Scienza e Salute

Human Technopole, Piattaforme nazionali crocevia della ricerca d’eccellenza

L’Istituto ha le “carte in regola” per posizionarsi come Hub centrale anche grazie alla collaborazione del settore farmaceutico e biotech

di Filippo Mancia *

 Imagoeconomica

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Nonostante i molti anni all’estero, sarò sempre italiano. Gli italiani all’estero spesso non si considerano “cervelli in fuga”: sentiamo un dovere a restituire al nostro Paese. È per me un onore poter contribuire, anche solo in piccola parte, al sistema della ricerca italiana.

Le Piattaforme

Dal 2024 ho il privilegio di coordinare un gruppo di scienziati internazionali: nove persone – di cui altri tre italiani all’estero – selezionati per far parte della Commissione indipendente incaricata di valutare i progetti di scienziati che lavorano in Italia. L’obiettivo è l’accesso alle Piattaforme nazionali di Human Technopole, l’Istituto per le scienze della vita nell’area MIND di Milano, che nei suoi laboratori riunisce competenze e tecnologie avanzate.

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Le Piattaforme nazionali sono dei gioielli, un unicum nel panorama nazionale, se non internazionale: infrastrutture scientifiche all’avanguardia, competitive a livello globale, gestite da personale altamente qualificato, messe a disposizione della comunità scientifica italiana con accesso sovvenzionato dal Governo.

Le regole di accesso

I nostri primi incontri sono stati dedicati alla definizione delle regole di accesso. Come garantire una valutazione rigorosa e imparziale per ogni disciplina e esperimento proposto? È stato un lavoro stimolante, frutto delle prospettive di ricercatori di ambiti e con esperienze diverse.

Ci siamo ispirati a due riferimenti d’eccellenza: lo European Research Council e il National Institutes of Health negli USA. Merito scientifico in primis, poi innovazione, fattibilità e impatto. L’ambizione era essere rapidi senza mai sacrificare la qualità. Oggi passiamo dalla sottomissione del progetto all’inizio degli esperimenti in 8–12 settimane e siamo in continuo miglioramento.

I risultati

I risultati parlano da soli. Da giugno 2024 a oggi: 585 proposte valutate, 297 progetti approvati, 35% da ricercatori junior, 17 regioni italiane coinvolte. Le Piattaforme nazionali hanno rapidamente raggiunto la capienza massima e questo ha reso il processo più competitivo. Il tasso di successo si sta stabilizzando intorno al 30%, un equilibrio che considero sano: abbastanza selettivo da garantire qualità, ma non così basso da introdurre eccessiva casualità.

Un dato significativo riguarda la qualità dei progetti, valutati da 2/3 revisori internazionali: la distribuzione dei punteggi mostra una media tra “molto buono” ed “eccellente”. Indice che il livello della comunità scientifica italiana è complessivamente elevato.

Integrazione vincente

Ritengo che il punto di forza del modello, oltre alla qualità dei servizi offerti e del personale, sia l’integrazione. Le Piattaforme nazionali permettono di affrontare sotto lo stesso tetto problemi complessi lungo l’intera filiera della ricerca biomedica: dall’identificazione di varianti genetiche, allo studio dei meccanismi molecolari, fino all’analisi in sistemi cellulari e allo sviluppo di modelli di malattia. In altri contesti, incluso quello americano, queste competenze sono distribuite tra istituzioni diverse e richiedono reti complesse di collaborazione, con inevitabili costi di coordinamento e perdita di efficienza. La concentrazione in un unico ecosistema rappresenta un vantaggio competitivo rilevante.

A questo si aggiunge un aspetto meno visibile ma altrettanto importante: la natura bidirezionale del sistema. Le Piattaforme nazionali non sono soltanto un servizio per la comunità scientifica italiana, ma traggono beneficio dal confronto con le idee e i progetti provenienti da tutto il Paese, inclusi i ricercatori HT. Si crea così un circolo virtuoso, che contribuisce a elevare complessivamente il livello della ricerca nazionale e a valorizzare i talenti anche in contesti meno centrali.

Penso ci siano le premesse perchè Human Technopole, grazie alle Piattaforme nazionali, si posizioni come Hub centrale della ricerca italiana, anche con la collaborazione del settore farmaceutico e biotech. Questo esperimento, per me, dimostra che investire in infrastrutture condivise, valutazione rigorosa, trasparente e imparziale non solo è possibile: è la strada giusta per rendere il nostro sistema più competitivo, efficiente e attrattivo a livello internazionale.

* Presidente Commissione indipendente di valutazione permanente per l’accesso alle Piattaforme nazionali (Civp) di Human Technopole, professore di Fisiologia e Biofisica cellulare della Columbia University Medical Center

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