Immigrazione, ricongiungimenti subito ai lavoratori qualificati. Tre mesi in più per i migranti a rischio fuga
Due emendamenti dei relatori al decreto giustizia e migranti: ricongiungimento immediato per manager, ricercatori, docenti e lavoratori altamente qualificati, mentre per gli altri resta l’attesa di due anni. Dopo la procedura di frontiera, trattenimento fino a dodici settimane in più per rischio di fuga o ostacolo al rimpatrio, con regole più rapide anche per chi rifiuta l’identificazione
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Due emendamenti ispirati dal Governo di Giorgia Meloni puntano a cambiare le regole in tema immigrazione su ricongiungimenti familiari e rimpatri. Le proposte entrano nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato, dove è in discussione il decreto giustizia e migranti, con relatori Marco Lisei di Fratelli d’Italia ed Erika Stefani della Lega. La linea è netta. Da una parte una corsia rapida per manager, ricercatori, docenti universitari e lavoratori extra-Ue altamente qualificati, che potranno chiedere subito il ricongiungimento. Dall’altra una stretta sui trattenimenti: fino a dodici settimane in più nei casi di rischio di fuga o di ostacolo al rimpatrio.
Chiedilo al Sole
La maggioranza punta a portare il decreto in Aula con il mandato al relatore. Ma gli oltre 500 emendamenti e l’ostruzionismo delle opposizioni possono rallentare l’esame e far approdare il provvedimento in Assemblea senza mandato.
Ricongiungimenti familiari
Un manager potrà portare subito la famiglia in Italia. Un muratore dovrà aspettare. La stessa linea separerà un ricercatore da un commesso, un professore universitario da un badante: per i lavoratori extra-Ue altamente qualificati il ricongiungimento familiare sarà immediato. Per gli altri resterà il requisito di due anni di residenza prima ancora di poter presentare la domanda. Una corsia preferenziale pensata per «incentivare gli ingressi di specifiche categorie di lavoratori particolarmente richieste dal mercato».
Deroga al periodo biennale. Il principio fissato dall’emendamento è ampliare «la sfera dei cittadini stranieri legittimati a chiedere il ricongiungimento dei familiari individuati dalla normativa vigente, in deroga al periodo biennale minimo di permanenza in Italia dei soggetti richiedenti».
Beneficiari e aventi diritto. Finora l’eccezione valeva soltanto per i «beneficiari di protezione internazionale». Ora il Governo vuole estenderla alle professionalità considerate più utili e più difficili da attrarre.







