Il trend

Il legno resta protagonista tra essenze, filiera e progetto

La materia naturale per eccellenza torna al centro della scena come elemento capace di unire sostenibilità, ricerca e qualità artigianale

La lampada a sospensione Ortensia, design David Dolcini, con formelle in massello di noce Canaletta o rovere

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Quale identità assume il legno nell’interior design del terzo millennio? A dimostrazione del suo inesauribile potere generativo, rimane l’alleato più prezioso e il materiale principe per fornire e vestire la casa: versatile, vivo, naturale, riciclabile, rigenerabile. Il legno è anche un ponte aperto verso i boschi e le foreste, entità vitali che dalle residenze urbane sono spesso (troppo) lontane, e che questo materiale ha il potere di evocare.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Dire legno, però, non basta più. I legni hanno tutti un nome, un cognome e un indirizzo di provenienza: un’origine che sempre più spesso è certificata; uno svelamento, questo, che ne illumina la meravigliosa biodiversità e le differenti attitudini, rendendo esplicito il rapporto – sperabilmente rispettoso - che instauriamo con la fonte.

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Il territorio diventa progetto

Su questo ruolo primario del legno nell’arredo è incentrata l’iniziativa “Nodi. Cultura, impresa e design del legno trentino”, che ha voluto rilanciare le fonti e le filiere regionali tramite un’alleanza con il mondo del progetto. L’iniziativa, avviata nel corso del 2025 dalla Provincia Autonoma di Trento e il cui esito è stato presentato a Milano lo scorso mese di aprile, ha messo in contatto 15 imprese artigianali e industriali trentine e altrettanti designer di rilievo nazionale e internazionale che insieme hanno ideato e realizzato 15 arredi e complementi per la casa e l’ospitalità, utilizzando essenze del territorio: non un mero esercizio progettuale, ma veri e propri prodotti da presentare sul mercato.

L’incontro ha stimolato imprese e creativi a percorrere strade di innovazione, ma anche a riscoprire il patrimonio tradizionale; così è stato, ad esempio, per Restel, un mobile da ingresso in larice, con funzione contenitiva e di appendiabiti ideato da Monica Graffeo con la Falegnameria Bosetti e ispirato al rastrello: non solo una citazione rurale, ma l’omaggio alla geometria di un utensile per generare ordine e spazio di accoglienza. Giulio Iacchetti, invece, in collaborazione con Fiemme Tremila, ha ideato Vertigo, un parquet continuo in doga di abete rosso, essenza per cui la Val di Fiemme è nota, che smussa l’angolo tra pavimento e parete grazie a un profilo curvo che rende ininterrotto il passaggio dal piano orizzontale a quello verticale.

Il designer Alex Terzariol con Maria Elisabetta Ripamonti ha sviluppato, sempre nell’ambito di ‘Nodi’, la seduta modulare Kirizuna in super-legno di Paulownia, frutto di un processo brevettato di densificazione industriale sviluppato da Xlam Dolomiti (Valsugana). La Paulownia, l’albero a crescita più rapida al mondo, è in grado di assorbire oltre 100 tonnellate di CO₂ per ettaro all’anno - fino a dieci volte più di qualsiasi altra specie. La densificazione porta la densità naturale di 250–300 kg/m³ a oltre 1000 kg/m³, conferendo al materiale una resistenza meccanica simile all’acciaio, impronta di carbonio negativa e resistenza al fuoco superiore ai legni comuni. La seduta Kirizuna, con cui è possibile realizzare composizioni ampie, è costruita con fasce a spessore ridotto, curvate a formare schienale e seduta secondo una linea fluida e continua.

Che il legno sia un tema progettuale amato dai giovani ne ha dato prova la collettiva dei progetti dei migliori laureati della HMC (Wood & Furniture College), la scuola olandese che forma i designer di arredi in legno, presentati a Milano nell’ambito di “Masterly” all’ultimo Fuorisalone. La giovane Doreen Haaksma ha presentato Pivot Blue, un mobile rotondo in legno d’acero ispirato a Gerrit Rietveld, con l’anta che ruota sul proprio asse e rende accessibili gli scomparti interni; Jelle Poppelaars ha proposto un’evoluzione della sedia lounge: la sua Esse Chair in massello di noce, dotata di un appoggio laterale che si genera dall’estensione di un bracciolo, è un esempio di come le tecniche artigianali incontrino il disegno digitale e la fresatura CNC.

La nuova ebanisteria

Il tessuto delle Pmi italiane dell’arredo vanta una serie di eccellenze nell’ambito dell’ebanisteria, valorizzata come asset sofisticato per esprimere al meglio le innovazioni progettuali. In questo senso si distingue Porada, azienda familiare alla terza generazione che sul legno e sulla sua valorizzazione ha incentrato l’identità: è del 2011 l’acquisizione di 280 ettari di foresta in Borgogna per tutelare l’ecosistema e gestire direttamente parte della propria filiera, rispettando i cicli naturali (nel 2024 sono stati piantati 10.000 alberi). Accanto al frassino e al noce Canaletta, quest’anno è entrato nel catalogo Porada anche il rovere, proveniente dalla foresta aziendale, con il quale è stata realizzata una versione di Ortensia, la lampada a sospensione a firma di David Dolcini caratterizzata da petali tondeggianti in legno massello, che lasciano filtrare la luce valorizzando la materia.

A misurarsi con il legno ha pensato anche il designer ed editore francese Christophe Delcourt, che ha presentato per il 2026 “Carving the Waves”, una collezione incentrata sulle costruzioni e gli assemblaggi in legno: la libreria Bay, ad esempio, in olmo o in rovere, richiama strutture arcaiche di tronchi e tavole, celando un fine lavoro di ebanisteria e una sapiente composizione strutturale. Anche Rimadesio quest’anno ha inserito un pezzo che vuole omaggiare la sapienza ebanistica: è la sedia Ori di Giuseppe Bavuso, che nasce da raccordi e levigature accurate, per conseguire una impeccabile linea continua: «In Ori ogni piega, ogni curva ha una funzione precisa - commenta il progettista - le gambe diventano braccioli, lo schienale accoglie il corpo. È un oggetto in equilibrio tra poesia e tecnica, tra essenzialità e benessere».

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