Il lusso rimbalza sulle schiarite geopolitiche, a Milano svetta Moncler
Un possibile accordo in Medio oriente potrebbe portare a una ripresa dei voli e del turismo internazionale
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli del lusso in rialzo a Piazza Affari e nel resto d'Europa, beneficiando delle prospettive più serene per il settore emerse negli ultimi giorni. A Milano svettano Moncler , Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo . A Parigi salgono Lvmh , Kering ed Hermes. La svizzera Cie Financiere Richemont Sa , inoltre, mette a segno un buon rialzo. Alla vigilia, però, le azioni erano andate male e da inizio anno il bilancio dei principali gruppi del settore è abbastanza deludente.
Per capire il rimbalzo odierno occorre riavvolgere il nastro e partire dalle cause che hanno scosso il comparto del lusso e della moda negli ultimi mesi: la guerra in Iran, scoppiata in un contesto geopolitico già teso, e i timori che la classe medio-alta, quella che costituisce la base dei clienti dei grandi gruppi, debba fare i conti con un'ondata di licenziamenti provocati dall'AI. Ebbene sul fronte internazionale negli ultimi giorni si è diffusa la convinzione che sia a breve annunciato un accordo Usa-Iran che ponga fine al conflitto in Medio Oriente e soprattutto favorisca la riapertura dello Stretto di Hormuz. Del resto è stato il presidente, Donald Trump, a preannunciare una possibile imminente intesa. Una ripresa dei voli e del turismo internazionale è legata a doppio filo allo shopping di articoli "belli e ben fatti".
Quanto al tema dell'AI e al suo impatto sul mondo del lavoro, delle rassicurazioni sono arrivate proprio nelle ultime ore da Sam Altman, il fondatore di OpenAI (società che controlla Chatgpt), in risposta all'Enciclica di Papa Leone XIV, Magnica Humanitas, presentata due giorni fa. L'imprenditore ha escluso la prospettiva di "un'apocalisse occupazionale", affermando che fino a oggi l'impatto sul lavoro è risultato gestibile. Infine, anche il caso Ferrari sostiene il comparto: la reazione negativa alla nuova auto elettrica ideata da Jony Ive, ex designer di Apple, dimostra che il gusto e lo stile, in cui le imprese italiani e francesi hanno il primato, sono difficilmente replicabili.


