Il broker del cacao che fa opere d’arte con i giochi d’infanzia
L'umanoide Alter Ego in resina trasparente racchiude e mette in mostra quadri, brand e giocattoli: è esposto e acquistato in mezza Europa
di Raoul de Forcade
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3' di lettura
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Una laurea in chimica dopo il liceo scientifico con corsi sperimentali di fisica e informatica. E poi il lavoro nell’azienda di famiglia: la Com.Ex.Im, una società di genovese di brokeraggio di cacao e di materie prime per l’industria dolciaria. Con un curriculum così, Alessandro Piano, classe 1979, sembrava destinato a una carriera imprenditoriale nel trading e a tutt’altro destino che a entrare nel mondo dell’arte. Eppure tracce d’un estro diverso si potevano leggere già negli anni trascorsi all’università: il suo amore per lo sberleffo, coronato dalla “carriera” nel Dogatum Genuense, supremo ordine goliardico della Liguria di cui è stato Doge (la massima carica) e la sua dedizione a un hobby molto particolare: il collezionismo di giocattoli.
Proprio da quest’ultima passione si è dipanato il percorso che, nel 2019, l’ha lanciato, con una velocità inattesa, nel flusso della creazione artistica, con influenze Pop art e strizzando l’occhio al design. Tre anni fa, Piano ha creato Alter Ego, un personaggio-scultura, alto 25 centimetri, in grado di racchiudere e mettere in mostra, attraverso il suo corpo fatto di resina trasparente (si vedano le foto a corredo dell’articolo), giocattoli del passato e del presente, suggestioni artistiche, rimandi a famosi brand e a quadri e sculture contemporanei e del passato. Con uno stile per il quale è stata individuata, nel catalogo di una mostra, l’influenza di personaggi quali Fernandez Arman (l’artista francese famoso per le accumulazioni di oggetti) e lo scultore Piero Gilardi (soprattutto per la creazione di minimondi).
Ma poi dall’arte si torna all’impresa, perché il successo delle sculture di Piano è stato tale (e declinato anche in altri prodotti, quali lampade in plexiglass e, grazie al supporto della fotografa Francesca Gazzolo, stampe su polietilene e tela, cover per cellulari, t-shirt e così via) che è nata la Com.Ex.Im - Art division, che fattura la parte artistica del lavoro del broker.
L’ispirazione per Alter Ego, spiega Piano (che non ha parentele con l’archistar genovese), è nata per caso. «Nell’aprile del 2019 - racconta - ho visto una statuetta in cemento creata da uno stampo in silicone, che è in commercio col nome di stampo-robot. Ho pensato: potrei farne una trasparente, con la resina. In quegli stessi giorni stavo tirando fuori i giocattoli della mia collezione per mia figlia, che compirà cinque anni il prossimo maggio. Ho ripreso in mano monopoli, il subbuteo e i pupazzetti degli Snorky. In quel momento mi è arrivata l’ispirazione. Ho detto: potrei usare lo stampo per rendere immortali gli altri giocattoli».
A quel punto, prosegue Piano, «mi sono rivolto a un’azienda italiana che fa resine e ho acquistato (e qui si vede l’animo del chimico, ndr) delle epossidiche bicomponenti che, mescolate, si induriscono. Ho poi modificato lo stampo in modo da poter creare una base sotto i piedi del futuro Alter Ego, in modo che potesse essere stabile e ho iniziato a creare la prima opera, che non aveva niente all’interno; nella seconda e nella terza ho messo pezzi di Lego e da lì sono andato avanti».

