World Cup 2026

Inghilterra e Argentina vincono ai supplementari. Semifinale il 15 luglio

L’Inghilterra con uno straordinario Bellingham supera la Norvegia 2 a 1. Per l’Argentina successo per 3 a 1 sulla Svizzera. Ora semifinale il 15 luglio ad Atlanta

Tifosi inglesi festeggiano per le strade di Fulham, a Londra (Gran Bretagna), dopo la vittoria contro la Norvegia nei quarti di finale della Coppa del Mondo.  Reuters

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Il quadro delle semifinali del Mondiale 2026 è completo. A distanza di poche ore, Inghilterra e Argentina hanno conquistato il pass per il penultimo atto del torneo al termine di due quarti di finale combattutissimi, decisi entrambi solo dopo i tempi supplementari. A Miami, l’Inghilterra ha superato la sorprendente Norvegia per 2-1 grazie a una doppietta del solito Jude Bellingham, capace di ribaltare l’iniziale vantaggio scandinavo firmato da Andreas Schjelderup.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Ancora più sofferta la qualificazione dell’Argentina, che a Kansas City ha avuto bisogno di 120 minuti per piegare una tenace Svizzera. Dopo il botta e risposta tra Alexis Mac Allister e Dan Ndoye nei tempi regolamentari, è stata una straordinaria conclusione di Julián Álvarez a indirizzare la sfida verso l’Albiceleste, prima del sigillo finale di Lautaro Martínez nel recupero dei supplementari.

Loading...

Ora l’attenzione si sposta sulla semifinale di Atlanta, in programma il 15 luglio al Mercedes-Benz Stadium, dove andrà in scena una delle grandi classiche del calcio mondiale: Argentina-Inghilterra. Una sfida ricca di storia, fascino e rivalità, che metterà di fronte i campioni del mondo in carica e una delle nazionali più convincenti dell’intera competizione.

Inghilterra-Norvegia 2-1 d.t.s.

All’Hard Rock Stadium di Miami è andata in scena una sfida intensa, condizionata dal caldo e dall’umidità della Florida. La Norvegia, autentica sorpresa del torneo dopo aver eliminato il Brasile, ha giocato senza timori reverenziali e ha trovato il vantaggio al 36’. Martin Ødegaard ha servito Andreas Schjelderup, che entrato in area dalla sinistra ha lasciato partire un incredibile tiro dai 20 metri che ha terminato la sua parabola sotto l’incrocio dei pali, superando il portiere inglese Jordan Pickford.

L’Inghilterra ha reagito nel finale del primo tempo. Al 45’+1 Anthony Gordon ha trovato Jude Bellingham in area e il centrocampista del Real Madrid con un controllo orientato si è incuneato nell’area di rigore battendo Nyland con una conclusione precisa per l’1 a 1.

Nella ripresa le occasioni non sono mancate. La Norvegia è andata vicino al nuovo vantaggio colpendo anche una traversa di testa, mentre Pickford è stato decisivo nelle situazioni più delicate. Con il passare dei minuti la stanchezza ha preso il sopravvento e la gara è scivolata ai supplementari.

Il gol decisivo è arrivato al 93’. Morgan Rogers ha concluso da fuori area, Nyland non ha trattenuto il pallone e Bellingham, appostato da vero attaccante, ha ribadito in rete firmando la doppietta e il definitivo 2 a 1.

L’Inghilterra non ha brillato sul piano del gioco, ma ha mostrato maturità e capacità di soffrire. La squadra di Thomas Tuchel ha saputo restare in partita nei momenti più complicati e si è affidata ancora una volta alla classe del suo uomo simbolo, Jude Bellingham. Due gol, leadership, presenza costante nelle zone decisive del campo e capacità di risolvere un quarto di finale praticamente da solo.

Tra i norvegesi vanno sottolineate le prove di Ødegaard, ispiratore della manovra offensiva, e di Schjelderup, autore di un gol splendido. La nazionale scandinava lascia il torneo a testa alta dopo il miglior Mondiale della sua storia.

Argentina-Svizzera 3-1 d.t.s.

All’Arrowhead Stadium di Kansas City, l’Argentina ha dovuto sudare molto più del previsto per piegare una Svizzera organizzata e combattiva. La squadra di Scaloni è partita forte e al 10’ ha sbloccato il risultato: corner perfetto di Lionel Messi e colpo di testa vincente di Alexis Mac Allister.

Loading...

Con il passare dei minuti la Svizzera però è cresciuta. Embolo ha impegnato Emiliano Martínez con una conclusione pericolose, dopo l’intervallo, i rossocrociati hanno aumentato ancora di più la pressione. Il meritato pareggio è arrivato al 67’ con Dan Ndoye, bravo a finalizzare un’azione costruita da Ricardo Rodríguez.

La svolta della partita è arrivata al 72’, quando Breel Embolo è stato espulso per doppia ammonizione, lasciando la Svizzera in dieci uomini.

L’attaccante svizzero era già stato ammonito al 44’ per un intervento falloso su Lisandro Martínez. Con la Svizzera sull’1-1, Embolo è entrato in area argentina e ha cercato il contatto con un difensore avversario, finendo a terra. In un primo momento l’arbitro aveva mostrato il cartellino giallo a Leandro Paredes per il presunto fallo e assegnato il rigore.

Il VAR è però intervenuto per rivedere l’azione. Le immagini hanno evidenziato che non c’era stato alcun contatto significativo da parte di Paredes e che Embolo aveva simulato la caduta. Dopo la revisione video, il direttore di gara ha revocato l’ammonizione al centrocampista argentino e ha invece sanzionato Embolo per simulazione.

Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Murat Yakin ha resistito e ha portato la sfida ai tempi supplementari. Quando la gara sembrava indirizzata verso i rigori, è arrivato il colpo del campione. Al 112’ Julián Álvarez ha estratto dal cilindro un capolavoro: conclusione da circa 25 metri finita all’incrocio dei pali. Un gol straordinario che ha spezzato l’equilibrio.

In pieno recupero del secondo tempo supplementare Lautaro Martínez ha poi chiuso definitivamente i conti in contropiede, firmando il 3-1 finale.

L’Argentina ha confermato la sua enorme qualità offensiva ma anche qualche difficoltà nel controllare le partite. Messi ha illuminato il gioco con l’assist per Mac Allister e diverse giocate decisive, mentre Emiliano Martínez ha effettuato parate fondamentali nei momenti più delicati.

La Svizzera esce dal torneo con un’altra prestazione di spessore e il rimpianto di non aver potuto schierare nei match decisivi quello che si stava rilevando come il miglior talento della squadra Johan Manzambi infortunatosi negli ultimi istanti dell’allenamento che precedeva l’ottavo di finale contro la Colombia. L’ex bolognese Ndoye è stato il più pericoloso davanti, mentre Kobel ha tenuto in vita i suoi fino ai supplementari. La resistenza elvetica è stata notevole nonostante l’uomo in meno per quasi cinquanta minuti.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB