Harley-Davidson Street Glide Limited, come va la viaggiatrice a stelle e strisce
La regina della famiglia Grand American Touring nasce per i lunghi tragitti: si viaggia comodi e protetti, ma in città si fatica un po’ per peso e ingombri
di Gianluigi Guiotto
4' di lettura
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Scorrendo la scheda tecnica della nuova Street Glide Limited 2026 di Harley-Davidson (36mila euro) si resta colpiti da due dati in particolare: i 405 kg del peso in ordine di marcia e i 1.625 mm di interasse sono decisamente importanti per una moto, specie se letti con gli occhi di un europeo (decisamente meno se letti da un americano). Già, perché la Street Glide Limited è una delle massime espressioni del concetto di touring americano moderno: è una moto sontuosa, lo si capisce già mettendola in verticale per togliere il cavalletto laterale, operazione che richiede braccia toniche, anche perché carena e parabrezza “batwing” sono fissati al manubrio e lo appesantiscono in manovra e a bassa velocità. Ma questa è una moto progettata per percorrere lunghe distanze nel massimo comfort, senza rinunciare a prestazioni elevate, tecnologia avanzata e alla tipica personalità “made in Milwaukee”.
Nuovo motore
Nel 2026 la piattaforma Touring è stata aggiornata profondamente, a partire dal cuore della moto, l’enorme bicilindrico a V Milwaukee-Eight Vvt 117, un motore di 1.923 cc capace di sviluppare 107 cavalli e soprattutto una coppia molto elevata, 175 Nm già a regimi piuttosto bassi (3.500). Su strada ciò si traduce in una spinta poderosa e costante già aprendo poco il gas, caratteristica tipica delle grandi H-D touring. La presenza della fasatura variabile delle valvole migliora la risposta del motore in tutto l’arco di utilizzo, rendendo la guida più fluida e meno affaticante nei viaggi lunghi, oltre a ridurre consumi ed emissioni rispetto alle generazioni precedenti.
Ciclistica all’altezza
Il telaio è quello classico Touring Harley, realizzato in acciaio ad alta resistenza, abbinato a sospensioni evolute rispetto al passato: all’anteriore troviamo una forcella con tecnologia Dual Bending Valve e steli da 49 mm di diametro, mentre al posteriore è presente una sospensione regolabile nel precarico pensata per adattarsi al peso in viaggio, tra bagagli ed eventuale passeggero. L’impianto frenante è adeguato al peso della moto: impiega due dischi anteriori di 320 mm di diametro con Abs cornering, cioè sensibile all’inclinazione: aumenta la sicurezza nelle frenate in curva, tecnologia ormai indispensabile su moto di fascia alta. L’elettronica include anche controllo di trazione, cruise control e modalità di guida selezionabili (Street, Sport, Rain e Custom).
Sull’aerodinamica influisce il nuovo Grand Tour Pak, il “bauletto” posteriore: offre ben 68 litri di capacità, è illuminato all’interno, supporta uno schienale ridisegnato nel profilo e ha anche una presa da 12 V; la forma consente di ospitare comodamente due caschi integrali. Alla capacità di carico contribuiscono le borse laterali, ora più capienti: in tutto sono 144 i litri a disposizione.
In sella
Più che sella, bisognerebbe parlare di una… poltrona per due: super imbottita, con riscaldamento a doppia zona per pilota e passeggero che ha la sua porzione con un nuovo disegno, un’altezza di 740 mm da terra che consente praticamente a tutti di toccare terra con entrambi i piedi. Insomma, si può stare seduti per ore, senza risentirne, anche perché le vibrazioni sono ridotte al minimo. Addirittura, l’imbottitura ruota leggermente il bacino del pilota in posizione neutra rispetto alla colonna vertebrale, riducendo l’affaticamento di schiena e collo.







