Dati Circana

Il mercato del pet care corre più veloce del largo consumo

Solo il cibo vale 3,2 mld

di Ilaria Vesentini

3' di lettura

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Non registra più la crescita a doppia cifra degli anni post Covid, ma il mercato italiano del pet care continua a battere, per dinamismo, il trend del largo consumo confezionato (Lcc). Lo evidenzia il XVIII Rapporto Assalco presentato ieri a BolognaFiere da Circana, nel giorno di apertura di Zoomark: il pet care ha segnato un +4,1% a valore lo scorso anno, contro il +2,1% del largo consumo, e nei primi mesi del 2025 la tendenza si conferma, con un +2% a valore nel pet care, contro un +1,8%.

A trainare il segmento sono i prezzi (+2,8% nel 2024) e non i volumi (+1,3%), «ma è la composizione del carrello, non l’inflazione, a spingere il valore del mercato, perché aumenta l’incidenza di referenze con connotazioni premium, in termini di alto contenuto nutrizionale e ambientale», spiega Paolo Garro, senior director Italy di Circana. A fare la parte del leone nel pet care è il segmento food (l’84,4% del totale), cresciuto del 3,8% nell’ultimo anno, con un volume di 666mila tonnellate (-1,4%).

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Un dato che, in quantità, riporta il mercato sui livelli del 2021, «un assestamento dopo il boom durante la pandemia», rassicura Garro, sottolineando che «i 3,125 miliardi di euro toccati nel 2024 dal mercato del pet food per cani e gatti rappresentano un valore più che triplicato rispetto al 2005, quando si superava di poco il miliardo». Il tasso medio annuo di crescita (Cagr) del pet food nel periodo 2021–2024 è stato del 9,8 per cento.

Se si guarda al portafoglio, sono i gatti ad avere la meglio sui cani: la spesa per nutrire i felini ha raggiunto quota 1,76 miliardi di euro nel 2024, contro gli 1,36 dedicati al fedele amico dell’uomo. L’umido gatto cresce addirittura del 5,3%, il secco del 3,6%, mentre gli snack mettono a segno un +10,2% a valore e +11,5% a volume. Il segmento cane cresce, ma meno (+2,3% secco, +1,9% umido, +1,7% snack) e con volumi in calo, complice anche la taglia sempre più piccola dei quattro zampe che entrano in famiglia. Da evidenziare pure la dinamica record dei “pet supplement”, cresciuti del 16% e arrivati a valere oggi 30 milioni di euro. Dal punto di vista dei canali di vendita, il grocery – con oltre 64mila punti vendita – accentra la quota preponderante nel pet food (oltre i due terzi del mercato), ma è il canale specializzato (5.300 negozi) a contribuire maggiormente alla crescita: rappresenta il 36,6% delle vendite (un dato in rialzo nel 2024), mostra maggiore tenuta dei volumi e anche maggiore capacità di contenere gli aumenti di prezzo rispetto agli altri canali. A sostenere il mercato è però soprattutto la spinta dell’e-commerce: le vendite online di pet food valgono ormai 451 milioni di euro, con un incremento annuo dell’8,2% e sono sempre i cibi per gatti a evidenziare le crescite più interessanti (+13% a valore l’umido e + 9% il secco). Il segno meno contraddistingue invece gli alimenti per piccoli animali (-3,9%, 13,4 milioni di euro di vendite 2024 nella sola Gdo) e in generale gli accessori (-2,6%, 83,7 milioni di euro), con eccezioni come il +10,7% a valore degli antiparassitari venduti nel canale specializzato e il +2,5% delle lettiere per gatti nella grande distribuzione.

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