In Italia servono 840mila case per chi lavora (e 235 miliardi di investimenti)
Secondo uno studio di Scenari Immobiliari e Investire Sgr, oltre 25 milioni di lavoratori vivono in territori dinamici ad alta tensione abitativa. Di questi oltre, oltre 4 milioni di famiglie non riescono ad accedere al mercato privato nè hanno i requisiti per l’edilizia residenziale pubblica
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
Oltre 25 milioni di lavoratori in Italia vivono in territori dinamici sotto il profilo economico e occupazionale. Ma questo porta squilibri sul mercato residenziale: forte domanda, scarsa offerta e valori in crescita. Questo paradigma produrrà - da qui al 2050 - un fabbisogno abitativo di 840mila case, di cui circa 540mila destinate a lavoratori continuativi e circa 300.000 a lavoratori stagionali, che richiedono una mobilitazione di investimenti per oltre 235 miliardi di euro.
Chiedilo al Sole
E’ quanto emerge dal report di Scenari Immobiliari in collaborazione con Investire Sgr, presentato durante il 34esimo Forum del settore, in corso a Rapallo.
La disponibilità di abitazioni accessibili è diventata una vera e propria infrastruttura strategica. In Italia, nei contesti territoriali più dinamici, legati all’industria, al terziario e al turismo, l’aumento costante dei costi immobiliari e la contemporanea contrazione dell’offerta rischiano di frenare anche il mercato del lavoro. Un chiaro segnale di questa tensione emerge dai dati sull’occupazione: a fronte di circa 2,87 milioni di assunzioni programmate dalle imprese nel primo semestre del 2026, si registra una difficoltà di reperimento per il 44,8% delle figure cercate. In questo scenario, la scarsità di soluzioni abitative flessibili e commisurate al potere d’acquisto dei lavoratori rappresenta un ostacolo primario per l’attrazione e la stabilizzazione dei talenti nei distretti produttivi nazionali.
Fabbisogno di 840mila case nei bacini produttivi
Per misurare la reale portata del fenomeno, l’analisi condotta nel rapporto di Scenari Immobiliari e Investire Sgr si basa sullo studio di 515 Sistemi Locali del Lavoro. Si tratta di aggregazioni territoriali che riflettono i reali bacini occupazionali e produttivi nazionali, permettendo di individuare dove la crescita economica genera maggiore domanda di abitazioni per lavoratori e famiglie. In Italia sono oltre 25,19 milioni i lavoratori che vivono e operano all’interno di questi territori dinamici. Questo vasto bacino genera un fabbisogno abitativo stimato in circa 840 mila case, destinate a sostenere la cosiddetta fascia grigia, composta da oltre 4 milioni di nuclei familiari che dispongono di un reddito ma non riescono ad accedere al mercato privato ai prezzi attuali e non rientrano nei requisiti dell’edilizia residenziale pubblica.
Analizzando la distribuzione settoriale del fabbisogno abitativo all’interno dei Sistemi Locali del Lavoro, circa 410mila case si concentrano nei territori a prevalente vocazione terziaria, che comprendono le grandi città e le aree metropolitane. Altri 287 mila alloggi sono riconducibili ai territori a forte specializzazione turistica, mentre 110 mila unità servono i contesti industriali e manifatturieri, a cui si aggiunge una quota residuale di 30.500 abitazioni legate alle attività primarie e agricolo-alimentari. Inoltre, lo studio suddivide la domanda complessiva tra 537.500 lavoratori continuativi, che necessitano di residenze stabili per sé e per i propri nuclei familiari, e 300mila lavoratori stagionali, caratterizzati da esigenze abitative flessibili e periodiche.
Brand connect
Newsletter RealEstate+
La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti
Abbonati-U03628322025wtH-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=650x341)
