L’allerta

Hantavirus, Schillaci: «Rischio molto basso ma in ogni caso il Piano pandemico funziona»

Le reti previste dal Piano si sono attivate in modo coordinato e i cittadini «possono stare tranquilli» ma in ogni caso c’è la promessa di continuare a monitorare e a comunicare con tempestività e trasparenza: il punto del ministro alla Camera dei deputati

di Barbara Gobbi

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«Il rischio per la popolazione generale in Europa è sempre stato e resta molto basso: lo confermano le massime autorità sanitarie internazionali e l’Italia fin da subito non è stata ferma». Così il ministro della Salute Orazio Schillaci in risposta al question time alla Camera dei deputati, in merito ai paventati pericoli di diffusione dell’Hantavirus in Italia e alle capacità di risposta dell’Italia. «Aggiornamento epidemiologico, definizione di casi, indicazioni di sanità pubblica, quarantena fiduciaria per i contatti ad alto rischio e sorveglianza attiva per gli altri», ha riassunto il ministro della Salute mettendo in fila le indicazioni della circolare emanata l’11 maggio.

Il punto

«Tutte le quattro persone oggi in Italia e presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile sono asintomatiche e seguite con attenzione - ha ribadito Schillaci davanti ai deputati rilanciando il punto affidato a una nota della mattina -. I test oggi disponibili hanno dato esito negativo. Anche i due casi segnalati ieri a Milano e Messina sono negativi ai test», ha concluso.

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Cosa ha fatto l’Italia

Dal ministro non è mancata una stoccata polemica. «Permettetemi di essere preciso, perché qualcuno ha detto che siamo stati fermi. È partito purtroppo il solito atteggiamento autolesionistico per il quale l’Italia non sarebbe mai pronta. Questo non è vero», ha detto.
Ed ecco i fatti, che intrecciano gestione sanitaria internazionale e “mosse” interne al nostro Paese.

Il 5 maggio, l’Ecdc ha riportato che la donna deceduta a Johannesburg il 26 aprile, è risultata positiva per hantavirus. Lo stesso giorno il ministero ha trasmesso un’informativa alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), con i dati diffusi da Ecdc e Oms, garantendo il monitoraggio e il coordinamento istituzionale a livello nazionale e internazionale.

L’8 maggio, ha proseguito Schillaci, «abbiamo ricevuto dalla Commissione europea l’informazione relativa a quattro persone dirette in Italia, presenti sul volo dal Sudafrica ai Paesi Bassi del 25 aprile dove era stato imbarcato e subito sbarcato uno dei casi di contagio, poi deceduto. Nella stessa giornata ci siamo attivati per rintracciarli e abbiamo allertato subito le Regioni interessate per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva. Sempre l’8 maggio si è riunita la rete di esperti “Dispatch”. Nella stessa giornata si è riunito anche il Gruppo di esperti per la rete nazionale dei laboratori».

L’11 maggio, infine, il ministero della Salute ha emanato la circolare operativa che va dall’aggiornamento epidemiologico alle due misure della “quarantena fiduciaria per i contatti ad alto rischio” e della “sorveglianza attiva per gli altri”.

Il Piano pandemico «funziona»

«Il Piano pandemico 2025-2029 approvato ad aprile dalla Conferenza Stato-Regioni funziona e lo sta dimostrando in questi giorni: a differenza del precedente permette risposte calibrate per scenari diversi» e in occasione di questa allerta Hantavirus «le reti previste dal Piano si sono attivate in modo coordinato: non è stato un esercizio teorico ma una risposta concreta, tempestiva e proporzionata», ha affermato il ministro alla Camera. In ogni caso, la rassicurazione è che «il ministero continua a monitorare costantemente l’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale -ha aggiunto -. Emaneremo ulteriori indicazioni se e quando le evidenze scientifiche lo richiederanno, comunicando con tempestività e trasparenza come abbiamo fatto finora. Siamo pronti, il sistema funziona e i cittadini possono stare tranquilli», ha concluso.

Ue in allerta

Intanto, per affrontare gli sviluppi legati all’Hantavirus, la presidenza cipriota di turno dell’Ue avrebbe attivato il dispositivo di risposta alle crisi Ipcr. «A titolo precauzionale, abbiamo deciso di ricorrere alle riunioni integrate di risposta politica alle crisi (Ipcr), al fine di monitorare la situazione e facilitare la condivisione di informazioni tra gli Stati membri», ha spiegato un portavoce della presidenza di turno cipriota della Ue. A Bruxelles, la Commissione avrebbe ha fornito agli ambasciatori dei 27 Stati membri una panoramica della situazione e degli sforzi compiuti finora per garantire il coordinamento. Sebbene il rischio per la popolazione sia basso, il monitoraggio della situazione epidemiologica proseguirà. Le strutture sanitarie dell’Ue competenti sono state attivate sin dalla prima notifica inviata tramite il sistema di allerta e risposta precoce dell’Ue il 9 maggio.

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