Immigrati extra Ue: occupazione al 61% e 1,8 milioni di posti
Il tasso di impiego a Roma, Napoli e Catania supera quello degli italiani. Nel 2024 presenze oltre i 3,8 milioni: il 60% vive al Nord
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I cittadini extraeuropei regolari in Italia superano i 3,8 milioni, oltre il 40% vive nelle città metropolitane e la loro presenza è sempre meno temporanea e più integrata. Lo testimonia il tasso di occupazione al 61%, di poco inferiore a quello degli italiani (nelle città metropolitane di Catania, Napoli e Roma è anche superiore) e il fatto che più della metà possiede un permesso di soggiorno di lungo periodo. A disegnare il quadro è il Rapporto annuale sulla presenza dei migranti nelle città metropolitane pubblicato dal ministero del Lavoro a marzo 2026 e aggiornato al 31 dicembre 2024.
Anche il numero diminori (659mila e cioè il 17,3% del totale) conferma la presenza di nuclei familiari stabili e di un percorso insediativo di medio-lungo periodo (rappresentano circa il 9,4% degli alunni totali).
Andamento e territori
Nel 2024, la popolazione extracomunitaria regolare è aumentata del 5,6% rispetto all’anno precedente (secondo la Fondazione Ismu i migranti irregolari sono invece circa 339mila). La maggioranza dei migranti regolari (il 31,4%) proviene
. Seguono l’Africa (29,7%) e l’Europa non comunitaria (28,1%), dove predominano gli ucraini (10,3%) la cui presenza è cresciuta dopo l’invasione russa del 2022.
La distribuzione territoriale non è omogenea ma si concentra nei grandi centri del Nord che offrono più opportunità lavorative e dove già sono presenti comunità e reti familiari provenienti dal Paese d’origine. Oltre un quinto del totale nazionale dei cittadini extracomunitari vive a Milano e Roma (rispettivamente il 13% e il 9%). Il 60% risiede comunque nel Nord Italia, il 23,1% nel Centro, il 12,5% nelle regioni del Mezzogiorno e il 4,6% nelle Isole.








