Il Papa ad Acerra: «Sono venuto a raccogliere le lacrime, scardinate la cultura della prepotenza»
Nella Cattedrale di Acerra ha parlato ai familiari delle vittime della “terra dei fuochi”
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Papa Leone XIV è in viaggio apostolico ad Acerra. È la visita che Papa Francesco aveva annunciato per la fine di maggio del 2020. A fermarlo fu la pandemia del covid.
«Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente», ha detto Leone nella Cattedrale di Acerra parlando ai familiari delle vittime della “terra dei fuochi”. «Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa - ha detto ancora Leone - che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza».
Alcuni familiari delle vittime di inquinamento ambientale hanno consegnato lettere, libri, e poche parole per raccontare il dolore per aver perso figli o familiari.
Dopo l’intervento nella Cattedrale, Leone si è recato in papamobile a piazza Calipari per incontrare i sindaci della terra dei fuochi, seconda e ultima tappa della sua visita ad Acerra.
Il Papa: «Scardinate la cultura della prepotenza»
Nel suo primo discorso ad Acerra, Leone ha invitato tutti, a partire dagli uomini di Chiesa, a manifestare «quotidianamente l’autorità del servizio, che si abbassa e avvicina, che fa il primo passo e perdona. Va infatti scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo».








