IAG aumenta gli utili del 77% nonostante la crisi del Medio Oriente
La compagnia aerea (British Airways e Iberia) è poco esposta all’area di crisi. Previsto calo degli utili annuali per il costo del carburante
di Mara Monti
2' di lettura
2' di lettura
Trimestre di forte crescita per IAG, la holding che controlla British Airways, Iberia, Aer Lingus e Vueling, favorita dalla limitata esposizione al Medio Oriente. In controtendenza rispetto al resto del settore, nei primi tre mesi dell’anno il gruppo ha registrato un aumento del 77% degli utili operativi, saliti a 351 milioni di euro, superando le previsioni degli analisti.
L’utile netto è cresciuto del 71%, raggiungendo 301 milioni di euro, mentre il fatturato è aumentato dell’1,9% a 7,18 miliardi di euro. I ricavi della divisione passeggeri sono saliti del 3,8%, attestandosi a 6,23 miliardi di euro.
Nonostante i risultati positivi, IAG prevede un calo degli utili nell’anno in corso, senza però fornire indicazioni precise. A pesare è soprattutto l’aumento del costo del carburante, stimato in crescita di 2 miliardi di euro fino a quota 9 miliardi. Circa il 70% della spesa prevista per il resto del 2026 è comunque coperto da contratti di hedging.
In precedenza, il gruppo aveva già indicato la necessità di aumentare le tariffe per compensare il rincaro del carburante. I timori del mercato su un possibile peggioramento dei risultati hanno spinto il titolo in Borsa a perdere il 5%.
La società non ha diffuso previsioni dettagliate sugli utili annuali. IAG ha però precisato di non prevedere criticità nell’approvvigionamento di carburante, pur mantenendo contatti con i governi e con l’Unione europea nel caso la situazione dovesse peggiorare.

