Una donna iraniana passa davanti a un manifesto che mostra la nuova Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, a Teheran. EPA

19 luglio 2026

Guerra ultime notizie. Ira di Trump per i soldati uccisi: raid Usa su Qeshm. Giallo Khamenei: non è in Iran

Le Guardie della Rivoluzione hanno abbattuto un drone americano

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19 luglio 2026

L’ira di Trump per i soldati uccisi: massicci raid su Qeshm

Stati Uniti e Iran sono sull’orlo di un conflitto su più vasta scala dopo che due soldati americani sono rimasti uccisi dai missili di Teheran in Giordania. Washington in risposta ha sferrato per l’ottava notte consecutiva un’ondata di raid e colpito duramente Qeshm, l’isola strategica a guardia dello stretto di Hormuz. E, a prova del fatto che la guerra iniziata a febbraio rischia di allargarsi e prolungarsi, c’è l’invio di nuovi jet da combattimento dalle basi in Germania e Inghilterra. Una mossa che era in fase di pianificazione già prima dell’uccisione dei militari statunitensi. L’attacco in Giordania ha segnato l’apice di una settimana di attacchi a catena che hanno di fatto demolito ciò che restava dell’accordo per porre fine alla guerra.

Donald Trump ha definito la morte dei due soldati “una cosa molto triste”, ma ha anche rivendicato che “si tratta di un sacrificio da compiere” per fare sì che l’Iran non abbia mai l’arma nucleare. Quanto alla fine dell’intesa di Islamabad il presidente americano ha ostentato indifferenza: “Non me ne può fregare di meno”, ha affermato, rispondendo alle parole della guida suprema Mojtaba Khamenei per il quale la firma del presidente Usa sugli accordi è “priva di ogni valore”. Il tycoon ha anche esortato i repubblicani al Congresso ad aggiungere l’Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. “È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere”, ha scritto in un post su Truth, riferendosi alla legge promossa dal senatore Graham ,scomparso di recente, e che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca. Sempre più in difficoltà in patria per una guerra che ha causato già 16 caduti americani, il commander-in-chief si sta già preparando suo malgrado ad un conflitto più vasto e più lungo del previsto.

Il dipartimento di Stato ha avvertito i cittadini americani in viaggio all’estero che le tensioni in Medio Oriente hanno creato il “potenziale per un’escalation imprevista”. Il Pentagono ha ordinato l’invio d’urgenza di caccia F-16 e jet stealth F-35 oltre ad altri aerei per il rifornimento in volo. E gli ultimi attacchi hanno preso di mira installazioni iraniane di sorveglianza costiera e difesa aerea e nesso nel mirino i pasdaran, come ha riferito il Comando centrale americano. Le forze Usa hanno anche bombardato l’isola di Qeshm, nei cui labirinti sotterranei si nascondo motovedette veloci e batterie costiere. Una vera e propria “città missilistica”, secondo gli esperti, per controllare o bloccare Hormuz. Non a caso Qeshm viene descritta come la “portaerei inaffondabile” dell’Iran. Teheran ha risposto con nuovi attacchi contro Kuwait, Bahrein e Giordania, i Paesi del Medio Oriente dove gli Stati Uniti mantengono una significativa presenza militare.

Secondo le autorità, negli ultimi giorni gli attacchi iraniani hanno causato danni crescenti a infrastrutture critiche, tra cui un impianto petrolifero e centrali elettriche e di trattamento delle acque in Kuwait. La Giordania ha evacuato l’aeroporto internazionale e il porto marittimo di Aqaba a seguito di una “minaccia specifica e credibile”, secondo quanto riferito dall’ambasciata americana in loco. Le difese aeree del Paese hanno successivamente abbattuto tre missili iraniani diretti verso il territorio nazionale, mentre un quarto missile è caduto in una zona disabitata. Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha affermato che la perdita dei soldati americani “non fa che rafforzare la nostra determinazione”. Tuttavia, gli attacchi sembrano destinati ad aggravare il dilemma di Trump su come proseguire la guerra avviata al fianco di Israele oltre quattro mesi fa, e su come giustificarla agli americani sempre più insofferenti per i costi umani ed economici.

19 luglio 2026

La sorte di Khamenei sempre più un mistero: «Non è in Iran»

Se già in tempo di pace era solito tenere un profilo molto basso, ora che soffiano venti di guerra Mojtaba Khamenei appare ai più semplicemente introvabile. E così, negli ambienti diplomatici e di intelligence si fanno strada sempre più ipotesi sulle sue sorti. L’ultima soffiata, al momento non confermata, proviene da una fonte di sicurezza israeliana, citata dall’emittente saudita al-Hadath: “Non si trova in Iran”.

Una versione diversa dalle ricostruzioni finora trapelate dall’interno del regime, secondo cui l’attuale leader supremo si troverebbe ancora in patria, anche se al momento lontano dai riflettori per motivi “di salute e sicurezza”. L’assenza di apparizioni pubbliche da quando è stato nominato l’8 marzo scorso successore del padre Ali Khamenei, ucciso otto giorni prima in raid israelo-statunitensi nei quali lo stesso Mojtaba sarebbe rimasto seriamente ferito, certo non aiuta a placare una ridda di voci e congetture sulle sue reali capacità di comando.

Finora non fermatesi nonostante i numerosi tentativi di Teheran di bloccarle: sia con la diffusione di messaggi scritti a lui attribuiti — l’ultimo contenente un annuncio di sospensione del memorandum d’intesa con gli Usa e la promessa di infliggere al “Grande satana” americano “lezioni indimenticabili” — sia con reiterate dichiarazioni di assoluta fedeltà da parte di altre figure apicali del regime. “I suoi comunicati sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo”, ha affermato la fonte israeliana ripresa da al-Hadath.

Un’indiscrezione in linea con la tesi di chi, tra gli osservatori, ipotizza che la leadership di Mojtaba sia rimasta sostanzialmente fuori gioco, stretta nella morsa della lotta di potere tra le colombe ufficialmente al comando (il presidente Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il numero uno del Parlamento Mohammad Ghalibaf) e fazioni considerate più intransigenti, legate in particolare all’ala militare.

Dopo che neanche i solenni funerali di Ali Khamenei si sono rivelati l’occasione buona per vedere Mojtaba apparire in pubblico, a nutrire ulteriormente il mistero sul suo conto ci si mettono anche le esternazioni dello stesso ministro Araghchi, che in un’intervista tv ripresa da media arabi ha rivelato di non aver “ancora incontrato” Mojtaba da quando è il nuovo leader, precisando che “solo un numero ristretto di persone” ha avuto modo di riunirsi con lui. Nel frattempo, una pista su sue possibili future mosse è arrivata da Mosca. L’agenzia Tass, citando una fonte iraniana, ha riportato infatti che il primo contatto internazionale della nuova guida suprema iraniana potrebbe essere una telefonata o un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.

19 luglio 2026

Idf: «Pronti a riprendere i combattimenti in Iran»

Il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato che le forze armate “stanno monitorando attentamente gli sviluppi in Iran e mantenendo un elevato livello di prontezza operativa”. Lo scrive The Times of Israel.

“Oggi abbiamo monitorato l’area di Aqaba e il nostro sistema di difesa aerea è in stato di allerta per proteggere i cittadini di Israele”, ha dichiarato Zamir durante una visita in Cisgiordania, secondo quanto riportato dalle dichiarazioni dei militari. “Siamo pronti a riprendere immediatamente i combattimenti e agiremo con grande forza contro chiunque ci arrechi danno”, aggiunge.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 19 luglio

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19 luglio 2026

Iran, Aiea esamina notizie su attacco Usa a cantiere centrale

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) “sta esaminando le notizie relative a un attacco avvenuto nella notte contro il cantiere di una centrale nucleare in fase di progettazione a Darkhovin, in Iran”.

In precedenza, l’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran aveva reso noto che gli Stati Uniti avevano lanciato un attacco contro il cantiere di una centrale nucleare nella provincia sud-occidentale del Khuzestan.

Secondo l’Aiea l’attacco non avrebbe comportato alcun rischio radiologico: l’impianto si trovava nelle primissime fasi di costruzione e non conteneva materiale nucleare.

I più letti

19 luglio 2026

Usa: continueremo a garantire libera navigazione Hormuz

Gli Stati Uniti continueranno a garantire la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz anche in assenza di un accordo di pace con l’Iran: lo ha dichiarato il Segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, intervistato da Abc News.

19 luglio 2026

Iran: Katz: «Se ci attacca risponderemo con la forza»

“Abbiamo chiarito che, se l’Iran dovesse lanciare missili contro Israele, lo colpiremo con la forza, senza alcuna approvazione esterna né condizioni”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo che l’Iran ha lanciato un attacco missilistico contro Aqaba, città nel sud della Giordania poco distante dal confine con Israele.

19 luglio 2026

Aiea: «Verifiche in corso dopo l’attacco a Darkhovin, non c’era materiale nucleare»

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica “sta verificando le notizie relative a un attacco avvenuto nella notte contro il cantiere di una centrale nucleare in progetto a Darkhovin, in Iran”: lo si legge in un comunicato della stessa Aiea. “L’impianto si trova ancora nelle primissime fasi di costruzione e, al momento dell’ultima ispezione dell’Aiea, non conteneva materiale nucleare”, aggiunge la nota. L’agenzia internazionale per l’energia atomica afferma inoltre che, “sebbene l’attacco segnalato non sia ritenuto in grado di comportare alcun rischio radiologico”, il suo direttore generale Rafael Grossi “ribadisce l’appello alla massima moderazione militare nelle vicinanze di tutti i siti legati al nucleare”. (ANSA).

19 luglio 2026

Esercito Giordania, intercettati e abbattuti 3 missili Teheran

L’esercito giordano ha affermato che tre missili balistici iraniani lanciati contro la città meridionale di Aqaba sono stati intercettati, mentre un quarto ha colpito un’area aperta. Lo riporta l’agenzia Petra, citata da Times of Israel. Non si segnalano feriti nell’attacco. I missili sono stati abbattuti da un sistema di difesa aerea americano. Le Forze di Difesa Israeliane hanno inoltre lanciato intercettori Iron Dome per abbattere i frammenti che avrebbero potuto minacciare la vicina città di Eilat.

19 luglio 2026

Trump: repubblicani aggiungano Iran a legge su sanzioni contro Russia

“I repubblicani dovrebbero aggiungere l’Iran al disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia”. Lo ha scritto su Truth Social il presidente statunitense Donald Trump, aggiungendo che è quello che avrebbe voluto il defunto senatore statunitense Lindsey Graham, il principale promotore al Senato di uno dei più importanti progetti di legge sulle sanzioni contro la Russia.

19 luglio 2026

Idf: «Rilevato lancio di missili verso Aqaba»

L’esercito israeliano ha annunciato di aver rilevato un lancio di missili balistici dall’Iran verso Aqaba, città nel sud della Giordania e non lontana dal confine con Israele. “Potrebbero verificarsi ripercussioni anche in territorio israeliano a seguito dei bombardamenti”, hanno avvertito le Idf, mentre secondo la tv di Stato di Amman sirene d’allarme stanno suonando in tutto il regno hashemita.

19 luglio 2026

Iran: governo Giordania smentisce evacuazione aeroporto e porto di Aqaba

Non è stata presa alcuna decisione di evacuare il porto o l’aeroporto internazionale di Aqaba, in Giordania, dopo l’allerta di sicurezza diffusa dall’ambasciata degli Stati Uniti, che ha parlato di “minaccia credibile”. Lo ha dichiarato ad Al Arabiya il ministro giordano della Comunicazione e portavoce del governo, Mohammad al-Momani, precisando che entrambe le infrastrutture “stanno operando normalmente”. Al-Momani ha aggiunto che il porto di Aqaba continua a funzionare “a pieno regime”.

19 luglio 2026

Iran: amb. Usa in Giordania, evacuati aeroporto e porto Aqaba per minaccia credibile

“A causa di una minaccia specifica e credibile, le autorità giordane hanno evacuato l’aeroporto e il porto internazionale di Aqaba. Consigliamo vivamente a tutti i cittadini americani di astenersi dal recarsi in aeroporto o al porto”. E’ quanto si legge in una nota dell’ambasciata degli Stati Uniti in Giordania, che invita a continuare “a seguire tutte le direttive di sicurezza delle autorità giordane”.

19 luglio 2026

Wafa, «attacchi di coloni israeliani in Cisgiordania, a fuoco una moschea»

I coloni israeliani hanno intensificato i loro attacchi in Cisgiordania durante la notte e nelle prime ore di oggi, incendiando una moschea e alcune case, danneggiando proprietà e rubando bestiame palestinese. Lo scrive Wafa. Nel villaggio di al-Tuwani, a Masafer Yatta, i coloni dell’avamposto di Havat Ma’on hanno incendiato la scorsa notte due case di famiglie palestinesi e la moschea di al-Tuwani. L’attacco, condotto con materiali altamente infiammabili, ha provocato incendi che si sono propagati in gran parte delle proprietà. Anche nel governatorato di Hebron, i coloni hanno attaccato due case abitate nella zona di Wadi al-Rakhim, a sud della città di Yatta, la scorsa notte, rubando capi di bestiame. Secondo Wafa le forze di occupazione israeliane hanno sparato proiettili veri nella zona, senza che si registrassero feriti. A Nablus, questa mattina i coloni hanno attaccato la zona di al-Zahra aggredendo i residenti e danneggiando case e proprietà. Ieri i coloni hanno anche aggredito un palestinese sulla strada Jenin-Nablus ferendolo a una mano. E sempre ieri sera, i coloni hanno dato fuoco all’abitazione del palestinese Suhaib Radwan a sud della città di Tell, a sud di Nablus, distruggendo la casa che era già stato oggetto di un attacco alcuni mesi fa.

19 luglio 2026

Il Papa: non dimentichiamoci di chi muore per le guerre

“Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti. E al generoso impegno per la pace uniamo anche la nostra costante preghiera”. Lo ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi a fedeli e pellegrini riuniti a Castel Gandolfo dopo la recita dell’Angelus.

19 luglio 2026

Iran: amb. Usa in Giordania, «evacuati aeroporto e porto Aqaba per minaccia credibile»

“A causa di una minaccia specifica e credibile, le autorità giordane hanno evacuato l’aeroporto internazionale ed il porto di Aqaba. Consigliamo vivamente a tutti i cittadini americani di evitare di recarsi in aeroporto o al porto. Continuate a seguire tutte le direttive di sicurezza delle autorità giordane”. Lo afferma in una nota l’ambasciata Usa ad Amman all’indomani dei raid iraniani che hanno preso di mira il regno hashemita, oltre a Bahrein e Kuwait, in risposta agli attacchi statunitensi.

19 luglio 2026

Pasdaran, «quattro navi hanno tentato di passare Hormuz, fermate o tornate indietro»

La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che quattro imbarcazioni supportate dagli Stati Uniti hanno violato le norme marittime e hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz percorrendo una rotta “pericolosa, dopo aver spento i sistemi di navigazione e ignorato gli avvisi ufficiali”. Lo riporta il Teheran Times su X. Secondo la dichiarazione, due delle imbarcazioni hanno riscontrato problemi e sono state costrette a fermarsi, mentre le restanti due hanno abbandonato il passaggio e invertito la rotta

19 luglio 2026

Wafa, bombardamenti nella notte a Gaza City, recuperati i corpi di due palestinesi

Le squadre mediche di Gaza hanno recuperato i corpi di due palestinesi nel quartiere di Al-Zeitoun, a est di Gaza City. Lo scrive l’agenzia Wafa, citando fonti mediche nella Striscia di Gaza, secondo cui i corpi sono stati recuperati in via Kashko, un’area colpita dai bombardamenti israeliani durante la scorsa notte. Il quartiere di Al-Zeitoun è stato teatro di intensi bombardamenti di artiglieria ieri in seguito alle minacce di evacuazione da parte di Israele, che, secondo l’agenzia, hanno costretto decine di famiglie ad abbandonare la zona.

19 luglio 2026

Comandante iraniano, daremo una risposta devastante alla barbarie del nemico

Il comandante del Comando centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, ha dichiarato che “le forze armate iraniane daranno una risposta decisiva e devastante a qualsiasi aggressione e atto di barbarie da parte del nemico”. “Infliggeremo loro costi molto più pesanti di quelli sostenuti nelle loro recenti guerre contro l’Iran”, ha avvertito, secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim. Nel frattempo, Mohsen Rezaei, principale consigliere della Guida suprema iraniana, ha affermato che “le forze armate passeranno alla fase offensiva contro gli Stati Uniti, se continueranno gli attacchi contro l’Iran”. “Gli americani riceveranno uno schiaffo in pieno volto attraverso i nostri attacchi occhio per occhio”, ha aggiunto

19 luglio 2026

Media, Israele minaccia di confiscare le antiche Piscine di Salomone vicino a Betlemme

Israele starebbe intensificando le pressioni per assumere il controllo delle antiche Piscine di Salomone, complesso di serbatoi d’acqua situato nei pressi di Betlemme, in Cisgiordania, in quella che potrebbe rappresentare una nuova escalation nella contesa sul territorio e sul patrimonio storico palestinese. Lo scrive il Guardian. Secondo il quotidiano britannico, la svolta è arrivata dopo che, a maggio, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato di voler “cancellare” gli accordi che da oltre trent’anni riconoscono la proprietà palestinese del sito. Da allora è aumentata la presenza di coloni e forze israeliane nell’area. Le Piscine di Salomone risalgono al II secolo avanti Cristo, anche se la struttura principale fu realizzata in epoca romana come parte di un vasto sistema idrico destinato a rifornire Gerusalemme, distante circa 13 chilometri. Il complesso fu successivamente ampliato durante il periodo ottomano e modernizzato sotto il Mandato britannico. Oggi i bacini non alimentano più la rete idrica della città, ma rappresentano uno dei principali luoghi di svago per gli abitanti di Betlemme e dei villaggi circostanti. Il sito è diventato un simbolo della crescente pressione esercitata sui palestinesi in Cisgiordania. Dopo una visita di Smotrich e del deputato israeliano Zvi Sukkot, durante la quale i due hanno rivendicato il sito come parte del territorio israeliano, sarebbero aumentate le incursioni dei coloni. Il 10 luglio, aggiunge il giornale, soldati israeliani hanno effettuato un’operazione nell’area sparando lacrimogeni mentre alcuni bambini stavano facendo il bagno nelle piscine.

19 luglio 2026

L’Iran afferma di aver abbattuto un drone Usa MQ-9 ad Ahvaz

Le Guardie della Rivoluzione hanno dichiarato che le forze iraniane hanno abbattuto un drone statunitense MQ-9 nei cieli di Ahvaz, nella provincia sudoccidentale del Khuzestan, nella giornata di oggi. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna

19 luglio 2026

Iran, nuovi raid Usa nella notte: Teheran colpisce basi in Kuwait

Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Nella notte le forze americane hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna, i raid hanno preso di mira diverse installazioni nel Paese, con esplosioni segnalate in varie aree interessate dalle operazioni militari.

Le autorità di Teheran hanno denunciato l’offensiva americana come una nuova violazione della sovranità nazionale, mentre è in corso la valutazione dei danni.

Alla nuova offensiva statunitense è seguita la risposta iraniana. Secondo Al Jazeera, Teheran ha lanciato missili e droni contro due installazioni militari statunitensi in Kuwait, nell’ambito delle operazioni di rappresaglia contro le forze Usa dispiegate nella regione.

19 luglio 2026

L’isola di Qeshm, la «portaerei inaffondabile» dell’Iran a Guardia di Hormuz

Situata a soli 22 chilometri a sud della città portuale iraniana di Bandar Abbas, l’isola meridionale di Qeshm domina lo Stretto di Clarence, il braccio di mare che separa l’isola dalla terraferma noto anche come Kuran, e funge da piattaforma principale per la potenza navale “asimmetrica” dell’Iran. Lo scrive Al Jazeera in un’analisi sull’importanza stretegica dell’isola bombardata nella notte della forze statunitensi. Sebbene le cifre esatte relative al numero di motovedette veloci e batterie costiere iraniane nascoste nei labirinti sotterranei dell’isola rimangano classificate, il loro intento strategico è chiaro. Il media qatarino cita infatti il generale di brigata libanese in pensione Hassan Jouni, esperto militare, secondo cui che Qeshm ospita “straordinarie capacità iraniane” all’interno di quella che viene descritta come una “città missilistica” sotterranea. Queste vaste reti, ha affermato Jouni, sono progettate per un unico scopo: controllare o bloccare lo Stretto di Hormuz. Non a caso Qeshm viene descritta come la “portaerei inaffondabile” dell’Iran.

19 luglio 2026

Iran: scattano sirene d’allarme in Bahrein

Sono scattate le sirene d’allarme in Bahrein. Lo rende noto al-Arabiya, precisando che il ministero dell’Interno della monarchia del Golfo ha esortato cittadini e residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino.

19 luglio 2026

Iran: media sauditi, «Khamenei non è nel Paese»

- La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, “non si trova in Iran”. Lo ha riferito una fonte della sicurezza israeliana citata dall’emittente saudita Al-Hadath, senza precisare dove si troverebbe. Secondo la stessa fonte, Khamenei, nominato Guida Suprema dopo la morte del padre nei raid congiunti di Stati Uniti e Israele del 28 febbraio e finora mai apparso in pubblico, affiderebbe i propri messaggi al nuovo comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Ahmad Vahidi, e ad altri esponenti dei Pasdaran. La fonte sostiene inoltre che “le divisioni interne in Iran sono profonde e minacciano l’esistenza stessa dei Guardiani della Rivoluzione”. Sempre secondo Al-Hadath, gli Stati Uniti avrebbero chiesto a Israele di non partecipare a eventuali attacchi contro l’Iran, anche nel caso in cui Teheran colpisse il territorio israeliano.

19 luglio 2026

Iran: Mojtaba Khamenei, «Usa hanno capito loro dominio nella regione è fantasia»

“Il Grande Satana - gli Stati Uniti criminali - ha ormai capito che la continuazione della sua presenza incontrastata e dominante nella regione non è altro che una fantasia ingenua”. E’ quanto si legge sull’account X della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, nel pieno dell’escalation militare tra Iran e Stati Uniti.

19 luglio 2026

Iran: Usa, raid per «punire» Teheran dopo uccisione di 2 militari americani

“Punire” le forze iraniane ritenute responsabili dell’attacco che ha provocato la morte di due militari americani in Giordania. Questo l’obiettivo dell’ultima notte di raid condotti sulla Repubblica islamica, secondo quanto indicato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli attacchi hanno preso di mira le unità dei Guardiani della Rivoluzione accusate di aver lanciato missili balistici e droni contro le forze Usa, provocando le prime vittime statunitensi dall’inizio della nuova fase del conflitto. Teheran ha risposto annunciando di aver colpito con droni due basi americane in Kuwait, il deposito di munizioni di Camp Udairi e i sistemi radar e di sorveglianza della base aerea di Ali Al Salem, oltre ad aver lanciato nuovi attacchi in Giordania. Secondo il Centcom, oltre ai due militari uccisi venerdì, un terzo risulta ancora disperso, portando a 16 il bilancio dei caduti statunitensi dall’inizio della guerra, scoppiata il 28 febbraio dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’ottava notte consecutiva di raid americani ha colpito anche Sirik, porto iraniano sullo Stretto di Hormuz, secondo le agenzie Fars e Tasnim. La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha promesso agli Stati Uniti una “lezione indimenticabile”, mentre alti comandanti militari hanno minacciato una ripresa delle operazioni offensive su vasta scala e una risposta “decisiva e devastante” in caso di ulteriori attacchi americani.

19 luglio 2026

Iran: esercito Kuwait, «stiamo intercettando attacchi missilistici e con droni»

“Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente intercettando attacchi missilistici e con droni ostili a seguito della vile aggressione iraniana”. Lo ha indicato lo Stato maggiore dell’esercito del Kuwait in una nota diffusa dall’agenzia di stampa Kuna minuti dopo che sirene d’allarme erano risuonate nell’emirato. “Qualsiasi esplosione udita è il risultato dell’intercettazione degli attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea”, ha aggiunto lo Stato maggiore, che esorta tutti ad “attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti”.

19 luglio 2026

Israele chiude l’area al confine con Gaza prima della marcia dei coloni

L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato l’intera area di confine con la Striscia di Gaza “zona militare chiusa” in vista della ’Marcia delle migliaia’, organizzata oggi dal movimento dei coloni Nahala con l’obiettivo dichiarato di tornare a insediare comunità israeliane nell’enclave palestinese. Lo riferisce il Times of Israel. Il provvedimento è in vigore dalle 8 di oggi alle 8 di domani e interessa tutta la fascia perimetrale di Gaza, da Yad Mordechai, a nord della Striscia, fino a Kerem Shalom, all’estremo sud. Secondo una fonte militare citata dal quotidiano, l’ordinanza è stata adottata perché gli organizzatori della marcia intenderebbero “entrare illegalmente nella Striscia di Gaza”. La manifestazione partirà alle 17 dall’area di Yad Mordechai con lo slogan di “tornare a casa dopo 21 anni”, in riferimento allo sgombero nel 2005 del blocco di insediamenti israeliani di Gush Katif durante il disimpegno da Gaza. Gli organizzatori puntano in particolare alla ricostituzione di insediamenti nel nord della Striscia. Secondo il materiale promozionale dell’evento, alla marcia dovrebbero partecipare diversi esponenti del governo, tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, responsabile anche dell’amministrazione degli insediamenti in Cisgiordania, e altri ministri del Likud, il partito del premier Benjamin Netanyahu, indicato tra i co-organizzatori dell’iniziativa.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 19 luglio

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19 luglio 2026

Centcom, colpite strutture militari iraniane nell’ottava notte di attacchi

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha completato un’altra serie di attacchi contro l’Iran. L’annuncio sul profilo del social X del Centcom. “Durante l’ottava notte consecutiva di attacchi statunitensi, le forze del Centcom - si legge nella nota del Comando centrale - hanno colpito con successo strutture militari iraniane di sorveglianza costiera e di difesa aerea, mezzi navali e siti di stoccaggio di missili e droni, al fine di continuare a indebolire le capacità militari iraniane. Le forze armate statunitensi hanno inoltre preso di mira le forze del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che il 17 luglio avevano sferrato attacchi contro membri delle forze armate statunitensi in Giordania”.

19 luglio 2026

L’Iran rivendica attacchi con droni contro due basi Usa in Kuwait

L’esercito iraniano afferma di aver sferrato un attacco su larga scala con droni contro due “strutture militari statunitensi” in Kuwait. Lo riporta Al Jazeera. In una dichiarazione diffusa dall’emittente statale Irib, l’esercito ha dichiarato che i suoi “droni distruttivi” hanno colpito un deposito di munizioni a Camp Al Adiri, nonché sistemi Patriot e radar di difesa aerea presso la base aerea di Ali Al Salem.

19 luglio 2026

Attacchi Usa contro l’Iran, esplosioni sull’isola di Qeshm

Secondo l’ufficio del governatore dell’Hormozgan, alle 3.40 del mattino (ora locale) una zona nei pressi dell’isola di Qeshm è stata colpita da un attacco militare sferrato dagli Usa. Lo riferisce l’agenzia iraniana Irna sul social X. L’agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell’isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell’Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.

19 luglio 2026

Media Iran: «Attacco Usa vicino a Sirik, non ci sono vittime o danni»

“Attacchi militari nemici” attribuiti agli Usa hanno preso di mira un punto vicino a Sirik, località iraniana situata nei pressi dello Stretto di Hormuz: lo riferisce l’agenzia di stampa Mehr. Il raid è avvenuto all’1:30 del mattino ora locale, secondo la stessa fonte. “Non sono stati segnalati feriti né danni a infrastrutture residenziali e commerciali”, afferma inoltre la Mehr.

19 luglio 2026

Usa: «Iniziati nuovi attacchi contro l’Iran in risposta a raid in Giordania»

Gli Stati Uniti hanno iniziato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. “Oggi alle 18 (mezzanotte in Italia) le forze americane hanno avviato nuovi attacchi aerei contro l’Iran su disposizione del commander-in chief”, si legge in un post su X del Comando Centrale. “Tali attacchi mirano a ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz e a punire tempestivamente le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica che la scorsa notte hanno sferrato attacchi contro militari americani in Giordania”.

19 luglio 2026

Trump: «Iran ha annullato l’intesa? Non me ne importa nulla»

Donald Trump ha detto che non gli importa che l’Iran abbia annullato il memorandum d’intesa siglato ad Islamabad. Commentando le dichiarazioni di Teheran in un’intervista telefonica con NewsNation, il presidente americano ha detto: “Non me ne può fregare di meno”.

19 luglio 2026

Trump: «La morte dei due soldati americani in Giordania è molto triste»

Donald Trump ha commentato la morte dei due militari in un attacco dell’Iran in Giordania dicendo che si tratta di “una cosa molto triste”. In un’intervista telefonica all’emittente NewsNation, il presidente americano ha detto che “è doloroso assistere a tutto ciò. È un sacrificio compiuto al servizio del nostro Paese”. Il tycoon ha anche ribadito che l’Iran “non avrà mai l’arma nucleare”.

19 luglio 2026

Wsj: «Gli Usa stanno inviando in Iran F-16 e F-35»

Gli Stati Uniti stanno inviando d’urgenza altri aerei da combattimento in Iran. Lo rivela il Wall Street Journal citando fonti informate. Dalla base aerea di Spangdahlem, in Germania, stanno arrivando F-16 in grado di colpire i radar iraniani utilizzati per il lancio di missili terra-aria. Mentre caccia stealth F-35 stanno partendo dalla base aerea britannica di Lakenheath, in Inghilterra, insieme ad aerei cisterna per il rifornimento in volo.

19 luglio 2026

Cosa è successo ieri

Le notizie sulla guerra in Medio Oriente del 18 luglio

Guerra in Iran e Medio Oriente, 18 luglio

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