il 20 maggio, il 24 giugno e il 2 luglio. Alcuni di questi attacchi hanno costretto alla chiusura di alcune unità produttive.

Ucraina, 1.635° giorno di guerra

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Putin respinge il piano di pace

Il Cremlino respinge la soluzione di pace avanzata da Zelensky che prevede una zona economica franca gestita da Paesi terzi. «Il Donbass è un territorio della Federazione Russa», ha ribadito il portavoce Peskov. Intanto Zelensky ringrazia Xi per gli auguri in occasione dei 35 anni dell’indipendenza ucraina e scrive: «Contiamo su un forte ruolo diplomatico della Cina per porre fine alla guerra della Russia contro il nostro Paese».

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Zelensky: «Contiamo sul ruolo diplomatico della Cina per porre fine alla guerra»

«Ringrazio il leader cinese Xi Jinping per le sue congratulazioni all’Ucraina in occasione della nostra festa nazionale più importante - ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky -. L’indipendenza è un valore incondizionato per gli ucraini, come lo è per tutte le altre nazioni sovrane. Apprezziamo il fatto che, in questi 35 anni, abbiamo costruito relazioni con la Cina basate sul rispetto reciproco e sul pieno riconoscimento dei valori dei nostri popoli. Contiamo su un’ulteriore cooperazione e su un forte ruolo diplomatico della Cina per porre fine alla guerra della Russia contro il nostro Paese. La pace può essere un nostro obiettivo comune».

Nella capitale russa è arrivato ieri anche il direttore della Cia, John Ratcliffe per alcuni contatti fra servizi di sicurezza. Lo scopo della visita a sorpresa è stato confermato al Washington Post dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

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Missione a Mosca anche per il ministro degli Esteri vaticano, Paul Richard Gallagher, con l’offerta della Santa Sede di offrire un “sostegno diplomatico” e “uno spazio per il dialogo”. Il capo della diplomazia vaticana ha sottolineato che la Santa Sede rimane impegnata anche a collaborare alla risoluzione di questioni umanitarie, come il ritorno dei bambini alle loro famiglie e lo scambio di prigionieri, che possono “contribuire a costruire un minimo di fiducia” tra i nemici. E ha confermato che su questi temi continuerà il lavoro del cardinale Matteo Zuppi, il presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha già visitato Mosca per due volte, nel 2023 e 2024.

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Altri attacchi ucraini in Russia

Le forze ucraine hanno ripreso gli attacchi contro Wildberries, il più grande rivenditore online russo, a Kotovsk, nella regione di Tambov (Russia occidentale). Lo riferisce Kyiv Independent citando il canale di monitoraggio Exilenova Plus. Il sito è stato completamente distrutto da un incendio. Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore ucraino, le forze ucraine avevano già preso di mira Wildberries il 16 agosto, colpendo il più grande centro logistico dell’azienda in un attacco su vasta scala nella regione di Mosca.

Un uomo e un ragazzo di 14 anni sono morti in un incendio divampato in una casa nella regione di Lipeck, causato da un attacco di un drone ucraino, secondo quanto riportato dal governatore Igor Artamonov. Lo riferiscono le agenzie russe Tass e Ria Novosti. Anche due donne, ha aggiunto Artamonov, sono rimaste ferite e stanno ricevendo tutta l’assistenza necessaria.

Più tardi nel pomeriggio si è appreso che nove persone sono rimaste uccise e sei ferite quando un drone ucraino ha colpito un autobus civile nella regione di Lugansk, controllata dai russi. Lo ha detto il capo dell’amministrazione filorussa, Leonid Pasechnik, citato dall’agenzia Ria Novosti. Lo stesso Pasechnik ha precisato che il mezzo pubblico era in viaggio da Lisichansk a Stakhanov con 15 passeggeri a bordo.

Kuleba possibile nuovo ambasciatore ucraino in Usa

L’ex ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba potrebbe diventare il prossimo ambasciatore dell’Ucraina a Washington, poiché Kiev è alla ricerca di un nuovo ambasciatore per una delle sue posizioni diplomatiche più importanti, secondo quanto riferito al Kyiv Independent da fonti vicine alla vicenda.

La posizione è vacante da diverse settimane, dopo le dimissioni di Olha Stefanishyna a seguito di un’indagine per corruzione in corso. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva inizialmente previsto di inviare a Washington l’ex primo ministro Yuliia Svyrydenko, ma quest’ultima ha rifiutato l’incarico, costringendo l’amministrazione presidenziale a cercare un altro candidato.

Kuleba è ora emerso come potenziale sostituto, sebbene non sia ancora chiaro se sia disposto ad accettare l’incarico.

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