Intelligenza artificiale in sanità, così l’algoritmo affiancherà i medici
Dal 2 agosto le regole sull’intelligenza artificiale diventano pienamente esigibili: cosa cambia per i sistemi sanitari, per i professionisti e per gli utenti
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L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nella sanità italiana, con una regola precisa: gli algoritmi dovranno affiancare i professionisti, non sostituirli. È questo il principio che emerge dalle disposizioni contenute nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri, il 10 giugno scorso, per l’attuazione del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), che dedica un capitolo specifico, oltre che alla governance e ai percorsi assistenziali del Ssn, alla formazione del personale sanitario.
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Professionisti: cosa cambia
In tema di formazione in ambito di professioni sanitarie è previsto che:
• la formazione sull’IA è inserita obbligatoriamente, con una specifica percentuale, nel programma di Educazione Continua in Medicina (Ecm);
• i contenuti riguardano non solo l’uso operativo degli strumenti, ma anche profili deontologici, etici e giuridici, affinché il professionista mantenga piena responsabilità clinica;
• la formazione sull’IA diventa parte integrante anche della formazione manageriale rivolta ai dirigenti sanitari al fine di garantire maggiore efficienza nella gestione e nell’organizzazione dei servizi sanitari, come ad esempio nel governo delle liste d’attesa e nella razionalizzazione degli sprechi.







