
25 luglio 2026
Guerra, ultime notizie. Trump ordina di sospendere gli attacchi all’Iran. Scontri tra israeliani e palestinesi in Cisgiordania.
Trump è sempre più convinto che l’unica lingua che il regime capisca sia quella della forza. Il ministro degli Esteri di Teheran Araghchi: «Non temiamo le minacce, né cederemo alle pressioni». Nel Mar Rosso colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti. A Hormuz l’esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Cisgiordania in fiamme intanto per una sparatoria vicino a un insediamento con due israeliani e quattro palestinesi uccisi: l’esercito assedia Nablus e nella notte invade una città vicina. Intanto il presidente ucraino Zelensky rivela che Kiev ha colpito nel Mar Caspio navi che portavano armi a Teheran.
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25 luglio 2026Aggiornamento fissato
Parroco Gaza: guerra e privazioni, ma si guarda a futuro con speranza
Alla vigilia della VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco, da Gaza arriva la testimonianza di padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia. Nella riflessione diffusa attraverso i canali social della comunità, il sacerdote racconta di che cosa parla oggi la popolazione stremata da quasi due anni di guerra. E tra la ricerca dell’acqua, la paura delle bombe e le difficoltà della vita quotidiana, emerge anche il pensiero degli anziani, rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
“Di che cosa parla la gente a Gaza?”: è ciò che si chiede padre Romanelli, riporta il Sir. E le risposte raccontano una quotidianità fatta di privazioni. “In tutto questo tempo a Gaza si parla dell’acqua. Si parla di come procurarsi un po’ di elettricità. Si parla del caldo, di un caldo soffocante accompagnato da un’umidità altissima, perché non si trovano modi efficaci per rinfrescarsi”.
Le giornate e soprattutto le notti sono scandite dalla ricerca di un sollievo minimo. “Gran parte della popolazione non ha elettricità né batterie e può soltanto sventolarsi con un pezzo di cartone, un ventaglio improvvisato o qualunque cosa serva per superare la notte”. C’è chi dorme ammassato insieme per sfruttare un unico ventilatore: “La gente racconta, per esempio, di come abbia trascorso la notte tutti insieme, letteralmente nello stesso letto con i genitori, perfino i ragazzi adolescenti, perché c’era un unico ventilatore per tutta la famiglia. E questo nel caso di chi ha la fortuna di possederne uno”.
Il mezzo bicchiere di acqua. Acqua ed elettricità restano le urgenze principali. “Ci sono quartieri dove alcuni generatori vendono un chilowatt di elettricità a 35 shekel (oltre 10 euro), una cifra altissima. Molte persone non possono permetterselo”. La parrocchia continua a distribuire acqua e proprio attorno a questo bene ormai preziosissimo ruotano molti dei racconti raccolti dal sacerdote. “Durante un pranzo in una famiglia cristiana, il padre ha chiesto chi avesse lasciato mezzo bicchiere d’acqua sul tavolo. Una delle sue figlie ha risposto: ’L’ho lasciato io, papà’. E lui le ha detto: ’Quello che ti ho versato, lo devi bere’”. Un episodio semplice che riflette la situazione della Striscia: “Quel mezzo bicchiere d’acqua è prezioso, perché c’è chi non ha nemmeno quello. Anche di questo si parla”.
La paura. I discorsi della gente sono segnati anche dalla guerra. “Due sere fa, per esempio, siamo stati colti di sorpresa da un bombardamento improvviso. Stavamo cenando, sacerdoti e religiose, dopo aver celebrato la messa, la novena al Sacro Cuore e le altre preghiere che facciamo abitualmente”. Uno degli attacchi, racconta il parroco, è avvenuto “a circa seicento o settecento metri di distanza”. “L’esplosione è stata fortissima. Ce ne sono state diverse e in vari punti della città”. Di conseguenza, “la gente parla di questo: se è riuscita a dormire oppure no; se ha sentito gli aerei oppure altre macchine di cui non conosce nemmeno la natura”.
25 luglio 2026
Axios, Trump ha ordinato ieri di non condurre raid contro l’Iran
Donald Trump ha ordinato ieri all’esercito statunitense di non condurre nuovi attacchi contro l’Iran, interrompendo una serie di quasi due settimane di attacchi quotidiani: lo riporta Axios che cita due fonti. La direttiva è arrivata dopo che nei 13 giorni precedenti aveva approvato raid quotidiani. Non è chiaro, scrive Axios, se l’ordine di Trump di ieri sia stato un caso isolato o se la tregua continuerà. La decisione di Trump riflette sia la sua volontà di concedere maggiore spazio alla diplomazia, sia il riconoscimento che, a meno di un ritorno a operazioni di combattimento su larga scala, l’attuale livello di attacchi statunitensi ha raggiunto il limite della sua efficacia. Se Trump ordinasse la ripresa dei raid, l’esercito statunitense potrebbe mobilitarsi con un preavviso relativamente breve. Secondo le fonti, l’esercito statunitense sta ancora preparando piani per un possibile ritorno a operazioni di combattimento su larga scala, ma Trump non ha dato ordini in tal senso. Due fonti regionali hanno riferito ad Axios che Iran e Oman hanno compiuto progressi e potrebbero raggiungere un accordo entro il fine settimana. Qualsiasi accordo proposto richiederebbe poi l’approvazione di Trump.

Il presidente Donald Trump partecipa alla cena dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, tenutasi al Waldorf Astoria di Washington DC, venerdì 24 luglio 2026, a Washington. (Foto AP/Rod Lamkey, Jr.)
25 luglio 2026
Pausa nei raid in Iran ma si accende lo scontro tra Houthi e sauditi
di Cristina Ferrulli (Ansa)
Per la prima volta dopo quasi due settimane consecutive di raid statunitensi sull’Iran e di contrattacchi della Repubblica islamica sulle basi Usa nel Golfo la notte è trascorsa tranquilla nei cieli del Medio Oriente. Un segnale, forse, che il lavoro dei mediatori per far ripartire i negoziati sta funzionando visto che anche Donald Trump ammette che il dialogo è ripartito “sul serio” e, in attesa di incontrare martedì Benjamin Netanyahu, prende tempo su una ripresa dei bombardamenti su larga scala. Si accende però un altro fronte di storici nemici, quello tra i ribelli Houthi e l’Arabia Saudita con il rischio di far ripiombare lo Yemen nella guerra civile. I miliziani alleati dell’Iran hanno annunciato, in risposta al fatto che ieri Riad aveva colpito obiettivi degli Houthi nello Yemen, di aver lanciato nella notte raffiche di missili e droni contro gli impianti petroliferi Aramco dell’Arabia Saudita a Jizan e Yanbu. Un video diffuso sui social media mostra nuvole scure che si alzano sopra una raffineria di proprietà di Aramco dopo che una batteria terra-aria gestita da personale greco in Arabia Saudita ha annunciato di aver abbattuto due missili balistici e, successivamente, un drone lanciato dallo Yemen.
Yanbu è il principale porto petrolifero dell’Arabia Saudita sul Mar Rosso, dove vengono caricati milioni di barili al giorno, ed è diventato la principale via di esportazione del petrolio saudita, aggirando lo Stretto di Hormuz, che è stato bloccato dall’Iran. Jizan, situata sul Mar Rosso vicino al confine con lo Yemen, ospita una raffineria con una capacità di 400.000 barili al giorno. Facile dunque capire come l’intensificarsi dello scontro tra Houthi e sauditi possa avere ripercussioni economiche mondiali facendo ulteriormente schizzare il prezzo del barile. Per tenere a bada i ribelli, l’aviazione del governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall’Arabia Saudita, ha effettuato attacchi aerei contro siti di lancio di missili e droni dei ribelli e depositi di armi nelle province di Marib e al-Jawf, secondo quanto riferito da funzionari yemeniti a Reuters che rivelano che entrambe le parti coinvolte nella guerra civile yemenita stanno mobilitando le forze lungo il fronte.
L’Arabia Saudita guida da oltre un decennio una coalizione araba che combatte contro gli Houthi, da quando i combattenti allineati con l’Iran hanno conquistato la capitale yemenita Sanaa e vaste aree del territorio nel nord e nell’ovest del Paese, compresa la costa del Mar Rosso. Gli attacchi incrociati degli ultimi giorni mettono a rischio la tregua, siglata nel 2022 sotto l’egida dell’Onu che mise fine alla guerra civile yemenita, durante la quale centinaia di migliaia di persone sono morte a causa dei combattimenti e della carestia. La speranza è che la diplomazia, e i calcoli economici, prevalgano sulla ’modalità vendetta’ che anima nelle ultime settimane Donald Trump. “L’Iran non può possedere un’arma nucleare”, ha ribadito ieri alle cena dei corrispondenti il presidente Usa smorzando però i toni bellicosi. “Ci stiamo parlando proprio ora. Vorrebbero tanto raggiungere un accordo. Non credo che siano pronti ma sono disposto ad ascoltare”, ha concesso mentre martedì si prepara ad accogliere nello studio ovale l’amico e alleato Netanyahu, che fa buon viso a cattivo gioco al cessate il fuoco. Ynet rivela che Israele si aspettava un massiccio attacco Usa contro l’Iran nella notte salvo poi capire che il tycoon aveva preferito concedere altro tempo ai negoziati. E a Washington è in arrivo anche Volodymyr Zelensky che, nella guerra contro Mosca, ha incrociato anche il conflitto mediorientale: “Abbiamo colpito nel Mar Caspio navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all’Iran, nonché una nave da guerra”, ha annunciato il leader ucraino.
Membri delle forze armate israeliane si trovano in una strada dopo un attacco sferrato dai coloni israeliani nel villaggio di Sarra, vicino alla città di Nablus, in Cisgiordania, venerdì 24 luglio 2026. (Foto AP/Majdi Mohammed) APN
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25 luglio 2026
Scontri con i palestinesi in Cisgiordania, ferito un israeliano
Un uomo israeliano è rimasto ferito dopo essere stato colpito da una pietra durante un violento scontro tra israeliani e palestinesi vicino all’insediamento di Susya, in Cisgiordania, secondo quanto riferito dall’esercito. Lo scrive The Times of Israel. Il servizio di ambulanze Magen David Adom ha dichiarato di aver trasportato l’uomo, di 25 anni, in ospedale in condizioni non gravi. Le forze di difesa israeliane affermano che durante l’incidente entrambe le parti si sono lanciate pietre a vicenda e che un “terrorista” palestinese ha sottratto una pistola a un civile israeliano.
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25 luglio 2026
Katy Perry contro Casa Bianca, non usate mia musica per sostenere distruzione e violenza
Katy Perry si scaglia contro l’amministrazione del presidente Usa Donald Trump per aver utilizzato la sua hit del 2010, ’Firework’, in un video sui social media che mostra attacchi missilistici da parte del governo statunitense. La cantante ha condiviso un tweet infuocato in risposta al video postato sul profilo TikTok della Casa Bianca, dicendo di essere “profondamente sconvolta e arrabbiata” nel vedere la famosa canzone usata come sottofondo per il video che raccoglie le immagini degli attacchi militari. Ha poi aggiunto: “Non ho approvato questa cosa, non mi è stato chiesto il permesso e non la giustifico assolutamente”. Katy ha poi spiegato il significato della canzone, descrivendola come “un inno di speranza, guarigione e forza interiore per le persone che stanno attraversando i momenti più bui della loro vita. Vedere un messaggio di autostima e di incoraggiamento strumentalizzato come colonna sonora di distruzione e violenza è una completa violazione di tutto ciò che la mia canzone rappresenta. La mia musica serve a unire le persone, non a celebrare la guerra”.
25 luglio 2026
Portavoce Houthi incontra delegazione saudita in Oman
Il portavoce dell’ufficio politico degli Houthi, Mohammed Abdulsalam, ha incontrato oggi una delegazione saudita in Oman. Lo riporta la tv qatariota Al Jazeera citando una fonte Houthi, secondo la quale l’incontro aveva lo scopo di “promuovere la sicurezza e la stabilità regionale”.
Oggi i ribelli yemeniti degli Houthi, il cui nome ufficiale è “Ansar Allah” (Partigiani di Dio), alleati dell’Iran, hanno aperto il fuoco contro installazioni petrolifere saudite in due porti sulla costa del Mar Rosso, dopo che Riad aveva lanciato attacchi aerei sulla provincia yemenita di Hodeidah.
25 luglio 2026
Israele si aspettava nella notte massici raid Usa contro l’Iran
Israele si era preparato a un importante attacco statunitense contro l’Iran nella notte tra venerdì e sabato, ma in seguito i funzionari hanno concluso che Donald Trump aveva deciso di rinviare l’azione e dare a Teheran più tempo per fare concessioni: lo scrive l’israeliano Ynet. Secondo alcune fonti, Qatar e Oman avrebbero fatto pressioni sull’Iran affinché ammorbidisse la sua posizione e scongiurasse quella che sembrava essere un’imminente operazione americana su vasta scala. I funzionari israeliani hanno considerato la pausa come una tregua temporanea piuttosto che un cambiamento di prospettiva più ampio, affermando che le possibilità di un accordo duraturo tra Stati Uniti e Iran rimanevano scarse.
25 luglio 2026
Iran: bollette e carburanti costano 29 miliardi in più, il governo valuta le accise mobili
L’impatto della guerra in Iran pesa ormai troppo sui costi di energia e carburanti. Si parla di una “stangata” da 29 miliardi in più in un anno soltanto per pagare le bollette e mettere benzina nel serbatoio. Mentre fare il pieno di benzina e diesel, tra luglio e agosto, costerà quasi 11 miliardi; in soli due mesi. Il ministro Adolfo Urso chiarisce che il governo interverrà presto, che tra le misure dovrebbe esserci quella sulle accise mobili, e che però la valutazione è al momento in capo al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, e naturalmente al susseguirsi di scambi - che proprio in questi ultimi giorni si sono intensificati - con la premier Giorgia Meloni che vorrebbe mandare un segnale, quindi approvare delle misure anti-rincari, il prima possibile.
Il monitoraggio del ministero delle Imprese e del made in Italy, grazie ai dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, certifica che in modalità ’fai-da-te’ il prezzo medio della benzina è a 1,979 euro al litro e del gasolio oltre i 2,1 euro; e stiamo parlando di rete nazionale dei distributori, perché sulle autostrade la musica alza il volume e si superano i 2 euro per la verde e i 2,2 per la nafta.
L’ufficio studi della Cgia stima quindi in 29 miliardi i costi aggiuntivi per luce, gas e carburanti. L’impennata maggiore è per benzina e diesel che crescono del 20,4% rispetto al 2025; segue il gas con un incremento del 14,6%, e l’energia elettrica a +12,9%. In Lombardia il conto più salato, al secondo posto l’Emilia-Romagna, e al terzo il Veneto. Il Codacons concentra la sua analisi lungo due perimetri, uno temporale quello estivo, e l’altro di categorie cioè sui carburanti. Parla quindi di una “stangata da 10,8 miliardi” tra luglio e agosto sui rifornimenti di benzina e diesel.
Un allarme che viene raccolto prontamente dalla segretaria del Pd Elly Schlein: “In due mesi gli italiani spenderanno quasi 2 miliardi in più rispetto all’anno scorso”. Poi se la prende con il governo: “Giorgia Meloni sul caro carburanti, che rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese, non ha detto una sola parola”. La segretaria Dem chiede di più: “E’ finito il tempo degli annunci, non c’è più tempo da perdere. Adesso Meloni accolga almeno la nostra proposta sulle accise mobili”. Il leader M5s, Giuseppe Conte, è sulla stessa scia: “Da Meloni e soci zero risposte. Bisogna risollevare il Paese e dare respiro ai cittadini. Basta fischiettare”.
Ora, sembrerebbe che la direzione sia proprio quella delle accise mobili, come rivela Urso parlando di un “intervento tempestivo” da parte del governo: “E’ una delle soluzioni che si sta prospettando, insieme ad altre che comunque vanno mirate e rese efficaci. Una valutazione che sta facendo il ministero Giorgetti”.
25 luglio 2026
Israele uccide alto funzionario di polizia di Hamas a Gaza
Un raid aereo israeliano ha ucciso il capo delle forze di polizia guidate da Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale, il generale di brigata Abdel-Nasser Al-Maqadma. Lo riportano i media israeliani. Fonti mediche riferiscono inoltre che un altro attacco israeliano ha ucciso un paramedico palestinese nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale e un altro raid aereo ha provocato due vittime in un’abitazione a Khan Younis, nel sud dell’enclave. Secondo i funzionari sanitari di Gaza, le ultime morti si aggiungono al bilancio di oltre 1.180 palestinesi, per lo più civili, uccisi dagli attacchi israeliani da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco di ottobre tra Israele e i militanti di Hamas.
25 luglio 2026
Guterres in Siria, a Damasco l’incontro con il presidente al-Sharaa
25 luglio 2026
L’Iran usa gli Houthi per minacciare il commercio globale e la sicurezza europea

La decisione degli Houthi di chiudere Bab el‑Mandeb e imporre un blocco marittimo contro l’Arabia Saudita non è un episodio isolato né una semplice ritorsione locale. È l’ultimo segnale di un disegno che punta a destabilizzare l’intero Medio Oriente e a colpire direttamente il cuore pulsante del commercio globale. La libertà di navigazione, principio cardine del diritto internazionale, viene trasformata in arma geopolitica per condizionare le rotte commerciali, energetiche, e mettere in ginocchio il nostro sistema produttivo e le nostre economie.
Ma questa escalation non nasce dal nulla. È il frutto della lucida strategia di Teheran, che da anni utilizza i propri proxy come leve di destabilizzazione, trasformando milizie e gruppi armati in attori capaci di colpire su più fronti. Una rete decentralizzata che opera con autonomia tattica ma con un obiettivo comune, con il solo intento di indebolire i vicini, condizionare le rotte marittime, mettere in ginocchio l’Occidente, l’Europa. Nel frattempo, la teocrazia iraniana continua a reprimere la propria popolazione, a massacrare giovani e soprattutto giovani donne che chiedono libertà e diritti - una tragedia morale che avrebbe dovuto mobilitare la comunità internazionale e che invece è stata troppo spesso ignorata – e mira a sconvolgere l’intera regione con instabilità, conflitti, blocchi navali, attacchi alle infrastrutture strategiche.
25 luglio 2026
Idf, arrestati oltre 70 palestinesi in Cisgiordania
L’esercito israeliano afferma di aver arrestato nella notte in Cisgiordania oltre 70 palestinesi ricercati e di averne interrogati centinaia di altri dopo l’annuncio di ’un’operazione antiterrorismo” dopo la sparatoria tra coloni e palestinesi ieri vicino Nablus.
Secondo la radio dell’esercito israeliano e i media palestinesi, coloni estremisti israeliani hanno aperto quattro nuovi avamposti illegali nella Cisgiordania settentrionale durante la notte. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito, un avamposto è stato eretto proprio accanto al villaggio di Tell, dove ieri si è verificato un sanguinoso scontro a fuoco tra coloni e palestinesi, in cui sono rimasti uccisi due israeliani e quattro palestinesi. Secondo quanto riportato da fonti palestinesi, altri tre avamposti sarebbero stati costruiti vicino alle città palestinesi di Awarta, Qusra e Jabal Ubayd. Secondo quanto riportato, tutti e quattro gli avamposti sono costituiti da piccoli rifugi e tende, alcuni dei quali ospitano anche greggi di bestiame.
25 luglio 2026
Difese aeree irachene abbattono drone vicino a consolato Usa di Ebril
Le difese aeree irachene hanno abbattuto un drone vicino al consolato statunitense a Erbil, capitale della regione del Kurdistan. Lo hanno riferito a Reuters fonti della sicurezza.
25 luglio 2026
Cisgiordania, funerali dei quattro palestinesi uccisi: solo in 30 ammessi a partecipare
Nel villaggio di Tell, nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata i palestinesi hanno seppellito i quattro uomini uccisi ieri negli scontri con i coloni israeliani, secondo quanto riferito dalle autorità locali, secondo cui solo una trentina di persone ha potuto partecipare a causa delle restrizioni imposte dall’Idf. «Le famiglie dei quattro martiri hanno celebrato un funerale questa mattina presto», ha dichiarato all’Afp Walid Zidan, capo del consiglio del villaggio, aggiungendo che «solo una trentina di persone hanno potuto partecipare».
25 luglio 2026
Houthi: “Colpiti impianti petroliferi dell’Arabia Saudita sul Mar Rosso”
25 luglio 2026
Houthi rivendicano due operazioni militari contro siti Aramco
Il portavoce militare del gruppo yemenita Houthi, Yahya Saree, ha rivendicato oggi «due operazioni militari» contro l’Arabia Saudita in risposta agli attacchi lanciati da Riad la scorsa notte contro la città portuale di Hodeidah e l’isola di Kamaran.
In una dichiarazione, Saree ha riferito di «decine di missili e droni» contro «impianti legati ad Aramco» a Jizan e a Yanbu.
25 luglio 2026
Esercito Usa: aperto il fuoco contro petroliera che voleva forzare stretto di Hormuz
Le forze armate Usa hanno aperto il fuoco e neutralizzato una petroliera, mentre tentava di eludere il blocco americano nello Stretto di Hormuz imposto ai porti iraniani. Lo riferiscono i media americani, secondo cui l’equipaggio aveva tentato di forzare «il blocco almeno quattro volte in precedenza», in base al Comando centrale militare degli Usa (Centcom). La nave, pertanto, «non è più diretta verso l’Iran». Le forze statunitensi hanno fermato la petroliera, identificata come Lavine, aprendo il fuoco dopo che l’equipaggio aveva tentato di forzare il blocco americano sullo Stretto di Hormuz, scrive il New York Times riportando le parole del capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. Hawkins ha affermato che l’equipaggio era stato avvertito, ma non aveva rispettato gli avvertimenti in almeno quattro precedenti tentativi. «La nave non è più in transito verso l’Iran», ha aggiunto.
25 luglio 2026
Cisgiordania, Giordania: “Escalation del terrorismo dei coloni”
La Giordania ha condannato oggi “l’escalation del terrorismo dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata”. In una nota, il ministero degli Esteri ha denunciato “i recenti attacchi contro diversi villaggi, con l’incendio di case, terreni agricoli e veicoli, lo sradicamento di numerosi alberi e le aggressioni contro i palestinesi”.
Il portavoce del ministero, l’Ambasciatore Fouad Majali, ha affermato che “questi attacchi rispecchiano le politiche estremiste del governo israeliano e le sue misure illegali nella Cisgiordania occupata, che alimentano l’estremismo e la violenza contro il popolo palestinese e minano le possibilità di raggiungere la pace basata sulla soluzione dei due Stati”.
Il portavoce ha quindi invitato la comunità internazionale ad “assumersi le proprie responsabilità legali e morali e a costringere Israele, potenza occupante, a fermare gli attacchi dei coloni, a perseguire i responsabili dei crimini e a garantire che non restino impuniti”.
25 luglio 2026
In Cisgiordania i funerali dei 4 palestinesi uccisi, «solo 30 ammessi a partecipare»
Nel villaggio di Tell, nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata i palestinesi hanno seppellito i quattro uomini uccisi ieri negli scontri con i coloni israeliani, secondo quanto riferito dalle autorità locali, secondo cui solo una trentina di persone ha potuto partecipare a causa delle restrizioni imposte dall’Idf. “Le famiglie dei quattro martiri hanno celebrato un funerale questa mattina presto”, ha dichiarato all’Afp Walid Zidan, capo del consiglio del villaggio, aggiungendo che “solo una trentina di persone hanno potuto partecipare”. Gli scontri sono scoppiati ieri dopo che una ventina di coloni provenienti dal vicino insediamento di Havat Gilad sono entrati nel villaggio, secondo Zidan: un episodio come ce ne sono stati moltissimi negli ultimi anni, intensificati dopo il 7 ottobre 2023. Secondo l’esercito israeliano, i cui soldati sono stati dispiegati sul posto, un palestinese si è impossessato dell’arma di un colono, uccidendolo. C’è stato uno scambio di colpi “da entrambe le parti”, durante il quale sono rimasti uccisi quattro palestinesi e un secondo israeliano, un soldato. Israele ha successivamente annunciato un’operazione su vasta scala, isolando l’area e chiudendo i posti di blocco in tutta la Cisgiordania. L’esercito è ancora schierato nel villaggio questa mattina, secondo un funzionario palestinese, il quale ha indicato che 51 residenti erano stati arrestati per essere interrogati, di cui solo sei erano stati rilasciati finora. All’ospedale di Nablus si è tenuta una funzione religiosa durante la notte, alla quale ha partecipato il governatore regionale, Ghassan Daghlas.
25 luglio 2026
Zelensky: «Colpite nel Mar Caspio navi che porvavano armi all’Iran»
In un attacco ucraino «a lungo raggio sono state colpite nel Mar Caspio navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all’Iran, nonché una nave da guerra»: lo afferma in un breve post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che elenca altri obiettivi russi colpiti nelle ultime ore dalle «sanzioni a lungo raggio» ucraine. Da mesi Kiev sostiene che la Russia utilizzi il corridoio navale del Caspio per far transitare sia armi che merci verso Teheran.
25 luglio 2026
Araghchi: «Non c’è soluzione militare alla guerra tra Houthi e Arabia Saudita»
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che non esiste «una soluzione militare» agli scontri tra i ribelli Houthi in Yemen, sostenuti da Teheran, e l’Arabia Saudita. In un’intervista pubblicata dal quotidiano statale Iran Daily, Araghchi ha anche auspicato un «dialogo» tra le parti in conflitto, mentre la guerra infuria da mesi tra Iran e Stati Uniti e si è estesa a tutta la regione.
25 luglio 2026
Cisgiordania, nei blitz israeliani fermati 56 palestinesi
Le forze israeliane hanno lanciato una vasta campagna di arresti in diverse aree della Cisgiordania, fermando 56 palestinesi. L’aggiornamento del bilancio lo fornisce Wafa, l’agenzia palestinese. A Nablus, le forze di occupazione hanno arrestato 30 palestinesi del villaggio di Tell, a sud della città. A Ramallah, ne sono stati arrestati 4 palestinesi. A Jenin, le truppe israeliane hanno arrestato cinque persone in raid nelle loro abitazioni. A Hebron, le forze israeliane hanno condotto raid in diverse città e villaggi, arrestando otto persone. A Betlemme, i soldati israeliani ha arrestato tre palestinesi. A Tulkarm, cinque palestinesi sono stati arrestati dalle truppe israeliane. Da Gerusalemme, la polizia israeliana ha condotto un raid militare nella città di Al-Eizariya, nel sud del Paese, arrestando un residente locale.
25 luglio 2026
Media: Trump valuta di intensificare gli attacchi per superare lo stallo
Il presidente Usa Donald Trump, secondo indiscrezioni stampa, sta valutando di intensificare i bombardamenti sull’Iran, mentre il conflitto si sta estendendo nella regione mediorientale con gli attacchi incrociati tra l’Arabia saudita e i ribelli Houthi nello Yemen. Nel dettaglio, secondo i media Usa, in una riunione tenutasi in mattinata tra il presidente, sempre più frustrato dallo stallo della situazione in Iran, e i suoi più stretti collaboratori, sarebbe emersa l’ipotesi di un’operazione militare di ampia scala in Iran. Alla cena dei corrispondenti alla Casa Bianca, Trump ha però detto di non aver ancora preso alcuna decisione in merito.
25 luglio 2026
Ministro degli Esteri cinese vede Araghchi
Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, in Kirghizistan, a margine del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) nella città turistica di Cholpon-Ata. Wang ha auspicato la ripresa dei negoziati e l’attuazione di un memorandum d’intesa volto ad allentare le tensioni in Medio Oriente e nella regione del Golfo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua. Wang si riferiva all’accordo preliminare finalizzato a porre fine alla guerra, attualmente in stallo a causa della ripresa delle ostilità tra le parti per il controllo dello Stretto di Hormuz.
25 luglio 2026
Prima notte in due settimane senza attacchi Usa sull’Iran
Media, prima notte senza attacchi nella guerra tra Usa e Iran. Lo sottolinea Cnn, spiegando che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ieri non ha annunciato nuove azioni militari contro l’Iran, dopo aver lanciato attacchi quotidiani contro il Paese per quasi due settimane. Fino a questa mattina, i media statali iraniani a loro volta non hanno segnalato attacchi o esplosioni nel Paese durante la notte.
25 luglio 2026
Houthi rivendicano attacco missilistico contro l’Arabia
Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro l’Arabia Saudita, dopo che Riad ha lanciato attacchi contro obiettivi legati al gruppo militante ieri. Nelle prime ore della mattinata, gli Houthi hanno riferito su Telegram che un «attacco missilistico yemenita» ha causato incendi nella città saudita di Jizan. Le autorità saudite hanno diramato un allarme di emergenza per la provincia. Il gruppo aveva promesso ritorsioni dopo che l’Arabia Saudita aveva lanciato attacchi aerei contro obiettivi Houthi nella città portuale yemenita di Hodeida e in un’isola vicina di Kamaran ieri. Lo riporta Al Jazeera.
25 luglio 2026
Arabia, sistema di difesa greco intercetta due missili lanciati dallo Yemen
Un sistema di difesa aerea greco in Arabia Saudita ha intercettato due missili balistici lanciati dallo Yemen. Lo riporta il sito di Haaretz citando fonti della sicurezza di Atene alla Reuters. Obiettivo dei missili lanciati dallo Yemen erano le raffinerie di petrolio di Yanbu, spieganole fonti.
25 luglio 2026
Cisgiordania, notte di raid di Idf e coloni
Una nuova ondata di raid militari israeliani e violenze da parte dei coloni ha travolto diverse aree della Cisgiordania durante la notte, provocando il ferimento di un adolescente palestinese e di un anziano a Betlemme e Nablus, secondo quanto riportato dai corrispondenti di Al-Jazeera sul posto. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Aqabat Jabr a sud di Gerico, nella città di Qalqilya, nel villaggio di Kobar nel distretto di Ramallah e nella città di Kafr Aqab a nord di Gerusalemme. Le truppe hanno anche preso d’assalto la città di Yabad e i villaggi di Zababdeh e Burqin nel governatorato di Jenin, mentre un altro raid ha preso di mira il villaggio di Faroun a sud di Tulkarem. A Nablus, unità militari sono entrate nei villaggi di Tal e Qaryut, nonché nella città di Beit Furik, avviando una vasta campagna di arresti a Tal e perquisendo diverse abitazioni a Beit Furik. Durante queste incursioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro le abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre i coloni hanno attaccato le case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.
25 luglio 2026
Houthi, nave saudita colpita nel Mar Rosso. Riad risponde
Una nave saudita è stata colpita oggi nel Mar Rosso, riportando lievi danni allo scafo. Lo ha riferito un funzionario dei trasporti saudita ai media statali, pochi giorni dopo che gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, avevano annunciato un blocco marittimo contro Riad. «Una fonte ufficiale dell’Autorità per i trasporti pubblici ha indicato che la nave (Ncc Masa), di proprietà di una compagnia saudita, è stata presa di mira mentre navigava nel Mar Rosso oggi, con conseguenti lievi danni allo scafo», ha riportato l’agenzia di stampa saudita Spa. Secondo i media legati agli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, l’Arabia Saudita ha colpito le infrastrutture di telecomunicazione nella città di Hodeida, controllata dai ribelli, e sull’isola di Kamaran. «Un’aggressione saudita, con una serie di attacchi aerei, ha colpito le infrastrutture dell’autorità per le telecomunicazioni», ha affermato il canale televisivo Al-Masirah, aggiungendo che gli attacchi hanno preso di mira anche l’isola di Kamaran nel Mar Rosso.
25 luglio 2026
Trump: «Parliamo con l’Iran più seriamente, non ho fretta»
L’Iran vuole un accordo e «stiamo parlando, penso però che non siano ancora pronti»: «io non ho fretta nonostante le midterm, bisogna fare le cose fatte bene». Lo afferma Donald Trump, sottolineando comunque come a suo avviso Teheran sta diventando più «serio» nei negoziati con il passare dei giorni per «ovvie ragioni». A tenere i colloqui sono, fra gli altri, «il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio».





