Il peso del contante resta ancora forte: 235 miliardi nel 2025
In appena dodici mesi, una somma paragonabile alle risorse dell’intero Pnrr
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Per arrivare a 223 miliardi di euro in contanti è bastato un anno. È il valore dei soli versamenti censiti nel 2025 dall’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia: oltre 600 milioni al giorno, in media, soprattutto attraverso sportelli automatici e casse continue.
Chiedilo al Sole
Una somma paragonabile alle risorse dell’intero Pnrr. Ma il Piano per rilanciare l’economia italiana ha coperto sei anni: questi versamenti sui conti degli italiani si sono concentrati in appena dodici mesi.
I depositi si mantengono su livelli simili di anno in anno, come dimostra il grafico.
Come ricostruire l’origine fiscale del denaro
Di questa massa di denaro conosciamo il punto d’arrivo. L’interrogativo fiscale riguarda ciò che è accaduto prima: quanto proviene da incassi dichiarati e quanto da guadagni rimasti nascosti? Registrare il versamento non basta a rispondere. E la domanda pesa in un Paese dove l’evasione resta elevatissima.
Secondo l’Osservatorio Itinerari Previdenziali, quasi 25 milioni di persone non dichiarano redditi e pagano poco o nulla di imposte dirette. Non sono per questo evasori. Il problema non è attribuire un sospetto a chi non paga l’Irpef, ma ricostruire l’origine fiscale del denaro. Il nero può cominciare da una fattura che riporta soltanto una parte dell’incasso. Oppure da un compenso per il quale la fattura non viene emessa affatto. Sono i meccanismi della sottofatturazione e dei pagamenti in nero che l’agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza ricostruiscono anche nella piccola evasione.
Ma piccoli evasori possono accedere a organizzazioni tutt’altro che piccole. Per riciclare quei soldi, infatti, non occorre necessariamente potersi permettere costosi professionisti. Il circuito può essere già pronto: le banche occulte individuate dalle Fiamme gialle offrono pacchetti di “lavaggio” a basso costo, per importi di ogni entità. A gestirle sono reti criminali ramificate, spesso cinesi. Il piccolo evasore può così comprare un servizio di finanza illecita sofisticato, un tempo riservato a realtà ben più strutturate. Lo dicono i risultati investigativi sulle frodi fiscali connesse al riciclaggio: tra il 2025 e i primi mesi del 2026 le Fiamme gialle hanno svolto 15.868 indagini giudiziarie su questi temi, con sequestri per 4,7 miliardi di euro.







