In un fotogramma di un video diffuso dallo US Central Command, o Centcom, si vede un missile Usa un istante prima di colpire un camion in una non meglio specificata località iraniana. Gli Stati Uniti sostengono di aver colpito 140 bersagli in una settimana via REUTERS

12 luglio 2026

L’Iran chiude Hormuz. Nuovi attacchi Usa. Missili iraniani su Emirati, Bahrein, Qatar e Oman. Quotidiano di Teheran accusa Meloni della morte di Khamenei

La nuova offensiva Usa è scattata dopo che i Pasdaran hanno colpito «un’imbarcazione che aveva messo a rischio la sicurezza marittima spegnendo i propri sistemi» nei pressi dello Stretto di Hormuz

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12 luglio 2026

Addio a Hamad bin Khalifa Al Thani, lo sceicco che trasformò il Qatar

Lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani, il sovrano che trasformò il Qatar in un protagonista globale della diplomazia, dei media e della finanza è morto. Aveva 74 anni. La notizia della scomparsa è stata diffusa dall’agenzia di stampa statale Qatar News Agency, che non ha fornito indicazioni sulle cause del decesso. Lo sceicco - che, rompendo la tradizione, nel 2013 cedette il trono al figlio dopo 18 anni da emiro - è considerato l’artefice della straordinaria trasformazione di un piccolo Stato del Golfo ricco di risorse energetiche, da periferia della geopolitica a crocevia internazionale. Sotto la sua guida il Qatar ha acquisito asset come i grandi magazzini Harrods di Londra e ha creato l’emittente satellitare Al Jazeera. Oggi l’influenza del Qatar si estende dal Nord Africa all’Afghanistan e ciclicamente Doha suscita l’irritazione dei suoi alleati regionali e occidentali, a causa di una politica estera caratterizzata da stretti rapporti con l’Iran, Hamas e i Fratelli Musulmani in Egitto.

12 luglio 2026

Iran, colpiti centri logistici della Marina militare Usa in Oman

I Guardiani della rivoluzione islamica iraniana, o Pasdaran, hanno annunciato di aver condotto un pesante attacco contro i centri logistici destinati al supporto delle unità navali statunitensi nel porto di Duqm, in Oman, nell’ambito della terza fase della risposta iraniana a quella che Teheran definisce l’«aggressione militare» degli Stati Uniti.

12 luglio 2026

Iran, colpita una seconda nave che cercava di attraversare lo Stretto di Hormuz

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato di aver colpito una seconda nave nello Stretto di Hormuz, dopo i precedenti attacchi a una nave portacontainer che hanno provocato rappresaglie da parte degli Stati Uniti. Teheran ha colpito «una seconda imbarcazione che violava le normative nello Stretto», si legge in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato e dall’agenzia di stampa Irna.

12 luglio 2026

Usa: offensiva conclusa, colpiti 140 obiettivi in una settimana

Le forze armate statunitensi hanno completato il terzo ciclo di attacchi contro l’Iran dall’inizio della settimana, colpendo circa 140 obiettivi militari iraniani. Lo rende noto lo United States Central Command (Centcom) in un messaggio pubblicato su X. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e per droni, bersagli navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera iraniane, ha aggiunto il Centcom.

I più letti

12 luglio 2026

Missili iraniani contro gli Emirati Arabi, esplosioni e allarme anche in Bahrein e Qatar

Gli Emirati Arabi Uniti hanno subìto un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree e a Doha, in Qatar, sono state udite esplosioni. Lo rendono noto le autorità locali, dopo i raid aerei statunitensi di questa notte contro l’Iran seguiti all’attacco delle forze di Teheran contro una nave nello Stretto di Hormuz.

12 luglio 2026

Usa, lanciato terzo round di attacchi della settimana contro l’Iran

Le forze americane hanno lanciato «la terza serie di attacchi della settimana contro l’Iran, in risposta all’aperta aggressione da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica contro la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz». Lo afferma lo US Central Command, o Centcom, sottolineando che un membro civile dell’equipaggio risulta disperso e l’imbarcazione non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e di gravi danni alla sala macchine.

12 luglio 2026

Iran, Stretto di Hormuz di nuovo chiuso, colpita una nave

L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz dopo che una nave, che stava seguendo una rotta non autorizzata, è stata colpita, avvertendo che qualsiasi ritorsione per l’incidente sarà accolta con una «risposta severa». «Un’imbarcazione che aveva messo a rischio la sicurezza marittima spegnendo i propri sistemi è stata colpita e fermata», ha dichiarato in un comunicato la Marina dei Guardiani della rivoluzione islamica, o Pasdaran, senza fornire ulteriori dettagli sull’identità della nave. Secondo la nota, diverse imbarcazioni avrebbero tentato di attraversare il passaggio marittimo seguendo una «rotta non autorizzata» e ignorando gli avvertimenti a modificare la propria traiettoria. Lo Stretto di Hormuz, hanno aggiunto i Pasdaran, resterà chiuso «fino a nuovo ordine» e fino alla «fine dell’interferenza statunitense nella regione». «Gli atti di aggressione contro l’Iran saranno accolti con una risposta severa e nuove basi nemiche nella regione saranno prese di mira», ha affermato la Marina dei Guardiani della Rivoluzione.

11 luglio 2026

Iran, negoziatori Usa non saranno in Oman per colloqui con Teheran

I negoziatori statunitensi non si recheranno in Oman per partecipare ai colloqui con l’Iran, ma Washington manterrà i contatti con i rappresentanti di Oman e Qatar. Lo ha riferito la Cbs.

In precedenza, l’emittente aveva riferito che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva incaricato la squadra negoziale guidata dal vicepresidente J.D. Vance, dagli inviati speciali Jared Kushner e Steve Witkoff e dal segretario di stato Marco Rubio di proseguire i colloqui con Teheran.

“Nessun [vice presidente] sarà in Oman per i colloqui con l’Iran, e nemmeno Rubio, Kushner o Witkoff. Nessuna squadra tecnica statunitense. Ma gli americani manterranno una conversazione a distanza con omaniti e qatarini mentre i negoziati sono in corso, secondo un funzionario statunitense», ha scritto Jennifer Jacobs, giornalista di Cbs, su X.

In precedenza nella giornata, il giornalista di Axios Barak Ravid, citando funzionari statunitensi, aveva affermato che Washington stava chiedendo all’Iran di dichiarare aperto lo Stretto di Hormuz oggi e di promettere la cessazione degli attacchi contro le navi commerciali.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman per colloqui sullo Stretto di Hormuz.

11 luglio 2026

Libano: 7 feriti in attacchi aerei ad al Mansouri

L’agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) ha riferito che sette persone sono rimaste ferite a causa di attacchi aerei nel villaggio di al Mansouri, nel sud del Libano.

Secondo l’agenzia, cinque dei feriti sono stati ricoverati in ospedale, mentre gli altri due sono stati medicati sul posto. Stando a Nna, nel corso della giornata gli attacchi aerei israeliani hanno colpito ripetutamente al Mansouri.

11 luglio 2026

Idf: colpiti terroristi Hezbollah, trasferivano armi dentro la Zona di Sicurezza

L’Idf riferisce che oggi le truppe dispiegate nel sud del Libano ’’hanno individuato diversi terroristi di Hezbollah che trasferivano missili anticarro all’interno di una struttura dentro la Zona di Sicurezza’’. L’episodio si è verificato nell’area tra il villaggio Mansouri e Majdal Zoun, dove nel corso della giornata i media libanesi avevano riportato di attacchi dell’Idf. ’’Dopo che altri terroristi di Hezbollah hanno portato ulteriori armi all’interno della struttura e vi sono entrati, l’Idf ha effettuato un attacco aereo per neutralizzare la minaccia. In seguito all’attacco, sono state rilevate esplosioni secondarie che hanno confermato la presenza di armi all’interno della struttura’’, aggiunge il comunicato dell’Idf.

11 luglio 2026

Quotidiano Iran: Meloni nella lista nera dei responsabili della morte di Khamenei

Il quotidiano iraniano Hamshari ha pubblicato una sorta di ’lista nera’ con le foto dei presunti responsabili della morte dell’ayatollah Ali Khamenei, tra cui la premier Giorgia Meloni in uniforme arancione da carcerata, nel giorno in cui è stato diffuso il messaggio scritto dal figlio Mojtaba che minaccia ’vendetta’ contro gli assassini del padre. L’immagine pubblicata da Hamshari, giornale di proprietà del comune di Teheran, mostra tra gli altri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con un bersaglio in fronte.

Nella lista nera compaiono anche le foto del primo ministro britannico Starmer, del presidente francese Macron, del cancelliere tedesco Merz e di altri esponenti americani e israeliani tra cui il segretario di Stato Rubio, il capo del Pentagono Hegseth, il comandante del Centcom Cooper, l’ambasciatore Usa in Israele Huckabee, i ministri israeliani della Difesa Katz, degli Esteri Sa’ar e il capo di stato maggiore delle Idf Zamir.

11 luglio 2026

Turchia, colloquio ministro Esteri con omologhi di Egitto e Giordania

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto colloqui telefonici con i suoi omologhi di Egitto e Giordania per discutere degli ultimi sviluppi in Medio Oriente. Lo ha riferito una fonte del ministero degli Esteri turco.

“Fidan ha avuto colloqui telefonici separate con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e con il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi. Durante i colloqui sono stati discussi gli ultimi sviluppi nella nostra regione”, ha dichiarato la fonte.

La fonte non ha fornito ulteriori dettagli sui colloqui, limitandosi a precisare che l’attenzione principale è stata concentrata sull’evoluzione della situazione nella regione del Medio Oriente.

Turchia, Egitto e Giordania mantengono stretti contatti diplomatici sulle questioni relative alla sicurezza regionale. Negli ultimi mesi, i ministri degli Esteri dei tre Paesi hanno regolarmente coordinato le loro posizioni riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza, in Siria e ad altre crisi in Medio Oriente.

11 luglio 2026

Teheran: non rispetteremo Memorandum se continuano violazioni Usa

L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha affermato che Teheran smetterà di rispettare il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti se gli attacchi di questi ultimi continueranno, accusando Washington di una “flagrante violazione” della Carta delle Nazioni Unite per gli attacchi contro le isole e le città meridionali iraniane del 7 e 8 luglio. “Qualora gli Stati Uniti continuassero a violare i propri obblighi previsti dal Memorandum d’intesa, l’Iran non sarà più tenuto a rispettarli”, ha dichiarato ai giornalisti fuori dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, aggiungendo che Teheran rimane impegnata “a condizione che gli Stati Uniti rispettino pienamente e fedelmente i propri obblighi”. Lo riporta Al Jazeera.

11 luglio 2026

Wafa: raid dell’Idf uccide un uomo e ne ferisce altri 4 a Gaza

Un uomo è rimasto ucciso e altri quattro feriti oggi in un raid aereo israeliano contro un veicolo civile nella zona centrale di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa riferendo che un drone israeliano ha lanciato quattro missili contro il veicolo sul ponte di Wadi Gaza.

11 luglio 2026

Media: Idf ferma quattro coloni dopo attacco a troupe Cnn

Quattro coloni israeliani sono stati fermati dalle Forze di difesa israeliane (Idf) per aver attaccato una troupe dell’emittente statunitense Cnn vicino alla città di Sinjil, nella Cisgiordania occupata. Lo scrivono il Times of Israel e Haaretz, citando comunicazioni da parte delle forze dell’ordine israeliane, che avrebbero ricevuto una segnalazione riguardo a diversi giornalisti che stavano guidando vicino a Sinjil quando alcuni sospetti li hanno inseguiti, hanno bloccato la loro auto e “causato danni”. Dei soldati israeliani sono stati inviati sul posto, hanno permesso ai giornalisti di passare e hanno fermato quattro sospetti, sequestrato il loro veicolo e raccolto le testimonianze della troupe giornalistica, sempre secondo la polizia, che rende noto di aver sequestrato “bastoni e un coltello” durante la perquisizione del veicolo. “La polizia israeliana e l’Idf considerano con la massima serietà qualsiasi atto di violenza o danno alla proprietà, in particolare quando coinvolge membri dei media che svolgono il loro lavoro”, ha aggiunto il corpo, scrive il ToI. Haaretz conferma l’avvenuto, citando fonti locali e filmati dell’incidente oltre ai comunicati della polizia, che non hanno specificato se i fermati fossero coloni o palestinesi, come evidenzia. Le forze dell’ordine hanno anche aggiunto che gli agenti della stazione di Binyamin, che copre l’area di Ramallah nella Cisgiordania centrale, hanno interrogato i giornalisti.

11 luglio 2026

Media: attacco Idf nel villaggio Mansouri nel sud del Libano

I media libanesi riportano di un attacco israeliano avvenuto poco fa nel villaggio di Mansouri, vicino a Tiro, nel sud del Libano.

11 luglio 2026

Cbs: ai colloqui in Oman non ci sarà la delegazione americana

Al tavolo delle trattative in Oman non ci saranno gli americani. Lo ha detto un funzionario del Qatar a Cbs che, in precedenza, aveva riferito che le delegazioni statunitense e iraniana si erano recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori. A Muscat è invece presente il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.

11 luglio 2026

Delegazione Usa incontra esercito Libano a Beirut

Una delegazione militare statunitense ha incontrato l’esercito libanese a Beirut per discutere l’attuazione del ritiro di Israele da una delle cosiddette “zone pilota” nei territori occupati. Lo ha riferito alla France Presse un funzionario militare libanese.

In base a un accordo quadro raggiunto il 26 giugno, lo stato ebraico si ritirerà gradualmente dalle aree del Libano meridionale conquistate quest’anno durante la sua campagna militare contro Hezbollah, avviata dopo che il gruppo si era unito al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Nell’ambito dell’accordo, l’esercito libanese, finora con capacità operative limitate nel sud del Paese, assumerà il pieno controllo di due piccole aree designate come zone pilota.

“La delegazione militare americana è arrivata e ha avviato incontri con il comando dell’esercito libanese per discutere i meccanismi di attuazione della prima zona pilota dalla quale gli israeliani si ritireranno, consentendo così il dispiegamento dell’esercito libanese”, ha dichiarato il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo.

“Questo è l’obiettivo principale della delegazione militare americana in Libano: tradurre in pratica e attuare l’accordo quadro”, ha aggiunto il funzionario.

L’ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa, ha dichiarato al presidente Joseph Aoun che “una delegazione militare americana arriverà a Beirut nei prossimi giorni per definire il meccanismo” di attuazione dell’accordo.

Da Washington, un funzionario statunitense ha affermato che “siamo passati alla fase di attuazione dell’accordo quadro”. La “prima zona pilota sarà avviata nel giro di pochi giorni e sono già in fase di definizione e pianificazione ulteriori zone pilota”, ha aggiunto il funzionario.

Ha infine precisato che il Comando Centrale degli Stati Uniti (US Central Command, Centcom) coordinerà l’attuazione delle zone pilota con entrambe le parti.

11 luglio 2026

Nyt: mandati comparizione ai nostri reporter per notizie su nuovo Air Force One

L’amministrazione Trump ha emesso mandati di comparizione contro diversi giornalisti del New York Times, dopo che il quotidiano ha pubblicato nei giorni scorsi articoli su problemi di sicurezza relativi al nuovo Air Force One, donato dal Qatar al presidente Trump. Lo denuncia il quotidiano Usa, sottolineando che i mandati mirano a costringere i giornalisti a testimoniare mercoledì davanti a un gran giurì federale a Manhattan e rappresentano “una straordinaria escalation negli sforzi del presidente Trump per minacciare e intimidire le testate giornalistiche indipendenti”, scrive Nyt.

11 luglio 2026

Guida Suprema Mojtaba: la vendetta per Ali Khamenei dev’essere compiuta

“La vendetta è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta”. Lo afferma la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio scritto per i funerali e la sepoltura del padre Ali Khamenei rilanciato dai media iraniani. “Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, per mano di questi criminali e disonorevoli assassini”, prosegue la dichiarazione, rivolgendosi al defunto leader.

11 luglio 2026

Leader iraniano Mojtaba Khamenei promette vendetta, abbiamo lista criminali

La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso in occasione della sepoltura del padre, il leader supremo defunto Ali Khamenei, ha promesso vendetta. “La sua vendetta è la richiesta della nazione e deve assolutamente avvenire”, ha dichiarato il nuovo leader supremo, “ci impegniamo a vendicare il sangue versato con gli assassini criminali e disonorati. Questa vendetta è la richiesta della nostra nazione e deve assolutamente avvenire”. Mojtaba Khamenei ha aggiunto che di “questi criminali” esiste “un elenco completo, dall’alto verso il basso”. “Questi criminali, di cui esiste un elenco completo dall’alto verso il basso, porteranno con sé nella tomba il desiderio di una morte pacifica e di morire nel proprio letto. Devono sapere che questa questione non dipende dalla mia presenza o da quella di altri funzionari” perché “che noi siamo qui o meno, ciò avverrà”, ha detto ancora.

11 luglio 2026

Cbs, “Vance, Rubio, Witkoff e Kushner ai negoziati con l’Iran in Oman”

“Le delegazioni statunitense e iraniana si sono recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori, nonostante il drammatico scambio di colpi che ha fatto fallire la tregua”. Lo scrive Cbs News citando funzionari, sottolineando che “il team negoziale del presidente Trump, guidato dal vicepresidente JD Vance, Jared Kushner, dal segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato Steve Witkoff, dovrebbe proseguire i colloqui in Oman sabato” con l’Iran. Secondo Cbs, il team americano sarà ai colloqui su istruzione di Trump. Oggi è arrivato in Oman il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

11 luglio 2026

Iran: niente negoziati se gli Usa non cambieranno atteggiamento

L’Iran non intende avviare negoziati con gli Stati Uniti finché Washington non cambierà approccio: è quanto riporta l’agenzia di stampa Fars, citando fonti vicine al team negoziale iraniano. “L’Iran non ha richiesto colloqui con gli Stati Uniti e non ci saranno negoziati finché gli Stati Uniti non abbandoneranno le loro posizioni”, hanno spiegato le fonti senza specificare che cosa si aspetti esattamente Teheran da Washington.

Secondo il sito di Axios, che cita funzionari dell’Amministrazione Trump, gli Stati Uniti chiedono all’Iran di riconoscere pubblicamente la libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz e di impegnarsi a cessare gli attacchi contro le navi mercantili entro sabato. In questo contesto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman per dei colloqui sulla questione dello Stretto di Hormuz.

11 luglio 2026

Media, atteso messaggio Mojtaba Khamenei

E’ atteso a breve un nuovo messaggio della Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, parlando di un messaggio che sarà incentrato sull’addio ad Ali Khamenei, Guida Suprema, ucciso a fine febbraio nel primo giorno di raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Fino a giovedì scorso, per sei giorni, una marea umana in Iran ha assistito alle cerimonie per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei. Di Mojtaba Khamenei, suo secondogenito, nessuna notizia ufficiale. Non si è mai fatto vedere in pubblico - né in video - da quando ha preso il posto del padre. Da quando è la Guida Suprema dell’Iran - scelto dall’Assemblea degli esperti lo scorso 8 marzo, nove giorni dopo l’uccisione di Ali Khamenei - sono arrivati solo messaggi a nome di Mojtaba Khamenei, mai audio. Il primo messaggio, letto dalla tv di Stato iraniana, risale al 12 marzo. Mojtaba Khamenei, 56 anni, sarebbe rimasto ferito nei primi bombardamenti contro la Repubblica islamica. Le sue condizioni restano da allora avvolte nel mistero.

Alcuni automobilisti passano accanto a un cartellone pubblicitario raffigurante il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, in una strada di Teheran, in Iran, il 9 luglio 2026. L’Iran e gli Stati Uniti si sono scambiati accuse dopo che il presidente americano Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco è “finito”. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH -

11 luglio 2026

Wsj, amministrazione Trump sempre più pessimista su accordo sul nucleare

L’amministrazione Trump è sempre più pessimista sulla possibilità di concludere l’accordo sul nucleare con l’Iran. Lo scrive il Wall Street Journal (Wsj), citando alti funzionari Usa. Il giornale sottolinea che uno dei funzionari ha riferito che l’Iran dovrebbe impegnarsi a dichiarare entro oggi che lo Stretto di Hormuz è aperto e smetterà di sparare alle navi oppure dovrà affrontare gravi conseguenze, mentre gli altri funzionari sentiti dal Wsj non hanno indicato una scadenza precisa. Il quotidiano, a proposito del fatto che le fonti ritengono sempre meno probabile che si possa raggiungere un accordo sul nucleare, sottolinea che si tratta di una rara ammissione del fatto che uno degli obiettivi fondamentali della politica estera di Trump, cioè limitare il programma nucleare di Teheran, potrebbe non essere raggiungibile attraverso i negoziati di pace.

11 luglio 2026

“L’Europa sta valutando le proposte per consentire i pedaggi a Hormuz”

L’Europa sta valutando proposte che potrebbero consentire l’applicazione di pedaggi per la navigazione nello Stretto di Hormuz, a condizione che tali pedaggi non siano obbligatori e abbiano il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo. Lo riporta il Guardian. Il vice primo ministro britannico, David Lammy, ha affermato che l’imposizione di pedaggi obbligatori sarebbe disastrosa. Tuttavia, alcuni suoi colleghi di governo hanno riconosciuto che i sistemi di pagamento per specifici servizi di navigazione sono ammissibili in molte vie navigabili naturali, tra cui lo Stretto di Malacca e il Canale della Manica. Questo avviene mentre i funzionari statunitensi hanno chiesto all’Iran di rilasciare una dichiarazione pubblica in cui si afferma che lo Stretto di Hormuz è aperto e che le navi che utilizzano questo vitale corridoio non saranno più attaccate. L’Oman, in collaborazione con avvocati britannici, ha già elaborato una proposta per lo stretto che adatta i principi dello stretto di Malacca. Muscat si è ora offerta di inviare i propri esperti legali a Teheran per illustrare il piano in dettaglio. L’Oman controlla la maggior parte delle acque navigabili dello stretto e si oppone all’introduzione di un pedaggio obbligatorio.

11 luglio 2026

Iran, Crosetto: “Teheran non rispetta i patti”

“È una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana. Il regime di Teheran prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi. Nel divenire della guerra, gli iraniani hanno scoperto che la chiusura di Hormuz è la più forte delle armi, perché consente loro di danneggiare tutto il mondo. Una nuova strategia”: lo ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato dal Corriere della Sera. Una strategia di cui, secondo Crosetto, la responsabilità ultima non è dell’Amministarzione Trump: “No, l’arma di Hormuz se la sono presa gli iraniani perché, quando hanno subito il primo attacco, hanno portato la guerra ai Paesi vicini, che non avevano fatto nulla ed erano contrari alla guerra”.

Trump di fatto “ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i pasdaran, i militari più violenti ed estremisti”: “L’Iran, oggi, è diviso in due: c’è la parte militare, che vuole chiudere la guerra e trattare anche rinunciando a qualcosa, e c’è la parte più integralista, che è disposta a sacrificare il Paese anche per i futuri decenni”, ha concluso il Ministro, sottolineando tuttavia come “l’interesse prevalente di entrambe le parti è che il conflitto finisca il prima possibile”.

11 luglio 2026

Ministro Esteri iraniano arrivato in Oman per colloqui

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, in Oman, per gli annunciati colloqui con interlocutori omaniti sugli sviluppi nella regione e in particolare sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani.

11 luglio 2026

Iran: Usa hanno violato memorandum di intesa

Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il nono punto del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, secondo cui gli Stati Uniti non invieranno ulteriori forze nella regione dopo la firma del memorandum.

11 luglio 2026

Usa: Iran dichiari pubblicamente Hormuz libero alla navigazione

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di riconoscere pubblicamente lo Stretto di Hormuz come libero alla navigazione a partire da sabato e di impegnarsi a cessare gli attacchi contro le navi mercantili: è quanto riporta il sito di Axios, citando fonti dell’Amministrazione statunitense. Secondo le fonti il messaggio è stato trasmesso direttamente al governo di Teheran e tramite mediatori regionali: “Quello che chiediamo è che gli iraniani rilascino una dichiarazione pubblica in cui riconoscano che tutti i canali dello Stretto di Hormuz sono aperti e che hanno smesso di sparare alle navi. O ci forniranno questa dichiarazione, oppure non otterremo un risultato positivo”.

11 luglio 2026

Araghchi, su cessate fuoco mantenuto parola non come gli Usa

Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi dice che sul cessate il fuoco “l’Iran finora ha mantenuto la sua parola”. Il messaggio di Araghchi è affidato a un post su X, dove fa presente che gli Usa invece non l’hanno fatto: “A differenza degli Usa - scrive - del cosiddetto segretario al Tesoro degli Stati Uniti che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d’intesa. Quella violazione segue altre violazioni e passi falsi da parte degli Stati Uniti”. Infine chiude facendo presente come serva reciprocità.

11 luglio 2026

Trump: “Ci sono 1000 missili pronti al lancio contro l’Iran”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato venerdì che gli Stati Uniti avrebbero “annientato completamente” l’Iran qualora avesse tentato di assassinarlo o ci fosse riuscito. “Ci sono 1000 missili pronti al lancio contro la Repubblica Islamica dell’Iran, seguiti immediatamente da altre migliaia, qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, annunciata in tutto il mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, in questo caso, me”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Ha aggiunto: “Ho dato l’ordine, e l’esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un anno, prorogabile, di annientare e distruggere completamente tutte le aree dell’Iran”.

11 luglio 2026

Fonti Usa, «Iran riconosce che è stato errore colpire le navi a Hormuz»

L’Iran avrebbe ammesso che è stato “un gruppo di estremisti fuori controllo” a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. “Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: ’Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare’”. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili.

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