Incendi, perché l’allerta sullo smartphone non basta
Dagli avvisi geolocalizzati ai piani regionali di evacuazione, cresce l’attenzione non solo sulla rapidità delle allerte ma anche sulla preparazione dei cittadini
di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore), Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna) e Mike Konstantopoulos (EFSYN, Grecia)
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5' di lettura
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Gli incendi che nelle ultime settimane hanno colpito diversi Paesi del Mediterraneo hanno riportato l’attenzione su un aspetto della gestione delle emergenze che va oltre la capacità di spegnere i roghi. Se la tecnologia consente ormai di inviare un messaggio di allerta a milioni di telefoni cellulari in pochi secondi, resta una domanda fondamentale: chi riceve quell’avviso sa davvero come comportarsi?
Chiedilo al Sole
Sapere se evacuare o restare in casa è infatti soltanto il primo passo. Altrettanto importante è conoscere il percorso più sicuro, sapere dove si trova il punto di raccolta più vicino e capire quali indicazioni seguire per non ostacolare il lavoro dei soccorritori. La comunicazione è così diventata parte integrante della protezione civile, tanto quanto i mezzi aerei o le squadre impegnate sul fronte del fuoco.
Le recenti emergenze hanno mostrato quanto queste informazioni possano fare la differenza. Nel caso dell’incendio di Los Gallardos, in Andalusia, secondo le ricostruzioni delle autorità regionali, alcune delle vittime avrebbero abbandonato il percorso di evacuazione indicato, tentando di raggiungere la salvezza attraverso strade alternative.
«Bisogna seguire sempre le comunicazioni delle autorità competenti», osserva Antonio Tortosa, presidente dell’associazione spagnola Tecnifuego. La maggior parte dei cittadini, spiega, non dispone delle informazioni e dei sistemi di monitoraggio utilizzati da Protezione civile, vigili del fuoco e amministrazioni locali per valutare l’evoluzione di un incendio e individuare le aree a rischio. È proprio questa disponibilità di dati che permette ai responsabili dell’emergenza di stabilire le priorità e delimitare le zone da evacuare. Per questo, aggiunge Tortosa, la gestione di un incendio richiede «una comunicazione fluida tra cittadini e istituzioni».
Preparare i cittadini prima dell’emergenza
Per gli esperti il problema non riguarda soltanto la tecnologia, ma soprattutto la preparazione della popolazione. «Nessuno ti spiega dove portare i tuoi animali; molte aziende o aree industriali non hanno sviluppato piani di emergenza e la maggior parte delle strutture ricettive non fornisce questo tipo di informazioni», osserva Antonio Novillo, vicecomandante dei vigili del fuoco di Alcorcón, in Spagna, e portavoce dell’Associazione professionale dei vigili del fuoco (APTB).


