Difesa, Portolano: «Forti carenze nelle munizioni, bel gap da colmare»
Il generale è intervenuto davanti alla Commissione Difesa: «L’attuale quadro geopolitico e strategico continua ad essere contrassegnato da un profondo mutamento degli equilibri internazionali con un’evidente frattura tra i paesi che sostengono il modello democratico e quelli come Russia, Iran, Corea del Nord e altri che promuovono sistemi autoritari»
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I punti chiave
- «Ci sono carenze nel munizionamento»
- Il sostegno all’Ucraina ha intaccato le scorte nazionali
- Per integrare le scorte determinanti capacità di spesa e di produzione
- «Bel gap da colmare»
- «Difesa Ue è limitativa, relegata solo ai 27 Paesi»
- In Europa serve una struttura di comando e controllo che oggi non esiste
- Evidente frattura tra paesi democratici e autoritari
- Rinnovata centralità per il Mediterraneo allargato
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La minaccia all’Europa arriva sempre più da Est. E il sostegno dell’Italia all’Ucraina aggredita dalla Russia ha intaccato, ridotto le scorte di munizioni interne. Occorre ripristinarle. La partita per colmare un pericoloso gap si gioca allo stato attuale su due terreni: quello della capacità di spesa e quello della capacità di produzione. I tempi sono stretti.
Sono in sintesi le indicazioni emerse dall’intervento del generale Luciano Portolano, intervenuto mercoledì 21 maggio davanti alla Commissione Difesa della Camera in audizione sulle linee generali dell’incarico ricoperto. Portolano ha espresso «forte preoccupazione lungo tutto il fianco est della Nato. Mosca e altri competitors - ha spiegato - stanno adottando con rinnovato impeto strategie di sovversione, disinformazione e persuasione con l’obiettivo di erodere l’influenza occidentale e guadagnare maggiore leva politica». «Il conflitto in Ucraina coinvolge direttamente le grandi potenze mondiali e ha conseguenze profonde sull’assetto di sicurezza europeo e internazionale. Mosca - ha sottolineato -, malgrado le stesse perdite sul campo di battaglia, sta ricostituendo le capacità militari perdute e crescendo militarmente, quantomeno nella sua dimensione convenzionale, ha un ritmo più rapido di quanto fosse stato previsto, infatti l’esercito russo oggi è più grande di quanto non fosse all’inizio della guerra e questa situazione desta in prospettiva una forte preoccupazione, anche in ragione di una rinnovata postura assertiva di Mosca, lungo tutto il fianco est della Nato».
«Ci sono carenze nel munizionamento»
«I cambiamenti sono rapidi e di grande ampiezza; è necessario anticiparli. Lo strumento militare deve poter contare su soluzioni decisionali agili», ha affermato. La priorità è dunque quella di «rendere disponibile all’Italia uno strumento militare credibile e al passo con i tempi». Uno strumento militare «evoluto, efficace ed efficiente».
Il sostegno all’Ucraina ha intaccato le scorte nazionali
«Ci sono delle carenze nel munizionamento - ha ammesso Portolano - . Lo dico in maniera molto semplice: è un dovere da parte dell’Italia, così come della comunità internazionale sostenere l’Ucraina. L’Italia ha partecipato e continua a partecipare a questa nobile missione con impegno, tenuto conto dell’aggressione di un Paese come la Russia nei confronti di uno Stato sovrano. È un dovere, quindi, sostenere l’Ucraina nelle nelle sue capacità difensive a quella che è un’aggressione, quindi con la donazione anche di munizionamento di diversa tipologia. Munizionamento che - ha chiarito il Capo di Stato maggiore della Difesa - ha comportato un abbassamento nell’ambito del livello all’interno di quelli che sono gli stockpiles (scorte, ndr) nazionali».
Per integrare le scorte determinanti capacità di spesa e di produzione
Su quanto tempo ci vorrà per la per integrare nuovamente le scorte, Portolano ha spiegato che «dipende da due fattori: la capacità di spesa che io ho per poter acquisire munizionamento, ma essenzialmente è la capacità di produzione di chi poi mi deve garantire la capacità di produzione delle aziende, di chi poi mi deve garantire questo munizionamento».








