Medio Oriente

Tre soldati israeliani ad Ap: «Cessate il fuoco a Gaza? È uno scherzo»

Riservisti, in servizio fino a gennaio 2026, hanno parlato con Associated Press perchè indignati e addolorati da ciò che hanno visto. Sono almeno 929 i palestinesi uccisi dall’inizio della tregua tra Israele e Hamas, lo scorso ottobre: 2.811 i feriti

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell'Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di stato maggiore Tamir Yadai. 29 maggio 2026. Ufficio stampa Netanyahu  ANSA

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«Chiamarlo cessate il fuoco è uno scherzo». Così un soldato israeliano - intervistato da Associated Press - ha definito la “tregua” di Gaza in vigore dallo scorso ottobre. Insieme ad altri due colleghi riservisti, schierati a Gaza tra ottobre 2025 e gennaio 2026 e poi rientrati, ha chiesto di rimanere anonimo, per timore di subire emarginazione da parte dei commiltoni. Hanno detto di aver deciso di parlare perché indignati e addolorati per ciò che hanno visto.

I tre testimoni raccontano che, nella Striscia, le uccisioni da parte dell’esercito israeliano sarebbero proseguite anche durante il cessate il fuoco entrato in vigore nei mesi scorsi. Perchè le regole d’ingaggio lungo la cosiddetta “linea gialla” - che separa le aree controllate da Israele da quelle palestinesi - sono spesso poco chiare, così come poco visibile (e in alcuni punti addirittura non segnata) è la linea stessa.

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Secondo i soldati, alcuni comandanti avrebbero formalmente rispettato la tregua, ma mantenendo un atteggiamento incline ad alimentare il conflitto. Le truppe avrebbero spesso ricevuto ordini o indicazioni ambigue su chi potesse essere considerato una minaccia, chiedendo decisioni rapide ma basate su informazioni incomplete.

Le testimonianze dei soldati offrono uno sguardo su ciò che è accaduto nella parte di Gaza controllata da Israele da quando l’accordo è entrato in vigore sette mesi fa.

Si parla di episodi in cui persone palestinesi sarebbero state colpite mentre si avvicinavano o attraversavano la linea, tracciando un clima in cui la vita dei civili sarebbe considerata poco rilevante. Le testimonianze raccolte da Ap si inseriscono in un contesto già denunciato da gruppi di ex militari e organizzazioni indipendenti.

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L’Associated Press ha documentato sparatorie contro civili palestinesi, inclusi bambini che giocavano, vicino alla linea gialla. L’esercito israeliano, in risposta, ha invitato l’Ap a visionare un tratto della linea nella Gaza centrale, vicino al campo profughi di Maghazi. Lì il tracciato era visibile - riferisce l’agenzia di stampa - delimitato da un’ampia pista di terra e piccoli segni gialli.

L’area vicina alla linea gialla è un «ambiente operativo sensibile» secondo l’esercito israeliano, con segnali che vietano l’avvicinamento. L’Idf - acronimo per le forze di difesa israeliane - ha aggiunto che non prende di mira civili solo per essersi avvicinati alla linea e che le regole d’ingaggio prevedono avvertimenti prima dell’uso della forza. In caso di minaccia immediata, però, le forze sono autorizzate ad agire.

Secondo l’ultimo monitoraggio del ministero della Sanità dell’enclave palestinese, gli ospedali della Striscia nelle ultime 24 ore hanno registrato sette morti e 25 feriti. Salgono così a 929 i palestinesi uccisi dall’inizio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, lo scorso ottobre: i feriti sono 2.811.

Durante la “tregua” sono stati anche recuperati - in diverse zone della Striscia - i corpi di altri 781 palestinesi. Dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, si contano così 72.938 palestinesi uccisi e 172.919 feriti.

L’ultimo, fino ad ora, è un medico: Jamal Abu Aoun. Era primario del reparto di anestesia dell’ospedale locale Yaffa. È morto in un attacco israeliano messo a segno oggi, con un drone, contro un posto di polizia a Deir al-Balah, nel centro della Striscia. Nel raid sono rimaste ferite diverse altre persone, tra cui una bambina di due anni.

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