Il congelamento degli ovociti tra spinta delle regioni e barriere economiche
In Italia il medical freezing è garantito dal servizio sanitario nazionale solo in casi oncologici. Puglia e Toscana hanno sostegni per chi sceglie questa pratica
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Tra la ricerca della stabilità finanziaria e quella del giusto partner, l’età media a cui le donne italiane arrivano al primo figlio è di 31,9 anni. In questo scenario, la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale (creando un’opzione che permetta alla donna di vivere con maggiore serenità le proprie scelte) sta guadagnando popolarità anche se resta una procedura medica costosa e quindi un privilegio per poche.
Medical freezing
In Italia il medical freezing (il congelamento degli ovuli a fronte di malattie) è garantito dal servizio sanitario nazionale solo in casi oncologici, ma, spiega Elsa Viora, ginecologa e presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, l’estensione a altre patologie rappresenta una prospettiva concreta. «Si sta iniziando a parlare non solo di tumori, ma anche di menopausa precoce, endometriosi e condizioni che compromettono la fertilità», spiega al Sole 24ore. Il quadro si inserisce però in un sistema sanitario sotto pressione, segnato da carenza di personale e risorse limitate. Già oggi, infatti, la crioconservazione per le pazienti oncologiche è disomogenea sul territorio: «È a macchia di leopardo - constata la specialista - e spesso legata all’impegno dei singoli centri». Da qui la necessità di una rete strutturata tra oncologia e medicina della riproduzione.
Social freezing
Il congelamento degli ovociti per motivi non medici oggi rientra per lo più nel perimetro della sanità privata e ha costi elevati. Alcune regioni provano a fare da apripista con interventi pubblici ma il quadro è frammentato. La Puglia nel 2024 è stata la prima regione a introdurre un programma di rimborso per il social freezing con un’assegnazione di fondi per 900mila euro. Più di recente la giunta toscana ha stanziato 350mila euro per potenziare i servizi di procreazione medicalmente assistita, includendo tra le nuove misure anche azioni specifiche per la preservazione della fertilità.
Le leggi internazionali
Nel mondo i quadri giuridici che regolano questa tecnica sono vari e riflettono i diversi contesti culturali, etici e di politica sanitaria. Le differenze principali riguardano i limiti d’età, lo stato civile, il tempo di conservazione e il finanziamento pubblico. In Francia, dal 2021, la congelazione elettiva degli ovuli è gratuita e coperta integralmente dal sistema sanitario per tutte le donne tra i 29 e i 37 anni. L’iniziativa rientra nel piano per contrastare il calo delle nascite che il presidente Emmanuel Macron ha definito di «riarmo demografico». La Spagna ha una delle legislazioni più progressiste e il ricorso è consentito senza rigidi limiti d’età o restrizioni di durata.
Allargando l’orizzonte, in risposta alle sfide demografiche, Hong Kong e Singapore hanno aperto al social freezing ma l’utilizzo successivo degli ovociti resta vincolato al matrimonio. Negli Stati Uniti la procedura sta diventando un benefit corporate frequente nelle grandi realtà e la pratica inizia ad affacciarsi anche in Italia.

