Il legno resta protagonista tra essenze, filiera e progetto
La materia naturale per eccellenza torna al centro della scena come elemento capace di unire sostenibilità, ricerca e qualità artigianale
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Quale identità assume il legno nell’interior design del terzo millennio? A dimostrazione del suo inesauribile potere generativo, rimane l’alleato più prezioso e il materiale principe per fornire e vestire la casa: versatile, vivo, naturale, riciclabile, rigenerabile. Il legno è anche un ponte aperto verso i boschi e le foreste, entità vitali che dalle residenze urbane sono spesso (troppo) lontane, e che questo materiale ha il potere di evocare.
Chiedilo al Sole
Dire legno, però, non basta più. I legni hanno tutti un nome, un cognome e un indirizzo di provenienza: un’origine che sempre più spesso è certificata; uno svelamento, questo, che ne illumina la meravigliosa biodiversità e le differenti attitudini, rendendo esplicito il rapporto – sperabilmente rispettoso - che instauriamo con la fonte.
Il territorio diventa progetto
Su questo ruolo primario del legno nell’arredo è incentrata l’iniziativa “Nodi. Cultura, impresa e design del legno trentino”, che ha voluto rilanciare le fonti e le filiere regionali tramite un’alleanza con il mondo del progetto. L’iniziativa, avviata nel corso del 2025 dalla Provincia Autonoma di Trento e il cui esito è stato presentato a Milano lo scorso mese di aprile, ha messo in contatto 15 imprese artigianali e industriali trentine e altrettanti designer di rilievo nazionale e internazionale che insieme hanno ideato e realizzato 15 arredi e complementi per la casa e l’ospitalità, utilizzando essenze del territorio: non un mero esercizio progettuale, ma veri e propri prodotti da presentare sul mercato.
L’incontro ha stimolato imprese e creativi a percorrere strade di innovazione, ma anche a riscoprire il patrimonio tradizionale; così è stato, ad esempio, per Restel, un mobile da ingresso in larice, con funzione contenitiva e di appendiabiti ideato da Monica Graffeo con la Falegnameria Bosetti e ispirato al rastrello: non solo una citazione rurale, ma l’omaggio alla geometria di un utensile per generare ordine e spazio di accoglienza. Giulio Iacchetti, invece, in collaborazione con Fiemme Tremila, ha ideato Vertigo, un parquet continuo in doga di abete rosso, essenza per cui la Val di Fiemme è nota, che smussa l’angolo tra pavimento e parete grazie a un profilo curvo che rende ininterrotto il passaggio dal piano orizzontale a quello verticale.
Il designer Alex Terzariol con Maria Elisabetta Ripamonti ha sviluppato, sempre nell’ambito di ‘Nodi’, la seduta modulare Kirizuna in super-legno di Paulownia, frutto di un processo brevettato di densificazione industriale sviluppato da Xlam Dolomiti (Valsugana). La Paulownia, l’albero a crescita più rapida al mondo, è in grado di assorbire oltre 100 tonnellate di CO₂ per ettaro all’anno - fino a dieci volte più di qualsiasi altra specie. La densificazione porta la densità naturale di 250–300 kg/m³ a oltre 1000 kg/m³, conferendo al materiale una resistenza meccanica simile all’acciaio, impronta di carbonio negativa e resistenza al fuoco superiore ai legni comuni. La seduta Kirizuna, con cui è possibile realizzare composizioni ampie, è costruita con fasce a spessore ridotto, curvate a formare schienale e seduta secondo una linea fluida e continua.
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