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Il miglior smartphone per fare foto? Nella fascia media va considerato vivo V70

E’ un medio gamma di lusso con un’identità chiara. Non è per i fanatici dei numeri puri dei chip,

di Luca Tremolada

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Nel mercato degli smartphone c’è una terra di mezzo affollata: la fascia media. Quel segmento tra i 400 e i 700 euro dove i produttori combattono una guerra di trincea a colpi di compromessi. C’è chi taglia sullo schermo, chi sui materiali. Poi arriva vivo e decide di sparigliare le carte con il V70. Il prezzo? 699 euro per la versione da 8 GB di Ram e 512 GB di memoria. Tanto spazio, niente cloud obbligatorio.

La differenza rispetto alla concorrenza è una dichiarazione d’intenti

Invece di infilare un processore da corsa in un corpo di plastica, vivo fa il contrario. Prende le caratteristiche dei telefoni da mille euro e le porta sotto la soglia dei 700. Design curato, spessore di 7,4 millimetri e peso di 187 grammi. Ma il vero elemento di rottura è l’accordo strategico con Zeiss. Un brand storico della fotografia che mette il sigillo su un comparto ottico che fa impallidire i rivali diretti.

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Ecco il primo aspetto convincente: la fotografia. Sul retro non ci sono i soliti sensori civetta da 2 megapixel per fare numero. Troviamo una principale da 50 megapixel e un super teleobiettivo da 50 megapixel con zoom ottico 3x firmato Zeiss. Questo è il vero game changer. Avere un teleobiettivo vero in questa fascia è come trovare un motore Ferrari su una berlina da famiglia. I ritratti a 85 e 100 millimetri hanno una pasta cromatica, una gestione delle luci e una nitidezza che sfidano i top di gamma. C’è pure l’AI Stage Mode per i concerti. È il miglior smartphone per fare foto in questo segmento.

Il secondo aspetto è l’autonomia

Spiegone tecnologico: come fa un telefono così sottile a contenere una batteria monstre da 6500 mAh? Il segreto sta negli anodi in silicio-carbonio. Rispetto alle tradizionali batterie al litio, questa miscela permette una densità energetica superiore a parità di volume. Più energia in meno spazio. Tradotto: coprite due giorni di utilizzo intenso senza l’ansia da ricarica. E l’alimentatore da 90W rimette in sesto il telefono in pochi minuti. Nota di merito anche per il sensore d’impronte ultrasonico 3D sotto il display, fulmineo e preciso.

Primo aspetto che non convince: la fotocamera ultra-grandangolare. Se la principale e il teleobiettivo giocano in Champions League, la grandangolare da 8 megapixel gioca in terza categoria. Gli scatti mancano di dettaglio e soffrono quando la luce cala. Un contrasto stridente.

Secondo aspetto negativo: l’assenza della ricarica wireless e un processore non da primato. Lo Snapdragon 7 Gen 4 è un chip solido, equilibrato e non scalda, ma se cercate i record nei benchmark o il gaming estremo, c’è chi offre di più. Inoltre, a 699 euro, rinunciare alla ricarica a induzione inizia a diventare un fastidio.

In conclusione, il vivo V70 è un medio gamma di lusso con un’identità chiara. Non è per i fanatici dei numeri puri dei chip, ma per chi vuole foto da copertina e una batteria infinita. Un acquisto intelligente per chi bussa alla fascia premium senza spendere uno stipendio.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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