L'emendamento

Il Covid divide ancora: bufera sulla misura per il reintegro dei medici no vax

La misura prevede la possibilità di una reiscrizione all'Albo per i medici radiati a causa di fatti non dolosi legati alla pandemia come la diffusione di terapie antiscientifiche

Un farmacista somministra la dose di vaccino, Napoli, 8 Giugno 2021  ANSA

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Aprire una finestra per la reiscrizione all'Ordine immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid e per questo sono radiati. E' quanto prevede una misura al centro di un emendamento di Fratelli d'Italia approvato in commissione Affari sociali al ddl delega sulle professioni sanitarie che ha scatenato forti reazioni critiche a partire da quelle dell'Ordine dei medici e delle opposizioni. In sostanza l'emendamento prevede la possibilità di una reiscrizione all'Albo per i medici radiati a causa di fatti non dolosi legati alla pandemia.

Cosa prevede la misura al centro delle polemiche

L'emendamento introduce un nuovo articolo 42-bis al Dpr n. 221 del 1950 e prevede che il sanitario radiato dall'albo “per fatti non dolosi connessi alla pandemia” possa presentare domanda di reiscrizione. La disposizione non prevede un reintegro automatico dei professionisti radiati, ma consente di presentare un'istanza di reiscrizione una finestra temporale definita, ovvero entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, ed è subordinata a specifiche condizioni, ovvero che sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Nel caso in cui la radiazione sia conseguenza di una condanna penale, la richiesta potrà essere avanzata solo dopo riabilitazione. La misura ha scatenato subito lo scontro con l'opposizione che, compatta, grida “vergogna” contro il “reintegro di personale sanitario No vax”, ma anche con la Federazione dell'ordine dei medici che punta il dito contro “un'ingerenza ingiustificata”. Parla di una “delegittimazione di chi è preposto a difendere il Codice deontologico” la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici: “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi” per “un affronto alle vittime e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”, spiega il presidente della Fnomceo Filippo Anelli. La radiazione è infatti l'extrema ratio: certifica che il sanitario si è voluto chiamare fuori dalla comunità scientifica”.

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Lo scontro politico tra maggioranza e opposizioni

Dopo l'approvazione è insorta l'opposizione: “È una vergogna senza precedenti”, scrivono in una nota congiunta i gruppi di Pd, M5S, Avs, IV, Azione e +Europa. “È un precedente pericolosissimo: si riscrive la memoria di una fase drammatica del Paese, mentre oggi si premia chi si è sottratto a quell'obbligo”, prosegue la nota. “Basta usare il Covid per una battaglia politica, legittimando ancora una volta i no vax per puri fini elettorali”. L'ordine dei medici, ricordano i deputati del Movimento 5 Stelle, “infligge la radiazione solo in casi di eccezionale gravità legata a credenze antiscientifiche che arrecano danno ai pazienti. Ci opporremo a qualsiasi colpo di spugna”. Buonguerrieri, a nome di FdI, “rivendica la volontà di mettere fine a questa persecuzione e ripristinare la vera libertà dei sanitari di operare in scienza e coscienza”. Dalla sinistra, aggiunge, “vogliono continuare una assurda caccia alle streghe fuori tempo massimo”. Le risponde Ilenia Malavasi, deputata Pd: “quell'obbligo vaccinale non fu un capriccio ideologico, ma una misura sanitaria adottata per proteggere pazienti fragili affidati alle cure di chi decise di non vaccinarsi. Chiamarla 'persecuzione' è un insulto alla scienza” chiosa. Il dibattito proseguirà nell'aula di Montecitorio, dove la riforma sulle professioni sanitarie potrebbe approdare prima della pausa estiva.

Internisti Simi: no a reintegro medici no vax, danno a cittadini e Ssn

“Con meraviglia e preoccupazione abbiamo appreso della decisione del Governo di consentire il reintegro dei medici no vax sospesi durante la pandemia di Covid-19 a seguito del mancato adempimento dell'obbligo vaccinale previsto dalla normativa vigente e, in numerosi casi, destinatari di provvedimenti disciplinari da parte degli Ordini professionali. Come società scientifica riteniamo doveroso esprimere la nostra contrarietà a una decisione che consente il rientro nel Servizio sanitario nazionale di professionisti che hanno pubblicamente assunto posizioni in contrasto con le evidenze scientifiche consolidate e con le raccomandazioni formulate dalle principali istituzioni scientifiche nazionali e internazionali”. Così, in una nota, prende posizione il Consiglio direttivo della Simi - Società italiana di medicina interna. “Sarebbe tuttavia riduttivo circoscrivere il dibattito esclusivamente alla vaccinazione anti-Covid-19”, precisano gli internisti. “In numerosi casi, infatti, le posizioni no vax si sono estese a programmi vaccinali consolidati da decenni, compresi quelli che hanno consentito di controllare o eliminare malattie gravissime come poliomielite, difterite e morbillo. Il mantenimento di adeguate coperture vaccinali rappresenta uno dei principali strumenti di tutela della salute pubblica e la loro riduzione espone concretamente al rischio di ricomparsa di epidemie anche in Paesi ad alto reddito”, ricorda la Simi che invita a guardare Oltreoceano: “Gli eventi verificatisi recentemente negli Stati Uniti, dove il calo delle coperture vaccinali è stato associato alla ricomparsa di importanti focolai di morbillo, dimostrano quanto rapidamente possano riemergere malattie che si ritenevano ormai sotto controllo e quanto sia fondamentale preservare la fiducia della popolazione nei programmi vaccinali”.

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