Il ritorno ai borghi legato ai servizi offerti e alla qualità della vita
Il trend. Lo spopolamento dei piccoli comuni nelle aree interne lascia spazio a politiche attrattive, dalle case a un euro al richiamo dei pensionati
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Borghi spopolati, paesini in cui le case chiudono definitivamente le imposte ogni volta che una famiglia si trasferisce o un anziano muore, piccoli comuni dove è difficile attrarre nuovi residenti. Lo spopolamento è un tema cruciale in un Paese costellato da piccole realtà che rischiano di venire dimenticate. Accanto a queste realtà ci sono, però, località che hanno saputo nel corso degli anni, soprattutto nella fase post Covid, creare ambienti in cui giovani, smart worker e pensionati potessero trasferirsi, vivere e lavorare.
Il fenomeno è ampio e fonte di discussioni e strategie di rinascita. Un trend importante che sta emergendo riguarda anche il ritorno a stili di vita alternativi, molti scelgono infatti di stabilirsi in località più piccole e in aree interne per svolgere lavori diversi da quanto potrebbero fare in una grande città, come tornare all’agricoltura o dedicarsi al turismo. Lo spopolamento si può dunque invertire? Molto dipende anche dai servizi che i luoghi possono offrire. È di questi giorni la campagna lanciata a Volterra, per contrastare il calo demografico, attirando nuovi residenti dall’estero. La campagna che vuole riportare i residenti sopra la soglia dei 10mila, si rivolge in particolare ai pensionati, stranieri e non. Negli ultimi anni il tema della valorizzazione dei borghi è diventato centrale visto il patrimonio storico e culturale che rappresentano. Nasce da qui la scelta di avviare politiche di richiamo, come la vendita delle case a un euro. Le regioni più attive sono state finora Toscana, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è il recupero degli edifici, ma anche il rilancio economico e sociale. Alcune realtà vanno meglio di altre. Secondo le stime di Abitare.Co sui dati delle compravendite 2025 dell’Agenzia dell’Entrate, comuni come Terni (+14%) o vicino a Roma beneficiano della fuga dalle città verso l’hinterland. Altri, come Lodi (+22), Imperia o Grosseto (+16%) godono invece di acquisti per seconde case. Negli ultimi anni sono sempre di più anche gli stranieri alla ricerca di case in location diverse di nicchia: da Santa Maria del Cedro in Calabria a Todi in Umbria, secondo Gate-away portale per gli acquirenti esteri.
GIOVEDÌ 21 MAGGIO
Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita.
I protagonisti: Aldo Bonomi (fondatore e coordinatore, Consorzio Aaster); Maria Carmela Colaiacovo (presidente Gruppo Il Sole 24 Ore); Luisa Corazza (Università del Molise); Stefano Bruno Galli (Università di Milano); Michele Nardelli (scrittore); Paola Dezza (Il Sole 24 Ore).

