Politiche europee

Il verificatore Ue dei target Pnrr: «Italia Paese con il miglior tasso di attuazione»

Costello (dg Ecfin): «Tasso di erogazione all’86%, meglio della Francia»

di Alessandro Galimberti

Post it with a text "Pnrr" laying on business desk. Concept of work in progress RafMaster - stock.adobe.com

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

L’Italia del Pnrr? «È il paese più avanti nell’attuazione, precisa come un orologio svizzero con otto erogazioni di successo, 166 miliardi già incamerati (86% del totale) e un modello per il quadro di governance per il coordinamento delle politiche economiche».

A tessere lodi altisonanti, nella giornata milanese di (quasi) fine missione Pnrr “Una sfida che si racconta” è lo speaker più inaspettato tra la sfilata di ministri e di amministratori locali. Declan Costello, vicedirettore generale di Ecfin della Commissione europea, è infatti il verificatore di ultima istanza di Bruxelles che consente i pagamenti delle varie tranche del Piano. Irlandese, ricordato come “severissimo” nella verifica dello scorso giugno, a metà del suo intervento davanti alla platea di studenti, giornalisti e amministratori cambia registro: «Ora parlo di Italia. Se mi chiedete quale paese è più avanti per attuazione del Piano vi rispondo: l’Italia ha la quota più grande di erogazione, 86% sul totale con l’ottava rata è a 166 miliardi su 194, come la Francia che però con le stesse percentuali ha un ordine di grandezza diverso (34 su 40). L’Italia è il paese con otto erogazioni di successo, precisi come orologi svizzeri. Devo ammettere che non mi aspettavo, nel maggio 2026, di trovarmi qui a dire che il paese con il miglior tasso di attuazione sarebbe stato l’Italia (e aggiungo che ero in buona compagnia). Ma è un risultato di grandissimo rilievo». Costello va anche oltre, mostrando di conoscere non superficialmente il “paziente”: «Penso anche che questo risultato sia qualcosa su cui voi in Italia dovreste riflettere, perché per molti aspetti questo ciclo semestrale di erogazioni importanti legate alle riforme ha fornito un quadro per l’attuazione e il coordinamento della politica economica».

Loading...

La posizione del Governo

Un quadro così brillante, non fosse altro che per la terzietà del disegnatore, ha il potere di fare ombra agli stessi report dei ministri italiani, a cominciare dal padrone di casa Tommaso Foti (Affari europei, Pnrr e politiche di coesione). Anticipando i dati che pochi minuti dopo Declan Costello addirittura amplierà, il ministro piacentino si leva anche qualche sassolino: «Leggo che avremmo tolto i soldi a Industria 5.0. Premesso che è stato inserito nel Pnrr da questo governo, abbiamo rimesso tutti i soldi previsti, non c’è un solo esodato. Come è falsa l’accusa di aver tolto un miliardo per il comparto idrico». Ma oggi non è tempo di polemiche, Foti chiude con i «complimenti alla Liguria (Marco Bucci è in prima fila, ndr) per la capacità di impegno e di spesa di cui possiamo andare legittimamente orgogliosi».

La situazione della Pa

«Assolutamente positiva» è a seguire la valutazione di Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione. «Il Pnrr per la modernizzazione ha fornito contenuti e velocità di realizzazione. Abbiamo interiorizzato il senso di urgenza nella Pa, un valore che prima non c’era. La situazione ereditata era di 10 anni di blocco del turn over, perso 300 mila persone, età media di 52 anni, formazione di 6 ore all’anno». Anche qui via un sassolino:«Sento falsità secondo cui Pa è ridondante. Il rapporto tra residenti e dipendenti è al 5,8 %, negli altri paesi Ue è il 9%».

Le semplificazioni portate dal Pnrr nella Pa «saranno in vigore su tutto il territorio nazionale senza limiti di tempo - chiosa Foti - e sotto questo profilo a dimostrazione della intuizione positiva cito il presidente della Confederazione nazionale artigiani che, quando ha visto uscire questa norma nel decreto legge, ha commentato: finalmente abbiamo respiro per 800.000 imprese che potranno risparmiare 2 miliardi di euro all’anno relativi proprio alle semplificazioni introdotte».

I target del lavoro

Per Marina Calderone, ministro del Lavoro e Politiche sociali, oggi è «un momento di soddisfazione, con anticipo abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi sul programma.Avevamo un obiettivo di 3 milioni di beneficiari Gol, ne abbiamo rendicontati 3.076.507 al 31 dicembre. E sull’ulteriore obiettivo di 600mila beneficiari formati Gol, ne abbiamo rendicontati 787.280».

La crescita del Sud

Significativo il report di Luca Bianchi, direttore generale di Svimez: «I tempi di preaffidamento e affidamento delle opere Pnrr si sono quasi dimezzati e si sono colmati i divari territoriali. L’offerta di posti in asili nido è quasi raddoppiata al Nord in 11 anni (28 a fine Pnrr per ogni 100 bambini) e di cinque volte superiore al Sud (da 5 a 25), le scuole primarie dotate di mensa sono arrivate al 70 % al Centro nord (dal 50%) e al 31,6% al Sud (19 nel periodo pre-Covid)».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti