Big Tech

I regolatori contro Microsoft: nel mirino pratiche anticoncorrenziali sul cloud

La Federal Trade Commission starebbe per aprire un’indagine formale contro il gigante di Redmond. Renderebbe incompatibile office 365 coi servizi rivali

di Biagio Simonetta

FILE PHOTO: A Microsoft logo is pictured on a store in the Manhattan borough of New York City, New York, U.S., January 25, 2021. REUTERS/Carlo Allegri/File Photo

2' di lettura

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Pratiche anticoncorrenziali e abuso di posizione dominante. Sono accuse pesantissime quelle che la Federal Trade Commission imputerebbe a Microsoft, e per le quali l’autorità di regolamentazione statunitense starebbe pensando di aprire un’indagine. Nel mirino c’è l’attività di cloud computing del gigante guidato da Satya Nadella.

Secondo fonti a conoscenza diretta della questione, citate dal Financial Timese, la FTC sta esaminando le accuse secondo cui Microsoft starebbe abusando del suo potere di mercato nel settore dei software per la produttività imponendo condizioni di licenza punitive per impedire ai clienti di spostare i propri dati dal servizio cloud Azure alle piattaforme dei concorrenti. Una vertenza che anni fa prese piede anche in Italia e in Europa, coi piccoli player che accusavano i giganti di pratiche del genere (Nell’Unione Europea, Microsoft ha evitato un’indagine formale sulla sua attività cloud dopo aver stipulato un accordo multimilionario con un gruppo di fornitori cloud rivali lo scorso luglio, ndr)

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Tra le tattiche prese in esame figurano un aumento sostanziale delle quote di abbonamento per coloro che se ne vanno, l’addebito di ingenti commissioni di uscita e la presunta incompatibilità dei prodotti Office 365 con i cloud rivali.

La Federal Trade Commission non avrebbe ancora formalmente richiesto documenti o altre informazioni a Microsoft nell’ambito dell’indagine, ma la questione sarebbe ormai imminente.

Una mossa per sfidare le pratiche commerciali cloud di Microsoft segnerebbe l’ultimo attacco contro Big Tech da parte della attuale presidente della FTC, Lina Khan, che ha incentrato il suo mandato sulla limitazione aggressiva dei poteri monopolistici di aziende come Meta e Amazon. Ultimo attacco perché col cambio alla Casa Bianca, Khan è destinata a essere sostituita.

Ciò non significa che un’eventuale indagine su Microsoft possa essere destinata poi all’oblio. Perché lo strapotere di Big Tech, in questioni come quella sollevata nei confronti di Microsoft, hanno sollevato una certa ira bipartisan negli Stati Uniti.

Va ricordato che i servizi cloud - in un mercato dove Microsoft, Google e Amazon spadroneggiano - sono cresciuti senza sosta negli ultimi vent’anni, fino a diventare una delle linee di business più redditizie per le Big Tech. E con il boom dell’intelligenza artificiale il giro di denaro è ulteriormente aumentato.

La FTC chiarirà se le pratiche messe in atto da Microsoft - come la presunta incompatibilità dei prodotti Office 365 con i cloud rivali, che paleserebbe un caso di concorrenza sleale - sono regolari o meno.

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