La terra dei fuochi

Il Papa ad Acerra: «Sono venuto a raccogliere le lacrime, scardinate la cultura della prepotenza»

Nella Cattedrale di Acerra ha parlato ai familiari delle vittime della “terra dei fuochi”

di Redazione Roma

Papa Leone XIV tiene il suo discorso durante l'incontro con il clero, i religiosi e le famiglie delle vittime dell'inquinamento ambientale nella Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Acerra, nei pressi di Napoli, sabato 23 maggio 2026. (AP Photo/Andrew Medichini) APN

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Papa Leone XIV è in viaggio apostolico ad Acerra. È la visita che Papa Francesco aveva annunciato per la fine di maggio del 2020. A fermarlo fu la pandemia del covid.

«Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente», ha detto Leone nella Cattedrale di Acerra parlando ai familiari delle vittime della “terra dei fuochi”. «Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa - ha detto ancora Leone - che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza».

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Alcuni familiari delle vittime di inquinamento ambientale hanno consegnato lettere, libri, e poche parole per raccontare il dolore per aver perso figli o familiari.

Dopo l’intervento nella Cattedrale, Leone si è recato in papamobile a piazza Calipari per incontrare i sindaci della terra dei fuochi, seconda e ultima tappa della sua visita ad Acerra.

Fedeli ad Acerra attendono Papa Leone XIV (foto Ansa)

Il Papa: «Scardinate la cultura della prepotenza»

Nel suo primo discorso ad Acerra, Leone ha invitato tutti, a partire dagli uomini di Chiesa, a manifestare «quotidianamente l’autorità del servizio, che si abbassa e avvicina, che fa il primo passo e perdona. Va infatti scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo».

Dio «ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore».

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«Un esercito di pace guarirà questa terra»

È possibile «un “esercito” di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda», ha affermato il Papa. Dio «accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero. In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete».

«Siate testimoni di una ostinata resistenza»

Il Papa ha invitato la gente di Acerra ad essere «testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita». «Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi - ha sottolineato il Papa - la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà».

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