
06 luglio 2026
Guerra ultime notizie. Negoziati Israele-Libano a Roma il 15-16 luglio
La salma dell’Ayatollah Ali Khamenei è arrivata stasera nella città santa di Qom, dove domani si terrà la processione funebre
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6 luglio 2026
La bara di Khamenei sfila a Teheran al grido ’vendetta’, riappare Ahmadinejad
Una folla oceanica ha invaso le strade di Teheran per rendere omaggio al corteo funebre di Ali Khamenei, nel terzo dei sei giorni delle esequie nazionali, invocando vendetta contro Donald Trump e gli Usa, rei di aver eliminato la Guida Suprema. Le autorità iraniane prevedevano alla vigilia una partecipazione complessiva di 15-20 milioni di persone, superiore quindi a quella del 6 giugno 1989, quando al funerale dell’allora leader Ruhollah Khomeini parteciparono 10 milioni di cittadini (su una popolazione di 50 milioni, contro gli 86,5 milioni di oggi). All’epoca una folla in preda all’emozione, la più grande mai vista in Iran fino ad allora, aveva assaltato il corteo funebre, il sudario era stato strappato e il corpo era caduto a terra. Alla fine, il feretro fu trasportato in elicottero e sepolto in un cimitero nei pressi di Teheran con diverse ore di ritardo.
Finora non sono stati diffusi dati ufficiali sull’affluenza, ma la capitale non vedeva una folla di tali dimensioni almeno dal 2020, quando circa sette milioni di persone parteciparono alle esequie del generale Qasem Soleimani, ucciso a Baghdad da un raid Usa. La bara di Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre tre decenni fino alla sua morte all’età di 86 anni, era stata esposta al pubblico per due giorni nella Grande Mosalla, importante complesso religioso e politico di Teheran. Lunedì ha poi attraversato la capitale, ricoperta di fiori e dell’emblematico turbante nero della Guida Suprema, tra una moltitudine di bandiere, slogan e manifesti che chiedevano “la testa” di Trump e di Benjamin Netanyahu. La processione è durata oltre 10 ore, con temperature superiori ai 35 gradi, lungo un percorso di circa 20 km, mentre lo spazio aereo è rimasto completamente chiuso per l’intera giornata, dichiarata festiva. Le bare di Khamenei e di quattro suoi familiari uccisi insieme a lui il 28 febbraio - una figlia, un genero, una nuora e una nipotina di 14 mesi - sono state trasportate su un grande camion scoperto attraverso la città, mentre idranti spruzzavano acqua dall’alto contro il caldo soffocante. Era scortato a piedi dalle forze di sicurezza per evitare incidenti, alla luce del precedente del 1989.
Tra la folla presente anche il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, insieme al ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Si è palesato pure l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, che aveva rapporti difficili con Khamenei. Mesi fa si era diffusa la voce che fosse stato ucciso, poi che fosse in un rifugio sicuro. Il regime però resta senza il suo nuovo volto: il 56enne Mojtaba Khamenei, figlio e successore dell’ex Guida Suprema, non è ancora apparso in pubblico dalla sua nomina. Secondo diverse fonti, avrebbe riportato gravi ferite e sarebbe rimasto sfigurato nell’attacco che ha ucciso il padre. Il funerale di Ali Khamenei è comunque molto più di un ultimo saluto nazionale, assurgendo a una dimostrazione di forza e di unità. L’immensa folla riunita a Teheran ha inviato un messaggio chiaro agli Stati Uniti e a Israele: il tentativo di piegare la Repubblica Islamica è fallito. Le esequie hanno inoltre riacceso il fervore popolare e la sete di vendetta. “Non vogliamo un accordo. Vogliamo la testa di Trump!”, hanno scandito i partecipanti.
Al passaggio del corteo sotto un ponte, alcuni presenti hanno lanciato pietre contro un grande cartellone raffigurante il presidente Usa con un proiettile puntato alla testa. Sul manifesto si leggeva: “Gli Stati Uniti hanno ucciso nostro padre. Non la passerete liscia!”. Mentre alcuni manifestanti davano alle fiamme bandiere degli Stati Uniti e del Regno Unito, donne vestite con il chador nero sollevavano cartelli rossi con la scritta in inglese “Kill Trump” (“Uccidete Trump”) in caratteri neri. Altri esponevano manifesti con i volti di Trump, del vicepresidente JD Vance, del segretario alla Difesa Pete Hegseth e di Netanyahu, tutti raffigurati nel mirino di un fucile con la scritta: “There will be blood” (“Ci sarà sangue”). È stata anche esposta un’effigie del tycoon impiccato. In serata la salma dell’ex Guida Suprema è arrivata in elicottero alla città santa di Qom, in vista della processione funebre prevista per martedì. Mercoledì sarà a Najaf e Karbala in Iraq e giovedì a Mashhad, sua città natale, dove verrà sepolta.
6 luglio 2026
Prossimo round negoziati Israele-Libano a Roma il 15-16 luglio
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha annunciato durante un incontro con il Council on Foreign Relations a Washington che il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano si terrà la prossima settimana, il 15 e 16 luglio, a Roma. Lo conferma all’ANSA l’ambasciata israeliana a Washington. L’incontro si svolgerà ancora a livello di ambasciatori. Leiter ha inoltre affermato durante l’incontro che il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà il presidente Donald Trump il 21 luglio.
6 luglio 2026
Salma dell’Ayatollah Khamenei arrivata a Qom
La salma dell’Ayatollah Ali Khamenei è arrivata stasera nella città santa di Qom, dove domani si terrà la processione funebre. Lo ha riportato la televisione di stato iraniana. “La salma del leader martire è arrivata a Qom”, a sud della capitale Teheran, ha annunciato la televisione di stato sui social media, condividendo un filmato che mostra un elicottero con a bordo la salma di Khamenei atterrare in città.
Un momento della processione per Ali Khamenei nella Piazza della Rivoluzione Islamica a Teheran APN
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6 luglio 2026
Media, Islamabad potrebbe ospitare nuovo round colloqui 14 e 15 luglio
Islamabad dovrebbe ospitare il terzo round di negoziati tecnici tra Iran e Stati Uniti il 14 e 15 luglio. Lo rivela il Pakistan Observer rilanciando notizie non ancora confermate. Il Pakistan parteciperebbe, insieme a esperti di Teheran e Washington, in qualità di mediatore e facilitatore. In vista dei negoziati proposti, inoltre, una delegazione iraniana di alto livello guidata dal ministro dell’Interno Eskandar Momeni dovrebbe visitare il Pakistan nei prossimi giorni, riporta ancora la testata. La visita è prevista dopo i funerali della defunta Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, che si terranno il 9 luglio.
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6 luglio 2026
Guerra in Iran e Medio Oriente, 6 luglio
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6 luglio 2026
Trump insiste, o faremo l’accordo con l’Iran o finirò il lavoro
Donald Trump ha ribadito le minacce a Teheran. “O faremo l’accordo con l’Iran o finirò il lavoro”, ha detto nello Studio Ovale. “In un modo o nell’altro vinciamo”, ha aggiunto. “Non cerco un cambio di regime in Iran anche se questo lo è”. Ha poi aggiunto Trump ribadendo che le capacità nucleari di Teheran sono state distrutte. “Andremo a raccogliere la polvere nucleare. Quello è rimasto”, ha detto.

Il presidente Donald Trump interviene dopo aver suonato la campana di apertura della Borsa di New York e del Nasdaq nello Studio Ovale della Casa Bianca, lunedì 6 luglio 2026, a Washington. (AP Photo/Mark Schiefelbein) Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna
6 luglio 2026
Libano: Beirut, 4.319 morti dal 2 marzo, i feriti sono più di 12.200
In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, dal 2 marzo si contano 4.319 morti. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, come riporta l’agenzia libanese Nna. Nel Paese dei Cedri, precisano, i feriti sono 12.203.
6 luglio 2026
Teheran, folla al corteo funebre di Khamenei, cartelli contro Trump
In Iran una folla enorme ha attraversato le strade della capitale Teheran per il corteo funebre dell’ex Guida Suprema , Ali Khamenei, con alcuin iraniani che hanno invocato vendetta e mostrato cartelli con scritto “#Kill Trump”. La bara è stata avvolta nella bandiera iraniana, insieme a quelle dei familiari di Khamenei uccisi il 28 febbraio in un attacco aereo, all’inizio della guerra lanciata da Israele e dagli Stati Uniti. Il feretro è stata trasportato attraverso le strade della capitale della repubblica islamica fino all’aeroporto internazionale di Mehrabad, tra una folla di persone in lutto vestite di nero. Tra i cartelli esosti, oltre a quelli che invocano l’uccisione del presidente degli Stati Uniti, anche alcuni contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Oggi siamo qui per il funerale della nostra guida ed è un giorno molto difficile”, ha affermato una partecipante al corteo, “Non siamo qui per dirgli addio, siamo qui per ottenere vendetta. E ci vendicheremo”. Secondo i media statali, le persone in lutto si sono radunate in piazza Imam Hussein, nella parte orientale di Teheran, e hanno impiccato un fantoccio con le sembianze di Trump. Il successore di Khamenei, suo figlio Mojtaba Khamenei, non appare in pubblico da quando ha preso il potere.
6 luglio 2026
Iran, Ghalibaf: attuare accordo con Usa “difficile ma realizzabile”
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco firmato con gli Stati Uniti è “difficile, ma realizzabile”. Parlando con il capo dell’ufficio politico di Hamas, Muhammad Ismail Darwish, che si trova a Teheran per i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, Ghalibaf, che ricopre anche la carica di presidente del Parlamento, ha affermato che l’Iran non “ha raggiunto la pace con l’America e non riconoscerà Israele”, ribadendo anche il sostegno di Teheran al “fronte della resistenza”, termine che l’Iran utilizza per descrivere i gruppi armati regionali che appoggia. “Quando necessario, tale sostegno si concretizza in missili, quando è necessaria pressione politica, questa viene esercitata attraverso i negoziati”, ha spiegato Ghalibaf, secondo quanto riporta la televisione statale iraniana Irib.
6 luglio 2026
Iran: media, Ahmadinejad ’riappare’ per l’addio a Khamenei
- L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato visto al corteo funebre per l’addio ad Ali Khamenei. Lo riferisce la Bbc, che rilancia notizie dei media locali e sottolinea come potrebbe trattarsi della sua prima volta in pubblico da quando a fine febbraio Usa e Israele lanciarono operazioni militari contro l’Iran. Secondo i media iraniani, la zona nei pressi della residenza a Teheran di Ahmadinejad, presidente dal 2005 al 2013, è stata presa di mira all’inizio dei raid. Un giornale filogovernativo ha poi scritto di tre guardie del corpo uccise. Erano circolate voci sulla morte dell’ex presidente - uno dei protagonisti più controversi della storia recente della politica iraniana - in seguito ai bombardamenti, presto ’corrette’ da altre che parlavano di Ahmadinejad vivo e in un luogo sicuro. Il New York Times torna a scrivere oggi che secondo ufficiali americani, Ahmadinejad era rimasto ferito in un attacco israeliano a febbraio che aveva l’obiettivo di liberarlo dagli arresti domiciliari per portarlo ai vertici dell’Iran.
6 luglio 2026
Iran-Usa, terzo round colloqui Islamabad forse il 14-15 luglio
Un terzo round di colloqui tra Stati uniti e Iran potrebbe svolgersi a Islamabad il 14 e 15 luglio. Lo riferisce oggi il Pakistan Observer.
Secondo il quotidiano, una delegazione iraniana di alto livello guidata dal ministro dell’Interno Eskandar Momeni è attesa in Pakistan nei prossimi giorni, dopo la conclusione delle cerimonie funebri per Ali Khamenei.
L’eventuale incontro si inserirebbe nel quadro dei tentativi di rilanciare il negoziato tra Washington e Teheran.
6 luglio 2026
Iran: W. Post, a addio a Khamenei anche parenti vittime strage scuola Minab
Anche parenti delle vittime della strage nella scuola di Minab tra migliaia e migliaia di persone a Teheran per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran ucciso nelle prime ore delle operazioni avviate a fine febbraio da Usa e Israele contro l’Iran. A raccontarlo è il ’Washington Post’ ricordando gli almeno 175 civili uccisi, per lo più studenti, in un bombardamento che ha preso di mira lo scorso 28 febbraio - lo stesso giorno dell’uccisione di Khamenei - una scuola elementare femminile a Minab. E’ sembrato trattarsi di un raid con un missile Tomahawk americano, ricorda il Post, sottolineando come sinora gli Stati Uniti non si siano assunti responsabilità né abbiano diffuso risultati di alcuna indagine. Il giornale evidenzia come prove video e suoi articoli abbiano rivelato che la scuola era in un elenco Usa di obiettivi. Minab, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran, ospita grandi siti militari. L’area è un hub importante per le esportazioni vicino alla città portuale di Bandar Abbas. Genitori e parenti di vittime della strage hanno fatto il lungo viaggio verso la capitale iraniana con treni, bus, auto e ieri sono stati accompagnati alla preghiera per Khamenei alla Grande Mosalla di Teheran. Hanzaleh Salehi, 43 anni, con un figlio morto nel raid, ricorda di aver sentito della conferma della morte di Khamenei mentre era in obitorio per identificare il corpo di suo figlio. “Vogliamo la nostra voce arrivi al mondo intero”, ha detto, con indosso una maglietta con la foto del figlio, al Post che precisa di riuscire a realizzare il reportage per un invito del governo iraniano a partecipare alla cerimonia per l’addio a Khamenei, seppur con limitazioni, con la presenza di una guida e di un interprete ’messi a disposizione’ dal governo. “Voglio il mondo si renda conto di come vengono trattati gli italiani - ha proseguito Salehi - Non è stato il primo crimine, potrebbe non essere l’ultimo”.
6 luglio 2026
Iran: continua l’omaggio ad Ali Khamenei, Mojtaba resta leader invisibile
Nessuna traccia della Guida Suprema dell’Iran. Resta nell’ombra Mojtaba Khamenei, mentre nella Repubblica Islamica prosegue l’omaggio al padre, Ali Khamenei. Mojtaba Khamenei non si è mai fatto vedere in pubblico, o in video, da quando a marzo ha preso il posto del padre, ucciso nelle prime ore delle operazioni avviate a fine febbraio da Usa e Israele contro l’Iran. In quei bombardamenti, secondo notizie dei mesi scorsi, Mojtaba Khamenei, 56 anni, è stato ferito. Da allora sono arrivati solo messaggi a nome della Guida Suprema. Mai audio. Il primo, letto dalla tv di Stato iraniana, risale al 12 marzo. La sua assenza non passa inosservata in questi giorni e le sue condizioni restano avvolte nel mistero. In molti si interrogano sulla sua effettiva capacità di guidare il Paese. All’ultimo saluto ad Ali Khamenei hanno partecipato ieri altri tre figli dell’ayatollah, Mostafa, Masoud e Meysam. Nei giorni scorsi il New York Times scriveva che Mojtaba avrebbe espresso il desiderio di prendere parte almeno alla cerimonia di sepoltura del padre prevista a Mashad tra tre giorni. Secondogenito di Ali Khamenei, Mojtaba è stato scelto dall’Assemblea degli esperti come Guida Suprema dell’Iran lo scorso 8 marzo, nove giorni dopo l’uccisione del padre. Era l’inizio di maggio quando il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, rendeva noto di aver visto Mojtaba Khamenei, senza però precisare quando fosse avvenuto l’incontro. Ed era sempre maggio quando i media ufficiali della Repubblica islamica riferivano di un incontro tra Ali Abdollahi, a capo del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya, e la Guida Suprema dell’Iran.
6 luglio 2026
Iran: Wadephul, Teheran paghi i costi dello sminamento nello Stretto di Hormuz
L’Iran dovrebbe farsi carico dei costi di un’eventuale operazione di sminamento nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, sostenendo che Teheran debba rispondere economicamente dei danni provocati dalla posa di mine lungo una delle principali rotte marittime internazionali. “In termini di principio sarebbe giustificato presentare il conto all’Iran”, ha dichiarato Wadephul al Handelsblatt, accusando la Repubblica islamica di aver “minato illegalmente una via di navigazione internazionale”. Il ministro ha precisato che, qualora fossero Paesi europei a effettuare lo sminamento, inizialmente non verrebbero richiesti pagamenti, pur ritenendo legittimo farlo. Resta ancora da decidere se la Bundeswehr prenderà parte all’operazione. La decisione è attesa entro l’estate e dipenderà dall’evoluzione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, oltre a richiedere l’approvazione del Bundestag. Il dossier iraniano sarà uno dei temi principali del vertice della Nato, in programma da domani ad Ankara, insieme al conflitto in Ucraina. In vista dell’incontro, Wadephul ha anche messo in discussione l’attuale cadenza annuale dei summit dell’Alleanza, osservando che i lunghi preparativi e gli impegni dei capi di Stato e di governo rendono il processo poco flessibile. “Sono favorevole a convocare i vertici quando ci sono realmente questioni importanti da affrontare”, ha affermato il ministro, invitando a riflettere sulla necessità di mantenere l’attuale frequenza degli incontri. Guardando al conflitto in Ucraina, Wadephul ha ribadito la necessità di proseguire il sostegno occidentale a Kiev. A suo avviso, un messaggio unitario da parte della Nato potrebbe trasformare il summit di Ankara in un “vertice per la pace”. Il ministro ha inoltre sottolineato che la Russia deve comprendere che i negoziati rappresentano l’unica via d’uscita dal conflitto e ha assicurato che l’Europa è pronta a sostenere un eventuale processo negoziale.
6 luglio 2026
Iran: media, Pezeshkian andrà a cerimonia per Khamenei in Iraq
Il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, partirà domani per l’Iraq per partecipare al corteo funebre dell’ayatollah Ali Khamenei in programma per mercoledì in Iraq. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna
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6 luglio 2026
Hamas scioglie l’organismo di governo di Gaza
Hamas ha annunciato lo scioglimento dell’organismo che ha governato la Striscia di Gaza per quasi due decenni, aprendo la strada a un comitato tecnocratico per l’attuazione del governo civile. “Il capo del comitato di emergenza del governo, Mohammed al-Farra, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni. Ha anche deciso di sciogliere il comitato per facilitare la transizione amministrativa e governativa al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Ncag)”, ha dichiarato all’Afp Ismail al-Thawabta, capo ufficio stampa del governo di Hamas. L’Ncag è stato creato dal Board of Peace di Trump.
6 luglio 2026
Iran: a funerali Khamenei più persone che per Soleimani
Le immagini del corteo funebre per l’ayatollah Ali Khamenei a Teheran, riprese dall’elicottero e trasmesse dalla tv di Stato iraniana, hanno mostrato una folla immensa che si estendeva da piazza Azadi, o Piazza della Libertà, per chilometri lungo l’omonima strada a più corsie. La folla sembra più numerosa di quella che partecipò al corteo funebre del 2020 per il defunto generale della Guardia Rivoluzionaria Qassem Soleimani, che aveva attirato oltre 1 milione di persone. Al momento le autorità non hanno fornito un conteggio dei partecipan
6 luglio 2026
Iran: Ft, per 58% elettori Usa guerra di Trump non vale i costi sostenuti
Secondo un nuovo sondaggio del Financial Times, il 58% degli elettori statunitensi ritiene che la guerra di Donald Trump in Iran non sia valsa la pena, con conseguenze anche sul gradimento del presidente. Il quotidiani economico-finanziario ricorda che la Casa Bianca ha chiesto al Congresso di approvare 67 miliardi di dollari di nuove spese federali per coprire i costi sostenuti finora per la guerra. E il sondaggio, condotto a livello nazionale la scorsa settimana dalla società di ricerca londinese Focaldata, ha rilevato che il 58% degli elettori ritiene che la guerra non sia valsa la pena. Il 44% degli elettori ha affermato che la guerra ha indebolito la posizione degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, rispetto al 31% che ha dichiarato che il conflitto ha rafforzato la posizione di Washington. Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, il sondaggio del Financial Times ha inoltre rilevato che il 53% degli elettori ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero rimanere membri dell’alleanza, contro il 23% che si è espresso a favore dell’uscita. Inoltre, solo il 36% degli elettori ha dichiarato di approvare l’operato di Trump come presidente, un calo di due punti percentuali rispetto al mese precedente. Tra gli indipendenti, il calo è stato ancora più marcato, appena il 21% approva l’operato di Trump, con un calo di otto punti percentuali rispetto al mese precedente.
6 luglio 2026
Capo magistratura Iran, «chiediamo vendetta contro future azioni criminali Usa»
Il capo della magistratura Gholamhossein Ejei, reintegrato oggi nel suo incarico dal leader Mojtaba Khamenei, ha partecipato al corteo funebre dell’ex leader Ali Khamenei. In un’intervista alla televisione di stato, ha affermato: “L’appello alla vendetta degli iraniani mira a impedire il ripetersi di tali azioni criminali da parte del nemico e ad agire contro un criminale (riferendosi agli Stati Uniti), affinché nessuno osi più commettere simili crimini di guerra”. La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato alla televisione di stato durante i funerali che “la processione indica l’empatia tra il popolo e il governo, che rafforzerà il potere dell’Iran”. Anche il primo vicepresidente Mohammadreza Aref e il capo del Consiglio per il Discernimento, Sadegh Larijani, hanno partecipato alla processione. Nel frattempo, durante le cerimonie di commiato e funebri che si sono svolte da sabato, gli ex presidenti Hassan Rouhani, Mahmoud Ahmadinejad e Mohammad Khatami sono stati finora assenti, così come la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non è stato visto in pubblico dalla sua nomina.
6 luglio 2026
Iran, flotta navi Giappone con barili greggio lascia Stretto Hormuz
Secondo i dati di tracciamento marittimo Lseg, una flotta di dieci navi legate al Giappone sta uscendo dallo Stretto di Hormuz.
La flotta comprende sei petroliere Vlcc (Very Large Crude Carrier) cariche di 12 milioni di barili di petrolio greggio proveniente dal Medio Oriente, due navi cisterna per prodotti chimici, una nave trasporto veicoli e una nave portacontainer.
Le petroliere trasportano greggio proveniente da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, caricato tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. La maggior parte delle imbarcazioni è gestita dalla compagnia di navigazione giapponese Mitsui O.S.K. Lines, che aveva dichiarato che avrebbe dato priorità alla sicurezza dei propri marittimi, del carico e delle navi durante il transito attraverso lo Stretto di Hormuz
6 luglio 2026
Katz, «elimineremo ogni leader iraniano che voglia distruggere Israele»
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che il suo Paese ha assassinato Khamenei per aver presumibilmente guidato un “piano per distruggere” Israele e ha nuovamente minacciato di “eliminare” qualsiasi leader iraniano che tenti di promuovere tali azioni. Lo riportano i media internazionali. Il ministro ha rilasciato queste dichiarazioni in risposta al corteo funebre in corso a Teheran, come riportato dall’emittente israeliana. Katz ha aggiunto che Israele rimane pronto a difendersi in qualsiasi momento e contro qualsiasi minaccia. In precedenza, ricorda Al-Jazeera, Katz aveva affermato che il figlio e successore di Khamenei, Mojtaba, era “condannato a morte”, scatenando una violenta protesta da parte di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Trump “ha impegnato gli Stati Uniti a mettere a tacere i propri animali domestici a Tel Aviv”, aggiungendo: “Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e decisa”.
6 luglio 2026
Ghalibaf, «non ci sarà pace in Libano senza l’Iran a stabilizzare la regione»
Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammar Bagher Ghalibaf ha dichiarato che la pace in Libano non può durare a meno che l’Iran non svolga quello che lui definisce il suo ruolo di stabilizzatore nella regione. Lo riporta Al-Jazeera. Ghalibaf ha rilasciato queste dichiarazioni durante un incontro a Teheran con Muhammad Fneish, un alto funzionario di Hezbollah che si è recato in Iran per partecipare alle esequie di Khamenei. Secondo i media iraniani, ha affermato che Teheran ha posto il Libano al centro dei negoziati che hanno portato alla firma del Memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. “Abbiamo posto particolare enfasi sull’integrità territoriale e sulla sovranità del Libano” ha detto. Ha inoltre elogiato la lotta di Hezbollah contro Israele a sostegno dell’Iran durante la guerra israelo-americana, descrivendola come un “punto di svolta nella storia” che ha dimostrato il “legame indissolubile” tra l’Iran e i gruppi dell’“asse della resistenza”.
6 luglio 2026
A corteo funebre Khamenei fantoccio Trump impiccato
Nel corteo funebre dell’atayatollah Ali Khamenei in corso a Teheran è comparso anche un fantoccio raffigurante Donald Trump che è stato impiccato. Le autorità federali Usa monitorano da anni le minacce iraniane contro Trump e altri funzionari dell’amministrazione, originate dall’ordine impartito da Trump nel 2020 di uccidere il generale Qassem Soleimani, che era a capo della Forza d’élite Quds. L’Iran ha ripetutamente negato di complottare per uccidere Trump, sebbene da tempo filmati di propaganda suggeriscano il contrario. Trump, dal canto suo, durante la guerra ha promesso di distruggere la civiltà iraniana. “Oggi che siamo qui per il funerale del nostro leader, è una giornata molto dura”, ha dichiarato una partecipante al corteo, “non siamo qui per dirgli addio, siamo qui per vendicarci e ci vendicheremo”.
6 luglio 2026
Salma Khamenei sfila per Teheran, la folla urla «vendetta»
Le cerimonie funebri per l’ex leader Ali Khamenei sono iniziate questa mattina a Teheran, con i veicoli che trasportavano la sua salma e quelle dei suoi familiari. Proseguiranno domani nella città santa di Qom, mercoledì a Najaf e Karbala in Iraq e giovedì a Mashhad, sua città natale, dove verrà sepolto. Le autorità competenti e la televisione di Stato hanno messo in guardia la popolazione dal rischio di possibili incidenti, come calche, durante la cerimonia. Il generale Hassan Hassanzadeh, responsabile delle cerimonie funebri, citato dai media locali, ha invitato la popolazione a partecipare pacificamente al corteo, che si terrà in Piazza Azadi, nella zona sud-ovest della capitale. I partecipanti al funerale a Teheran, vestiti di nero, portano bandiere rosse e quella dell’Hezbollah libanese, sostenuto dall’Iran, oltre a striscioni e cartelli con l’immagine del defunto leader e del suo successore Mojtaba Khamenei. Alcuni gridano ’Morte agli Stati Uniti’ e ’Morte a Israele’, invocando vendetta per la morte di Khamenei durante gli attacchi israeliani-americani del 28 febbraio. Lungo il percorso della processione, che dovrebbe durare dalle 10 alle 12 ore, sono presenti auto della polizia, operatori umanitari e stand di cibo e acqua.
6 luglio 2026
Iran: media statali, iniziata processione funebre Ali Khamenei
Ha preso il via a Teheran la processione funebre per il defunto leader supremo dell’Iran, Ali Khamenei e dei tre membri della sua famiglia. Lo ha annunciato la televisione di Stato. “Il corteo funebre per il venerato corpo dell’Imam e leader martirizzato è iniziata pochi momenti fa nella capitale”, ha scritto su Telegram l’Islamic Republic of Iran Broadcasting (Irib), aggiungendo che “sta partecipando un’enorme folla di persone in lutto”. Ali Khamenei è stato ucciso il 28 febbraio scorso, primo giorno di bombardamenti da parte degli Stati Uniti e di Israele sul territorio dell’Iran.
6 luglio 2026
Iran: Ghalibaf, «sono combattente prima che diplomatico»
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato, durante un incontro con un alto esponente di Hezbollah, di considerarsi “un combattente prima che un diplomatico”, sottolineando che l’Iran deve negoziare mantenendo al tempo stesso la propria “prontezza al combattimento”. Le parole, riportate dai media iraniani, sono state pronunciate nel corso di un colloquio con Mohammad Fneish, ex ministro libanese e figura di spicco del movimento Hezbollah. “Prima sono un combattente e poi un diplomatico. Nella Repubblica islamica, accanto alla diplomazia, abbiamo anche la nostra forza e la nostra prontezza al combattimento - ha affermato Ghalibaf - Dobbiamo negoziare preservando lo spirito della lotta, della preparazione e del sacrificio”. Il leader iraniano ha aggiunto che il cosiddetto “fronte della resistenza” resta un elemento centrale della strategia di Teheran e che, a suo dire, “il nemico ha compreso che la pace nella regione non è possibile se non attraverso la Repubblica islamica”.
6 luglio 2026
Media, spazio aereo Iran chiuso oggi per il corteo funebre di Khamenei
L’Iran chiuderà completamente lo spazio aereo di Teheran oggi nell’ambito dei funerali della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Lo riferisce l’agenzia di stampa Isna, scrive Anadolu. Ieri i voli sono proseguiti senza restrizioni in tutto il Paese, ma oggi lo spazio aereo di Teheran sarà completamente chiuso durante il corteo funebre principale. Secondo il programma annunciato dall’Organizzazione per l’Aviazione Civile, i voli di linea presso gli aeroporti internazionali di Teheran Mehrabad e Imam Khomeini saranno sospesi domani, in concomitanza con lo svolgimento delle cerimonie pubbliche nella capitale. Martedì invece l’aeroporto di Mehrabad riprenderà le normali operazioni, mentre l’aeroporto Imam Khomeini rimarrà chiuso. Le autorità hanno inoltre reso noto che il 9 luglio, durante la cerimonia di sepoltura finale, saranno completamente sospesi anche lo spazio aereo sopra la città nord-orientale di Mashhad e le operazioni presso l’aeroporto internazionale Shahid Hasheminejad.
6 luglio 2026
Iran, i familiari al corteo funebre di Ali Khamenei, manca Mojtaba
La cerimonia funebre ufficiale della Guida Supremia iraniana Ali Khamenei è iniziata pochi minuti fa, dopo che il veicolo che trasportava la salma del defunto leader è stato avvistato in strada. Sono presenti anche altri veicoli con a bordo i suoi familiari, tra cui la figlia Boshra, il genero Mesbaholhoda Bagheri, la nipote Zahr Mohammadi Golpaygani e Zahra Haddad Adel, moglie del figlio e successore Mojtaba Khamenei.







