FOTO D'ARCHIVIO: Imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz, viste da Musandam, in Oman, il 31 agosto 2026. REUTERS/Stringer/Foto d'archivio REUTERS

22 settembre 2026

Guerra ultime notizie. Araghchi a Witkoff: Usa revochino blocco navale Usa e scongelino beni Iran

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta avendo conseguenze particolarmente rilevanti, facendo lievitare i prezzi del carburante a livello globale, trascinando al ribasso i livelli di gradimento di Trump e rappresentando una sfida per i repubblicani in corsa alle elezioni di medio termine del Congresso di novembre

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22 settembre 2026

Araghchi a Witkoff: Usa revochino blocco navale Usa e scongelino beni Iran

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato l’inviato statunitense Steve Witkoff a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York illustrandogli le condizioni di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia statale Irib spiegando che le condizioni comunicate da Araghchi includono “l’immediata revoca del blocco navale Usa, il rapido sblocco di tutti i beni iraniani congelati e la fine della guerra su tutti i fronti della resistenza”.

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22 settembre 2026

Tajani: altri Stati mandino navi per Bab el-Mandeb o l’Ue finanzi le nostre

L’alta rappresentante Ue Kaja Kallas si è mostrata “favorevole” al rafforzamento della missione Aspides per garantire la libera navigazione nel Mar Rosso e “ha chiesto agli altri Paesi di aiutare”. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato a TG2 Post, per poi aggiungere: “Il problema è che o altri Stati inviano navi militari e oppure bisogna inviare navi italiane che però devono essere finanziate dall’Unione Europea.

Quindi vedremo cosa accadrà”. Intanto, ha aggiunto il ministro, “noi continuiamo a scortare i nostri mercantili che passano e speriamo che faccia in fretta l’Europa a darci una risposta, ma sono soprattutto i Paesi membri che devono dare una risposta”, perché anche loro “sono interessati a proteggere le loro navi mercantili che passano attraverso Suez, il Mar Rosso e quindi lo stretto di Bab el-Mandeb”.

22 settembre 2026

Kallas: parlato con Araghchi di prospettive per fine guerra

L’Alto rappresentante per la politica estera della Ue Kaja Kallas ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. ’’Abbiamo discusso delle prospettive diplomatiche per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran e per la piena riapertura dello Stretto di Hormuz’’, ha spiegato Kallas su ’X’.
’’Prima della guerra non c’erano pedaggi o tasse di transito, e non dovrebbero essercene nemmeno dopo. La navigazione deve essere libera e senza ostacoli, sia nello Stretto di Hormuz che nello Stretto di Bab el-Mandab.

Ho anche sollevato la questione della repressione interna in Iran, compreso il forte aumento delle esecuzioni e delle condanne a morte’’, ha aggiunto Kallas.

22 settembre 2026

Trump: colloqui tra responsabili iraniani e americani all’Onu

Donald Trump ha detto che ci sono stati colloqui durati tre ore tra responsabili iraniani e americani a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu in corso a New York. Hanno partecipato Steve Witkoff e Jared Kushner.

Axios ha aggiunto che a guidare la delegazione iraniana era il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Lo hanno dichiarato ad Axios un funzionario statunitense e una fonte “regionale”.

Axios cita alcuni media iraniani, secondo i quali Teheran ha accettato la richiesta di incontro americana perché aveva la necessità di veicolare le condizioni iraniane per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

I più letti

22 settembre 2026

Re di Giordania critica la campagna dell’Idf a Gaza, Israele lascia l’aula

La delegazione di Israele ha lasciato l’aula dell’Assemblea Generale quando il re di Giordania Abdallah ha definito la campagna militare israeliana a Gaza “un tentativo di cancellare la vita palestinese e imporre una nuova realtà territoriale”. Abdallah non è stato il solo leader che oggi dal podio ha condannato le azioni di Israele a Gaza. Assicurando che l Turchia “continuerà a essere la voce di uno Stato di Palestina libero e sovrano”, presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che il mondo si trova di fronte a “una mentalità genocida che non è mai sazia di uccidere”. Il Dipartimento di Stato americano nei giorni scorsi ha impedito ai rappresentanti palestinesi di partecipare all’Assemblea Generale negando loro i visti.

22 settembre 2026

Emiro Qatar a Onu: a Gaza è stato un genocidio

L’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha affermato che frenare l’“aggressione” israeliana in tutto il Medio Oriente rappresenta “la vera prova della serietà della comunità internazionale” nel far rispettare lo stato di diritto.

Intervenendo all’assemblea generale delle Nazioni Unite, lo sceicco ha criticato duramente la condotta di Israele a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e in Siria.

“Non si può parlare di un ordine internazionale giusto finché la Palestina rimane un punto cieco al suo interno”, ha detto l’Emiro del Qatar. “Quanto accaduto a Gaza è un genocidio in ogni senso della parola e una macchia di vergogna sulla coscienza dell’intera umanità”, ha affermato.

“Le generazioni future rimarranno sbalordite dall’enorme divario tra la portata della catastrofe e il livello della risposta internazionale per fermarla”.

22 settembre 2026

Trump ribadisce: un accordo sarà raggiunto, anche oggi contatti

«Penso che un accordo sarà raggiunto. Vogliono un accordo. Ci stanno parlando, anche oggi ci hanno parlato. La relazione si sta sviluppando ma non possiamo permettere loro di avere un’arma nucleare». Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, in riferimento all’Iran durante un incontro bilaterale con il primo ministro britannico Andy Burhnam a New York.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump partecipa a un incontro bilaterale con il primo ministro britannico Andy Burnham durante l'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York, Stati Uniti, il 22 settembre 2026. REUTERS/Kylie Cooper

22 settembre 2026

Tajani: «Araghchi vuole dialogo ma Teheran non teme scontro militare»

L’Iran è ’’pronto al dialogo diplomatico’’, ma ’’non ha paura di un confronto militare’’. E’ l’impressione che il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto dall’incontro con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi a New York a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. «Sono propensi a fare un accordo» con gli Stati Uniti, «non abbiamo parlato di date», ma «loro sono pronti a un dialogo diplomatico», ha detto Tajani ai giornalisti. Araghchi «mi ha ribadito che lui è qui per far vincere la diplomazia, però ribadiscono che loro non hanno paura di un confronto anche militare», ha aggiunto il titolare della Farnesina sottolineando che «mi auguro che la diplomazia trionfi sempre, qui come in Ucraina». Quindi, ha affermato, «il nostro impegno è proprio quello di favorire la pace attraverso il dialogo, attraverso il confronto. E mi auguro che queste giornate delle Nazioni Unite servano a far avvicinare tante posizioni».

22 settembre 2026

Onu, delegati iraniani abbandonano l’aula durante il discorso di Trump

Alcuni alti esponenti della delegazione iraniana all’Assemblea Generale dell’Onu hanno abbandonato l’aula durante il discorso del presidente statunitense Donald Trump, proprio mentre questi iniziava a minacciare nuovamente di annientare la Repubblica Islamica.

Un solo diplomatico di rango inferiore è rimasto in aula per l’intera durata dell’intervento di Trump.

22 settembre 2026

Media: da mezzanotte stop ad aerei iraniani negli aeroporti iracheni

Dalla mezzanotte, gli aeroporti iracheni dovranno smettere di accettare aerei iraniani, per conformarsi alle sanzioni statunitensi. E’ quanto riferisce ad Al Jazeera un funzionario iracheno dopo aver ricevuto una notifica. Il funzionario ha dichiarato che anche le società che forniscono servizi di assistenza a terra agli aerei iraniani cesseranno le loro attività dalla stessa ora. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ieri ha annunciato che le compagnie aeree iraniane saranno bloccate in tutto il mondo dal 23 settembre. «Se atterrano, non sarà possibile rifornire gli aerei con il carburante, né sarà possibile offrire assistenza altrimenti chi lo farà sarà escluso dal sistema del dollaro», aveva avvertito ieri Bessent.

22 settembre 2026

Pasdaran, «rifiutiamo qualsiasi contatto con gli Usa»

“Gli americani hanno cercato di contattarci, ma noi rifiutiamo qualsiasi contatto. I nostri rapporti con il nemico - finché questi manterrà un atteggiamento ostile - si svolgono esclusivamente attraverso le armi”. Lo ha affermato Hossein Mohebi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, aggiungendo inoltre che Teheran ha inasprito le condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti in seguito al fallimento di un accordo di giugno volto a cessare le ostilità

22 settembre 2026

Trump, «sono convinto che l’Iran farà l’accordo dopo le midterm»

«Sono convinto che l’Iran farà l’accordo dopo le elezioni» di medio termine. Lo ha detto Donald Trump all’Onu suscitando l’applauso dell’Assemblea Generale quando ha ribadito che Teheran «non avrà mai l’arma nucleare».

22 settembre 2026

Yemen: re Salman dell’Arabia Saudita, «Houthi sono terroristi»

“Milizia terroristica”. Così re Salman dell’Arabia Saudita ha bollato gli Houthi dello Yemen, accusandoli di aver preso di mira La Mecca dopo l’attacco denunciato giovedì da Riad. Re Salman, 90 anni, che si esprime raramente in pubblico, ha elogiato il “ruolo delle Forze armate e dei servizi di sicurezza” nella “difesa del Paese” e ha condannato “il nuovo tentativo della milizia terroristica Houthi di colpire La Mecca” con una “provocazione - secondo quanto riferito dall’agenzia saudita Spa - verso i musulmani del mondo intero”.

22 settembre 2026

Usa: solo 29% approva politica estera Trump, il 26% la gestione guerra Iran

Solo un 29% degli americani adulti approva la politica estera di Donald Trump, e un ancora più basso 26% la sua gestione della guerra all’Iran. Sono questi i nuovi numeri della popolarità ai minimi con cui Donald Trump oggi arriva all’Onu per il discorso di apertura della sessione dell’Assemblea Generale, secondo un nuovo sondaggio commissionato dalla Cnn a Ssrs. Il sondaggio è destinato ad allarmare ulteriormente i repubblicani in vista del voto di novembre, dal momento che registra crepe nel sostegno da parte degli elettori Gop alla politica estera del presidente. Se lo scorso marzo il 73% degli elettori repubblicani approvava il modo in cui Trump gestiva i dossier di politica estera, ora la percentuale è scesa al 60% in generale.

Ed ancora più in basso se si guarda solo alla guerra con l’Iran, in particolare tra gli elettori repubblicani sotto i 45 anni, il 53% dei quali disapprova il conflitto, e quelli che non si identificano con le parole d’ordine dei Maga, il 54% dei quali anche boccia la guerra di Trump. In generale, il poll della Cnn registra una stragrande maggioranza degli elettori, i tre quarti, convinti che Trump non abbia un piano preciso per la situazione in Iran, con un 78% che crede che non stia facendo abbastanza per mettere fine alla guerra, e alle sue pesanti conseguenze economiche sul fronte interno americano. E sette americani su 10 pensano che sarà una guerra a lungo termine. Una guerra che danneggia gli interessi dell’America, per il 70%, e che non valeva la pena fare, per il 76%, considerate le perdite di militari americani e il peso finanziario per il governo americano.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a bordo di “The Beast”, lascia Gracie Mansion dopo un incontro con il sindaco di New York Zohran Mamdani a New York, Stati Uniti, il 21 settembre 2026. REUTERS/Bing Guan

22 settembre 2026

Media, leader Golfo chiederanno a Trump di evitare ulteriore escalation

I leader del Golfo chiederanno al presidente statunitense Donald Trump, durante l’incontro previsto per oggi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, di evitare un’ulteriore escalation nel conflitto con l’Iran. Lo scrive Bloomberg citando fonti secondo cui funzionari del Consiglio di Cooperazione del Golfo, un blocco di sei membri che comprende Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, si sono coordinati in vista dell’incontro con il presidente Usa.

22 settembre 2026

Yemen, autorità di Ta’iz sotto pressione: aumentano livello allerta

Le autorità di Taiz hanno innalzato il livello di allerta e dispiegato ulteriori forze di sicurezza mentre prosegue l’escalation militare nel sud e nell’ovest dello Yemen, con intenso fuoco di artiglieria e lanci di missili Houthi. Lo riferisce al Jazeera. Secondo le informazioni disponibili, nessuna delle parti avrebbe ottenuto finora significativi avanzamenti territoriali. Alcuni attacchi hanno però colpito aree popolate, costringendo numerosi civili a lasciare le proprie abitazioni. La situazione è particolarmente grave lungo la costa occidentale, dove le autorità segnalano un aumento quotidiano del numero degli sfollati. Le forze governative e le organizzazioni umanitarie internazionali incontrano inoltre crescenti difficoltà nel raggiungere le aree interessate dai combattimenti. Un altro elemento dell’escalation è il crescente impiego di droni. Le forze governative affermano di averne abbattuti diversi, compresi alcuni equipaggiati per trasportare colpi di mortaio.

22 settembre 2026

Media, Teheran pronta a riaprire Hormuz in 7 giorni se Usa revocano blocco

L’Iran sarebbe pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti allenteranno la pressione militare e revocheranno il blocco sui porti iraniani. Lo scrive Al Jazeera citando media internazionali. La tv araba spiega che la prima a riportare la notizia è stata l’agenzia di stampa giapponese Kyodo News che l’ha definita “l’intensificazione degli sforzi di Teheran per rilanciare i negoziati con Washington”. La proposta sarebbe già stata recapitata ai mediatori.

22 settembre 2026

Katz: deporteremo intera popolazione Gaza City in caso rapimenti

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato l’evacuazione dell’intera popolazione di Gaza City verso il sud della Striscia nel caso in cui un altro cittadino o militare israeliano venga rapito e portato nell’enclave palestinese. Katz ha affermato che informazioni di intelligence indicano l’esistenza di piani in questo senso. Lo riferisce oggi Haaretz.

“Se anche un solo soldato o civile israeliano verrà rapito, l’intera città di Gaza, con le sue case, le torri del terrore e il suo milione di abitanti, sarà evacuata verso sud”, ha dichiarato Katz durante una cerimonia commemorativa della guerra dello Yom Kippur del 1973. Il ministro ha aggiunto che, in caso di un nuovo rapimento, Israele agirebbe come durante la guerra nella Striscia di Gaza. Katz ha rivolto l’avvertimento ad Hamas e ai suoi sostenitori, citando esplicitamente l’Iran e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

22 settembre 2026

Compagnia di bandiera Iran Air, “nessuna comunicazione su stop voli verso Istanbul, Baku e Najaf”

TLa compagnia di bandiera iraniana Iran Air ha annunciato di non aver ricevuto alcun divieto di operare verso i Paesi confinanti con l’Iran, alla vigilia di un inasprimento delle sanzioni statunitensi nei confronti del settore dell’aviazione iraniano. “Iran Air non ha ricevuto alcuna comunicazione né istruzione ufficiale da parte delle autorità dell’aviazione civile di Turchia, Azerbaigian e Iraq riguardo all’interruzione o alla sospensione dei voli della compagnia verso Istanbul, Baku e Najaf”, ha annunciato la compagnia secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Irna.

22 settembre 2026

Iran, Rubio: Trump aperto ad incontro con Pezeshkian all’Onu

“Trump è aperto a incontrare chiunque all’ONU”, “Siamo aperti a un incontro con Pezeshkian” ha dichiarato oggi in un’intervista alla Nbc il segretario di Stato americano Marco Rubio. “Non credo che ci sia nulla in programma al momento, ma siamo certamente aperti a qualcosa del genere”, ha specificato il diplomatico americano.

18 settembre 2026, Washington, casa bianca , USA nella foto : Rubio e Natalie Harp, assistente esecutiva del presidente. ascolta il presidente degli Stati Uniti Donald J Trump foto IPP/Samuel Corum - Pool Via Cnp/CNP via ZUMA Press warning avaiaible only for itlian market Trump rompe con le tv americane: 5 canali smettono di seguirlo. E dopo la messa al bando di Cnn la Casa Bianca lancia la Trump Tv

22 settembre 2026

Media: Riad riapre l’oleodotto Est-Ovest, potrebbe esportare in settimana

L’Arabia Saudita sta avviando le operazioni per riattivare un importante oleodotto che consente a Riad di aggirare lo Stretto di Hormuz; l’infrastruttura era stata bloccata all’inizio del mese, secondo quanto riferito da fonti informate sui fatti. Il Regno punta a ripristinare le esportazioni attraverso l’oleodotto nel corso di questa settimana, ha dichiarato una delle fonti, che ha chiesto di rimanere anonima trattandosi di informazioni non pubbliche. Diversi operatori del settore petrolifero hanno segnalato l’arrivo di petroliere al porto di Yanbu, punto di esportazione del greggio trasportato tramite la condotta. Gli attacchi dei droni hanno costretto l’Arabia Saudita a chiudere l’oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu.

La riattivazione dell’oleodotto Est-Ovest consentirà ad Aramco di riprendere le esportazioni da Yanbu, terminale utilizzato per la maggior parte delle spedizioni durante la guerra con l’Iran, quando il transito attraverso lo Stretto di Hormuz subiva forti interruzioni. Martedì, alcune fonti del settore commerciale a conoscenza della vicenda hanno riferito che la società ha informato informalmente diverse raffinerie asiatiche della prossima possibilità di ritirare petrolio presso lo scalo sul Mar Rosso.

22 settembre 2026

Iran: pronta a riaprire Hormuz entro 7 giorni su Usa tolgono blocco porti

L’Iran è disponibile a riaprire entro sette giorni lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti toglieranno il blocco sui porti iraniani. E’ quanto ha riferito l’agenzia giapponese Kyodo, citando un alto funzionario di Teheran, aggiungendo che la proposta iraniana è stata trasmessa a Washington nei giorni scorsi e costituirà la base di discussione con i Paesi mediatori all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Lo stesso funzionario ha escluso un incontro tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente statunitense Donald Trump a margine dell’Assemblea, ma ha affermato che resta possibile compiere progressi verso un accordo. «Esiste la possibilità di avanzare verso un accordo” ha detto se Washington saprà dimostrare “serietà e impegno” così da far compiere passi avanti nella diplomazia.

fon

22 settembre 2026

Katz: in caso di rapimenti di israeliani evacueremo Gaza City

Ci sono “varie intenzioni e informazioni di intelligence” che indicano come Hamas stia pianificando nuovi rapimenti di israeliani. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, senza fornire dettagli sulla minaccia, e avvertendo “l’organizzazione terroristica e i suoi sostenitori, dall’Iran a Erdogan: se anche un solo soldato o civile israeliano verrà rapito, l’intera popolazione di Gaza City — un milione di residenti — sarà evacuata verso sud”. Lo riporta Times of Israel. Katz, che ha parlato durante una cerimonia annuale in memoria dei soldati uccisi nella guerra dello Yom Kippur del 1973, ha minacciato inoltre di colpire le “case e le torri del terrore” della città. “Sarà trattata allo stesso modo in cui sono state trattate Rafah, Beit Hanoun e il 70% della Striscia di Gaza, fino a quando non verranno restituiti”, ha aggiunto, riferendosi alle aree della Striscia che l’Idf ha raso al suolo durante la guerra contro Hamas successiva all’attacco del 7 ottobre. Attualmente quasi tutti gli abitanti di Gaza vivono a Gaza City e nelle aree circostanti lungo la costa, mentre l’esercito israeliano controlla gran parte della Striscia di Gaza.

22 settembre 2026

Media, Iran si offre di riaprire Hormuz entro 7 giorni se Usa allenta stretta

L’Iran si è offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti compiranno i primi passi verso un allentamento della pressione militare: lo rivela l’agenzia giapponese Kyodo. La proposta, che è già stata trasmessa a Washington tramite mediatori, prevede la ripresa dei colloqui volti a porre fine in modo definitivo alle ostilità tra i due paesi, ha affermato il funzionario. Teheran intende avvalersi dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si riunisce questa settimana a New York, per consultarsi con i paesi che fungono da intermediari. Il funzionario ha escluso un incontro tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine dell’Assemblea, ma ha affermato che resta possibile compiere progressi verso un accordo. “C’è la possibilità di avanzare verso un accordo”, ha dichiarato il funzionario, aggiungendo tuttavia che Washington deve dimostrare “serietà e impegno” affinché la diplomazia possa progredire.

22 settembre 2026

Gaza, Katz: no ritiro da Linea gialla finché Hamas non sarà disarmato

Israele non arretrerà dalla Linea gialla nella Striscia di Gaza verso nuove linee di dispiegamento finché Hamas non sarà estromesso e il territorio palestinese non sarà smilitarizzato da armi e tunnel. Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante la cerimonia statale in memoria dei caduti della guerra del Kippur, tenuta oggi al Memoriale nazionale sul Monte Herzl, a Gerusalemme. La posizione israeliana sul mantenimento delle forze lungo la Linea gialla era stata ribadita anche nelle scorse settimane.

Katz ha affrontato anche la possibilità di un terzo round di combattimenti con l’Iran. “Non permetteremo una minaccia alle nostre comunità. Il lavoro non è ancora finito e, se dovremo farlo, colpiremo una terza volta, fino a quando il regime del terrore non sarà rovesciato e rimosso”, ha dichiarato. Il ministro aveva già avvertito il 9 settembre, durante una visita alle forze israeliane sul monte Hermon, che Israele aveva colpito l’Iran due volte e che, “quando sarà necessario”, lo avrebbe fatto una terza volta per contrastare quelle che ha definito minacce alla sicurezza del Paese.

22 settembre 2026

Pasdaran, «pienamente preparati a guerra, ma colloqui altro campo battaglia»

L’Iran è “pienamente preparato alla guerra, ma può anche intraprendere negoziati qualora gli interessi nazionali lo richiedano”. Lo ha affermato il portavoce del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), Hossein Mohebbi in un’intervista all’agenzia ufficiale ‘Irna’ sottolineando che i colloqui possono costituire “un altro campo di battaglia”. Mohebbi ritiene che “negoziare non significa scendere a compromessi”, piuttosto “è un altro scenario di guerra”, aggiungendo che, “mentre una forma di guerra si combatte con le armi”, i negoziati comportano una “guerra fatta di parole, argomentazioni e metodi diplomatici”. “Ciò che conta – ha proseguito - è che dobbiamo avere una prontezza bellica al 100%, e noi possediamo questa capacità e questa preparazione. Le Forze Armate sono ora pronte al 100% a combattere e l’Irgc si è preparato per un conflitto lungo. Tuttavia, ciò non significa rifiutare i negoziati”.

22 settembre 2026

Media, Iran si offre di riaprire Hormuz entro 7 giorni se Usa allenta stretta

L’Iran si è offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti compiranno i primi passi verso un allentamento della pressione militare: lo rivela l’agenzia giapponese Kyodo. La proposta, che è già stata trasmessa a Washington tramite mediatori, prevede la ripresa dei colloqui volti a porre fine in modo definitivo alle ostilità tra i due paesi, ha affermato il funzionario. Teheran intende avvalersi dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si riunisce questa settimana a New York, per consultarsi con i paesi che fungono da intermediari. Il funzionario ha escluso un incontro tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine dell’Assemblea, ma ha affermato che resta possibile compiere progressi verso un accordo. “C’è la possibilità di avanzare verso un accordo”, ha dichiarato il funzionario, aggiungendo tuttavia che Washington deve dimostrare “serietà e impegno” affinché la diplomazia possa progredire.

22 settembre 2026

Francia: apprezziamo ruolo Pakistan in contatti Iran-Usa

La Francia ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dal Pakistan nello scambio di messaggi tra Iran e Stati uniti. La posizione è emersa durante un incontro tra il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot e il suo omologo pachistano Ishaq Dar, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite a New York.

Secondo una nota del ministero degli Esteri francese, Barrot ha sottolineato la necessità di negoziati “il più inclusivi possibile” per contribuire a garantire le forniture energetiche e affrontare “in modo duraturo le minacce poste dall’Iran nei settori nucleare, balistico e regionale”.

22 settembre 2026

Pechino, no a sanzioni di Washington contro compagnie aeree iraniane, sono illegali

 

La Cina si oppone alle possibili sanzioni statunitensi contro le compagnie aeree iraniane, definite “illegali” da Pechino. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, durante una conferenza stampa. “La Cina si oppone costantemente alle sanzioni unilaterali illegali che non hanno una base nel diritto internazionale né l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Guo. La presa di posizione arriva un giorno dopo che il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, in un’intervista televisiva, aveva minacciato possibili misure contro le compagnie aeree iraniane.

22 settembre 2026

Yemen: media Houthi, 6 morti in raid dell’Arabia Saudita

Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono morti in un raid condotto a Al-Mukha (Mocha), sul Mar Rosso, dalle forze saudite. Lo riporta l’emittente televisiva Al Masirah, affiliata agli Houthi, citata da Al Jazeera.

Per Approfondire

22 settembre 2026

Siria: media, “Idf fa irruzione in città del sud, vicino sede Onu”

La televisione di stato siriana ha reso noto che l’esercito israeliano sta facendo irruzione in alcune case nel sud della Siria, vicino a una sede delle Nazioni Unite. Ha riferito che una pattuglia israeliana “è avanzata nel quartiere occidentale vicino a una sede delle Nazioni Unite nella città di al-Rafid, nella periferia di Quneitra, e ha perquisito diverse abitazioni”.

22 settembre 2026

Araghchi, “Onu non più credibile dopo fallimento nel sostenere pace”

“Questa visita si svolge in seguito alla guerra codarda condotta contro di noi dagli Stati Uniti e dal regime sionista, agli sviluppi successivi, e in realtà, in mezzo a una situazione che di fatto rimane uno stato di guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a New York, in vista dell’Assemblea Generale dell’ONU, secondo quanto riportato dal suo canale Telegram. “Naturalmente - ha proseguito - il nostro obiettivo primario è utilizzare un’importante piattaforma internazionale per difendere la legittimità, i diritti e gli interessi del popolo iraniano”. Araghchi ha aggiunto che l’organizzazione internazionale ha perso credibilità e fiducia a causa del suo fallimento nel sostenere la pace e la sicurezza mondiale. Ha sottolineato che l’Assemblea Generale dell’ONU si aprirà oggi con il tema “ristabilire la fiducia”.

“Questo riflette un riconoscimento universale che la fiducia nell’organizzazione si è erosa, o è del tutto svanita, a causa della sua incapacità di mantenere efficacemente la pace e la sicurezza internazionale”, ha affermato il ministro. “Certe nazioni si arrogano il diritto di agire impunemente, ignorando le istituzioni internazionali, il diritto internazionale e persino la coscienza collettiva dell’umanità; rivendicano l’immunità per sé stesse e per i loro alleati”, ha anche detto. Il ministro iraniano ha concluso: “Di conseguenza, vediamo un’entità criminale come il regime sionista a cui viene data carta bianca per commettere qualsiasi atto scelga, mentre le nazioni occidentali ed europee, che si presentano come paladini dei diritti umani e del diritto umanitario, rimangono in silenzio”.

22 settembre 2026

Pezeshkian, “all’Onu difenderemo con fermezza nostra posizione”

Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha promesso di “difendere con fermezza” le posizioni del suo Paese prima di partire per New York per partecipare all’Assemblea Generale dell’Onu. “Siamo usciti a testa alta (dalla guerra), e questo è fonte di dignità e orgoglio per tutti noi. Pertanto, difenderemo con fermezza le nostre posizioni nei forum internazionali”, ha dichiarato prima di lasciare l’Iran, secondo la televisione di Stato.

Ragazze iraniane camminano accanto a un murale raffigurante un uccello della pace in una strada di Teheran, in Iran. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

22 settembre 2026

Groenlandia, Usa riapriranno base militare di Narsarsuaq

Gli Stati Uniti intendono riaprire la propria base militare a Narsarsuaq, nel sud della Groenlandia, nell’ambito di un nuovo accordo con la Danimarca: è quanto riferisce l’agenzia Reuters citando fonti dell’Amministrazione Trump. La base, chiusa negli anni Cinquanta, venne creata durante la Seconda guerra mondiale e diede origine a un insediamento la cui popolazione si è ridotta a poche decine di persone. Oggi è prevista a New York la firma di un accordo per rafforzare la sicurezza nell’Artico e nel Nord Atlantico tra Danimarca, Stati Uniti e Groenlandia: alla cerimonia parteciperanno il presidente statunitense Donald Trump, la prima ministra danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.

22 settembre 2026

Raid dell’Arabia Saudita sullo Yemen, 6 morti e 8 feriti

(Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi. “Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti”, ha dichiarato Saba. Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana’a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all’inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb.

22 settembre 2026

Messico e Francia: no a veto in Consiglio Onu su crimini di massa

Messico e Francia hanno chiesto in una dichiarazione congiunta la sospensione del diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu nei casi di atrocità di massa, inclusi il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra su larga scala. “Messico e Francia accolgono con favore il rinnovato slancio verso la sospensione dell’uso del veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in casi di atrocità di massa, quali genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra su larga scala”, si legge nella dichiarazione pubblicata dal Ministero degli Esteri messicano. Il comunicato ricorda che la dichiarazione politica sulla sospensione del diritto di veto in caso di atrocità di massa era stata presentata per la prima volta da Messico e Francia nel 2015; negli ultimi quattro mesi, ha ottenuto l’adesione di altri 21 Stati provenienti da Africa, America Latina e Caraibi, e Asia: ad oggi, 128 Stati hanno espresso il proprio sostegno tra cui la Gran Bretagna.

22 settembre 2026

Trump all’Onu, tour de force diplomatico con 11 leader mondiali: in agenda guerra Iran e escalation Houti

Donald Trump si appresta ad affrontare nel corso della giornata un fitto programma di incontri con leader provenienti da quattro continenti in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sullo sfondo di un Medio Oriente instabile e di una guerra in Ucraina che dura ormai da quattro anni e mezzo e che non mostra segni di tregua, nonostante i ripetuti tentativi di mediazione da parte del presidente degli Stati Uniti. Trump dovrebbe iniziare la giornata con un discorso rivolto ai delegati riuniti, prima di incontrare non meno di 11 leader mondiali, in incontri bilaterali o di gruppo. Sebbene il contenuto del suo discorso non sia noto, lo scorso anno Trump ha suscitato scalpore con un intervento aggressivo, affermando che i loro paesi stavano «andando all’inferno» a causa, tra le altre cose, della politica climatica e dell’immigrazione di massa.

Nel corso della giornata, Trump incontrerà il primo ministro britannico Andy Burnham, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, la leader ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, la prima ministra danese Mette Frederiksen, il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen e i rappresentanti degli Stati del Golfo. In serata, potrebbe incontrare altre decine di leader, anche se solo brevemente, durante un ricevimento riservato ai capi di Stato.

La lunga lista di incontri con i leader stranieri riflette l’attenzione che il presidente degli Stati Uniti ha dedicato agli affari esteri durante il suo secondo mandato, nel corso del quale ha dato inizio a diverse guerre, ha messo in discussione alleanze di lunga data, ha minacciato gli alleati di invasione e ha cercato di mediare in ben più di una dozzina di conflitti, con risultati alterni.

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta avendo conseguenze particolarmente rilevanti, facendo lievitare i prezzi del carburante a livello globale, trascinando al ribasso i livelli di gradimento di Trump e rappresentando una sfida per i repubblicani in corsa alle elezioni di medio termine del Congresso di novembre. Lunedì, un sondaggio Reuters/Ipsos ha mostrato che il livello di gradimento di Trump è sceso al minimo storico del 32%, mentre i suoi colleghi repubblicani hanno espresso insoddisfazione per la sua gestione del costo della vita.

Tra gli incontri più seguiti ci sarà quello a sette con i leader del Golfo, molti dei quali sono allarmati dalle recenti avanzate degli Houthi, militanti sostenuti dall’Iran che hanno conquistato vaste aree dello Yemen, attaccato l’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, e minacciato il traffico marittimo attraverso lo strategico stretto di Bab el-Mandab. Anche alleati e oppositori politici seguiranno con attenzione il primo incontro in assoluto di Trump con la venezuelana Rodríguez, salita al potere con la benedizione dell’amministrazione Trump dopo che le forze statunitensi hanno prelevato il presidente Nicolás Maduro a gennaio e lo hanno portato a New York per processarlo.

22 settembre 2026

G7 Esteri, Houthi cessino immediatamente gli attacchi

La situazione nello Yemen rappresenta “una minaccia inaccettabile per la stabilità e la sicurezza regionali, per la sicurezza energetica globale, nonché per i diritti e le libertà di navigazione e per la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb”. Lo si legge in un comunicato dei ministri degli Esteri del G7 diffuso a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. “Condanniamo con la massima fermezza - si legge ancora nel comunicato - i continui e inaccettabili attacchi condotti dagli Houthi nello Yemen e contro il Regno dell’Arabia Saudita, compresi quelli che colpiscono civili e infrastrutture civili, aggravando le sofferenze umanitarie. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al legittimo governo dello Yemen e al Regno dell’Arabia Saudita. Esortiamo gli Houthi a cessare immediatamente ogni azione militare, ogni minaccia e ogni attacco contro il naviglio civile, e a tornare al processo politico in buona fede. Invitiamo l’Iran a porre fine all’armamento e al sostegno agli Houthi, in violazione delle risoluzioni 1747, 2140 e 2216 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le loro azioni deplorevoli costituiscono una pericolosa dinamica di escalation che rischia di esacerbare ulteriormente il conflitto, minare il commercio internazionale e creare instabilità economica globale. Ribadiamo in particolare la necessità vitale di garantire la sicurezza marittima permanente, nonché i diritti e le libertà di navigazione a livello mondiale, al fine di prevenire interruzioni durature delle catene di approvvigionamento globali – specialmente per quanto riguarda i flussi di energia, fertilizzanti e generi alimentari – che sarebbero estremamente dannose per le economie e le popolazioni vulnerabili della regione e oltre”.

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