I libri di testo che cambiano: prevale la carta, cresce il Qr code
Oltre il 95% dei manuali adottati è fruito in modalità mista fisica-digitale, con un aumento del 25% rispetto a dieci anni fa
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Con l’anno scolastico 2025/26 agli sgoccioli e gli scrutini alle porte, nelle scuole è già tempo di programmare il 2026/27. E pensare, ad esempio, all’ adozione dei libri di testo. La scelta stavolta è ancora più importante, visto che a settembre debutteranno i nuovi programmi per le prime classi di elementari e medie. I collegi docenti dovevano scegliere i manuali entro il 20 maggio e ora (entro il 7 giugno) devono inviare online le loro decisioni all’Associazione italiana editori.
Nel frattempo, proprio dall’Aie arriva una fotografia aggiornata di un settore che conferma i trend degli anni scorsi. E anche i nodi. Gli ultimi numeri - che saranno presentati dopodomani a Roma alla Camera dei deputati durante l’iniziativa “Il valore della conoscenza: Il libro di testo come bene essenziale del Paese” - immortalano un comparto articolato, che vale circa 773 milioni e ha un’offerta digitale sempre più complessa: linee del tempo o mappe concettuali interattive, docugallery, glossari online, intelligenza artificiale sono solo alcuni dei servizi che gli studenti e gli insegnanti hanno tra le mani tutti i giorni. Per un totale di 22.386 titoli cartacei e 5,042 milioni di contenuti didattici digitali (di cui 2,66 milioni di approfondimenti, sintesi, schemi eccetera; 2 milioni test o verifiche e 328mila videolezioni).
La fotografia aggiornata
Secondo l’Aie, l’ecosistema carta più digitale continua a essere considerato dal mondo della scuola come la modalità più funzionale per gli studenti e le studentesse. Del resto, è anche la più diffusa se consideriamo che, nel 2025/2026, la quasi totalità dei libri scolastici adottati, per la precisione il 95,7%, è nella cosiddetta modalità B, che combina il libro a stampa con il formato digitale (e-book) arricchito da contenuti didattici digitali offerti senza incrementi di costo. Contro il 3% del solo e-book (modalità C) e l’1,3% del semplice volume cartaceo (modalità A). Dieci anni fa, nel 2015/16, la modalità B era al 70,2% delle adozioni totali, la C allo 0,9% e la A al 28,9.
L’e-book da solo, quindi, risulta ancora poco utilizzato nelle classi: nel periodo 2024/25 (ultimo dato disponibile) ne risultavano attivati poco più di 7,5 milioni, vale a dire il 17,7% dei libri adottati.
Al tempo stesso crescono i contenuti didattici digitali e, in coerenza con la maggior offerta, l’uso dei Qr Code presenti nei libri di testo, che consentono a prof e alunni di accedere (accanto al sito e alle piattaforme editoriali) ai contenuti digitali integrativi. Nel giro di un quinquennio, tra l’anno scolastico 2020/2021 e il 2024/25, la loro presenza all’interno dei testi è cresciuta del 253,7%; si è passati, infatti, da 102.170 a 342.938, mentre le consultazioni nello stesso arco di tempo si sono quasi quintuplicate, salendo da 5,3 milioni a 29,6 milioni (+453,2%).
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