Mobilità internazionale

Il 95% degli universitari promuove Erasmus+

Il Participant Report della Commissione conferma la soddisfazione degli studenti: a scuola arriva al 98%. Nel 2025 dall’Italia 40.405 partenze, +12%

di Eugenio Bruno

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A quasi 40 anni dalla sua nascita il programma Erasmus+ è ancora uno strumento di arricchimento a 360 gradi per chi lo frequenta. A dirlo sono gli esiti del Participant Report - lo strumento ufficiale della Commissione europea che raccoglie il feedback diretto dei partecipanti su esperienza, apprendimento e organizzazione, ndr - che saranno diffusi giovedì 15 maggio a Roma in occasione della presentazione del Rapporto 2025.

I risultati dell’anno scorso evidenziano un quadro positivo. Il 95% degli universitari si dichiara molto o abbastanza soddisfatti del periodo all’estero appena concluso e il 98% lo consiglierebbe ai colleghi di studio.

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Il feedback dei partecipanti

Le risposte al questionario consentono innanzitutto di avere un quadro dei motivi che spingono i ragazzi e le ragazze a partecipare a Erasmus+. Dal punto di vista formativo, a muoverli è il desiderio di confrontarsi con contenuti curricolari differenti (75,7%) o di imparare o migliorare una lingua straniera (73,5%).

In questo contesto le borse Erasmus, sebbene non sufficienti a coprire l’intero soggiorno visto che gli impirti medi mensili si aggirano sui 350-400 euro, sono comunque decisive per garantire la partecipazione degli intervistati: quasi la metà, senza sussidio, non avrebbe potuto sostenere le spese necessarie a vivere un’esperienza all’estero.

Passando agli effetti una volta tornati a casa, nove studenti Erasmus su dieci dichiarano di aver acquisito maggior sicurezza in se stessi e capacità di adattarsi in nuovi contesti; hanno sviluppato un pensiero critico e si sentono più aperti e più curiosi difronte a nuove sfide; rispetto alle relazioni sociali. Le risposte evidenziano come Erasmus renda più tolleranti verso valori e comportamenti differenti, più disponibili a cooperare con persone provenienti da altre culture e con un diverso background. Oltre il 70% degli studenti, dichiara di essere più interessato alle tematiche europee e il 78% ne ha approfittato per potenziare competenze legate al proprio settore di studio. Per molti, quasi due su tre, l’esperienza Erasmus ha rappresentato un momento di riflessione utile per avere, al rientro, idee più chiare sul proprio futuro in termini di aspirazioni e obiettivi lavorativi

Ancora più elevato il grado di soddisfazione (oltre il 98%) che emerge nelle scuole: il 95,6% degli alunni torna più autonomo, responsabile e sicuro di sé; oltre il 90% ha appreso o migliorato competenze pratiche. Il personale scolastico, che ormai da anni può partecipare ai progetti di scambio come quello universitario, dichiara benefici altrettanto significativi: il 92,4% ha acquisito nuove competenze pratiche rilevanti per il proprio ruolo; il 56,3% evidenzia un miglioramento delle capacità organizzative e di leadership. Inoltre, il 98% di docenti e alunni dichiara un miglioramento delle competenze linguistiche.

LE ESPERIENZE SUL CAMPO

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Un programma in salute

Come abbiamo raccontato nei mesi scorsi su questo giornale dopo il calo del 2024, nel 2025 i numeri di Erasmus+ sono tornati a salire. A cominciare dal budget a disposizione che è stato di 145,8 milioni di euro, in crescita dell’11,2% rispetto alla Call 2024 quando era di 131,2. Con un effetto traino sulle partenze evidente: complessivamente l’anno scorso sono cresciute del 12 per cento. Si è arrivati a 40.405 mobilità, di cui 36.013 studenti e 4.392 tra docenti e personale tecnico-amministrativo.

Noto è anche l’identikit dello studente italiano che ha scelto l’Europa come destinazione: ha un’età media di 22 anni e mezzo, che diventano 25 per un tirocinante. Le studentesse rappresentano il 62% della mobilità, due punti percentuali in più in caso di uno stage all’estero. Spagna, Francia, Germania, Portogallo e Belgio sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi sia per studio, con una permanenza media di cinque mesi, sia per un tirocinio, che in media dura 3 mesi e mezzo. Gli studenti Erasmus sono iscritti soprattutto a corsi di studio in Economia, Scienze Politiche, Medicina, Lingue e Giurisprudenza.

Passando ai flussi in ingresso lo studente che arriva in Italia ha, invece, in media poco più di 22 anni, nel 65% dei casi è una ragazza ed il suo soggiorno dura cinque mesi; proviene soprattutto dalla Spagna, Francia, Germania, Polonia e Portogallo. Tuttavia, sono in crescita gli ingressi dalla Turchia e Romania.

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