In America Latina liquidità sotto pressione per le imprese, più ritardi nei pagamenti
Quasi 8 aziende su 10 registrano ritardi di pagamento nella prima parte del 2026, nonostante condizioni di pagamento più brevi. Quasi il 70% delle imprese prevede un miglioramento della propria performance nel resto dell'anno
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Aumenta in America Latina la pressione sulla liquidità delle imprese che, per proteggersi in un contesto economico incerto, stanno riducendo i termini di credito. Questo tuttavia non riesce ad arginare l'aumento dei ritardi nei pagamenti. E' quanto emerge da un'indagine sui pagamenti digitali nel paese, realizzata da Coface, tra i leader mondiali nell’assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale.
Quasi 8 aziende su 10 registrano in questi primi sei mesi del 2026 ritardi di pagamento, un dato in crescita rispetto al 77% di un anno prima, nonostante condizioni di pagamento più brevi (da 59 giorni medi nel 2025 ai 56 giorni attuali). Questa riduzione è dovuta principalmente alla maggiore diffusione di termini di pagamento molto brevi, compresi tra zero e 30 giorni, spiega l'indagine. Nel complesso, quest'anno, il 95% delle imprese ha concesso termini di pagamento ai propri clienti, rispetto all’88% registrato nel 2025. Brasile e Argentina registrano i termini medi di pagamento più lunghi, pari a 66 giorni, mentre il Perù presenta quelli più brevi, con una media di 43 giorni. Per quanto riguarda i ritardi, la durata media è scesa a 33 giorni, rispetto ai 42 giorni del 2025, suggerendo pratiche di recupero crediti più efficaci. A livello Paese, il Perù registra i ritardi più brevi, pari a 24 giorni, mentre l’Ecuador presenta quelli più lunghi, con una media di 44 giorni. Le principali cause indicate dalle imprese per i ritardi nei pagamenti sono le difficoltà dei clienti, citate dal 63% degli intervistati, seguite dalla debolezza della domanda, indicata dal 29%, e dalla forte concorrenza, segnalata dal 26%. Anche gli elevati costi di finanziamento, menzionati dal 19% delle imprese, rappresentano una preoccupazione rilevante, in particolare in Brasile.
«L’aumento dei ritardi nei pagamenti in America Latina conferma quanto la liquidità resti un fattore critico per la solidità delle imprese, soprattutto in un contesto caratterizzato da costi di finanziamento elevati, domanda fragile e forte pressione competitiva», commenta Pietro Vargiu, country manager Coface Italia. «La riduzione dei termini di pagamento evidenzia una maggiore prudenza da parte delle aziende, ma non elimina il rischio legato alla capacità dei clienti di rispettare le scadenze. Per le imprese che operano sui mercati internazionali, diventa quindi fondamentale adottare un approccio rigoroso alla gestione del credito, monitorare con attenzione l’affidabilità delle controparti e proteggere i flussi di cassa lungo l’intera catena del valore».
Imprese fiduciose sulla seconda parte del 2026
Quasi il 70% delle imprese prevede un miglioramento della propria performance nel 2026. Restano tuttavia rischi significativi, in particolare il rallentamento economico, citato dal 24% delle aziende, la forte concorrenza, indicata dal 21%, le tensioni geopolitiche, segnalate dal 13%, e la volatilità dei tassi di cambio, menzionata dall’8%. Anche gli alti tassi di interesse e i costi di finanziamento sono considerati un rischio rilevante dal 7% delle imprese. In questo scenario, la capacità delle aziende di proteggere la propria liquidità e valutare con precisione il rischio cliente resterà una sfida centrale nel 2026.


