I dazi di Trump spingono il Canada in recessione tecnica
Le tensioni con gli Usa hanno frenato export e investimenti delle imprese. Dopo il calo di fine 2025, nel primo trimestre il Pil è sceso dello 0,1% annualizzato. E ancora deve arrivare lo shock per la guerra in Iran
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L’incertezza negli scambi commerciali e la battaglia dei dazi scatenata da Donald Trump, anche con i Paesi confinanti, hanno spinto l’economia del Canada in recessione tecnica. Tra gennaio e marzo, il Pil canadese si è infatti contratto inaspettatamente per il secondo trimestre consecutivo: il calo dell’attività dello 0,1% - dato annualizzato - è stato dovuto al rallentamento delle esportazioni e alla debolezza degli investimenti delle imprese e del governo.
Il rallentamento
Gli analisti avevano prospettato un’espansione robusta, dell’1,5% annualizzato, in linea del resto con la crescita indicata dalla Banca del Canada. La debolezza del primo trimestre ha fatto seguito a una contrazione rivista dell’1% da Statistics Canada per l’ultimo trimestre del 2025. Rispetto al trimestre precedente, il Pil del primo quarto dell’anno è rimasto invariato.
L’economia del Canada aveva fatto registrare due trimestri consecutivi in contrazione, l’ultima volta, nel 2020, durante la pandemia di Covid-19. E in precedenza durante lo shock petrolifero, all’inizio del 2015. «Nel complesso, si tratta di dati molto deboli sotto diversi punti di vista: mostrano infatti come l’incertezza nel commercio internazionale e i dazi continuino a frenare la crescita, mentre i consumatori hanno poche risorse a disposizione per la spesa futura», spiega Katherine Judge, economista di Cibc Capital Markets.
Il dollaro canadese è sceso al minimo della mattinata dopo la pubblicazione del rapporto di Statistics Canada, attestandosi a 1,3809 dollari canadesi per dollaro statunitense. I rendimenti dei titoli di Stato canadesi sono scesi ai minimi di giornata, confermando la sovraperformance rispetto ai Treasury, con il rendimento a due anni in calo di 7,7 punti base al 2,430%.
«Non ha senso edulcorare questo risultato deludente, poiché l’economia ha chiaramente faticato a crescere dall’inizio della guerra commerciale, con la crescita complessiva ulteriormente frenata dal rapido rallentamento demografico», afferma Doug Porter, capo economista della Bank of Montreal. I dati sul Pil, inferiori alle attese, coincidono anche con un mercato del lavoro più debole del previsto, delineando un quadro difficile per l’economia canadese, mentre i dazi statunitensi continuano a mettere sotto pressione alcune imprese. «Nel complesso, questo dovrebbe davvero smorzare le voci su un possibile aumento dei tassi di riferimento, dato che l’economia non è in condizioni di sopportare tassi più elevati», ha aggiunto Porter.







