Una nave da carico che trasporta container è ancorata nello Stretto di Homuz al largo di Bandar Abbas, in Iran, domenica 6 settembre 2026. (Foto AP/Vahid Salemi)   APN

07 settembre 2026

Guerra, ultime notizie. Prezzi petrolio su dopo raid Usa-Iran. Onu: inorriditi da proposte Israele su Gaza

I due paesi continuano a intensificare una guerra che dura ormai da sei mesi. Undici persone sono morte nei raid israeliani lanciati nella notte su un villaggio del Libano meridionale, tra cui due neonati, dopo che già ieri gli attacchi avevano causato sette morti nonostante il cessate il fuoco in corso

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7 settembre 2026

Iran: Erdogan, «pace regionale compromessa da menzogne e sabotaggi Israele»

“La guerra di Israele, iniziata con i suoi complotti e le sue provocazioni, viene pagata non soltanto dal popolo iraniano e dai nostri fratelli dei Paesi del Golfo, ma da tutti, coinvolti o meno”. Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusando Israele di ostacolare gli sforzi per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. “Sono state inoltre le menzogne e i sabotaggi di Israele a compromettere l’accordo di Islamabad, che aveva permesso a tutta la nostra regione di tirare un sospiro di sollievo”, ha aggiunto Erdogan, in una dichiarazione diffusa su X dal suo ufficio. Il presidente turco ha sostenuto che le crisi nella regione non potranno attenuarsi a causa della “mentalità radicale” di Israele, “che percepisce come una minaccia per se stessa anche la minima possibilità di pace”.

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7 settembre 2026

Fonti Usa ad Al Jazeera, «Hormuz è completamente aperto e sotto controllo»

Lo Stretto di Hormuz è “completamente aperto” e sotto il controllo della Marina americana. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera un alto funzionario statunitense, replicando alle minacce iraniane di istituire una zona ad accesso limitato nello Stretto. Secondo il funzionario, la situazione è anche il risultato di un’operazione segreta di sminamento condotta lo scorso aprile dalla Us Navy, già riportata dal Financial Times, durante la quale le forze speciali americane avrebbero rimosso circa 80 mine navali. Washington si aspetta ora un ulteriore aumento del traffico marittimo. Il funzionario ha aggiunto che gli Stati Uniti sono soddisfatti degli attuali flussi di petrolio e gas attraverso Hormuz, con il segretario all’Energia Chris Wright che ha indicato un volume di circa 9 milioni di barili al giorno. Washington ritiene inoltre che la campagna di pressione economica avviata il mese scorso abbia “completamente” danneggiato l’economia iraniana attraverso le sanzioni e un rafforzamento del blocco navale, definito dal funzionario “il più efficace della storia”. Circa 20 unità sarebbero ancora impegnate nell’operazione, anche nella scorta delle navi commerciali attraverso lo Stretto.

7 settembre 2026

Orsa e Usb: perizia su container sospetti a Gioia Tauro sia pubblica

“Non mettiamo in discussione la buona fede e la professionalità di chi ha svolto gli accertamenti. Ma chiediamo che la perizia sia resa pubblica, che Uama e Agenzia delle Dogane rendano noti gli atti amministrativi sul transito, e che il Parlamento sia messo in condizione di verificare”. E’ quanto sostengono in una nota i sindacati Orsa Mari e Porti e Usb Calabria in merito ai container arrivati al porto di Gioia Tauro sottoposti ad ispezione da Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane per il sospetto che contenessero materiale bellico destinato ad Israele. “Secondo le agenzie di stampa - prosegue la nota - il carico di acciaio sarebbe già ripartito da Gioia Tauro verso Israele. Al momento però ci risulta che tutti e 16 i container siano ancora fermi nell’area portuale”.

7 settembre 2026

Idf: ucciso membro della Jihad islamica

Un membro della Jihad islamica palestinese e uno di Hamas (si veda il post delle 16:20) sono stati uccisi dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nei giorni scorsi. Un attacco condotto domenica nel campo profughi di Shati, a Gaza City, ha ucciso Sabhi Khader al-Hashem al-Batrihi, membro della Jihad islamica palestinese che avrebbe partecipato alla posa di ordigni contro le truppe israeliane, riferisce l’esercito israeliano. Secondo l’Idf, sottolinea The Times of Israel, nell’ultima settimana almeno 14 membri di gruppi terroristici sono stati uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia, tra cui cinque comandanti di compagnia della forza d’élite Nukhba di Hamas e cinque comandanti di plotone della Nukhba.

I più letti

7 settembre 2026

Israele, partito ultra-ortodosso con candidata donna in lista, è prima volta

Per la prima volta nella storia di Israele, un partito politico ultra-ortodosso ha scelto una donna come candidata per le prossime elezioni alla Knesset. Il neonato partito Haredi Public, presieduto da Moti Leitner, ha annunciato infatti a un giorno dalla scadenza per la presentazione delle liste elettorali definitive l’adesione di Nechumi Yaffe.
The Haredi Public afferma che Yaffe ha collaborato con l’Università di Harvard a un progetto di ricerca incentrato sulla comunità ultraortodossa ed è docente senior e ricercatrice presso l’Università di Tel Aviv.

7 settembre 2026

Media: Israele aprirà di nuovo alle visite della Croce Rossa ai detenuti palestinesi

Per la prima volta dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023, Israele consentirà alla Croce Rossa Internazionale di riprendere le visite ai detenuti palestinesi in carcere per reati legati al terrorismo. Lo riporta Channel 12, secondo cui la ripresa delle visite dovrebbe avvenire questa settimana, probabilmente mercoledì.

A giugno, la Corte Suprema aveva accolto i ricorsi di organizzazioni per i diritti umani stabilendo che il governo doveva tornare a concedere le visite, interrotte da Israele dopo l’attacco del 7 ottobre, adducendo inizialmente come motivazione la mancata visita da parte della Croce Rossa degli ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza. La crisi degli ostaggi si era conclusa a ottobre 2025, ma il divieto era rimasto in vigore.

7 settembre 2026

Iran, l’Oman agisce in buona fede nei colloqui sullo Stretto di Hormuz

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che l’Oman ha agito in buona fede durante i recenti colloqui sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia iraniana Irna. Nel suo briefing settimanale con la stampa di lunedì, Baghaei ha sottolineato che l’Iran presume che i due stati rivieraschi terranno conto dei propri interessi. E ha aggiunto che l’Oman, in quanto paese costiero confinante con l’Iran e con cui intrattiene da tempo ottimi rapporti, ha agito in buona fede durante tutto il processo. Resta da vedere quali condizioni emergeranno nelle prossime fasi, ha affermato il funzionario. Baghaei ha inoltre osservato che l’intesa tra Iran e Oman è una condizione necessaria per garantire la sicurezza lungo le rotte marittime dello Stretto di Hormuz, ma non è sufficiente da sola. Il portavoce ha sottolineato che l’insicurezza nello Stretto di Hormuz deriva dall’aggressione militare statunitense e israeliana, tuttora in corso, che impedisce alle navi di attraversare il canale in sicurezza.

7 settembre 2026

Delegazione Qatar ha visitato Iran domenica per allentare tensioni

Una delegazione del Qatar ha visitato l’Iran ieri, domenica 6 settembre, nel tentativo di allentare le tensioni. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. “Una delegazione del Qatar ha visitato ieri l’Iran nell’ambito degli sforzi continui del Qatar per ridurre le tensioni. Si sono svolti incontri produttivi con (il ministro degli Esteri iraniano Abbas) Araghchi”, ha dichiarato Baqaei durante un briefing. Il portavoce ha aggiunto che una delegazione dello stato maggiore delle forze armate iraniane ha recentemente visitato il Qatar per fare chiarezza sulla sorte dei piloti dispersi. Ad agosto, il capo del Comitato per la ricerca dei dispersi delle forze armate iraniane, Mohammad Baqer Zadeh, aveva dichiarato che tre piloti iraniani di Su-24 erano stati catturati in Qatar dopo che i loro bombardieri si erano schiantati durante una missione di combattimento a marzo. Il Qatar ha negato tali affermazioni.

7 settembre 2026

Iran, Meloni: da Consiglio europeo serve più coraggio su costo energia

“E’ sotto gli occhi di tutti l’impatto fortissimo che la situazione internazionale, in particolare la crisi a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti e fertilizzanti, sul costo delle materie prime e quanto tutto questo stia pesando su cittadini e imprese: siamo d’accordo con De Wever che il prossimo consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, del costo dell’energia e debba farlo con più coraggio e maggiore concretezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

“Lavoreremo insieme anche su questo punto, insieme animiamo il tavolo degli stati membri like minded, che hanno le stesse posizioni, insieme al cancelliere Merz: siamo d’accordo sulla necessità di convocare questo tavolo prima del consiglio europeo”, ha aggiunto.

7 settembre 2026

Comandante Hamas ucciso in attacco aereo Israele a Gaza

Un comandante di Hamas è stato ucciso domenica in un attacco aereo israeliano a Gaza City. Lo ha annunciato l’esercito dello stato ebraico.

Secondo le Idf (Forze di Difesa israeliane), l’attacco di domenica ha ucciso Yusuf Aqila, comandante di una compagnia delle forze d’elite Nukhba di Hamas. L’esercito ha dichiarato che Aqila è stato preso di mira perché stava promuovendo attacchi contro le truppe e i civili israeliani, oltre a tentare di ripristinare le capacità operative del movimento integralista islamico palestinese «in una violazione sistematica del cessate-il-fuoco».

7 settembre 2026

Libano: ferito da Idf giornalista di al Manar, tv Hezbollah

I media libanesi hanno diffuso filmati che mostrano un giornalista dell’emittente al Manar, affiliata a Hezbollah, mentre rimane ferito durante l’ondata di attacchi dell’Idf di ieri nel Libano meridionale. Il giornalista appare intento a trasmettere quando un’esplosione avviene nelle vicinanze, interrompendo il collegamento. Secondo quanto riportato in Libano, nell’attacco sono rimasti feriti il giornalista, Ali Shabib, e l’operatore che si trovava con lui.

7 settembre 2026

Kosovo e Board of Peace firmano accordo su Forza a Gaza

Il Kosovo ha firmato un accordo per partecipare alla nascente Forza internazionale di stabilizzazione per Gaza (Isf). Lo ha annunciato il Board of Peace. L’accordo è stato firmato dai rappresentanti del piccolo Paese balcanico, del Board sostenuto dagli Stati Uniti e dell’Isf durante una cerimonia a Pristina, ha riferito lo stesso Board su X, affermando che «il Kosovo fornirà un sostegno fondamentale alla missione volta a portare avanti il Piano di pace in venti punti del presidente [statunitense] Trump a Gaza». Il parlamento del Kosovo aveva approvato ad aprile la decisione del governo di inviare truppe nella forza, rendendo la firma odierna più che altro una formalità. Finora cinque Paesi si sono impegnati a fornire truppe all’Isf: Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania, mentre Egitto e Giordania si sono impegnati ad addestrare le forze di polizia. Non esiste ancora un calendario ufficiale per l’eventuale dispiegamento delle truppe.

7 settembre 2026

Oman salva 16 membri di petroliera saudita attaccata dall’Iran

L’Oman ha tratto in salvo 16 membri dell’equipaggio della petroliera Sidr, di proprietà saudita, dopo che questa è stata attaccata dall’Iran. Lo riporta Al Jazeera. La Sidr era una delle due superpetroliere che trasportavano petrolio saudita e che sarebbero state colpite mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz una settimana fa. L’Arabia Saudita ha dichiarato mercoledì scorso che l’attacco alla petroliera, di proprietà della compagnia di navigazione nazionale Bahri, ha causato la morte di due marinai filippini.

7 settembre 2026

Onu: «Inorriditi da proposte Israele sull’espulsione dei palestinesi da Gaza»

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, si è detto «inorridito dalle proposte israeliane di espulsione forzata di tutti i palestinesi dalla Striscia di Gaza e dal flusso costante di retorica disumanizzante da parte di alcuni alti funzionari». Intervenendo a una sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha osservato che Israele continua a limitare gli aiuti umanitari diretti a Gaza e ha ucciso «più di 1.300 palestinesi con attacchi quotidiani, nonostante il cessate il fuoco annunciato quasi un anno fa». Turk ha affermato che l’annessione israeliana della Cisgiordania “sta procedendo senza ostacoli nonostante la chiara sentenza della Corte internazionale di giustizia. Cos’altro ci vorrà perché gli Stati agiscano per impedire il consolidamento dell’occupazione sui territori destinati ai palestinesi nell’ambito della soluzione dei due Stati?», ha chiesto. «Le parole di condanna suonano vuote di fronte a violazioni deliberate e sofferenze».

7 settembre 2026

Raid Idf nel sud del Libano, i morti sono 12

Sono 12 (aggiornamento delle 19:30) le persone sono morte nei raid israeliani lanciati nella notte su un villaggio del Libano meridionale, tra cui due neonati. Nove persone sono state uccise in un raid che ha distrutto un edificio residenziale di tre piani nel villaggio di Kfar Remmane e due soccorritori sono stati uccisi dopo che la loro auto è stata colpita nella stessa area.

7 settembre 2026

Ghalibaf: se Usa attaccano colpiremo le loro compagnie di petrolio nella regione

“È semplice: la catena di produzione di petrolio e gas qui è estesa, accessibile ed esposta. Le compagnie petrolifere e del gas americane che operano in queste acque e presso questi impianti condividono tale esposizione. Colpite le nostre infrastrutture e verrete colpiti. Lo abbiamo già dimostrato. Chiedetelo alle basi che non sono più operative”. Lo ha dichiarato su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

7 settembre 2026

Save the Children, 73 bambini sepolti sabato in un funerale di massa a Gaza

I corpi di 73 bambini sono tra i 106 palestinesi sepolti sabato a Gaza. Le salme sono state recuperate dalle macerie di un edificio residenziale nel sud-est di Gaza City, che, secondo quanto riferito, era stato distrutto più di due anni fa da un attacco aereo israeliano. Lo riferisce Save The Children, in un comunicato. È la seconda volta nell’arco di un mese che a Gaza si celebra un funerale di massa di queste dimensioni. “Nel giro di un mese abbiamo assistito due volte alla stessa scena straziante a Gaza: bambini che depongono fiori e accendono candele sui corpi di altri bambini durante un funerale di massa”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa orientale.

“Queste vite spezzate sono la testimonianza del costo brutale che questa guerra sta imponendo ai più piccoli. L’umanità non può accettare che i funerali di massa di bambini palestinesi diventino una realtà quotidiana. Non possiamo restare a guardare mentre tutto questo continua”, ha proseguito Ahmad Alhendawi. “Sono trascorsi 332 giorni dalla firma del piano di ’cessate il fuoco’, eppure da allora sono stati uccisi più di 300 bambini. Le forze israeliane devono smettere di uccidere, sfollare e ferire i bambini”, ha concluso.

7 settembre 2026

Il petrolio frena, per l’Iran vicina l’intesa su Hormuz con l’Oman

Il petrolio ritraccia rispetto ai massimi della mattinata dopo che l’Iran ha detto di ritenere vicina un’intesa con l’Oman per la gestione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Wti è invariato a 91,5 dollari al barile mentre il Brent avanza dello 0,5% a 96,8 dollari. Secondo il ministro degli Esteri di Teheran, riferisce l’agenzia Bloomberg, l’accordo che i due Paesi stanno discutendo da settimane è in via di definizione, includerà i dettagli di una rotta sicura e verrà notificato all’Organizzazione marittima internazionale dell’Onu.

“I colloqui hanno fatto progressi molto positivi”, ha detto Baghaei, che ha auspicato l’assenza di interferenze nelle trattative da parte di altri Paesi. La possibilità di individuare una rotta che consenta il passaggio di maggior carichi di petrolio attraverso lo stretto ha alleggerito la pressione sul greggio, sotto tensione per via degli attacchi Usa a petroliere iraniane.

7 settembre 2026

Onu: allarme per ripresa attacchi Usa-Iran, tornare a negoziare

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, ha lanciato un appello all’Iran e agli Stati Uniti affinché riprendano immediatamente i negoziati, dichiarandosi “allarmato dalla ripresa degli attacchi”. “Le recenti notizie di morti e feriti tra i civili, anche durante un matrimonio nella provincia di Hormozgan, sono particolarmente preoccupanti”, ha dichiarato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, riferendosi all’attacco statunitense a Sirik in cui almeno quattro persone sono rimaste uccise durante una festa di matrimonio. “Le ripercussioni geopolitiche ed economiche di questa crisi, del tutto evitabile, si stanno nuovamente facendo sentire in tutto il mondo”, aggiunge. Lo riporta Al Jazeera.

7 settembre 2026

Iran: «smantellate cellule affiliate a sionisti e Usa, tre terroristi uccisi»

Il ministero dell’Intelligence dell’Iran ha affermato che tre “terroristi” sono stati uccisi dalle forze di sicurezza durante un’operazione nel Sistan-Baluchistan, provincia iraniana che confina con il Pakistan e l’Afghanistan, contro tre cellule di “terroristi” affiliati “al nemico americano-sionista” mentre stavano cercando di entrare in territorio iraniano. L’operazione delle forze di sicurezza si è svolta mentre i sospetti “terroristi” stavano entrando in Iran “e prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terroristici”, riferisce un comunicato del ministero riportato da Isna, secondo cui nove membri delle cellule terroristiche sono stati arrestati.

“Sono state rinvenute e confiscate notevoli quantità di armi e munizioni ai terroristi arrestati”, aggiunge il comunicato, secondo cui le cellule sono state smantellate “prima che entrassero nel Paese e prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terroristici”. Oltre all’arresto e all’uccisione dei tre sospetti, le forze di sicurezza “sono riuscite a scoprire e sequestrare un deposito di armi leggere e semi pesanti entrate nel Paese clandestinamente e illegalmente”, aggiunge il comunicato.

7 settembre 2026

Katz: «Pronti a guerra totale contro terrorismo in Cisgiordania e Anp»

’’La nostra politica in Giudea e Samaria è chiara: perseguire con forza il terrorismo palestinese, sviluppare e rafforzare gli insediamenti ebraici e mantenere la stabilità della sicurezza’’. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz a seguito dell’accoltellamento avvenuto poco fa in un insediamento israeliano nel nord della Cisgiordania. ’’Il terrorismo nell’area è attualmente al livello più basso degli ultimi decenni e adotteremo tutte le misure necessarie per impedire che rialzi la testa. Qualora la situazione dovesse ribaltarsi e si configurasse l’eventualità che gli apparati di sicurezza dell’Autorità Palestinese lancino un attacco terroristico simile a quello del 7 ottobre contro le forze dell’Idf e gli insediamenti ebraici, il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni all’esercito di prepararsi a una guerra totale contro gli alti funzionari e gli apparati dell’Autorità Palestinese, nonché contro tutte le infrastrutture terroristiche in Giudea e Samaria, come abbiamo fatto nelle zone di sicurezza di Gaza e del Libano. Non permetteremo il ritorno alla realtà di un’intifada che si protragga per anni, come è accaduto in passato’’, ha aggiunto Katz.

7 settembre 2026

Teheran, nostre azioni difensive e completamente legittime

L’Iran considera le proprie azioni “difensive” “completamente legittime”, compresi gli attacchi contro le basi militari statunitensi in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, citato da Al Jazeera. “La Repubblica Islamica dell’Iran si trova in una posizione di legittima autodifesa e di difesa degli interessi nazionali a causa del protrarsi del blocco navale e della guerra economica su vasta scala”, ha affermato. Baghaei ha dichiarato ai giornalisti che Teheran considera le sue azioni legali “nel quadro del diritto intrinseco all’autodifesa, sancito dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”. “Il ricorso degli Stati Uniti ad attacchi contro i civili e all’uccisione di bambini nel tentativo di fare pressione sulla Repubblica Islamica dell’Iran invalida completamente le loro affermazioni”, ha rimarcato.

7 settembre 2026

Houthi, “raid aerei sauditi su diverse aree dello Yemen”

Gli Houthi hanno accusato l’Arabia Saudita di aver condotto raid aerei su diverse aree dello Yemen, mentre i ribelli proseguono l’offensiva per conquistare il territorio che costeggia lo strategico stretto di Bab al-Mandeb. “Il nemico saudita ha preso di mira le province di Jawf, al-Bayda, Marib e Taiz con diversi raid aerei e missili da crociera”, ha affermato l’agenzia di stampa Saba, affiliata al movimento Houthi.

7 settembre 2026

F.Albanese: bene Gb su divieto import da colonie israeliane

Il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania, che il Regno Unito vuole imporre a breve, è un primo passo benvenuto, seppur tardivo, che deve essere valutato in base al suo impatto pratico. Lo ha dichiarato in un’intervista esclusiva al Guardian Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori occupati.

Albanese ha spiegato che “il divieto di importare merci provenienti dagli insediamenti rappresenta un cambiamento nella posizione del governo britannico ed è assolutamente importante”, aggiungendo che non si sarebbe unita a coloro che liquidano la questione come una mera messinscena prima che i dettagli vengano resi noti. La relatrice speciale dell’Onu ha sottolineato che il divieto di commercio con gli insediamenti dovrebbe far parte di “un vero e proprio cambio di paradigma per la questione israelo-palestinese, che miri in ultima analisi ad attuare il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024”, secondo cui la presenza di Israele nei territori occupati è “illegale nella sua interezza”. Il parere, ha ricordato Albanese, afferma che “tutti gli Stati hanno l’obbligo - non una preferenza - di non riconoscere la situazione come legale e di non fornire aiuti e assistenza per il suo mantenimento”.

Albanese ha anche affermato che il divieto di commercio non può essere limitato esclusivamente alle merci (come prodotti agricoli e cosmetici), poiché “rappresentano solo una piccola parte di ciò che sostiene l’occupazione, una parte che Israele può assorbire senza difficoltà”.

Secondo Albanese, il pacchetto allo studio del ministro degli Esteri Ed Miliband, ieri al centro di una polemica scatenata dall’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee, dovrebbe mirare anche a includere il commercio di servizi, sospendendo progressivamente la cooperazione dei servizi segreti britannici, tutte le licenze per le armi e i voli non controllati dalla base Raf di Akrotiri a Cipro. Albanese ha avvertito che, se tali misure non fossero state adottate o fossero state “completamente escluse”, i cambiamenti “col tempo sarebbero stati percepiti non come una resa dei conti, ma come un comunicato stampa”: Uno Stato che vieta “i datteri provenienti da Ma’ale Adumim” (una città in Cisgiordania), pur “continuando a concedere in licenza le attrezzature utilizzate per presidiare i posti di blocco intorno alla città” non ha “cambiato il suo rapporto con l’occupazione... Ha semplicemente riorganizzato la sua strategia di comunicazione”, ha spiegato l’esperta dell’Onu.

7 settembre 2026

Iran alla Corea del Sud, “non siate complici degli Usa a Hormuz”

L’Iran ha lanciato un avvertimento alla Corea del Sud, chiedendo a Seul di non essere “complice” delle operazioni statunitensi contro la Repubblica islamica nello Stretto di Hormuz. “Qualsiasi altro Paese che mantenga una presenza militare o partecipi a operazioni nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz non può che essere considerato come un diretto sostenitore degli autori dell’aggressione, e ciò comporterà gravi conseguenze”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

“Nessun Paese sovrano e responsabile dovrebbe cedere alle pressioni e alle minacce americane e rendersi complice degli atti aggressivi e degli orribili crimini contro il grande popolo iraniano”, ha aggiunto il funzionario, come riferisce Al Jazeera, mentre nei giorni scorsi la Corea del Sud aveva dichiarato che stava valutando un possibile contributo alle operazioni statunitensi nello Stretto di Hormuz.

7 settembre 2026

Iran: Usa iniziato guerra ma vogliono far pagare il conto al mondo

Gli Stati Uniti stanno cercando di far pagare al mondo il conto della chiusura dello Stretto di Hormuz, che era completamente libero prima che loro stessi scatenassero la guerra contro l’Iran. Lo scrive in un post su X il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

“Lo Stretto di Hormuz era completamente libero fino al 28 febbraio, quando gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran - ricorda Baghaei -. Washington ha scatenato una guerra illegale e brutale nella regione, interrompendo il normale flusso del traffico marittimo commerciale; le petroliere sono state fermate, gli scambi commerciali sono stati interrotti e i prezzi dell’energia sono aumentati. Ora gli Stati Uniti stanno cercando di far pagare al mondo il conto per un’interruzione da loro stessi causata, addossandone la responsabilità all’Iran. Nella narrazione di Washington, una guerra iniziata dagli Stati Uniti deve in qualche modo essere presentata come il prezzo pagato dal mondo a causa del comportamento dell’Iran”.

7 settembre 2026

Hormuz, traffico ai minimi da maggio dopo raid Usa-Iran contro navi

Una media di 10 navi mercantili ha attraversato quotidianamente lo Stretto di Hormuz negli ultimi giorni, il dato più basso da maggio che fa seguito agli attacchi statunitensi e iraniani contro le petroliere. E’ quanto emerge dai dati di navigazione analizzati da Kpler e rilanciati da Reuters online. La media mobile a 10 giorni si è attestata a 10 navi domenica, in calo rispetto alle oltre 15 di venerdì e alle quasi 13 di sabato, secondo i dati della società di analisi Kpler. Solo due navi hanno attraversato lo stretto sabato, mentre ieri ne sono passate sei, per lo più utilizzando la rotta iraniana. Secondo la società di intelligence marittima Marisks, gli scambi di attacchi tra Iran e Usa contro petroliere avvenuti sabato rappresentano una “grave escalation nel conflitto marittimo”.

“Le petroliere commerciali vengono ora deliberatamente utilizzate come strumenti di pressione economica reciproca, indebolendo sostanzialmente la precedente distinzione tra confronto militare e traffico marittimo commerciale”, ha aggiunto. “Pertanto, il rischio è valutato come estremo per il tonnellaggio iraniano o collegato all’Iran, ed elevato per il traffico marittimo collegato o scortato dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman”. Dal 6 luglio si sono verificati 27 incidenti con proiettili che hanno causato danni alle navi operanti a Hormuz e nelle aree circostanti, secondo quanto riportato dall’agenzia britannica Ukmto nel suo rapporto settimanale. Nessuna superpetroliera ha lasciato lo stretto da mercoledì, secondo i dati di Kpler.

7 settembre 2026

Media: almeno 9 morti negli attacchi israeliani nel sud del Libano

Almeno nove persone sono state uccise, tra cui due bambini, e altre cinque sono rimaste ferite negli attacchi israeliani contro un edificio residenziale in una città nel sud del Libano nelle prime ore di oggi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale libanese.

7 settembre 2026

Prezzi del petrolio in salita dopo gli ultimi raid Usa-Iran

Nel fine settimana, l’Iran e gli Stati Uniti hanno sferrato quelli che sembrano essere stati i più massicci attacchi reciproci contro le petroliere mai registrati, facendo salire i prezzi del petrolio mentre entrambi i paesi continuano a intensificare una guerra che dura ormai da sei mesi e che ha interrotto il traffico marittimo e alimentato l’inflazione globale.

L’Iran ha dichiarato di aver colpito tre navi legate agli Stati Uniti che percorrevano una rotta non autorizzata attraverso lo Stretto di Hormuz, in rappresaglia agli attacchi americani contro le petroliere iraniane avvenuti nel fine settimana. L’esercito statunitense aveva precedentemente affermato di aver colpito tre petroliere iraniane che trasportavano greggio, una delle quali è stata distrutta, in risposta al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che aveva preso di mira due navi da guerra della Marina statunitense con missili balistici.

Oggi il greggio Brent è salito dello 0,4%, attestandosi vicino al livello più alto dalla fine di luglio. Gli Stati Uniti hanno iniziato ad attaccare le petroliere iraniane la scorsa settimana nell’ambito di una nuova politica del presidente Donald Trump volta a dissuadere Teheran dall’attaccare la navigazione commerciale, secondo quanto riportato la scorsa settimana da Axios, che ha citato funzionari statunitensi di cui non ha rivelato i nomi.

Gli ultimi attacchi suggeriscono che entrambe le parti si stiano preparando a una lunga battaglia, scommettendo di poter resistere più a lungo dell’altra nonostante i crescenti segnali di difficoltà economica in Iran, nonché l’esaurimento delle scorte di munizioni e il calo del sostegno pubblico negli Stati Uniti. Segretario all’Energia.

7 settembre 2026

Idf, “lanciati attacchi contro infrastrutture di Hamas a Gaza”

L’esercito israeliano afferma di aver lanciato attacchi durante la notte contro le “infrastrutture” di Hamas a Gaza dopo che uno dei suoi veicoli è passato sopra un ordigno esplosivo piazzato dal gruppo palestinese. Secondo quanto riferito, l’esplosione è avvenuta nel nord della Striscia di Gaza, dietro la “Linea Gialla”, l’area occupata dalle sue forze. Non ci sono stati feriti. L’incidente si verifica nel contesto dei continui attacchi israeliani a Gaza, nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. L’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato il 4 settembre che “nessun luogo e nessuno a Gaza è al sicuro”, aggiungendo che i palestinesi continuano ad affrontare “il terrore quotidiano” nel territorio dilaniato dalla guerra.

7 settembre 2026

Umm al Khair, dove i cortili di casa diventano zone militari

Roberto Bongiornidi Roberto Bongiorni*

Violenze, furti, demolizioni. A volte anche gli omicidi. Come gli altri residenti di Umm al-Khair, la famiglia di Salem al-Hathaleen ha imparato a prepararsi al peggio. Non poteva tuttavia immaginare che il cortile potesse trasformarsi in una “zona militare chiusa”. Da due mesi una bandiera israeliana è piantata a due metri dal muro di casa. Quando la moglie di Salem, Ikhlas, apre la finestra della stanza da letto, le pare quasi di toccarla. A venti metri sorgono le case mobili dei coloni. I loro nuovi dirimpettai non si vedono. Ma da quelle finestre, nel silenzio, la famiglia Hathaleen sente i loro occhi addosso.

Il solo bagno per i 14 membri della famiglia, costruito nel giardino, è da due mesi circondato da filo spinato. Da quando, a fine giugno, l’esercito è intervenuto per sedare l’ennesimo attacco dei coloni, tutto il cortile è stato dichiarato zona militare. Quindi anche la toilette. Da due mesi gli Hathaleen devono attraversare la strada e rivolgersi ai vicini. Anche la notte. Possono nutrire e abbeverare gli animali, anch’essi nel giardino, solo ogni tre giorni. Se va bene.

7 settembre 2026

Idf: esplode ordigno sulla Linea Gialla, Hamas viola cessate il fuoco

In seguito all’esplosione di un ordigno sulla Linea Gialla, l’Idf ha annunciato di aver colpito infrastrutture legate ad Hamas nella Striscia di Gaza. “Ieri (domenica), un veicolo del genio dell’Idf è passato sopra un ordigno esplosivo appartenente all’organizzazione terroristica di Hamas sulla Linea Gialla, a nord della Striscia di Gaza - scrive l’Idf su Telegram -. Nessun militare è rimasto ferito. Questo costituisce una palese violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas. In risposta, nella notte l’Idf ha colpito infrastrutture terroristiche di Hamas, utilizzate per preparare attacchi contro civili e militari. Le truppe Idf sotto il Comando Sud restano schierate nell’area in conformità all’accordo e continueranno a operare per eliminare qualsiasi minaccia”.

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