Trasporti

In Italia mancano 30mila conducenti: al via la piattaforma per trovare lavoro

Secondo le associazioni di categoria, in Italia la carenza di autisti rappresenta ormai una criticità strutturale. Anita, Anav, Unasca e Confarca hanno lanciato una piattaforma per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di conducenti

di Pietro Menzani

 Pierre Teyssot / AGF

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Secondo le indagini delle associazioni di categoria, in Italia mancano 10mila autisti per il trasporto passeggeri e 20mila per il trasporto merci. E il quadro - complici la perdita di appeal della professione e la crisi demografica - sembra destinato a peggiorare.

Proprio per affrontare in modo strutturale la carenza di conducenti, Anita, l’associazione fondata da Confindustria per rappresentare le imprese dell’autotrasporto merci e della logistica, Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori), Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica) e Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici) hanno lanciato una piattaforma interassociativa che mira a semplificare l’accesso alla professione.

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Il contesto

La piattaforma - presentata martedì 26 maggio nella sala stampa della Camera davanti al presidente della commissione Trasporti Salvatore Deidda - si pone l’obiettivo di intervenire sulla vulnerabilità sistemica che caratterizza l’intero settore dell’autotrasporto. Secondo le stime, infatti, la situazione è allarmante: l’età media degli autisti di trasporto merci è di 47 anni e il 5% di loro ha meno di 25 anni, mentre quella dei conducenti di trasporto passeggeri è di 50 anni e solo il 3% è under 25.

Per le associazioni di categoria, la carenza di conducenti rappresenta una criticità strutturale da un punto di vista economico, sociale, operativo e strategico e nel breve e medio periodo potrebbe portare al blocco delle forniture, all’aumento dei costi e al deterioramento della mobilità collettiva e del turismo. A lungo termine, invece, potrebbe causare una riduzione della crescita economica e un peggioramento della competitività e dell’efficacia del trasporto su strada nel Paese.

Come spiega Riccardo Morelli, presidente di Anita, «la disponibilità di conducenti qualificati è un fattore abilitante per la competitività delle imprese di autotrasporto merci e logistica, da cui dipende la continuità delle filiere produttive e la capacità di crescita del sistema Paese». Inoltre, Paolo Colangelo, presidente di Confarca, ribadisce che «il mestiere di conducente è sempre importantissimo: se non abbiamo autisti, gli autobus e le merci si fermano, e in Italia il trasporto merci su strada rimane predominante rispetto alle altre tipologie di trasporto».

Il progetto

Anita, Anav, Unasca e Confarca si sono dunque unite per affrontare una sfida che ritengono prioritaria: rendere più appetibile la professione e valorizzare la forza lavoro. Lo scopo della piattaforma è attrarre e fidelizzare nuovi professionisti e migliorare le condizioni lavorative, promuovendo formazione e innovazione in collaborazione con le istituzioni e gli stakeholder nazionali.

Nicola Biscotti, presidente di Anav, afferma infatti che «la carenza di conducenti rappresenta oggi una priorità strategica per l’intero sistema della mobilità e della logistica», aggiungendo che «senza un intervento strutturale, il rischio è quello di compromettere la continuità e la qualità dei servizi. Con questa iniziativa la associazioni intendono costruire un modello condiviso che metta al centro la qualificazione professionale, il raccordo tra formazione e impresa e la valorizzazione del lavoro di conducente come leva per la crescita e la modernizzazione del settore».

Al centro dell’iniziativa c’è la piattaforma digitale interassociativa ANITA/ANAV&Jobs, evoluzione della già esistente ANITA&Jobs, che si pone l’obiettivo di promuovere progetti per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di conducenti e rafforzare il legame tra formazione e occupazione. Si tratta di uno strumento gratuito messo a disposizione delle imprese aderenti ad Anita e Anav per dare vita a un punto di incontro tra aziende del settore e professionisti.

Per i lavoratori costituisce una porta d’accesso privilegiata alle aziende del comparto, per le imprese uno strumento di recruiting specializzato. Al fine di sostenere l’inserimento qualificato nel settore - viene spiegato - , ANITA/ANAV&Jobs offre opportunità reali di impiego, percorsi di crescita professionale e programmi di formazione continua.

Il ruolo delle autoscuole

Essenziale in questo contesto è anche il ruolo delle autoscuole, rappresentate da Confarca e Unasca, che rappresentano l’inizio del percorso di chi vuole approcciarsi alla professione di autista. Le scuole di guida, in sinergia con Anita e Anav, si sono rese disponibili a contribuire all’alimentazione della piattaforma tramite un’attività costante di promozione e orientamento.

Andrea Vannucchi, presidente di Unasca, afferma infatti che «la formazione rappresenta un investimento imprescindibile per garantire il futuro del trasporto professionale e per rispondere alla crescente esigenza di nuove competenze nel settore» e che si tratta di «un’iniziativa che guarda al futuro, promuovendo una nuova cultura della sicurezza, della competenza e della responsabilità, valori indispensabili per un trasporto moderno, sostenibile e qualificato».

Le proposte normative

Nel documento firmato dalle associazioni vengono poi elencate alcune proposte normative mirate a facilitare l’accesso alla professione di conducente. Tra queste figurano la possibilità di partecipare ai percorsi di formazione a distanza e l’introduzione di prove teoriche in lingua inglese.

In più, le associazioni chiedono la concessione dell’autorizzazione temporanea alla guida per conducenti in formazione e il rifinanziamento del Bonus patente giovani, che copre fino all’80% delle spese sostenute per ottenere la Cqc - la Carta di qualificazione del conducente necessaria per accedere al trasporto di merci o persone - fino a un massimo di 2.500 euro per ciascun beneficiario.

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