12 settembre 2026

Guerra, ultime notizie. Soldato israeliano spara a palestinese disarmato in Cisgiordania

L’Iraq ha ordinato la chiusura del valico di frontiera di Shalamcheh, tra Iraq e Iran

English Version
Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google

12 settembre 2026

Iran, udite due esplosioni al largo dell’isola di Qeshm

Due esplosioni provenienti dal mare sono state udite al largo dell’isola di Qeshm, nel golfo di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani.

Loading...

12 settembre 2026

Arabia Saudita: allerte per Khamis Mushait e Abha

La Protezione civile dell’Arabia Saudita ha emesso allerte per il governatorato di Khamis Mushait e per la città di Abha, nella provincia di Asir, “per avvertire di un potenziale pericolo”.

L’allerta consiglia alla popolazione di recarsi nel luogo sicuro più vicino e di rimanerci fino a quando il pericolo non sarà passato.

12 settembre 2026

Houthi liberano 210 miliziani in Yemen

Gli Houthi dello Yemen hanno liberato più di 200 loro membri detenuti dalle forze filogovernative sostenute dall’Arabia Saudita nelle aree conquistate negli ultimi giorni. Il funzionario Houthi Abdelkader al-Murtada ha affermato che si trattava di prigionieri di guerra, alcuni dei quali erano rimasti in carcere anche otto anni. “Abbiamo liberato 210 dei nostri che erano nelle carceri del nemico saudita sulla costa occidentale”, ha sottolineato Murtada durante una conferenza nella capitale Sanaa. A bordo dei grandi autobus che li stavano portando nella capitale, i detenuti liberati hanno celebrato la ritrovata libertà scandendo “Morte all’America, morte a Israele”, prima di essere accolti dai loro sostenitori. A maggio, l’Onu aveva annunciato un accordo tra il governo riconosciuto a livello internazionale e gli Houthi per lo scambio di oltre 1.600 prigionieri tra le due parti, ma l’accordo non è mai stato attuato. Uno scambio di prigionieri andato a buon fine era stato effettuato nell’aprile 2023, quando erano stati liberati circa 900 detenuti, il più grande scambio dal precedente accordo che aveva coinvolto 1.000 prigionieri nell’ottobre 2020. La guerra in Yemen, in gran parte rimasta congelata dal 2022, è tornata a infiammarsi a luglio.

12 settembre 2026

Video shock, soldato israeliano spara a palestinese disarmato e lo ferisce alla gamba

Un soldato israeliano ha ferito a colpi d’arma da fuoco un palestinese disarmato a Faqqua, in Cisgiordania. L’episodio, documentato da un video shock di Reuters rilanciato dal Guardian, è avvenuto durante gli scontri scoppiati tra coloni israeliani e residenti locali. Secondo testimoni oculari, un gruppo di coloni era entrato nell’area con il proprio bestiame, spingendo i residenti a tentare di fermarli. Le forze israeliane sono quindi intervenute e, stando a quanto riferito dalle persone presenti, hanno aperto il fuoco contro i residenti. Uno dei militari ha sparato a Qassem Hussam, un palestinese di circa 35 anni, ferendolo a una gamba.

Contattata dal Guardian, l’Idf ha confermato di aver ricevuto una segnalazione dell’incidente e che la persona che ha aperto il fuoco era un suo soldato, aggiungendo che la vicenda è al vaglio dei comandanti e che gli esiti dell’indagine interna saranno trasmessi alle autorità competenti per ulteriori accertamenti. Hussam è stato ricoverato in ospedale in condizioni da lievi a moderate, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa Palestinese.

I più letti

12 settembre 2026

Bahrain non parteciperà a colloqui in Oman su Hormuz

Il Bahrain non parteciperà ai colloqui in programma lunedì in Oman tra l’Iran e i Paesi del Golfo sullo Stretto di Hormuz, chiuso da Teheran da oltre sei mesi. Lo ha annunciato in una nota il ministero degli Esteri del regno. Il Bahrain “non prenderà parte ad alcuna riunione collettiva alla quale partecipi l’Iran prima del ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi”, ha precisato il ministero, aggiungendo che il passaggio delle navi attraverso lo Stretto deve essere garantito “senza discriminazioni, né tasse né autorizzazioni”.

12 settembre 2026

Donna incinta uccisa a Gaza, Brics denunciano violenze e chiedono accesso umanitario

I familiari in lutto palestinesi pregano davanti alla salma di Muhammad Yazouri, ucciso giovedì sera in un attacco aereo israeliano, durante il suo funerale a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, venerdì 11 settembre 2026. (AP Photo/Jehad Alshrafi)      Associated Press/ LaPresse Solo l’Italia e la Spagna APN

Una donna incinta è morta per le ferite riportate dopo essere stata colpita dalle forze israeliane tre giorni fa nel sud di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa. Secondo i dati di ’Un Women’ citati dalla stessa fonte, riporta Al Jazeera, la guerra a Gaza ha ucciso più di 38mila donne e ragazze, mentre altre 11mila hanno riportato ferite che provocheranno disabilità permanenti. Intanto, secondo fonti mediche, nella Striscia sono in aumento gli aborti spontanei.

Di fronte allo stillicidio quotidiano di morti e feriti suonano beffarde le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Abbiamo spento l’incendio e riportato indietro tutti gli ostaggi. In questo momento a Gaza sta succedendo ben poco», ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti in Irlanda. «È incredibile. I genitori degli ostaggi morti sapevano che erano morti. Volevano riavere i loro figli o le loro figlie e alla fine li abbiamo riportati indietro tutti», ha aggiunto. «Se guardate a Gaza, in questo momento si stanno creando molti buoni rapporti. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro», ha concluso Trump, definendo “straordinari” gli sforzi statunitensi nella Striscia.

12 settembre 2026

Iran: Pezeshkian vede principe Emirati a margine vertice Brics

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incontrato il presidente degli Emirati, il principe ereditario di Abu Dhabi Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, a margine del vertice Brics a Nuova Delhi. Lo ha reso noto l’emittente iraniana Press tv.

12 settembre 2026

Iran: Russia aumenterà a 150 specialisti in centrale nucleare Bushehr

La Russia aumenterà a circa 150 il numero dei propri specialisti presenti nella centrale nucleare iraniana di Bushehr a partire dalla prossima settimana. Lo ha annunciato a Nuova Delhi il direttore generale di Rosatom, Alexey Likhachev. “Al momento sono 47, la prossima settimana arriveremo già a 150”, ha dichiarato ai giornalisti. Rosatom sta realizzando due nuovi reattori a Bushehr e aveva evacuato centinaia di dipendenti dopo l’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran lo scorso 28 febbraio.

12 settembre 2026

Trump, l’Iran probabilmente responsabile dell’attacco all’oleodotto saudita

Ci sarebbe l’Iran dietro l’attacco aereo contro l’Arabia Saudita che ha bloccato il suo oleodotto Est-Ovest, una delle principali rotte del regno per l’esportazione di greggio, aggirando lo Stretto di Hormuz. E’ quanto ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, a Dublino citato dai media internazionali. “Penso che lo siano, probabilmente lo sono”, ha detto Trump ai giornalisti quando gli è stato chiesto se l’Iran fosse responsabile dell’attacco al vitale condotto petrolifero.

12 settembre 2026

Yemen, Trump: «Houthi ci hanno chiamato, non vogliono nostro intervento»

L’Iran è “probabilmente” responsabile dell’attacco contro l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa a Dublino. Interpellato sul possibile coinvolgimento di Teheran, Trump ha risposto: “Probabilmente sì”. Trump ha inoltre affermato che gli Houthi filo-iraniani dello Yemen, che hanno preso il controllo di un punto di passaggio strategico tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, hanno chiesto agli Stati Uniti di non intervenire. “Abbiamo avuto delle discussioni. Gli Houthi ci hanno chiamato” e “non vogliono che ce la prendiamo con loro”, ha detto il presidente americano. “Non aspettano di combatterci, ce lo fanno sapere”, ha aggiunto, definendo il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman un suo “buon amico” e assicurando che “andrà tutto bene”.

12 settembre 2026

Arabia Saudita chiude anche l’oleodotto Est-Ovest

L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver chiuso un importante oleodotto il giorno dopo un attacco condotto con droni, mentre i ribelli Houthi dello Yemen – sostenuti dall’Iran – hanno conquistato un’isola strategica all’ingresso meridionale del Mar Rosso; secondo due funzionari, tali eventi aprono un nuovo fronte nel conflitto che vede contrapposti Iran e Arabia Saudita. Gli Houthi hanno ottenuto i più significativi guadagni territoriali degli ultimi anni lungo lo stretto di Bab el-Mandeb, una delle principali rotte marittime mondiali. Tali conquiste potrebbero rafforzare la strategia iraniana volta a far lievitare i prezzi globali di petrolio e gas per esercitare pressioni sugli Stati Uniti. L’Arabia Saudita ha reso noto di aver chiuso l’oleodotto Est-Ovest a scopo precauzionale in seguito all’attacco.

12 settembre 2026

Trump: «Iran probabile responsabile dell’attacco all’oleodotto saudita»

Ad Hormuz “andrà tutto per il verso giusto”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, a Dublino dopo aver incontrato la presidente irlandese Catherine Connolly, rispondendo a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti possano agevolare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, alla luce delle nuove preoccupazioni riguardanti l’Arabia Saudita, dopo i rapidi avanzamenti degli Houthi in Yemen e gli attacchi contro un importante oleodotto.

Trump ha anche detto che “la guerra finirà molto presto” e “i prezzi del petrolio crolleranno appena la guerra finirà”. Poi, sull’attacco all’oleodotto saudita, Trump ha aggiunto: «Iran è probabilmente responsabile dell’attacco»

12 settembre 2026

Yemen: circa 50mila sfollati da avanzata Houthi, in 500 arrivati in Gibuti

Quasi 50mila persone sono fuggite a causa dell’avanzata delle forze Houthi nello Yemen occidentale , con interi villaggi evacuati e famiglie intrappolate vicino alla linea del fronte e con scorte di cibo in esaurimento. Lo ha reso noto l’rganizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), mentre il ministro dell’Economia e delle Finanze di Gibuti, Ilyas Dawaleh, ha annunciato l’arrivo nel Paese di almeno 500 profughi yemeniti. “L’entità degli sfollamenti sta aumentando rapidamente”, ha dichiarato Joe Lowry, portavoce dell’Oim per il Medio Oriente e il Nord Africa, spiegando che 46mila persone sono state sfollate nei governatorati di Taiz e Hodeidah. “I civili stanno subendo le conseguenze più pesanti della guerra in prima linea, dei raid aerei, dei bombardamenti e degli sfollamenti su larga scala”, ha affermato Lowry parlando dal Cairo e spiegando che il numero degli sfollati in Yemen sta aumentando ’’di ora in ora’’. Tra i circa 500 rifugiati provenienti dallo Yemen e che hanno raggiunto la città costiera di Obock a Gibuti ci sono donne e bambini, “salvati in mare da imbarcazioni rimaste senza carburante”, ha scritto su X il ministro dell’Economia e delle Finanze di Gibuti, Ilyas Dawaleh. Le istituzioni gibutiane stanno conducendo operazioni di salvataggio e fornendo assistenza di emergenza, ha aggiunto.

12 settembre 2026

Pichetto: «Dal blocco degli stretti difficoltà enormi che pesano sui prezzi»

“Vedo enormi difficoltà. Prendere Bab al-Mandab significa bloccare anche l’Arabia Saudita, non soltanto l’area del Golfo Persico, gli Emirati e il Qatar. È quindi un segnale molto negativo, che va ad amplificare il riflesso sui prezzi”. Lo ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, in un’intervista alla Stampa, parlando delle criticità che derivano dal blocco degli stretti. Sulle rinnovabili Pichetto ha sottolineato che, a suo parere, “è chiaro che serve un’accelerazione. Io sono il primo ad averne interesse: più energia rinnovabile produciamo, prima riusciamo ad incidere sul prezzo e a creare un disaccoppiamento di fatto nel nostro sistema dell’energia elettrica. Ma i numeri - sostiene - ci dicono che abbiamo cambiato passo”. Secondo il ministro, il governo, dopo il taglio delle accise sul gasolio, riuscirà a mettere in campo una serie di “percorsi selettivi” per calmierare la fiammata delle materie prime, tutelando “gli interessi delle varie categorie”. “Stiamo lavorando su varie ipotesi”, spiega Pichetto, evidenziando che però “bisogna essere onesti: abbiamo una situazione di bilancio che non ci permette di andare avanti con sistemi a pioggia, validi per tutti”. Sul nucleare infine, i cui decreti attuativi si vedranno alla fine dell’anno, Pichetto conclude così: “È qualcosa che va fatto bene, ma dal punto di vista dell’operatività riguarda il prossimo decennio”.

12 settembre 2026

Aoun a sorpresa a Nabatieh: visita sito strategico distrutto dai raid israeliani

Il presidente libanese Joseph Aoun ha visitato a sorpresa stamane la città di Nabatieh, nel sud del Libano, vicino a una posizione strategica di Hezbollah distrutta dalle forze israeliane. Lo riferiscono i media statali. La visita giunge il giorno dopo che un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha annunciato che il prossimo round di colloqui diplomatici tra Israele e Libano, sponsorizzato dagli Usa e inizialmente previsto per la prossima settimana a Roma, è stato rinviato a ottobre. L’agenzia nazionale di stampa (Nna) e Al Jazeera riferiscono dell’arrivo di Aoun a Nabatieh, accompagnato da funzionari della sicurezza, tra cui il comandante dell’esercito, il generale Rodolphe Haykal. Arrivato senza preavviso, il presidente libanese ha espresso la sua solidarietà ai residenti che lo hanno accolto, secondo le immagini trasmesse dai media locali. All’inizio del mese, Israele ha dichiarato di aver assunto il controllo operativo della cresta di Ali al-Taher, nel sud del Libano, un’altura di importanza strategica sia per gli israeliani che per Hezbollah, poiché domina diverse aree circostanti. Negli ultimi giorni, Israele ha intensificato i suoi attacchi nella regione di Nabatieh che hanno causato almeno 29 morti in meno di una settimana, tra cui 12 membri della stessa famiglia.

12 settembre 2026

Teheran: «Colloqui con Usa inutili finché non accettano nostre condizioni»

I colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti sono inutili, a meno che Washington non accetti tutte le richieste di Teheran. Lo ha scritto in un post su X il presidente della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi. “Finché la parte americana non accetterà tutte le condizioni dell’Iran, il dialogo e i negoziati saranno inutili”, ha detto Azizi. In un altro post su X, Azizi ha aggiunto: “Nessun negoziato. Finché non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran, i colloqui sono inutili”.

12 settembre 2026

Pezeshkian: Hormuz riaprirà dopo stop blocco navale Usa

Lo Stretto di Hormuz riaprirà se gli Stati Uniti porranno fine al blocco navale contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian in un’intervista a India Today, rilasciata a margine del vertice Brics a Nuova Delhi. Pezeshkian ha affermato che lunedì a Muscat l’Iran e l’Oman firmeranno un accordo su una rotta condivisa attraverso lo stretto, alla presenza dei ministri degli Esteri arabi. L’accordo sarà poi presentato all’Organizzazione marittima internazionale, ha aggiunto. “Gli stessi Paesi dal cui territorio siamo stati attaccati saranno presenti a questo incontro”, ha affermato il presidente iraniano. Pezeshkian ha poi accusato Washington di aver fatto ricorso al blocco navale dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi con la guerra, aggiungendo che la pressione non fermerà l’Iran.

12 settembre 2026

L’Iraq chiude la frontiera con l’Iran dopo attacco a oleodotto saudita

L’Iraq ha ordinato la chiusura del valico di frontiera di Shalamcheh, tra Iraq e Iran, come misura precauzionale in seguito ai recenti attacchi con droni contro l’Arabia Saudita: lo hanno riferito a Reuters due fonti della sicurezza. Secondo le fonti, è in corso un’operazione su larga scala per dare la caccia agli autori dell’attacco contro l’Arabia Saudita.

Guerra in Medio Oriente - 11 settembre

Photogallery17 foto

12 settembre 2026

Wsj: Cina fornì immagini satellitari base Usa in Giordania colpita da Teheran

L’Iran ha ricevuto dalla Cina immagini satellitari ad alta risoluzione della base degli Stati Uniti in Giordania colpita il 17 luglio causando la morte di tre soldati americani e il ferimento di altri quattro. Lo rivela in esclusiva il Wall Street Journal citando a condizione di anonimato funzionari statunitensi a conoscenza dei dettagli. Secondo le fonti si tratta della prova più evidente finora che il sostegno cinese all’Iran durante la guerra con gli Usa ha avuto conseguenze letali per le forze statunitensi. Teheran ha ottenuto le immagini sia prima che dopo l’attacco. Lo sviluppo riportato dal Wall Street Journal rischia di acuire le tensioni tra Stati Uniti e Cina in vista del vertice previsto tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping il 24 settembre. Secondo quanto riferito dai funzionari statunitensi, la questione delle immagini collegate all’attacco con missili balistici alla base di Muwaffaq Salti, nel nord est della Giordania, è stata sollevata con le loro controparti cinesi, che hanno respinto le accuse e chiesto prove. Il portavoce dell’ambasciata di Pechino a Washington, Liu Chang, ha detto che alcuni critici, rimasti anonimi, stavano “collegando e diffamando in modo malevolo altri Paesi” sfruttando il conflitto, e ha aggiunto che la cooperazione della Cina con l’Iran è conforme al diritto internazionale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti