Intelligenza artificiale: già integrata nel 62% delle imprese farmaceutiche
Attesa una crescita del 45% nei prossimi cinque anni: i reparti di ricerca e sviluppo i più coinvolti con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di nuove molecole
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“Oggi il 62% delle imprese farmaceutiche integra già l’intelligenza artificiale nei propri reparti ricerca e sviluppo (R&D), con una crescita del 45% attesa nei prossimi cinque anni. Il motivo? I vantaggi sono evidenti: più rapidità, maggiore accuratezza, minori costi e la possibilità di prevedere in modo più affidabile l’efficacia di un trattamento prima ancora della sperimentazione sull’uomo”. Lo afferma l’Agenzia italiana del farmaco che ha pubblicato il dossier “Intelligenza artificiale e salute. Come l’Ia sta rivoluzionando la ricerca farmaceutica, la medicina di precisione e il futuro della salute globale”.
Il ruolo delle agenzie regolatorie
In questo scenario di grandi cambiamenti le agenzie regolatorie del farmaco sono chiamate a essere protagoniste. L’Aifa, così come l’europea Ema e l’americana Fda, stanno ponendo grande attenzione alle potenzialità della tecnologia per garantire decisioni più rapide, etiche e basate sui dati. Se l’Ema ha già avviato il piano quinquennale ’Data and AI’ per integrare l’algoritmo nei processi regolatori, l’Aifa sta progressivamente adottando strumenti predittivi con il duplice obiettivo di velocizzare la valutazione dei dossier regolatori e supportare l’Hta (Health Technology Assessment), analizzando benefici clinici e impatto economico delle nuove terapie.
Secondo Aifa quindi l’industria farmaceutica “è oggi una delle punte più avanzate dell’innovazione digitale. Il settore, per sua natura ad alta intensità di ricerca, ha accolto l’intelligenza artificiale come un alleato imprescindibile”.
Gli ambiti di applicazione più promettenti dell’applicazione dell’Ia in sanità vanno dalle fasi iniziali della ricerca di laboratorio, alla sperimentazione clinica per arrivare alla pratica medica quotidiana. Secondo il dossier Aifa, per esempio, grazie alle reti neurali profonde, è possibile analizzare milioni di molecole e prevederne il fallimento in silico (virtualmente), scartando subito i composti inefficaci o tossici. Il vantaggio è che si riducono drasticamente tempi e costi della ricerca, concentrando le risorse solo sui candidati più promettenti.
Trial clinici più efficienti e medicina di precisione
Tramite specifiche piattaforme, sottolinea il report Aifa, è possibile analizzare milioni di cartelle cliniche in pochi minuti per identificare i pazienti idonei per l’arruolamento in un trial clinico, superando le difficoltà di reclutamento che spesso rallentano la conduzione degli studi. L’IA consente inoltre di spostare parte della sperimentazione dal mondo reale a quello virtuale (in silico). L’avvento dei “Trial Virtuali” e dei “Gemelli Digitali” consente infatti di prevedere la risposta a un trattamento prima della somministrazione reale del farmaco, riducendo drasticamente la necessità di test su animali e umani nelle fasi preliminari degli studi.







