I grandi ospedali italiani scalano le classifiche mondiali, metà sono tra Lombardia e Lazio
Nella graduatoria stilata da Newsweek-Statista l'Italia piazza 42 strutture nei ranking di tredici specialità mediche con quattro nella top ten
3' di lettura
3' di lettura
C'è il Policlinico Gemelli di Roma al terzo posto al mondo per Ostetrica e Ginecologia e il Bambino Gesù sempre della Capitale (anche se nel territorio della Santa Sede) subito sotto il podio al quarto posto per Pediatria e poi il Besta di Milano all'ottavo posto per Neurologia e il Rizzoli di Bologna al nono posto per Ortopedia. A questi super ospedali italiani che scalano posizioni tanto da entrare nelle top ten dei ranking mondiali - dove dominano gli Usa- si aggiungono altre 38 strutture ospedaliere sempre made in Italy che entrano nel club dei “migliori” in 13 specialità mediche così come sono stati messi in fila dalla classifica World's Best Specialized Hospitals 2027, costruita da Newsweek in collaborazione con l'azienda Statista. L'anno scorso gli ospedali italiani piazzati in questa classifica erano 41 (uno di meno), ma soprattutto in posizioni meno di vertice a riprova che l'eccellenza nelle corsie italiane riesce a competere nonostante il nostro Ssn debba contare su risorse spesso molto inferiori ai nostri competitor. Certo si tratta sempre di classifiche non scolpite nel granito e suscettibili di interpretazioni visto che il ranking di Newsweek e Statista si basa su tre componenti: un sondaggio internazionale tra medici con oltre 42mila giudizi raccolti tra maggio e giugno scorsi che pesa per l'83,5% del punteggio a cui si aggiungono certificazioni nazionali e internazionali (10%) e i giudizi raccolti tra i pazienti, i cosiddetti Proms (6,5%). Ma è indubbio che almeno a livello di reputazione i nostri ospedali si fanno ben valere.
Chiedilo al Sole
Tutto bene dunque? Non proprio perché anche su questa classifica emerge con chiarezza il divario tra i territori e dunque l'impossibilità per milioni di pazienti italiani di accedere all'eccellenza vicino a casa. Fra i 42 ospedali italiani entrati nella classifica, la maggior parte si trova in Lombardia (15) e Lazio (7), seguita da Piemonte (5), mentre Campania, Toscana e Veneto sono rappresentate con tre strutture ciascuno. Un fatto questo confermato dai dati sulla mobilità dei pazienti che si muovono ogni anno in decine di migliaia da Sud verso Nord (si veda altro articolo in pagina). In particolare sono 9 le eccellenze italiane che si sono classificate per la Chirurgia cardiaca occupando i posti a cominciare dal 28esimo posto del Monzino. Per la cardiologia, sui 300 ospedali citati, 21 sono italiani e occupano i posti compresi fra 22 (con il San Raffaele di Milano) e 277. Fra le 150 migliori strutture per l'endocrinologia, quelle italiane sono 9, dal posto 29 con il policlinico Gemelli di Roma al 138, e fra i 175 migliori ospedali per la gastroenterologia gli italiani sono 10, classificati fra i posti 11 (policlinico Gemelli) e 154. Sono due le strutture italiane fra le 100 migliori per la nefrologia (posti 35 e 47) e quattro fra le 150 migliori per la neurologia, con la fondazione Besta di Milano ottava. Per la neurochirurgia, fra le 125 strutture classificate quelle italiane sono quattro, con la Fondazione Besta undicesima. Per l'ostetricia e la ginecologia, come detto il policlinico Gemelli è terzo nella classifica di 125 ospedali, della quale fanno parte sei strutture italiane. Decisamente importante la presenza italiana fra i 300 migliori ospedali per l'oncologia, con 15 ospedali. Lo Ieo di Milano è quattrodicesimo. Per l'ortopedia fra i 150 migliori ospedali otto sono italiani e si è classificato nono il Rizzoli di Bologna, e fra i 250 migliori ospedali per la pediatria, gli italiani sono 11 con il Bambino Gesù al quarto posto. Sono infine otto su 150 le migliori strutture italiane per la pneumologia e cinque su 125 quelle per l'urologia.








