
24 settembre 2026
Guerra, ultime notizie. Onu, Netanyahu: «Accusa genocidio più grande bugia del secolo. Trump miglior partner»
Prezzi del petrolio in calo mentre l’Iran rimane aperto a un’intesa con gli Usa. Tajani all’Onu, “Hormuz deve riaprire, l’Iran abbandoni l’arma nucleare”
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Sintesi per punti
24 settembre 2026
Senato Usa respinge risoluzione su poteri di guerra di Trump
Nonostante la crescente preoccupazione politica per la guerra con l’Iran, i senatori repubblicani hanno respinto di misura una risoluzione sui poteri di guerra che puntava a bloccare l’azione militare del presidente Trump.
Proprio il conflitto è considerato in gran parte responsabile dell’impennata dei prezzi della benzina ed è diventato un tema centrale nelle elezioni di midterm. Il risultato del voto, 49 favorevoli e 50 contrari, ha rappresentato probabilmente l’ultima occasione per il Congresso di prendere posizione sulla guerra prima del voto di novembre.
24 settembre 2026
Netanyahu contro Mamdani: antisemita, vergogna per bugie
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dal podio dell’Assemblea generale dell’Onu si è scagliato contro il sindaco di New York, Zohran Mamdani, definendolo “antisemita”. “A tutti coloro che diffondono queste menzogne sul mio Paese o sui miei coraggiosi soldati, sia che si trovino in questa sala sia che si trovino nell’ufficio del sindaco antisemita di New York, dico questo: ‘Vergognatevi. Vergognatevi per aver distorto i fatti’”, ha detto Netanyahu. “Da quando Mamdani è stato eletto sindaco molti ebrei non si sentono più sicuri a New York, me l’hanno detto”, ha aggiunto. La Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso nel 2024 un mandato d’arresto internazionale nei confronti di Netanyahu per crimini di guerra in relazione a Gaza e Mamdani ha detto di essere d’accordo con la Cpi e che Netanyahu dovrebbe essere processato e arrestato.
24 settembre 2026
Netanyahu: il regime iraniano cadrà e tutti festeggeremo
“Un giorno gli iraniani saranno liberi. Il regime malvagio di terrà cadrà e tutti festeggeremo quel giorni”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu interviene durante il dibattito generale dell'81ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) presso la sede delle Nazioni Unite (ONU) a New York, New York, Stati Uniti, il 24 settembre 2026. EPA/SARAH YENESEL EPA
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24 settembre 2026
Netanyahu porta all’Onu dispositivo internet Starlink, “datelo al popolo iraniano”
Benjamin Netanyahu dice che i “tiranni dell’Iran” temono la rivolta del “coraggioso popolo iraniano”. È per questo motivo, ha detto durante il suo intervento al’Onu, che il governo ha imposto interruzioni dell’accesso a Internet. Il premier israeliano ha poi mostrato all’assemblea un dispositivo Starlink e ha detto di volerlo lasciare alla delegazione di Teheran, affinché, quando il popolo iraniano “inevitabilmente si ribellerà”, anch’esso possa raccontare liberamente la propria storia sui social media.
I più letti
24 settembre 2026
Netanyahu: accusa di genocidio è la più grande menzogna del secolo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto dal podio dell’Assemblea generale delle Nazioni unite le accuse di genocidio nella Striscia di Gaza, definendole “la più grande menzogna del secolo” e sostenendo che Israele abbia adottato misure senza precedenti per proteggere la popolazione civile palestinese.
“Quale regime genocida somministra un milione di vaccinazioni contro la poliomielite alla popolazione del nemico? Quale regime genocida consente la distribuzione di due milioni di tonnellate di cibo a Gaza?”, ha chiesto Netanyahu. “Accusare Israele di genocidio è la più grande menzogna del secolo”, ha affermato.
“Israele non ha commesso un genocidio, Israele ha evitato un genocidio. I giorni in cui gli ebrei marciavano verso il macello sono finiti. Agli ebrei nel mondo dico alzate la testa, siate orgogliosi”, ha detto Netanyahu ammettendo che “molti nel mondo libero hanno però paura di difendere la libertà”. Attaccando Erdogan, lo ha definito un “tiranno”.
24 settembre 2026
Netanyahu: Trump coraggioso, partner in battaglia contro barbari
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato il presidente americano Donald Trump dal podio dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, definendo gli Stati Uniti il principale alleato di Israele nella guerra e rivendicando l’azione congiunta dei due Paesi contro l’Iran.
“In questa battaglia contro i barbari non abbiamo avuto un partner più grande del presidente Trump. Lo ringrazio per la sua leadership coraggiosa”, ha affermato Netanyahu. Il premier israeliano ha sostenuto che Trump avesse compreso “decenni fa” il pericolo rappresentato dall’Iran e dalla leadership della Repubblica islamica.
“Israele e America hanno agito insieme non soltanto per proteggere noi stessi, ma per salvare la civiltà”, ha dichiarato Netanyahu, secondo il quale “coraggiosi piloti americani, insieme a coraggiosi piloti israeliani, hanno compiuto missioni congiunte nei cieli dell’Iran”.
Netanyahu ha inoltre attribuito alla cooperazione tra Washington e Israele un ruolo nel ritorno degli ostaggi. “America e Israele hanno lavorato insieme anche per riportare a casa gli ostaggi rimasti. Li abbiamo riportati indietro tutti, fino all’ultimo”, ha detto.
24 settembre 2026
Netanyahu: Erdogan un tiranno, diffonde menzogne antisemite
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato un durissimo attacco contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dal podio dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, accusandolo di diffondere “menzogne antisemite”, di sostenere Hamas e di puntare a estendere l’influenza della Turchia sulla Siria e su Gerusalemme.
“L’ultimo Paese a diventare un super-diffusore di menzogne antisemite è la Turchia. Erdogan è un tiranno”, ha affermato Netanyahu. “Ospita anche i capi terroristi di Hamas. Ha ucciso migliaia di civili curdi. Nega il genocidio armeno. Mette in prigione giornalisti e leader dell’opposizione”, ha proseguito il premier israeliano
24 settembre 2026
Netanyahu: il 7 ottobre giorno più nero della storia di Israele
“Il 7 ottobre del 2023 ottobre è stato il giorno più nero della storia di Israele: il nemico si aspettava che cedessimo, ma non abbiamo ceduto, abbiamo reagito come leoni. Per gli ultimi tre anni i nostri eroici soldati hanno combattuto giorno e notte su sette fronti”: lo ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
24 settembre 2026
Netanyahu all’Onu: i coloni violenti sono giovani teppisti
Benyamin Netanyahu ha definito i coloni violenti “un pugno di giovani teppisti” nel suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu.
24 settembre 2026
Onu: proteste contro Netanyahu a Manhattan, fermata Susan Sarandon
Decine di manifestanti, tra cui l’attrice Susan Sarandon, sono stati fermati dalla polizia di New York a Manhattan, dove stavano manifestando contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La Cnn spiega che manifestanti di Jewish Voices for Peace, un’organizzazione per i diritti umani che si batte per i diritti dei palestinesi, si sono riuniti a Manhattan per chiedere la fine della guerra di Israele e per contestare la visita di Netanyahu a New York. I manifestanti hanno bloccato il traffico scandendo slogan come “fermate le bombe” e “mettete fine alle uccisioni”.
L’attrice Susan Sarandon prende parte alla protesta contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, New York City, 24 settembre 2026. REUTERS/David 'Dee' Delgado
24 settembre 2026
Tajani: «L’Italia darà a Undp 500 mila euro per elezioni palestinesi»
L’Italia sosterrà le prossime elezioni legislative in Palestina con un contributo finanziario di 500 mila euro all’Undp. Lo ha annunciato il Antonio Tajani intervenendo alla riunione ministeriale dell’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione dei due Stati, a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. “Dobbiamo continuare a sostenere l’Autorità nazionale palestinese, innanzitutto nel difficile percorso delle riforme”, ha detto il ministro degli Esteri, ricordando che l’Italia ha contribuito con 10 milioni di euro al Fondo fiduciario delle Nazioni Unite ed è pronta a sostenere ulteriormente il processo di riforme. Tajani ha inoltre sottolineato che l’Italia è “in prima linea a Bruxelles” per l’adozione di nuove sanzioni contro i coloni. “Un futuro Stato palestinese deve essere anche economicamente sostenibile”, ha aggiunto. Per questo, ha sottolineato, “è fondamentale che Israele sblocchi le entrate fiscali palestinesi e garantisca relazioni bancarie stabili”.
24 settembre 2026
Arriva a Haifa il Drakon, il sottomarino israeliano «più potente e letale»
Dopo 24 giorni di navigazione dalla Germania, il sottomarino Ins Drakon - ritenuto il ’più segreto e più letale’ - è arrivato alla base navale di Haifa ed è entrato ufficialmente a far parte della Marina israeliana. “Questo è un messaggio importante per tutti coloro che cercano di minacciarci, a cominciare dal sanguinario regime degli ayatollah a Teheran. Lo Stato di Israele continuerà a rafforzare le proprie capacità di contrastare le minacce, mentre i nostri nemici comprendono chiaramente un principio fondamentale: la distanza non garantisce l’immunità, né in aria, né a terra, né tantomeno in mare”, ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz, presente all’arrivo del sesto sottomarino israeliano. Il presidente israeliano Isaac Herzog, presente alla cerimonia ha dichiarato che il “Drakon riflette il brillante futuro della Marina. Un futuro che significa innovazione e immensa potenza”. “Potenza che possiamo impiegare, e che non esiteremo a impiegare quando necessario, anche a migliaia di chilometri dai confini di Israele”, ha aggiunto.
24 settembre 2026
Manifestanti pro e contro Netanyahu davanti a sede Onu a Ny
Manifestanti pro e contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono presenti davanti alla sede dell’Onu a New York, in vista del suo discorso all’Assemblea Generale.
Stando a quanto riportato dal Times of Israel, i sostenitori di Netanyahu fischiano per coprire le voci degli oppositori del premier, gridano “vergogna” in inglese e scandiscono il nome “Bibi”. I manifestanti contro il premier espongono cartelli con la scritta “fermate il terrore dei coloni” e con le immagini delle vittime palestinesi del conflitto.
24 settembre 2026
Tajani: «L’Italia continua a lavorare perché a Gaza si possa andare avanti»
“Il sogno che il popolo palestinese nutre è giusto che si realizzi fermo restando che deve essere garantita la sicurezza di Israele”. Lo ha detto Antonio Tajani prima di partecipare alla riunione ’Due popoli, due Stati’ a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. “Noi ne abbiamo ospitata una il mese di luglio e continuiamo a lavorare perché anche a Gaza si possa andare avanti”, ha spiegato il ministro degli Esteri. “Dobbiamo assolutamente impedire che i coloni violenti continuino a occupare spazi che non devono essere occupati e su questo siamo stati molto chiari. Daremo il nostro contributo”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.
24 settembre 2026
Abu Mazen: “Bene piano pace di Trump per Gaza ma ancora vittime tra donne e bambini”
“Abbiamo accolto con favore il piano in 20 punti del presidente Usa Donald Trump, la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza e la tabella di marcia per l’attuazione della seconda fase. L’obiettivo era porre fine all’aggressione contro il nostro popolo, garantire il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza e avviare la ricostruzione della Striscia stessa. Tuttavia, purtroppo, non abbiamo visto nulla di tutto ciò concretizzarsi. Queste aggressioni letali continuano a mietere vittime tra uomini, donne e bambini a Gaza dopo quasi un anno”. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen in videomessaggio all’Onu.
“La nostra visione per la pace e’ chiara: un popolo palestinese che rimane sulla propria terra, padrone del proprio futuro, la presenza dei palestinesi accanto allo Stato di Israele, e una pace che apra la strada all’integrazione regionale, alla cooperazione, alla prosperità e alla sicurezza per tutti”, ha proseguito il leader.
E ancora: “Non lasceremo la nostra terra, non lasceremo che qualcuno decida il nostro futuro per noi, saremo noi a decidere”, ha precisato “Non è possibile costruire una sicurezza duratura sull’occupazione di un altro popolo e sulla negazione dei suoi legittimi diritti - ha aggiunto - Abbiamo il nostro obiettivo nazionale: proteggere il nostro popolo dallo sfollamento e preservare la nostra terra e la sua unità”. E ha spiegato che “ci siamo rivolti al presidente Donald Trump affinché onori gli impegni assunti lo scorso settembre: impedire l’annessione di terre palestinesi e respingere qualsiasi tentativo di trasferimento forzato della popolazione”.
24 settembre 2026
Abu Mazen: “Soluzione 2 Stati garanzia di pace, mondo non resti in silenzio”
“Per quanto tempo ancora alcuni Stati continueranno a tacere su Israele o a fornirgli le armi che usa contro il nostro popolo? Il mondo ha assistito al prezzo altissimo pagato nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas in un videomessaggio preregistrato e inviato all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto, per il secondo anno consecutivo.
“Cosa aspetta la comunità internazionale a intervenire a protezione del popolo palestinese, a garantire la sua permanenza sulla propria terra, a porre fine all’occupazione israeliana e ad attuare la soluzione dei due Stati sulla base della legittimità internazionale?”, si è chiesto Abbas. ’’Questa soluzione garantisce la pace per tutti, a differenza della minaccia proveniente dall’estremismo israeliano, che cerca di espandere il suo progetto coloniale per la creazione del cosiddetto Grande Israele e la completa cancellazione della presenza palestinese”, ha sottolineato il leader dell’Anp.
24 settembre 2026
Abu Mazen: per palestinesi “uno dei momenti più pericolosi” storia
“Il popolo palestinese sta vivendo uno dei momenti più pericolosi della sua storia, dopo lunghi decenni di ingiustizia”. Lo ha detto il presidente palestinese, Abu Mazen, nel suo intervento da remoto all’Assemblea generale dell’Onu.
“Il nostro popolo è sottoposto, per mano delle forze di occupazione israeliane, a uccisioni, distruzioni, privazione di cibo e tentativi di sfollamento, così come a una guerra genocida che ha provocato una catastrofe umanitaria senza precedenti - ha denunciato il leader - sono stati distrutti quartieri, città, campi profughi, istituzioni, scuole, università, ospedali, moschee e chiese. Sono stati colpiti tutti i beni di prima necessità e il futuro di intere generazioni”.
24 settembre 2026
Gaza, rapporto Onu: servono 71,5 mld per la ricostruzione
La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad) ha stimato in 71,5 miliardi di dollari la ricostruzione della Striscia di Gaza, sottolineando che questa cifra potrebbe aumentare qualora venissero registrati ulteriori danni.
Stando all’ultimo rapporto dell’Unctad pubblicato oggi, il settore abitativo rappresenta la categoria di danni più ingente e la principale voce di spesa per la ricostruzione. La valutazione segnala danni estesi alle strutture scolastiche e sanitarie, con oltre la metà degli ospedali e dei presidi sanitari di base fuori servizio. Meno dell’1,5% dei terreni agricoli di Gaza è rimasto accessibile e non danneggiato, accrescendo così la dipendenza dagli aiuti umanitari.
Nello studio si precisa che dall’ottobre 2023 il 92% delle attività economiche di Gaza ha subito danni o è stato distrutto.
Nel 2025, il Pil pro capite si è attestato a 212 dollari, una cifra equivalente a circa 0,58 dollari a persona al giorno e pari al 17% del livello registrato nel 2022. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 78%, mentre oltre il 90% della popolazione in età lavorativa risultava privo di impiego.
La quota di Gaza sul Pil palestinese è scesa dal 17,4% precedente all’ottobre 2023 a meno del 4% nel 2025. Tutti i settori produttivi di Gaza sono rimasti ben al di sotto dei livelli di produzione del 2022: secondo il rapporto, agricoltura e industria hanno registrato un calo del 94% ciascuna, mentre il settore delle costruzioni ha subito una contrazione del 99%. Nel 2025, inoltre, il livello generale dei prezzi a Gaza è stato pari al 274% in più rispetto al 2022.
24 settembre 2026
Iran, in otto tentarono il suicidio su portaerei Uss Lincoln
Otto membri del personale della Marina degli Stati Uniti sulla portaerei USS Abraham Lincoln hanno tentato il suicidio dall’inizio del loro lungo dispiegamento come parte della guerra statunitense contro l’Iran. Lo ha rivelato Hung Cao, segretario ad interim della Marina statunitense, in una lettera alla senatrice Kirsten Gillibrand riferita per prima da Cnn.
“Dall’inizio del dispiegamento della Lincoln, ci sono stati in totale otto tentativi di suicidio in tutto il gruppo d’attacco”, ha scritto Cao, rispondendo per conto del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth all’interrogazione di Gillibrand sulla qualità della vita a bordo della flotta. “Questo numero”, ha aggiunto, “include l’equipaggio della Lincoln e i marinai dell’ala aerea della portaerei, del gruppo d’attacco e dello staff dello squadrone dei cacciatorpediniere, dei cacciatorpediniere di scorta e di tutti gli squadroni aerei imbarcati”.
L’equipaggio della Lincoln ha trascorso 286 giorni in mare ed è sbarcato il primo settembre in Thailandia. L’equipaggio avrebbe dovuto concludere la sua missione a maggio, ma è stata estesa a causa della guerra in Iran.
Per approfondire: La Lincoln nel Golfo e la crisi dei marinai (podcast/Macro)
24 settembre 2026
Gaza, Hamas: pronti a dare attuazione a roadmap del Board of Peace
All’indomani della riunione tenuta a New York dal Board of Peace, a margine dell’Assemblea generale Onu, il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha ribadito che il movimento è pronto a dare attuazione “alla roadmap concordata con il Board of Peace in merito al piano per la Striscia di Gaza”, attribuendo i ritardi nell’avanzamento del piano a Israele e al Board of Peace voluto dal presidente americano Donald Trump.
“Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha ribadito la piena disponibilità del movimento a dare attuazione alla roadmap concordata con il Board of Peace riguardo al piano di pace per la Striscia di Gaza, sottolineando di aver già compiuto tutti i passi necessari di propria competenza”, recita la nota diffusa oggi.
Nella nota Qassem ha quindi sottolineato che “il totale fallimento dell’accordo di cessate il fuoco e della relativa roadmap deriva dal rifiuto del governo occupante di rispettare l’accordo e dalla sua crescente aggressione contro la popolazione della Striscia di Gaza, oltre che dall’incapacità del Board of Peace e del suo rappresentante (Nickolay) Mladenov di costringere l’occupante ad attuarlo”.
Il portavoce ha infine rimarcato “la necessità che tutte le parti, in particolare l’amministrazione statunitense e il Board of Peace, agiscano per facilitare l’ingresso del Comitato di tecnici nella Striscia di Gaza, in modo che possa assolvere i propri doveri verso la popolazione della Striscia e avviare il dispiegamento di forze internazionali, come da accordo di cessate il fuoco e relativa roadmap”.
24 settembre 2026
Caritas Internationalis, “Onu non resti a guardare mentre in Mo si muore”
“Il Medio Oriente è in fiamme, mentre i leader mondiali si riuniscono all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Non possono permettersi di assistere passivamente al continuo pagamento da parte dei civili del prezzo della guerra, degli sfollamenti e della distruzione, con la negazione delle condizioni più elementari per una vita dignitosa”. Lo dicono Caritas Internationalis e Caritas Medio Oriente e Nord Africa esortando così, in una nota, “gli Stati membri e l’intera comunità internazionale ad agire con maggiore determinazione e risolutezza per affrontare la policrisi in Medio Oriente. A Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Siria e in Iran, la popolazione civile subisce quotidianamente la brutalità dei bombardamenti, la reclusione, la negazione delle libertà e dei beni di prima necessità e gli sfollamenti forzati, che continuano indisturbati in flagrante violazione del diritto e delle norme internazionali”.
“A Gaza - viene ricordato -, la situazione umanitaria rimane critica. Nonostante il cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre 2025, le forze israeliane lo hanno violato ogni giorno per 337 giorni consecutivi. Dal 14 settembre 2026, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) riferisce che la maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza rimane sfollata, confinata in circa il 30% del territorio della Striscia di Gaza, e che è stato ricevuto solo circa il 40% dei finanziamenti umanitari necessari per il 2026, con una parte significativa della popolazione che affronta una grave insicurezza alimentare, senza alloggi, acqua, servizi igienici e altri beni di prima necessità”. “In Libano - si ricorda anche - , i civili nelle comunità di confine sono stati bombardati e costretti ad abbandonare le proprie case, poiché l’esercito israeliano ha di fatto occupato il sud del paese, istituendo posti di blocco e controllando gli spostamenti nella zona”.
Per tutto questo, Caritas Internationalis e Caritas Mona invitano tutte le parti e gli Stati membri a: cessare il fuoco ora e adoperarsi attivamente per una pace duratura per tutti i popoli; garantire il pieno rispetto da parte di tutte le parti del diritto internazionale in materia di diritti umani e del diritto internazionale umanitario, compresa la protezione dei civili e delle infrastrutture civili; garantire un accesso umanitario sicuro, tempestivo, continuativo e senza restrizioni a tutte le popolazioni colpite, comprese quelle di Gaza, della Cisgiordania, del Libano meridionale e di altre aree interessate dal conflitto”. Inoltre, chiedono che “il divieto imposto dal governo israeliano alle organizzazioni umanitarie che operano nei Territori palestinesi occupati sia revocato immediatamente”.
24 settembre 2026
L’Iran minaccia estendere conflitto a Oceano Indiano se ulteriori attacchi Usa
Un consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito di una possibile estensione della guerra “all’Oceano Indiano” in caso di un ulteriore attacco statunitense all’Iran. “Con il conflitto che si sta ora estendendo dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso è possibile che, in risposta a una potenziale guerra, questo fronte possa estendersi ulteriormente, fino all’Oceano Indiano, o addirittura oltre”, ha affermato il consigliere, Yahya Rahim Safavi, in un video diffuso dall’agenzia di stampa Fars. Funzionari iraniani avevano già minacciato di estendere geograficamente il conflitto qualora gli attacchi aerei statunitensi fossero ripresi. Ma questa è la prima volta che un consigliere della Guida Suprema menziona esplicitamente l’Oceano Indiano, dove si trova la strategica base militare anglo-americana di Diego Garcia.
24 settembre 2026
Iran, Russia: Impossibile ritorno ispettori Aiea in strutture nucleari
Il ritorno degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) nelle strutture nucleari iraniane è impossibile, considerata la costante minaccia di nuovi attacchi statunitensi. Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov.
“Gli americani non hanno mai fornito alcuna garanzia che smetteranno di lanciare attacchi missilistici sul territorio iraniano. Al contrario, minacciano di farlo praticamente ogni giorno, e talvolta anche più volte al giorno. Quindi, di quali ispettori dell’Aiea possiamo parlare? Nella situazione attuale, sarebbero uccisi lì, considerata la posizione degli Stati Uniti”, ha dichiarato Ulyanov durante un briefing.
24 settembre 2026
Caro carburanti, record storico per il prezzo medio del diesel nell’Unione Europea
I prezzi del diesel nelle stazioni di servizio dell’Unione europea hanno toccato un nuovo massimo di 2,23 euro al litro, contro i 2,16 euro della settimana precedente: è quanto emerge da un’analisi realizzata dall’agenzia France Presse basata sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea. In base a tali tabelle, disponibili dal 2005, si registrano record in 19 Paesi dell’Unione europea - tra cui Germania, Francia e Italia - a causa degli shock energetici causati dai conflitti in Medio Oriente e Ucraina.
24 settembre 2026
Mo: Idf, ucciso comandante di Hamas a Gaza, aveva tenuto in ostaggio 7 israeliani
L’esercito israeliano ha ucciso Mahmoud Abd al-Fattah Awad, un comandante di Hamas che aveva tenuto in ostaggio sette israeliani. Il palestinese, riferisce l’Idf, è stato ucciso in un attacco nella città di Gaza durante il fine settimana. Secondo l’esercito israeliano l’uomo aveva partecipato alla detenzione, all’interno di un tunnel sotterraneo nell’area della città di Gaza, degli ostaggi Daniella Gilboa, Karina Ariev, Doron Steinbrecher, Naama Levy, Ziv Berman, Omri Miran ed Eitan Mor. Recentemente, il comandante di Hamas, sottolineano le Forze di difesa israeliane, “aveva pianificato e promosso attacchi contro le truppe e i civili israeliani e aveva agito per ripristinare le capacità operative di Hamas, in violazione sistematica del cessate il fuoco”. L’uomo “è stato eliminato con un attacco aereo al fine di neutralizzare la minaccia che rappresentava”.
24 settembre 2026
Media, da parlamentari Iran richiesta impeachment per Araghchi per colloqui con Usa
I parlamentari iraniani hanno presentato una mozione di impeachment contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi per i colloqui con funzionari Usa: lo ha dichiarato un membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento Ali Khezrian affermando che Araghchi “non era autorizzato a condurre negoziati” con funzionari americani e che i contatti si sono svolti al di fuori del quadro delle politiche della Repubblica islamica. Lo riportano i siti della dissidenza iraniana Iran International e Iran Wire. “I membri del parlamento hanno registrato la procedura di impeachment contro Araghchi e la stanno portando avanti - ha dichiarato Khezrian - il ministro dovrà comparire davanti al parlamento al suo ritorno dal viaggio e spiegare su quali basi si è svolta questa conversazione con la controparte americana”.
24 settembre 2026
Netanyahu: “all’Onu difenderò la verità dei nostri soldati”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, interverrà oggi all’Assemblea Generale dell’Onu. In un video pubblicato su X prima della sua partenza per New York, ha affermato di voler difendere Israele e i suoi soldati dal podio delle Nazioni Unite. “Andrò a confutare queste menzogne. Difenderò la verità, la verità dei nostri soldati e del nostro Paese”, ha dichiarato. Il suo arrivo a New York avviene dopo che il soldato riservista Naria Leiter, figlio dell’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, è rimasto gravemente ferito ieri in un attacco con un veicolo-ariete contro un posto di blocco in Cisgiordania.
24 settembre 2026
Wsj: Cina ha inviato a Iran 1.300 carichi di componenti per droni e missili
Quest’anno, fino alla fine di giugno, la Cina ha inviato in Iran circa 1.300 spedizioni aeree contenenti componenti per droni e missili; lo riferisce il Wall Street Journal citando dati doganali. Secondo il quotidiano, una di queste spedizioni è arrivata lo stesso giorno in cui, ad aprile, Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco nel conflitto iniziato a febbraio.
Sempre secondo il Journal, un’altra spedizione effettuata due giorni dopo trasportava componenti per droni per un valore superiore a 6 milioni di dollari. Ciò fa seguito a quello che il Journal definisce un forte aumento dei voli cargo dalla Cina all’Iran nel corso dell’anno, un fenomeno ritenuto fondamentale per sostenere i programmi di armamento iraniani a fronte delle pesanti sanzioni statunitensi. I funzionari iraniani non hanno risposto alla richiesta di commento del Journal.
24 settembre 2026
Board of Peace, ricostruzione di Gaza costerà 71,4 mld di dollari in 10 anni
La ricostruzione di Gaza richiederà 71,4 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. E’ la stima resa nota dal Board of Peace a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Si tratta di una stima nettamente superiore ai 4-6 miliardi di dollari che, secondo le Nazioni Unite, sarebbero stati necessari per ricostruire Gaza dopo la guerra di 50 giorni del 2014. In un briefing “di alto livello” a cui hanno partecipato gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, i membri del Board hanno illustrato quello che hanno proposto come piano per i primi sei mesi della ricostruzione di Gaza. Previsti 66 obiettivi, tra cui rifugi umanitari, generatori diesel e la ricostruzione di ospedali. Il Board ha precisato che la ricostruzione potrà iniziare solo “nel momento in cui i finanziamenti e l’accesso lo consentiranno”. Non è chiaro da dove proverranno i finanziamenti per i programmi e il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza non è ancora entrato nell’enclave palestinese. Per il momento sta operando dal Cairo, in Egitto, senza alcuna autorità sul territorio che dovrebbe contribuire a governare. In una nota rilasciata dopo il briefing, il Board for Peace ha detto che ’’la nostra bussola rimane chiara: sovranità palestinese, tutela dei diritti, unità geografica, inclusione di ogni comunità, trasparenza in ogni processo e capacità di adattamento di fronte alle esigenze in continua evoluzione”.
24 settembre 2026
Prezzi del petrolio in calo mentre l’Iran rimane aperto a un’intesa con gli Usa
Oggi i prezzi del petrolio stanno registrando un calo dopo essere saliti del 4% nella seduta precedente, poiché l’Iran ha dichiarato di rimanere aperto alla diplomazia per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, sebbene i due paesi rimangano molto distanti sulle modalità per farlo. I futures sul greggio Brent sono scesi di 92 centesimi, ovvero dello 0,9%, attestandosi a 102,16 dollari al barile alle 04:00 GMT, mentre i futures sul West Texas Intermediate hanno perso 77 centesimi, ovvero lo 0,8%, attestandosi a 91,39 dollari.
L’Iran e gli Stati Uniti rimangono divisi su come porre fine al loro conflitto, ma la diplomazia deve continuare, ha dichiarato mercoledì 23 settembre a Reuters un alto funzionario iraniano, dopo che il presidente iraniano aveva affermato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che Teheran non si sarebbe mai arresa alle pressioni statunitensi.
Il funzionario ha affermato che Teheran sta esaminando la risposta di Washington alle sue proposte di pace, che danno priorità alla revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. “Il petrolio sta scendendo perché il mercato sta riducendo parte del proprio premio di rischio geopolitico, grazie alla ripresa dell’offerta dal Golfo e alle crescenti speranze di una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran”, ha affermato Priy
24 settembre 2026
Otto marinai del gruppo d’attacco della portaerei Lincoln hanno tentato il suicidio
Il segretario della Marina Usa ad interim Hung Cao ha riferito alla senatrice democratica Kirsten Gillibrand che otto marinai assegnati al gruppo d’attacco della portaerei Uss Abraham Lincoln hanno tentato il suicidio durante la lunga missione che ha incluso operazioni militari contro l’Iran. Cao ha reso noto il dato - che comprende l’equipaggio della Lincoln, i marinai del suo stormo aereo imbarcato, il personale del gruppo d’attacco e dello squadrone di cacciatorpediniere, gli equipaggi dei cacciatorpediniere di scorta e tutti gli squadroni di volo imbarcati - in una lettera di quattro pagine indirizzata a Gillibrand, documento di cui The Hill è entrato in possesso. Un gruppo d’attacco di portaerei è una formazione composta tipicamente da una portaerei, un incrociatore, cacciatorpediniere o fregate e uno stormo aereo dotato di decine di velivoli. Talvolta, i gruppi possono includere anche sottomarini. Nella lettera, datata martedì, Cao ha affermato che nessun militare si è tolto la vita durante la missione del gruppo d’attacco. Il segretario della Marina ad interim ha dichiarato di rispondere per conto del segretario alla Difesa Pete Hegseth e che la forza armata “condivide il vostro profondo impegno” a tutela della sicurezza, della salute e del morale dei militari statunitensi. “Gli uomini e le donne del Carrier Strike Group THREE hanno dimostrato una determinazione eccezionale in condizioni impegnative”, ha scritto Cao in risposta alla lettera inviata da Gillibrand a Hegseth il 15 agosto. “Le decisioni operative di prolungare le missioni non vengono mai prese alla leggera; sono dettate da contesti di sicurezza globale in continua evoluzione e dall’assoluta necessità di proteggere gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nonché il nostro personale e i nostri alleati all’estero”.
24 settembre 2026
Tajani all’Onu, ’Hormuz deve riaprire, l’Iran abbandoni l’arma nucleare’
“Lo Stretto di Hormuz deve riaprire. Nel Golfo bisogna rilanciare il dialogo e chiedere all’Iran di abbandonare ogni minaccia nucleare e ogni politica aggressiva verso gli altri Paesi della regione” Lo ha detto Antonio Tajani all’81esima Assemblea Generale dell’Onu. “Devono cessare gli attacchi alla navigazione nel mar Rosso, così come devono finire nel mar Nero gli sconsiderati attacchi russi all’esportazione del grano ucraino verso l’Africa”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.






