Borghi d’Italia

In Piemonte tra specchi d’acqua, nuclei medioevali in quota e cantine ipogee

L’anima della regione pulsa in una rete capillare di piccoli centri con un modello di accoglienza “slow” in cui vanno a braccetto tutela del paesaggio Unesco e visione innovativa dell’ospitalità

di Laura Dominici

Collegiata di Varallo-ATL-Terre d’Alto Piemonte

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Il Piemonte non è solo la maestosità sabauda di Torino o il rigore dei grandi comprensori sciistici. La vera anima della regione pulsa in una rete capillare di borghi che, oggi più che mai, rappresentano un modello di accoglienza “slow”, capace di coniugare la tutela del paesaggio Unesco con una visione innovativa dell’ospitalità. Un viaggio in queste terre significa attraversare la storia: dalle tracce del passaggio di Annibale nelle valli cuneesi alle avanguardie artistiche che colorano le vigne di Langa. Non si tratta solo di mete turistiche, ma di veri e propri scrigni di esperienze. Si può camminare tra i murales di Usseaux, perdersi nel profumo del cioccolato a Borgo San Dalmazzo o scoprire il fascino sotterraneo degli “infernot” nel Monferrato. In questo viaggio tra le province piemontesi si va alla scoperta di tradizioni antiche, sapori rari come il ’formaggio delle viole’ e paesaggi patrimonio Unesco, dove ogni pietra e ogni cortile hanno una storia millenaria da raccontare.

Cuneese: dove la storia incontra il gusto

Il viaggio inizia in Valle Varaita, dove la leggenda vuole che Annibale attraversò le Alpi con i suoi elefanti. Oggi quel mito rivive in dodici tappe da percorrere a piedi o in bicicletta, immergendosi nella cultura occitana. Poco lontano, il contrasto tra epoche si fa affascinante: a Bene Vagienna, tappa d’obbligo per gli amanti dell’archeologia, si respira l’eredità romana dell’antica Augusta Bagiennorum, celebrata in estate dal festival di cultura classica “Le Ferie di Augusto”. Degli antichi splendori ha conservato i resti del teatro, della basilica paleocristiana e dell’acquedotto. A Borgo San Dalmazzo, invece, è il cioccolato a farsi cultura. La città, oltre a eccellere nell’arte del cacao con l’evento “Un Borgo di Cioccolato”, pullula di eleganti pasticcerie artigianali per degustare varie golosità. La cittadina offre anche spunti di riflessione profonda con MEMO4345, un percorso multimediale dedicato alla memoria della Shoah in Europa.

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Chianale innevata - ph. R. Croci - Archivio ATL del Cuneese

BSD verde - ph. Loris Salussolia - Archivio ATL del Cuneese

Chianale - ph. Roberto Croci - Archivio ATL del Cuneese

MEMO4345 - Archivio ATL del Cuneese

L’incanto dell’acqua: dai Laghi alla Valsesia

Spostandosi verso nord, il Distretto dei Laghi offre atmosfere romantiche, con l’imponenza delle montagne e la possibilità di praticare attività outdoor e wellness unite ad un’esperienza enogastronomica d’eccellenza. Vogogna, con il suo Castello Visconteo, è la porta d’accesso alla selvaggia Val Grande. Il suo patrimonio storico e architettonico medievale comprende anche il Palazzo Pretorio, il tutto immerso in un contesto naturale unico. Bandiera arancione del Touring Club Italiano, il borgo è sede del Parco Nazionale della Val Grande, la zona selvaggia più estesa d’Italia (15 mila ettari di superficie), un paradiso per gite, escursioni e vacanze all’aria aperta. Orta San Giulio (anch’esso Bandiera Arancione Tci) rimane un unicum poetico. Qui, tra il Sacro Monte e l’Isola di San Giulio, il silenzio è scandito dai messaggi spirituali delle suore di clausura lungo il camminamento dell’isola. Da visitare il caratteristico centro storico dalle stradine acciottolate, il Broletto, il palazzo comunale di origine medievale e la Salita della Motta che conduce al Sacro Monte. Risalendo verso la Valsesia, Varallo si conferma centro di gravità culturale con il festival dell’Alpàa, che ogni luglio trasforma il borgo in una vetrina dell’artigianato e dell’enogastronomia d’eccellenza.

Lago Orta-Visit Piemonte-GettyImages, ph Giorgio Perottino

Lago Orta-Visit Piemonte-GettyImages, ph Giorgio Perottino

Lago Orta-Visit Piemonte-GettyImages, ph Giorgio Perottino

Concerto per la Fiera Alpaa di Varallo-ATL Terre dell’Alto Piemonte

Geografie del vino e dell’arte tra Langhe e Monferrato

Il paesaggio vitivinicolo Unesco è il cuore pulsante dell’economia turistica regionale. A Govone, la residenza estiva di Carlo Felice di Savoia, incanta con la fioritura delle rose antiche a maggio. I suoi interni offrono uno sguardo intimo della vita quotidiana della famiglia reale dei Savoia, in particolare di re Carlo Felice e di sua moglie Maria Cristina di Borbone, che lo trasformarono in dimora estiva e ne arricchirono le decorazioni. Castagnole delle Lanze è noto invece come il “borgo dipinto” per le numerose opere d’arte contemporanea create da Vincenzo Piccato e altri artisti che hanno trasformato le vie in un museo a cielo aperto con i murales dedicati alla cultura contadina. Nella seconda metà di maggio, la Festa della Barbera di Cortile in Cortile celebra questa antica tradizione enologica con assaggi di vino e prodotti locali. Da maggio a novembre, un’ampia programmazione di eventi e installazioni artistiche nei borghi dell’area Unesco quali Barolo, Barbaresco, Grinzane Cavour, Neive compone il programma di ORMA (Tracce d’artista), il circuito che unisce quattro rassegne d’arte contemporanea in Langhe, Monferrato e Roero, trasformando i luoghi in gallerie en plein air.

Garbagna 1_ATL ALEXALA ph Alice Tosonotti

Le cantine ipogee dell’Alessandrino

Nell’Alessandrino, la pietra da cantoni domina a Cella Monte e Rosignano Monferrato, capitali degli infernot, le spettacolari cantine ipogee scavate a mano. La pietra locale è l’elemento dominante anche delle case, le cui mura a volte racchiudono conchiglie fossili. Da visitare senz’altro l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni e la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, mentre, uscendo dal borgo di Cella Monte, basta imboccare i tanti percorsi a piedi e in bicicletta per ammirare i paesaggi collinari Unesco con percorsi tra vigneti, scoprendo anche l’arte moderna a cielo aperto durante la passeggiata. Per chi cerca l’autenticità slow, Garbagna offre l’incanto medievale e il sapore unico della sua ciliegia “Bella”, presidio Slow Food al quale è dedicata una sagra nella prima metà di giugno. Qui si può fare tappa alla Chiesa di San Giovanni Battista Decollato (con opere d’arte e organo seicentesco), ai ruderi del castello e al Santuario della Madonna del Lago, situato in un’area prativa tra i boschi, costruito – secondo la tradizione – a seguito di un’apparizione della Vergine Maria nel 1341. Per chi ama camminare, dal borgo si dirama una bella e attrezzata serie di sentieri panoramici sui Colli Tortonesi.

Tradizioni e avanguardia nel Biellese e Novarese

Il Biellese schiera il suo “nuovo” gioiello: il Borgo del Piazzo, nucleo medievale di Biella appena entrato nei Borghi più belli d’Italia, che ospiterà fino ad aprile la mostra ‘Andy Warhol – Pop Art & Textiles’. Da non perdere il Ricetto di Candelo, architettura medievale intatta che nel 2026 (tra fine maggio e inizio giugno) tornerà a fiorire con “Candelo in Fiore”, e Rosazza, borgo dal fascino eclettico e misterioso incastonato nell’Alta Valle Cervo. Poco prima di Rosazza, si imbocca la strada panoramica che attraversa l’Oasi Zegna; qui, nel periodo primaverile, sono imperdibili le fioriture della conca dei rododendri, un vero e proprio giardino tra le montagne. Nel Novarese, il binomio vino-tradizione vince a Ghemme, con la sua Mostra Mercato del Vino Docg tra le mura del Castello-Ricetto, e a Oleggio, dove il giorno di Pasqua si corre la storica “Corsa della Torta”, un palio tra gli scapoli del borgo che affonda le radici nel Rinascimento. Sempre a Oleggio, il 1° maggio, viene organizzata, lungo le vie e nelle piazze del centro storico, la tradizionale Fiera Agricola Nazionale, con esposizione e vendita di prodotti agricoli di oltre 200 espositori provenienti da diverse regioni, punti di ristoro e momenti di animazione. La fiera si ispira all’antica presenza del mercato del bestiame a Oleggio fin dal 1447.

Ricetto di Ghemme Visit Piemonte-GettyImages ph Giorgio Perottino

Ricetto di Ghemme 2 Visit Piemonte-GettyImages ph Giorgio Perottino

Ricetto di Candelo ATL Terre dell’Alto Piemonte

Alta quota e borghi narranti

Il gran finale è sulle montagne torinesi. Usseaux, il “borgo dei murales” a 1400 metri di altitudine, è un esempio di resilienza montana: cinque borgate, ognuna con un tema, dal pane cotto nei forni comuni al pregiato formaggio “Plaisentif”, il formaggio delle viole prodotto solo nel periodo della fioritura. Il 2026 sarà un anno d’oro per questo territorio, con il passaggio del Giro d’Italia Woman (5 giugno), la Commemorazione della Battaglia dell’Assietta e la Festa del Piemonte al Colle dell’Assietta (19 luglio). Tra i piatti gastronomici da provare in zona spiccano le “cajette”, grossi gnocchi preparati con patate crude grattugiate, farina, pancetta, salsiccia, porri, e verza. A questi si aggiungono la glara, torta salata a base di patate, e i gofri, cialde di pasta composte solamente da tre ingredienti. Tra l’altro il territorio è porta d’accesso al Parco Naturale Orsiera-Rocciavré e ad un percorso panoramico d’alta quota molto amato da ciclisti ed escursionisti. A breve distanza si trova il maestoso Forte di Fenestrelle, la più grande fortificazione alpina d’Europa. Infine, Moncenisio: con soli 45 abitanti, è uno dei comuni più piccoli d’Italia. Un tempo snodo fondamentale della Via Francigena, oggi preserva intatto il suo fascino di “terra al confine”, dove assaporare piatti a base di antichi mais macinati a pietra, lontano dal rumore della modernità. Nel periodo 1803-1811 venne costruita, per ordine di Napoleone Bonaparte, la strada napoleonica (l’attuale SS25), che tagliò fuori il paese e soprattutto rese praticamente inutile il servizio offerto dalle guide e dai portatori. All’inizio gli abitanti furono impiegati nella costruzione della strada stessa ma, una volta terminata, non rimasero che la pastorizia o l’emigrazione verso i paesi della bassa valle o della vicina Francia. Il borgo oggi è una zona pedonale con caratteristiche case in pietra e legno. Tra le attrazioni principali figurano l’Ecomuseo Le Terre al Confine, un frassino monumentale di oltre 300 anni e i laghetti alpini. Il Comune organizza regolarmente attività culturali e mercatini, specialmente durante la stagione estiva. Da non perdere una sosta alla polenteria “La Ramasse”, ristorante specializzato in antichi mais piemontesi integrali macinati da mulino a pietra.

Usseaux Piemonte ph Giorgio Gulmini

Usseaux Visit Piemonte ph Cristina Pellerino

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