Sviluppo sostenibile

Il Gruppo Tesya investe nelle soluzioni integrate per la sostenibilità

Investimenti per trasformare rifiuti organici in biogas e compost, mentre plastica e carta diventano materia prima seconda

di Claudia La Via

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Non più solo escavatori, carrelli elevatori o motori marini. Oggi, nei capannoni e negli uffici tecnici di Tesya – gruppo leader nelle soluzioni integrate B2B attivo dalle costruzioni all’asset management, fino all’intralogistica automatizzata – si progettano anche soluzioni integrate per trasformare rifiuti organici in biogas e compost, e plastica e carta in materia prima seconda.

Un investimento che rafforza l’impegno dell’azienda nella partita più strategica della sostenibilità: industrializzare l’economia circolare. Una crescita che si fonda su solide basi: circa quattromila dipendenti in 130 sedi, oltre 1.500 tecnici e 1,8 miliardi di euro di fatturato.

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La nuova strategia è stata presentata a Roma, durante l’evento “Next Cycle”, dove il gruppo Tesya ha confermato l’intenzione di offrire macchinari e servizi per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti: compostaggio della frazione organica, produzione di biogas e conversione in biometano o energia elettrica tramite cogenerazione e trigenerazione. A completare il ciclo, tecnologie per triturazione, separazione e recupero della frazione secca.

Il cuore operativo di questa transizione è Cgt, società storica del gruppo fondata nel 1934 e oggi guidata dal Ceo Giorgio Brenna. «Accompagniamo le aziende lungo l’intero ciclo, dalla movimentazione al trattamento meccanico-biologico, dall’organico al secco, fino alla produzione di energia - spiega Brenna –. La nostra reputazione ci permette di proporre nuovi servizi e la creazione di impianti chiavi in mano e ora queste competenze diventano patrimonio di tutto il gruppo per aiutare le imprese a cogliere i benefici dell’economia circolare».

Il quartier generale del gruppo è a Vimodrone (Milano), ma Tesya opera in 15 Paesi, dai Balcani alla Spagna, attraverso 28 società. La guida operativa è affidata a Pierre-Nicola Fovini, insieme al presidente esecutivo e principale azionista Lino Tedeschi e alla vicepresidente Sara Tedeschi. È una strategia di rafforzamenti del business del recycling pensata per andare oltre la stagione degli investimenti Pnrr e l’andamento del settore dell’edilizia.

Lino Tedeschi, Presidente esecutivo del gruppo Tesya

«Ogni tonnellata di frazione organica correttamente valorizzata può essere fonte di energia rinnovabile e compost di qualità per i suoli. Il recupero di carta, cartone e plastica può alimentare un mercato unico dei materiali riciclati, essenziale per la resilienza economica e la decarbonizzazione dell’Europa», sottolinea Tedeschi.

Fovini, dal canto suo, guarda con attenzione anche ai nuovi equilibri globali. «Oggi l’Europa è chiamata a scommettere sulla reindustrializzazione, modernizzando impianti e processi - ha detto a Roma -. Possiamo aiutare i clienti industriali ed energetici a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di circolarità, vendere anche progetti di elettrificazione in Italia e all’estero e attrarre talenti giovani che facciano crescere la nostra organizzazione».

Alla filiera contribuisce anche Cls, specializzata in logistica avanzata, che offre soluzioni per raccolta, trasporto e trattamento di imballaggi, con l’obiettivo di ridurre il volume degli imballaggi fino al 95% e renderli sempre più recuperabili. Tesya si distingue anche nel noleggio industriale, oggi leva cruciale per ridurre investimenti e impatti ambientali.

Le persone, però, restano l’asset più strategico: oltre 1.500 tecnici garantiscono assistenza e manutenzione in tutti i Paesi, con 16mila prodotti sotto contratto di servizio e oltre 32mila asset monitorati da remoto, grazie anche alla manutenzione predittiva. Forte anche l’impegno nella formazione che passa dalle 150mila ore di training interno per i dipendenti fino a progetti di formazione destinati ai giovani come STARTech, giunto alla sua seconda edizione e nato con l’obiettivo di ridurre il mismatch tra l’alta domanda e la bassa offerta di tecnici specializzati e incrementare le assunzioni di figure tecniche specializzate.

Sul piano ambientale, il gruppo si è dato un obiettivo chiaro: ridurre del 37,8% le emissioni di CO₂ entro il 2030, agendo su efficienza energetica, energia da fonti rinnovabili, elettrificazione degli impianti, flotte green e uso efficiente delle risorse. Dalla vendita di macchinari alla costruzione di impianti che trasformano rifiuti in energia e materiali, Tesya punta a dimostrare che è possibile trasformare la sostenibilità in un progetto industriale integrato.

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