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Volkswagen approva il piano di ristrutturazione con tagli e chiusura di Seat entro il 2029

La decisione è stata presa dal Il Consiglio di vigilanza. Il gruppo tedesco punta a ridurre modelli e capacità produttiva, evitando licenziamenti obbligatori fino al 2030 e concentrandosi su marchi più redditizi

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 4 settembre 2026, ore 7:14

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FOTO D'ARCHIVIO: Tecnici al lavoro sulla linea di produzione dei modelli di auto elettriche del Gruppo Volkswagen a Zwickau, in Germania, il 26 aprile 2022. REUTERS/Matthias Rietschel/Foto d'archivio REUTERS

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Il Consiglio di vigilanza di Volkswagen ha approvato nella serata di giovedì 3 settembre il drastico piano di risanamento presentato dal Ceo, Oliver Blume. Il progetto era stato bocciato nella riunione di luglio, per l’opposizione del Governo della Bassa Sassonia e dei sindacati alle ipotesi di ulteriori 5omila esuberi a livello globale entro il 20230, oltre alle 50mila uscite già in corso, e l’ipotesi di chiusura di quattro stabilimenti in Germania.

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Per gli impianti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm, il gruppo non vede prospettive competitive dopo il 2030 e ipotizza lo stop tra il 2031 e il 2034. Ha però accettato di cercare utilizzi alternativi.

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La svolta

Già in base al piano di tagli, concordato a fine 2024 dopo scioperi e contestazioni del sindacato Ig Metall, il gruppo sta cercando un acquirente per lo stabilimento di Osnabrück.

L’approvazione, unanime, è arrivata a sorpresa durante una sessione straordinaria del Consiglio, che avrebbe dovuto riunirsi il 4 settembre. Fino al tardo pomeriggio di giovedì, sembrava non esserci spazio per un compromesso.

Secondo Handelsblatt, il Cda sarebbe però stato pronto a scavalcare il consiglio di vigilanza e a sottoporre il piano al voto degli azionisti, in un’assemblea generale straordinaria. Sarebbe stata una prima volta in Germania.

Il Cda, per neutralizzare il sistema di cogestione che assicura al Land potere di veto sulle decisioni strategiche (grazie a una quota del 20%), avrebbe minacciato lo scorporo del marchio principale Volkswagen. Il Governo della Bassa Sassonia si è opposto a una svolta così drammatica.

Il gruppo ha fatto sapere in un comunicato che il gruppo snellirà le proprie partecipazioni e ridurrà la gamma di modelli di circa il 50%. Volkswagen intende ridurre la capacità produttiva di circa 500mila veicoli in Europa, per scongiurare perdite per 1,5 miliardi di euro all’anno, secondo quanto affermato dal direttore finanziario, Arno Antlitz. La decisione conferisce a Blume un mandato più forte per portare avanti il suo «Piano per il futuro».

In un comunicato, IG Metall e il comitato aziendale del gruppo hanno sottolineato che in questo modo è stata evitata una escalation, vale a dire lo scorporo del marchio Volkswagen e della divisione componenti, ed è stato respinto l’attacco alla cogestione. IG Metall sottolinea che al momento non è stata sancita la chiusura di nessuno stabilimento. Volkswagen ha confermato che verranno cercati utilizzi alternativi.

Un portavoce ha inoltre affermato che, in base agli accordi vigenti, i licenziamenti obbligatori rimangono esclusi fino alla fine del 2030 e si procederà con uscite volontarie e incentivate.

Il governatore della Bassa Sassonia, Olaf Lies (Spd), ha detto che «la decisione invia segnali importanti: stiamo investendo massicciamente nella sostenibilità futura e stiamo migliorando la competitività».

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Margine al 9%

Il piano di riorganizzazione punta a raggiungere un margine operativo del 9% entro il 2030, da meno del 4% attuale, con vendite annuali pari a circa 9 milioni di veicoli. VW prevede inoltre di investire 135 miliardi di euro in spese in conto capitale e in ricerca e sviluppo nel periodo dal 2027 al 2031, secondo quanto dichiarato dalla società.

Marchio Seat verso uscita dal mercato

Ma questa non è l’unica novità di giornata poiché secondo quanto riporta la rivista “Wirtschaftswoche” il consiglio di amministrazione del gruppo automobilistico di Wolfsburg - in mezzo alla più grande ristrutturazione della sua storia - intende ritirare dal mercato il marchio spagnolo di lunga tradizione Seat (fondato negli anni ’50 dallo stato spagnolo e la Fiat, poi passato a Vw negli anni ’80) la cui chiusura è prevista al più tardi per il 2029.

Escludendo Seat dalla visione strategica elaborata per il 2030, Vw intende risparmiare costi, semplificare i processi e concentrarsi così maggiormente sul marchio Cupra, che ha ormai da tempo superato Seat in termini di vendite. Stando ai dati della Bild, nel primo semestre del 2026 sono state infatti consegnate 170.100 Cupra, contro le 129.600 di Seat.

Riorganizzazione cantiere aperto

Il caso Volkswagen e la competitività europea

Un portavoce di Volkswagen, interpellato dal giornale tedesco, ha frenato dichiarando che non si commentano i documenti interni: “I documenti interni vengono discussi e approvati negli organi competenti. Non anticipiamo questo processo”. La possibile chiusura di Seat è però solo una parte della grande riorganizzazione in cantiere in casa Vw.

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